{"id":11839,"date":"2017-05-10T16:57:28","date_gmt":"2017-05-10T14:57:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11839"},"modified":"2017-05-15T17:00:09","modified_gmt":"2017-05-15T15:00:09","slug":"cose-dellaltro-mondo-con-agenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cose-dellaltro-mondo-con-agenda\/","title":{"rendered":"Cose dell&#8217;altro mondo (con agenda)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abAbbiamo un problema serio. In USA la partecipazione al mercato del lavoro dei 25-54enni \u00e8 la pi\u00f9 bassa nei paesi sviluppati\u00bb e il 57% di chi non lavora \u00e8 malato o invalido. \u00abDobbiamo suonare l\u2019allarme perch\u00e9 la scuola abbandona i nostri bambini, spesso di minoranze o famiglie pi\u00f9 modeste. In molti licei, meno del 60% degli studenti si diploma e molti diplomati non sono preparati per il lavoro. Stiamo creando una generazione di cittadini senza alcuna possibilit\u00e0 di riuscita nel nostro paese di sogni e opportunit\u00e0. Malauguratamente questo si perpetua e ne paghiamo tutto il prezzo\u00bb. Cose dell\u2019altro mondo, scritte nell\u2019annuale lettera agli azionisti inviata il 4 aprile da Jamie Dimon, presidente e amministratore delegato di JPMorgan, protagonista della finanza e della crisi globali. \u00abNel 2015 lo studio di Angus Deaton e Anne Case, universit\u00e0 di Princeton, New Jersey, sull\u2019inedita maggiore mortalit\u00e0 dei bianchi americani, segnalava i dolori oggi molto pi\u00f9 frequenti dei 45-54enni. Altri non hanno competenze per un impiego. Pi\u00f9 spettacolare \u00e8 che il 71% dei 17-24enni esclusi dal mercato del lavoro non pu\u00f2 neanche tentare di arruolarsi nell\u2019esercito USA, perch\u00e9 senza le nozioni di base di lettura e calcolo, o per motivi di salute, come obesit\u00e0 e diabete\u00bb [St\u00e9phane Lauer, \u00abAux Etats-Unis, le trompe-l\u2019\u0153il du plein-emploi\u00bb, Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise, 11\/04\/2017, p. 5].<br \/>\nInoltre, \u00abin USA i monopoli fanno problema, l\u2019Universit\u00e0 di Chicago ha appena tenuto un summit sulla minaccia che possono porre alla maggiore economia mondiale\u00bb. \u00abNegli anni 1970 economisti della Chicago School sostenevano che le grandi imprese non minacciavano sviluppo e prosperit\u00e0. La tesi divenne dominante e indusse tribunali e enti di regolazione al lassismo antitrust per decenni. La tendenza sta cambiando. Cresce il consenso tra gli economisti su un significativo indebolimento della competizione economica. Brutta novit\u00e0: le imprese dominanti possono permettersi innovazioni insufficienti e aumentare le ineguaglianze accumulando profitti a spese di salari e investimenti. Forse \u00e8 prematuro parlare di una nuova scuola di Chicago, ma capi azienda e investitori devono stare attenti a un mutamento intellettuale che pu\u00f2 cambiare il mondo degli affari USA\u00bb. \u00abBisogna tuttavia imparare dalla prima Chicago School. In fondo vinse un\u2019annosa battaglia d\u2019idee passate in politica, nei tribunali e nell\u2019opinione pubblica. Gli USA devono riscoprire le virt\u00f9 della competizione. Per fortuna, tra vent\u2019anni sembrer\u00e0 imbarazzante si sia dovuto discuterne l\u2019importanza in un summit\u00bb [\u00abSchumpeter \/Crony Capitalism\u00bb, The Economist, 15-21\/04\/2017, p. 58].<br \/>\nImbarazzante \u00e8 accorgersi solo ora che la Chicago School \u00e8 ideologia. L\u2019economia non \u00e8 scienza, ma lavora sui fatti, che gi\u00e0 ventisei anni fa additavano la \u2018brutta novit\u00e0\u2019 rivelata da The Economist. Cos\u00ec scrivevano i ricercatori inglesi Christos N. Pitelis e Roger Sugden (University of St Andrews e University of Birmingham): \u00aba breve termine le imprese transnazionali implicano sia efficienze che inefficienze. Tendono a rimuovere inefficienze dei mercati internalizzandoli globalmente. Possono creare nuovi mercati in paesi ospiti, esportare tecnologia e sviluppare mercati prima trascurati. Ma al contempo possono chiudere i mercati, ridurre il benessere dei consumatori e il potere contrattuale di sindacati e stati, domestici e ospiti. Inoltre, a lungo termine, la nostra analisi indica una possibile tendenza alla stagnazione globale\u00bb [The Nature Of The Transnational Firm, London, USA and Canada 1991, p. 208]. Cos\u00ec \u00e8 puntualmente accaduto.<br \/>\nPerch\u00e9 imprese sempre pi\u00f9 grandi e senza controlli darebbero priorit\u00e0 a lavoro e investimenti, con manager pagati soprattutto in azioni e azionisti \u2013 inclusi sindacati, fondi pensione e pensionati \u2013 che vogliono dividendi? Apple vende sempre meno, ma nel primo trimestre 2017 ha registrato il record assoluto di cassa con 250 miliardi di dollari (15 dieci anni fa), pi\u00f9 di quanto vale in borsa ogni altra impresa USA, salvo dieci. Cassa per il 90% all\u2019estero, in attesa che Trump riduca dal 35 al 15% l\u2019imposta sulle imprese [J\u00e9r\u00f4me Marin, \u00abApple: une tr\u00e9sorerie record mais des ventes en baisse\u00bb, Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise, 04\/05\/2017, p. 8]. Il 15% \u00e8 gi\u00e0 l\u2019imposta del private equity, che compra imprese per venderle a pezzi e con meno dipendenti: da qui vengono il nuovo segretario al tesoro Steven Mnuchin e il consigliere di Trump Stephen Schwarzmann [St\u00e9phane Lauer, \u00abFiscalit\u00e9 bien ordonn\u00e9e commence par soi-m\u00eame\u00bb, Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise, 03\/05\/2017, p. 6]. Ma senza tasse proporzionate alle ricchezze, come istruire e curare i cittadini americani?<br \/>\nI fatti non contano, il perch\u00e9 ci aiuta a capirlo St\u00e9phane Garelli, docente all\u2019International Institute for Management Development a Losanna e fondatore del World Competitive Center. \u00abLe persone si rifugiano ora nell\u2019universo virtuale, come in altri tempi nella religione o nella droga, per sfuggire al loro mondo quotidiano. Il messaggio di chi, come gli economisti, osserva e analizza il mondo reale, molto semplicemente non \u2018passa\u2019\u00bb. \u00abLe persone si rendono sempre pi\u00f9 conto di essere travolte da informazioni falsificate e dicerie; ci vorr\u00e0 di nuovo un valore aggiunto per una vera informazione\u00bb. \u00abNon sapendo misurarlo, gli economisti trascurano questo mondo irreale. Che produttivit\u00e0 hanno Internet e reti sociali? Come influenzano consumi e produzione? Non si sa quantificarlo; i tentativi di misura, anche con i big data, falliscono nel prevedere ci\u00f2 che va o non va. Si \u00e8 nell\u2019ambito delle dicerie. Caso tipico, gli economisti prevedevano che le borse sarebbero affondate con la vittoria di Trump; invece, si sono involate. Senza alcuna ragione economica. O la gigantesca capitalizzazione di Tesla [berline elettriche] che perde soldi. Gli economisti sono ridotti a analizzare le aspettative\u2026 sulle aspettative. Keynes parlava di \u201cspiriti animali\u201d per descrivere i comportamenti irrazionali dei mercati finanziari d\u2019allora. Lo spirito animale \u00e8 il motore di questa irrealt\u00e0\u00bb [\u00abLa profession n\u00e9glige le monde irr\u00e9el\u00bb, propos recueillis par A.R., Le Monde \u00c9co&amp; Entreprise, 11\/04\/17, p. 7].<br \/>\nLo spirito animale \u00e8 motore dell\u2019irrealt\u00e0. In uno studio su 23 paesi europei, pubblicato il 4 maggio, Oxford Economics conclude che \u00ab\u00e8 lo \u2018stress culturale\u2019 \u2013 misurato sul numero di immigrati, sulla paura del terrorismo e sull\u2019ostilit\u00e0 all\u2019Europa \u2013 che meglio riesce a spiegare il successo dei populisti, dal primo ministro ungherese Viktor Orban al Movimento 5 Stelle in Italia passando per il partito dei Veri Finlandesi. In breve, it\u2019s not the economy, stupid\u00bb [Marie de Verg\u00e8s, \u00abVote populiste: \u201cIt\u2019s not the economy, stupid\u201d\u00bb, Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise, 07-08\/05\/2017, p. 4].<br \/>\nL\u2019economia invece \u00e8 concreta e Paul Romer, capo economista della Banca Mondiale, ricorda che deve \u00abconsentire a tutti di lavorare, realizzando la piena occupazione\u00bb. \u00abIl fine non \u00e8 avere imprese grandi, ma individui prosperi\u00bb [\u00abPaul Romer: \u201cLe plein-emploi devrai \u00eatre l\u2019unique pr\u00e9occupation\u00bb, propos recueillis par M.D.V., Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise, 20\/04\/2017, p. 3].<br \/>\nL\u2019errore \u00e8 peggio del delitto perch\u00e9 punisce con le sue conseguenze. Nel concreto dell\u2019economia vale anche negli USA di Jamie Dimon e The Economist. Negli spiriti animali della politica pu\u00f2 invece nascondersi dietro \u00abun eroe che si suppone incarni il popolo e sia al contempo straordinario\u00bb [Fr\u00e9d\u00e9ric Lema\u00eetre, \u00abLe mythe du chef\u00bb, recensione a Jean-Baptiste Decherf, Le Grand Homme et son pouvoir, Paris 2017, Le Monde, 07-08\/05\/2017, p. 27]. In effetti, mentre la politica populista invoca Superman, l\u2019economia rivela errori e rimedi. \u00abPrimo, la minor crescita di produttivit\u00e0 dei fattori produttivi\u00bb. \u00abSecondo, la caduta dopo gli anni 1970 della quota di reddito per il lavoro, a profitto del capitale. Peggio, il declino aumenta le ineguaglianze di reddito\u00bb. \u00abTerzo, il flusso sregolato di capitali\u00bb. \u00abQueste le difficolt\u00e0 con cui si confrontano i nostri paesi. Per aumentare la produttivit\u00e0 e la quota di reddito per il lavoro, ridurre le ineguaglianze e gli eccessi del sistema finanziario, devono progettare soluzioni di lungo termine, delicate e incerte. La prima \u00e8 investire massicciamente nell\u2019educazione. Dei giovani, per ridurre i fallimenti scolastici. Ma anche degli adulti, aggiornandone le competenze. E consentire a chi perde il lavoro di acquisire il sapere necessario a trovarne rapidamente uno. Poi, puntare sull\u2019innovazione. Non solo crediti d\u2019imposta di dubbia efficacia, ma sviluppo delle universit\u00e0 dedicate alla ricerca fondamentale e collegate alle imprese, aperte alla circolazione delle idee e all\u2019insuccesso \u2013 la paura dell\u2019insuccesso \u00e8 il maggiore freno all\u2019innovazione. Terzo, rafforzare la regolazione finanziaria\u00bb. \u00abIdee poco vendibili, quando il tribuno deve arringare elettori indecisi\u00bb [Marie Charrel, \u00abLe vrais d\u00e9fis de la mondialisation\u00bb, Le Monde, 16-17\/04\/2017, p. 26].<br \/>\nIdee invendibili allo spirito animale, specie nelle dittature di maggioranza sedicenti democrazie in cui \u2013 come anni fa un conoscente americano mi chiese a proposito dell\u2019Italia \u2013 una met\u00e0 si mangia l\u2019altra met\u00e0. Cannibalismo economico di mercati senza regole che diventa anche politico con regimi autoritari che negano a met\u00e0 popolazione il diritto di opporsi accusandola di terrorismo. Nel referendum turco del 16 aprile, Tana de Zulueta, capo della missione di osservazione OCSE, ha denunciato \u00abgli abusi delle risorse dello Stato a favore del s\u00ec e l\u2019ostruzionismo contro il no, i cui partigiani erano considerati simpatizzanti terroristi subendo le violenze della polizia\u00bb [Marc Semo, \u00abErdogan accus\u00e9 d\u2019avoir manipul\u00e9 le scrutin\u00bb, Le Monde, 19\/04\/2017, p. 2]. E nell\u2019UK di Brexit, in prima pagina il Daily Mail annuncia le elezioni anticipate decise da Theresa May \u00abCRUSH THE SABOTEURS\u00bb (\u201cDistruggi i sabotatori\u201d: il 48% di votanti remain e la Camera dei Lord). Nel novembre 2016 aveva denunciato \u00abENEMIES OF THE PEOPLE\u00bb i giudici britannici che avevano ribadito la competenza del Parlamento su Brexit. THE SUN titola in prima \u00abBlue Murder. PM\u2019s snap poll will kill off Labour. She\u2019ll smash rebel tories too\u00bb (\u201cStrepitoso. Le elezioni anticipate della PM uccideranno il Partito Laburista. E schiacceranno anche i Conservatori ribelli\u201d). Tamburi di guerra, civile.<br \/>\nIn queste dinamiche shakespeariane di potere, la convivenza civile muore in lotte intestine, n\u00e9 si vede perch\u00e9 il voto maggioritario di scozzesi e irlandesi conti meno di quello di inglesi e gallesi. L\u2019errore \u00e8 (fingere di) credere, per far credere, che la dittatura della maggioranza costruisce il futuro mentre opprime persone, citt\u00e0 e aree che lo incarnano culturalmente, economicamente, socialmente. Quest\u2019errore distrugge la democrazia inclusiva, che in amarissime esperienze abbiamo riconosciuto unica via per costruire il futuro nelle ricorrenti discontinuit\u00e0 tecno-economiche, e perci\u00f2 politiche.<br \/>\nConcreta, l\u2019economia ha per\u00f2 vista corta. La piena occupazione \u00e8 anche di schiavit\u00f9 come in USA ante guerra civile, o di diseguaglianze crescenti, come in USA oggi. Perci\u00f2, la piena occupazione vera \u2013 che fa prosperi gli individui \u2013 ha bisogno della vista lunga del diritto, dei diritti umani sui quali si fonda finora solo l\u2019UE, che per\u00f2 non \u00e8 ancora un\u2019inclusiva democrazia sovranazionale. Il costituzionalista tedesco Dieter Grimm ne critica l\u2019eccessiva costituzionalizzazione perch\u00e9 accordi, regolamenti e sentenze europei si traducono automaticamente in normative statali. Nel contesto di un\u2019opinione pubblica europea ancora debole anche nei mezzi di comunicazione e di un Parlamento eletto su basi nazionali (con moltissime divisioni: i gruppi parlamentari sono 200), la deriva \u00e8 verso il governo minimo dell\u2019economia neoliberale, invece di realizzare il pieno impiego con le politiche di un governo federale europeo, facendo il passo avanti che Grimm valuta giuridicamente semplice, ma politicamente difficilissimo, di estrarre il nucleo costituzionale dall\u2019ormai ampia solida costituzione materiale europea, affidando il resto ai processi di decisione democratica di un governo federale europeo e delle sue articolazioni statali, regionali, locali (\u201cMoins de constitution pour plus de d\u00e9mocratie en Europe?\u201d, College de France, Paris, 29\/04\/2017).<br \/>\nIlludersi di fermare il tempo o addirittura tornare indietro \u00e8 un vecchio errore. \u00abL\u2019abitudine tiene in scacco il pensiero segnatamente l\u00e0 dove attraverso il pensiero ha da sorgere in primo luogo un disagio, un senso di malessere\u00bb [tr.it. Alexander Mitscherlich, Il feticcio urbano, Torino 1968, p. 54]. L\u2019UE \u00e8 un\u2019innovazione politica senza precedenti, come l\u2019ONU, in un tempo di straordinaria innovazione tecno-economica. Va portata a compimento per dare compimento umano a questa fase di innovazione tecno-economica che sta inciampando in se stessa.<\/p>\n<p>Agenda. L\u2019UE \u00e8 nata nel 1951 come Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio per farne un fattore di pace, con logica d\u2019impresa ma in una strategia di economia sociale di piena occupazione. L\u2019attuale globalizzazione nasce con Internet, anch\u2019esso strumento bellico divenuto economico dopo l\u2019implosione dell\u2019URSS per l\u2019errore di costruire col muro di Berlino un simbolo che l\u2019ha trascinata nel proprio crollo. La bolla finanziaria \u00e8 una bomba a tempo globale innescata dal Congresso USA nel 1999, compiacente Clinton, sopprimendo il Glass-Seagall Act voluto da Roosevelt nel 1933 per prevenire il ripetersi d\u2019una crisi che puntualmente si \u00e8 ripetuta. \u00abGiudica bene chi bene distingue\u00bb \u00e8 un antico detto latino. Obama non ha potuto\/voluto correggere quest\u2019errore, Trump lo porta alle sue ultime conseguenze, come dice Jamie Dimon. L\u2019UE \u00e8 su un\u2019altra strada, faticosa ma costruita correggendo i bestiali errori di un passato ancora troppo presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAbbiamo un problema serio. 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