{"id":11767,"date":"2017-03-29T09:46:30","date_gmt":"2017-03-29T07:46:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11767"},"modified":"2017-03-29T09:46:30","modified_gmt":"2017-03-29T07:46:30","slug":"la-recezione-di-al-11-amoris-laetitia-e-un-pranzo-di-nozze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-recezione-di-al-11-amoris-laetitia-e-un-pranzo-di-nozze\/","title":{"rendered":"La recezione di AL (\/11): Amoris Laetitia \u00e8 un pranzo di nozze"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11642\" alt=\"AL\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL2.jpg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL2.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Nella pur breve, ma gloriosa storia di <i>Amoris Laetitia <\/i>ci troviamo nel periodo intermedio tra due compleanni: tra la data del 19 marzo, che figura in calce al documento, e quella dell\u2019 8 aprile, giorno della presentazione ufficiale del testo, un anno fa. Per onorare questo documento cos\u00ec importante, che \u00e8 il risultato di un cammino lungo e accidentato, cerco di presentarne la struttura in un modo un poco originale: poich\u00e9 questo \u00e8 un testo molto complesso, non difficile perch\u00e9 lo si legge molto semplicemente, ma perch\u00e9 la sua struttura \u00e8 molto articolata, ho avuto l\u2019idea di leggerlo <i>come un \u201cpranzo di nozze\u201d<\/i>. E come tale intendo presentarlo<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pastopupi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11769\" alt=\"pastopupi\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pastopupi.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><i><b>U<\/b><\/i><i><b>n <\/b><\/i><i><b>banchetto<\/b><\/i><i><b> nuziale in 10 portate<\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Il testo \u00e8 lunghissimo: 325 paragrafi. Potremmo quasi leggerne uno al giorno: riposando le domeniche, se ogni giorno feriale leggiamo un paragrafo, perseveriamo per un anno intero; e il Papa in qualche modo ci suggerisce di fare cos\u00ec, quando dice di non leggerla di fretta, addirittura dice di leggere prima il 4\u00b0 capitolo oppure il 6\u00b0, e solo dopo l\u20198, perch\u00e9 appunto questo \u00e8 un grande testo, ed essendo tale &#8211; come diceva un grande filosofo ebraico del 900, F. Rosenzweig &#8211; \u00ab<i>i grandi libri si possono leggere anche dall\u2019ultima pagina<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allora il Papa dice che a seconda delle funzioni che avete in Chiesa, delle vostre sensibilit\u00e0, cominciate da un punto diverso: ci sono 9 capitoli, ognuno con una certa autonomia rispetto agli altri. Allora io suggerisco di leggerli come se fossero i diversi piatti di un pranzo di nozze, un grande banchetto di 10 portate: c\u2019\u00e8 un antipasto squisito, ci sono tre primi appassionanti, due secondi sostanziosi, e quattro portate gustose di frutta e dolce. Ogni portata corrisponde ad un capitolo, salvo l\u2019antipasto che \u00e8 \u201csolo\u201d la breve introduzione, costituita dai primi 7 numeri, da non sottovalutare. In questo testo l\u2019introduzione \u00e8 una grande novit\u00e0: tenderei a dire che la pi\u00f9 grande novit\u00e0 di AL sta proprio nei primi sette numeri. Proprio di qui voglio iniziare<\/p>\n<p align=\"justify\">.<b>a) L\u2019antipasto squisito<\/b><b> <\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Mettiamoci subito in ascolto del \u201ctono\u201d nel numero 2 di <i>Amoris Laetitia.<\/i> \u00c8 un percorso ecclesiale che ha coinvolto tutti e che arriva ad un risultato: \u00ab<i>la complessit\u00e0 delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessit\u00e0<\/i>\u2026\u00bb notate bene, siamo all\u2019inizio del documento\u2026 \u00ab<i>di continuare ad approfondire con libert\u00e0<\/i>\u2026\u00bb il Papa parla con letizia anche della libert\u00e0 di continuare ad approfondire. Dunque si tratta di approfondire con libert\u00e0\u2026\u00ab<i>alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali<\/i>\u00bb. Con questo documento, da un certo punto di vista, si chiude una fase, ma se ne apre gi\u00e0 un\u2019altra; infatti, una delle caratteristiche della Esortazione \u00e8 che questo \u00e8 un <i>documento aperto<\/i>, che rifiuta la logica tipica di questi ultimi 140 anni, dal 1880 ad oggi, in cui il Magistero familiare assume un ruolo totalizzante e dice, per filo e per segno, tutto quello che deve essere detto, fatto, creduto. Francesco e i vescovi che hanno lavorato per tre anni sul tema, si sono resi conto che in materia di matrimonio in generale, e in particolare nel campo del matrimonio in crisi, del matrimonio infelice e delle famiglia allargate, l\u2019idea di una legge generale che sia applicabile da parte di tutti in modo indiscriminato \u00e8 un sogno irrealizzabile; non c\u2019\u00e8 alternativa a prendersi cura di ogni situazione specifica diversa. Si noti come nel testo si aggiunge \u2026 \u00ab<i>la riflessione d<\/i><i>e<\/i><i>i pastori e dei teologi, se \u00e8 fedele alla Chiesa, onesta, realistica e creativa, ci aiuter\u00e0 a raggiungere una maggiore chiarez<\/i><i>z<\/i><i>a<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma poi, passando al numero tre, si dice: \u00ab<i>Ricordando che il tempo \u00e8 superiore allo spazio, desidero ribadire che non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero<\/i>\u00bb. Questa \u00e8 una parola che non ascoltavamo pi\u00f9 da 50 anni; ma che in qualche modo risale a prima della tarda modernit\u00e0: cos\u00ec il magistero parlava fino al 700. Dopo ha dovuto quasi assumere su di s\u00e9 il compito di rispondere sempre pi\u00f9 nel dettaglio a tutte le questioni. L\u2019idea che il Magistero papale debba entrare nel dettaglio delle questioni liturgiche, matrimoniali, personali, \u00e8 un\u2019idea nostra, dell\u2019ultimo secolo, che soprattutto \u00e8 cresciuta dopo il Concilio Vaticano II. In effetti uno degli effetti non voluti del Concilio \u00e8 che il Magistero sia tenuto ad entrare nel dettaglio di tutte le questioni, del lavoro, del divertimento, se sia giusto aprire gli stadi di domenica o se sia giusto ribellarsi al tiranno&#8230; il Magistero dovrebbe rispondere e dire la propria su tutto\u2026 Francesco, che non viene dall\u2019Europa, che viene dal Sud America, che non viene da una tradizione ecclesiale cos\u00ec eurocentrica, dice che \u00e8 legittimo che il magistero proponga alcuni orientamenti, e poi i singoli parroci, i singoli vescovi, provvedano in loco secondo discernimento. Questo vedrete \u00e8 una delle parole decisive: riscoprire il discernimento. E alcuni parroci e vescovi hanno cominciato a dire: \u201cdiscernimento significa confusione\u201d, perch\u00e9 si sono rassegnati ad una visione della tradizione rigida e centralista.<\/p>\n<p align=\"justify\">La pretesa che ci sia una legge generale che scavalca la libert\u00e0 \u00e8 una ipotesi troppo semplicistica, sia per il prete, sia per il vescovo, ma anche per il laico. Il laico \u00e8 messo dentro non in una logica da regolamento condominiale, \u00e8 messo dentro la propria esistenza, e dunque nel confronto con il pastore, a livello parrocchia o diocesi, pu\u00f2 operare quel discernimento grazie al quale non gli \u00e8 pi\u00f9 impedito nessun obiettivo. Noi possiamo avere oggi una Chiesa che non esclude nessuno, n\u00e9 dall\u2019assoluzione n\u00e9 dalla comunione, rinunciando al primato assoluto della legge generale. Si noti: noi vorremmo o restare nelle situazioni precedenti, parlando di legge generale, per cui se uno si trova nella condizione di divorziato-risposato non potr\u00e0 mai pi\u00f9, vita naturale durante, ricevere l\u2019assoluzione e fare la comunione. Oppure vorremmo una nuova legge che dicesse, \u201cnonostante tu sia divorziato-risposato, puoi sempre essere assolto e fare la comunione\u201d. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 quel regime antico n\u00e9 \u00e8 nato quello che alcuni sognerebbero, ma la soluzione sta nel discernimento, secondo cui ad ognuno non \u00e8 precluso nessun obiettivo, purch\u00e9 si metta in gioco, e si metta in gioco come divorziato-risposato, come parroco e come vescovo. Tutti sono messi in gioco.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quello che in qualche modo salta \u00e8 l\u2019idea della condizione oggettiva di peccato grave come realt\u00e0 \u201cper sempre\u201d. Lo vedremo andando avanti nel pasto, ma lo dico fin dall\u2019antipasto: il discorso del Magistero che non deve intervenire su ogni dettaglio significa che deve esserci la possibilit\u00e0 di riconoscere i soggetti in un percorso e non solo in uno stato. La parola che abbiamo usato di pi\u00f9 nell\u2019ultimo secolo \u00e8 <i>stato di grazia <\/i>e<i> stato di peccato<\/i>. Lo stato \u00e8 lo spazio, il tempo cambia gli stati; nel tempo chi \u00e8 in stato di peccato entra nello stato di grazia. Questo \u00e8 il primato del tempo sullo spazio, che in <i>Evangelii Gaudium<\/i> Francesco declina cos\u00ec: \u00ab<i>\u00c8 <\/i><i>primario<\/i><i> nel tempo inaugurare percorsi di cambiamento piuttosto che preoccuparsi solo di occupare spazi<\/i>\u00bb. Lo dice della Chiesa; che si \u00e8 abituata a occupare spazi e a non iniziare percorsi; oggi deve iniziare percorsi rinunciando ad occupare spazi. Si noti che questa \u00e8 una parola che si pu\u00f2 capire che venga dal Sudamerica, \u00e8 una parola tipicamente non Europea: tipicamente evangelica ma di una sapienza non mediata da parte di una chiesa forte, potente, che ha occupato tutti gli spazi. Se viene dal Sudamerica capisce che \u00e8 per annunciare Dio nella citt\u00e0 \u2013ha scritto Francesco quando era Cardinale Arcivescovo di Buenos Aires, \u00ab<i>portare Dio nella citt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 un\u2019idea distorta; Dio c\u2019\u00e8 gi\u00e0, bisogna riconoscerlo, dargli la parola<\/i>\u00bb. L\u2019idea di portarlo vuol dire che in qualche modo tu ti accaparri l\u2019esclusiva e questo \u00e8 tipico delle istituzioni potenti; le istituzioni di servizio lavorano perch\u00e9 si possa riconoscere che Dio gi\u00e0 sta abitando la citt\u00e0. Cos\u00ec abbiamo finito l\u2019antipasto.<\/p>\n<p align=\"justify\">b) <b>I primi piatti raffinati<\/b><b>\u00a0<\/b><b>(capp. I &#8211; II &#8211; III)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Passiamo ora ai tre primi piatti che corrispondono ai primi tre capitoli di AL. Il pasto disarticola un po\u2019 la struttura del testo, ma per ora manteniamo l\u2019ordine della successione: introduzione\u2013antipasto; primi tre capitoli\u2013primi tre piatti. Dunque, <b>primo capitolo<\/b>, annuncio della Parola, un bellissimo capitolo biblico; dove per\u00f2 abbiamo un\u2019altra grande novit\u00e0: perch\u00e9 appunto queste parole bibliche, a livello di spiritualit\u00e0 diocesana, nei discorsi che fa un vescovo, in una lezione di un teologo, li abbiamo gi\u00e0 gustati e meditati. Nel Magistero papale \u00e8 abbastanza raro che si usi la Scrittura non come il fondamento di una verit\u00e0 ma come il racconto di una esperienza. Questo primo capitolo, intitolato \u201calla luce della Parola\u201d, merita di essere letto nel suo primo attacco, perch\u00e9 l\u2019attacco fa venire la pelle d\u2019oca. Non dimenticate che Francesco \u00e8 un uomo di letteratura; non so perch\u00e9 i giornali lo presentano quasi solo come un tipo scherzoso, come uno che fa battute; guardate che non fa mai battute a caso, parla sempre con finezza retorica: Se dice \u201c<i>misericordiar<\/i>\u201d in realt\u00e0 forza anche lo spagnolo per dire una logica di misericordia che diventa una parola sola. L\u2019attacco del primo capitolo \u2013il titolo \u00e8 alla luce della parola, ma sentite che potenza\u2013 \u00ab<i>la Bibbia \u00e8 popolata da famiglie, da generazioni, da storie d\u2019amore e da crisi familiari, fin dalla prima pagina dove entra in scena la famiglia di Adamo ed Eva con il suo carico di violenza ma anche con la forza della vita che continua<\/i> \u2026\u00bb. Qui non stiamo andando alla ricerca del versetto su cui costruire la nostra dottrina; qui andiamo alla ricerca di esperienza autentica. Francesco in <i>Evangelii Gaudium <\/i>parla non solo del primato del tempo sullo spazio, ma anche del primato della realt\u00e0 sull\u2019idea: ma lo vedremo nel capitolo secondo, quindi nel secondo dei primi che \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 pesante, mentre il primo dei primi \u00e8 leggero a base di verdure diciamo, quasi vegano il secondo invece \u00e8 con carne di maiale, pi\u00f9 duro da digerire. Il primato della realt\u00e0 sull\u2019idea vuol dire \u2013fate attenzione, non mette davanti l\u2019idea \u2013 confrontatevi con la realt\u00e0, il grande ideale cristiano, se diventa idealizzazione, corre rischi, perch\u00e9 \u2013dice Francesco, lo ha detto in tanti casi (<i>Evangelii<\/i> <i>Gaudium<\/i>, interviste, prediche a Santa Marta) \u00ab<i>ogni idealizzazione comporta sempre una aggressione<\/i>\u00bb e forse nell\u2019ultimo secolo niente \u00e8 stato cos\u00ec idealizzato come il matrimonio. Per cui, il discorso di comunione, pace, riconciliazione diventa un discorso aggressivo, aggressivo della Chiesa nei confronti del mondo, come se si basasse su un pregiudizio radicato in una diffidenza. Questo ci fa capire che nel <b>secondo primo<\/b>, cio\u00e8 nel capitolo secondo, Francesco mette alcuni dei numeri pi\u00f9 pesanti di autocritica: molto difficili di mandare gi\u00f9, se uno ha vissuto la tradizione cattolica sul matrimonio degli ultimi 50 anni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non ho tempo di leggerli tutti, ma leggete soprattutto i numeri 35-36. Io vi leggo una piccola antologia, ma i numeri 35-36 sono potentissimi nella autocritica; dicono, con parole Magisteriali, quello che vi ho appena detto. Il papa dice cos\u00ec (sta parlando dell\u2019importanza con cui la Chiesa difende il bene del matrimonio, il bene della fedelt\u00e0, il bene della indissolubilit\u00e0, il bene della generazione) ma attenzione, \u00ab<i>non<\/i> <i>ha senso<\/i> (a met\u00e0 del n. 35) <i>fermarsi a una denuncia retorica dei mali attuali, come se con ci\u00f2 potessimo cambiare qualcosa. Neppure serve pretendere di imporre norme con la forza dell\u2019autorit\u00e0. Ci \u00e8 chiesto <\/i>[invece]<i> uno sforzo pi\u00f9 responsabile e generoso \u2026<\/i>\u00bb. Vado avanti, numero 36: \u00ab<i>dobbiamo essere umili e realisti per riconoscere che a volte il nostro modo di presentare le convinzioni cristiane e il modo di trattare le persone hanno aiutato a provocare ci\u00f2 di cui oggi ci lamentiamo\u2026<\/i>\u00bb guardate come continua\u2026 \u00ab<i>d\u2019altra parte, spesso abbiamo presentato il matrimonio in modo tale che il suo fine unitivo, l\u2019invito a crescere nell\u2019amore e l\u2019ideale di aiuto reciproco sono rimasti in ombra per un accento quasi esclusivo posto sul dovere della procreazione<\/i>\u00bb. Tutto il linguaggio della prima met\u00e0 del 900, cos\u00ec. \u00ab<i>&#8230; Altre volte abbiamo presentato un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilit\u00e0 delle famiglie <\/i>(vedete qui) <i>questa idealizzazione eccessiva, soprattutto quando non abbiamo risvegliato la fiducia nella grazia, non ha fatto s\u00ec che il matrimonio sia pi\u00f9 desiderabile e attraente, ma tutto il contrario<\/i>\u00bb. Cio\u00e8, abbiamo avuto una responsabilit\u00e0 nell\u2019aver in qualche modo costruito una idealizzazione che rende addirittura difficile aderire al matrimonio. Caspita! Pi\u00f9 di cos\u00ec! Cosa doveva dire? In termini di coscienza che il modo con cui parli del matrimonio determina le conseguenze di reazioni anche di chi ti ascolta, di chi guarda dall\u2019esterno, e pu\u00f2 capire bene quello che intendi o pu\u00f2 capire il contrario di quel che \u00e8. E non poche volte abbiamo fatto del matrimonio pi\u00f9 un martello che un faro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per questo il <b>terzo primo<\/b>, anch\u2019esso piuttosto nutrito e sostanzioso, \u00e8 la svolta \u2013diciamo cos\u00ec\u2013 di questa prima parte: lo sguardo rivolto a Ges\u00f9 e la vocazione alla famiglia. Si riprende la dottrina cattolica sul matrimonio con lo sguardo rivolto a Ges\u00f9, dunque dicendo, se guardi a Ges\u00f9 puoi entrare nella logica del matrimonio per la via pi\u00f9 corretta, evitando le idealizzazioni fasulle; entrando nella grande idea che passa attraverso la morte e la risurrezione come grande attestazione del mistero pasquale in forma matrimoniale. E ci\u00f2 culmina in una opportuna precisazione circa il rapporto tra legame Cristo\/Chiesa e legame marito\/moglie. In effetti su questa lettura \u201ceucaristica\u201d del matrimonio \u00e8 bene sottolineare il valore di \u201csegno\u201d e di \u201canalogia\u201d che il matrimonio ha in rapporto alla eucaristia. Ma con molta finezza il testo, ai nn. 72-73, rimarca che questo \u201csegno\u201d e questa \u201canalogia\u201d sono \u201cimperfetti\u201d. Questa riconosciuta imperfezione sottolinea la differenza tra il mistero\/ideale e la \u201cidealizzazione\/ideologia\u201d, non appiattisce il matrimonio sulla eucaristia, impedisce letture massimaliste della tradizione e permette la comprensione delle fragilit\u00e0 in forma non solo moralistica. In questa differenza si colloca la forza della realt\u00e0 e la possibilit\u00e0 di curare le ferite. Cos\u00ec abbiamo finito i primi piatti e passiamo ai secondi<\/p>\n<p align=\"justify\">c) <b>I secondi piatti <\/b><b>s<\/b><b>ostanziosi<\/b><b> <\/b><b>(<\/b><b>capp. <\/b><b>VI e VIII)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">I secondi piatti ci conducono alla parte pi\u00f9 importante dal punto di vista strutturale e operativo, e corrispondono al VI e VIII capitolo, rispettivamente su \u201calcune prospettive pastorali\u201d e sull\u2019\u201daccompagnare, discernere e integrare\u201d. Si potrebbe dire che sono i capitoli che parlano delle famiglie felici, sia pure i con tutti i loro problemi, e delle famiglie che hanno sperimentato il fallimento. Siamo alle prospettive pastorali proiettate sul grande campo delle famiglie che con tutte le loro difficolt\u00e0 restano in piedi, e delle famiglie che invece hanno vissuto il naufragio, ma hanno trovato un\u2019isola, hanno ricostruito una forma di comunione, sia pure problematica e fragile. Qui voglio farvi notare: VI e VIII capitolo sono abbastanza classici, ma la struttura \u00e8 comunque molto originale; perch\u00e9 il <b>capitolo VI<\/b> \u00e8 costruito sulla vita della famiglia; dall\u2019inizio alla fine: annunciare il vangelo alla famiglia, oggi; guidare i fidanzati nel cammino; accompagnare i primi anni; rischiarare crisi, angosce e difficolt\u00e0; e quando la morte pianta il suo pungiglione. Dalla nascita dell\u2019amore alla morte dei soggetti. Tutta la parabola; con un misto di sapienza pastorale, finezza spirituale, sapienza biblica, mescolate con un tono davvero nuovo. Noi eravamo abituati a pensare che quando si devono capire le norme, si usa un certo tipo di linguaggio; se poi si deve fare spiritualit\u00e0, si cambia linguaggio; qui invece troviamo continuamente la norma, la sapienza, l\u2019ispirazione biblica, l\u2019esperienza vitale&#8230;e ne deriva un approccio e un gusto molto diverso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il <b>capitolo VIII<\/b> \u00e8 quello del quale abbiamo sentito parlare di pi\u00f9, perch\u00e9 i giornali degli altri otto capitoli hanno detto due righe e si sono fermati per tre pagine soltanto sul capitolo VIII. Qui vorrei farvi notare che i tre verbi \u2013 accompagnare, discernere e integrare &#8211; sono davvero i tre verbi chiavi in generale della Pastorale Familiare, ma in particolare per i casi che prima definivamo \u201cirregolari\u201d. Dico, \u201cprima definivamo irregolari\u201d, perch\u00e9 di fatto prima restavano irregolari, oggi possono regolarizzarsi; non secondo una regola astratta \u2013non c\u2019\u00e8 una nuova regola (condominiale?) che regolarizza gli irregolari\u2013 ma nel tempo, in un cammino di discernimento, accompagnati, possono integrarsi. E possono integrarsi a vari livelli: possono integrarsi a livello di ministero della catechesi, per esempio, un divorziato-risposato, domani potr\u00e0 essere un catechista; potr\u00e0 avere una ministerialit\u00e0 ecclesiale, potr\u00e0 anche, essere assolto e comunicarsi. Questo appunto secondo la logica che supera l\u2019oggettivismo giuridico precedente, e qui, appunto, quando avr\u00f2 finito di illustrarvi il pranzo, mi fermer\u00f2 \u2013perch\u00e9 questo \u00e8 uno dei punti pi\u00f9 delicati sui quali oggi saremo chiamati a lavorare\u2013. Ma superare l\u2019oggettivismo giuridico, come fa AL, non significa risolvere tutte le questioni. Dovremo, in futuro, aver chiaro che perch\u00e9 gli irregolari non siano pi\u00f9 tali, \u00e8 fondamentale che una Chiesa li accompagni, discerna e li integri, ma alla fine questa \u201cintegrazione\u201d dovr\u00e0 darsi una \u201cnorma\u201d che permette a tutti di riconoscere questa regolarizzazione. In altri termini, sulla base di AL dovremo riformare il diritto canonico.<\/p>\n<p align=\"justify\">d) <i><b>Frutta <\/b><\/i><i><b>matura <\/b><\/i><i><b>e dol<\/b><\/i><i><b>ci<\/b><\/i><i><b> <\/b><\/i><i><b>di gusto <\/b><\/i><i><b>(<\/b><\/i><i><b>capp. <\/b><\/i><i><b>IV \u2013 V \u2013 VII &#8211; IX)<\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Abbiamo visto i due secondi sostanziosi, dopodich\u00e9 ci sono quattro portate, di frutta matura e di dolci gustosi. E li ho chiamati \u201cfrutta e dolce\u201d perch\u00e9 sono capitoli molto originali rispetto allo stile magisteriale a cui siamo abituati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cominciamo dal <b>capitolo IV<\/b> che \u00e8 il pi\u00f9 esteso di tutti, e ha come tema l\u2019amore \u2013e questo guardate, noi non ce ne rendiamo pi\u00f9 conto\u2013 ma se voi lo proiettate su una campata di 140 anni, questo \u00e8 veramente incredibile, che ci sia un intero capitolo sull\u2019amore. E io non ero vivo almeno nel 1880, neanche nel 1930, ero gi\u00e0 vivo negli anni 60, ma la mia prima lezione sentita quando avevo pi\u00f9 o meno venti anni, intorno agli anni 80, da un professore di diritto canonico del seminario di Genova, ha cominciato sul matrimonio con queste parole letterali: \u00ab<i>cari ragazzi, ricordatevi: con il sacramento del matrimonio l\u2019amore non ha niente a che fare!<\/i>\u00bb Se il canonista parte cos\u00ec, la strada \u00e8 in discesa, i problemi dove sono? Se un Papa mette come IV capitolo centrale sulla pastorale matrimoniale un capitolo sull\u2019amore, \u00e8 chiaro che fa saltare il banco di quelle impostazioni, che gi\u00e0 era saltato per conto suo, ma ora \u00e8 proprio saltato completamente; se tu non ti occupi dall\u2019amore \u2013certo non come ne parlano i baci Perugina\u2013 ma anche tenendo conto che ci sono i baci Perugina come parte del linguaggio sull\u2019amore di oggi, cosa che appunto cambia anche il matrimonio. Il modo con cui la Chiesa ha affrontato il tema amore \u00e8 stato per molti decenni un modo autoreferenziale, citava i propri testi e non teneva conto che la civilt\u00e0 cambiava, il che non vuol dire che ci sono i \u201cbaci Perugina\u201d, ma che uomini e donne \u2013oggi\u2013 tengono conto dell\u2019amore, cio\u00e8 del sentimento, della dipendenza, del fascino, della sessualit\u00e0, per sposarsi. Questa \u00e8 una cosa nuova. Fino a cento anni fa uomini e donne si sposavano senza essersi mai visti prima; il matrimonio per procura \u00e8 una realt\u00e0 almeno fino alla II Guerra mondiale. E cos\u00ec \u00e8 da noi, in Europa. Altrove le cose stanno in modo ancora diverso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allora, se tu parli di un mondo cos\u00ec, ovviamente hai certi problemi e certi vantaggi: in un mondo in cui l\u2019amore \u00e8 questa cosa complessa di cui parla il Papa al IV capitolo, e comincia con un bellissimo commento sapienziale dell\u2019inno della I lettera ai Corinzi di Paolo, che \u00e8 davvero \u2013gi\u00e0 di per s\u00e9\u2013 un grande testo; che il Papa legge a partire dell\u2019esperienza matrimoniale e come criterio di lettura l\u2019esperienza matrimoniale. Sentite tutti i paragrafi di quest\u2019inizio del IV capitolo: \u00ab<i>il nostro amore quotidiano, pazienza, benevolenza, guarire dall\u2019invidia, senza vantarsi e gonfiarsi, amabilit\u00e0, distacco generoso, senza violenza, perdono, rallegrarsi con gli altri, tutto scusa, ha fiducia, spera, tutto sopporta\u2026<\/i>\u00bb sono le parole di Paolo applicata alla vita matrimoniale a cui segue crescere nella carit\u00e0 coniugale, ma poi, amore appassionato. L\u2019emozione nel matrimonio, le emozioni sono il luogo della fede, poi devono essere oggetto di discernimento, ma se tu pregiudizialmente non hai slancio, non hai emozione, non hai passione, ma di che cosa stiamo parlando? Dove pu\u00f2 esserci amore se non c\u2019\u00e8 questo? Non pu\u00f2 esserci solo questo, ma se non c\u2019\u00e8 questo sicuramente non \u00e8 amore!<\/p>\n<p align=\"justify\">Noi abbiamo strutture mentali con cui \u2013 non solo nei giuristi, ma nei pastori, nei vescovi, nei documenti n\u00e9 solo nelle nostre battute &#8211; pensiamo l\u2019opposizione spirituale e carnale non come la pensa Paolo; il carnale non \u00e8 l\u2019emotivo, \u00e8 piuttosto il chiudere dentro l\u2019emotivo tutto il senso, ma guai a non passare attraverso l\u2019emozione! Chi avrebbe riconosciuto il Risorto senza l\u2019emozione? Cosa dicono i due di Emmaus? Abbiamo sentito ardere il cuore! La prima reazione nel riconoscere il Risorto \u00e8 emotiva, guai se non lo \u00e8. Allora ricostruire questa unit\u00e0 del testo parte dall\u2019inno alla carit\u00e0 di Paolo, attraversa l\u2019amore appassionato, recupera le logiche complesse dell\u2019amore fino alla sua trasfigurazione. Capitolo IV, primo dei dolci e frutta.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Secondo piatto di frutta e dolci, <b>capitolo V<\/b>: l\u2019amore che diventa fecondo. Che non parla solo della generazione, ma parla anchem diciamo cos\u00ec, di una fecondit\u00e0 allargata e della vita della famiglia, ai diversi gradi dell\u2019et\u00e0: essere figli, essere anziani, essere fratelli; considera le parentele come i luoghi di esperienza della fecondit\u00e0: saper essere figlio, saper essere padre, saper essere fratello. Questo costruisce esperienza famigliare. Poi c\u2019\u00e8 un dolce particolarmente fine, cio\u00e8 il <b>VII capitolo<\/b>, \u201crafforzare l\u2019educazione dei figli\u201d; un intero capitolo parla solo di questo: di quali sono le strategie educative dei genitori, su cui dice parole molto sapienti sull\u2019importanza della relazione per cui il genitore \u00e8 una autorit\u00e0, per\u00f2 il figlio diventa a sua volta una autorit\u00e0 per il genitore, cio\u00e8 nell\u2019opera educativa i figli sono educati ma diventano a loro volta soggetti educatori per i genitori. E si dice s\u00ec all\u2019educazione sessuale; il che appunto, sentito da un Papa pu\u00f2 sembrare strano, ma strano non \u00e8 se si guarda alla realt\u00e0 e non la si idealizza. Settimo capitolo, ultimo dolce. Dolce al cucchiaio finale, leggero, poi arriva il caff\u00e8: spiritualit\u00e0 coniugale e famigliare; \u00e8 l\u2019ultimo <b>capitolo <\/b><b>IX<\/b> di <i>Amoris Laetitia<\/i>. \u00c8 il capitolo sulla spiritualit\u00e0 della coppia e la spiritualit\u00e0 della famiglia in senso pi\u00f9 ampio, compresi i figli, compresa la parentela. Ma l\u2019ultimo sorso dell\u2019ultimo dolce \u00e8 particolarmente squisito. Vi si legge, al centro dell\u2019ultimo numero della Esortazione, una grande sintesi, in cui tutti i gusti e tutti i temi del pranzo tornano a farsi sentire. Vorrei citarlo integralmente, prima di concludere:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span><i>N<\/i><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>essuna famiglia \u00e8 una realt\u00e0 perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacit\u00e0 di amare. C \u00e8 una chiamata costante che proviene dalla comunione piena della Trinit\u00e0, dall unione stupenda tra Cristo e la sua Chiesa, da quella bella comunit\u00e0 che \u00e8 la famiglia di Nazareth e dalla fraternit\u00e0 senza macchia che esiste tra i santi del cielo. E tuttavia, contemplare la pienezza che non abbiamo ancora raggiunto ci permette anche di relativizzare il cammino storico che stiamo facendo come famiglie, per smettere di pretendere dalle relazioni interpersonali una perfezione, una purezza di intenzioni e una coerenza che potremo trovare solo nel Regno definitivo. Inoltre ci impedisce di giudicare con durezza coloro che vivono in condizioni di grande fragilit\u00e0\u201d <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>(AL 325)<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Questo percorso, questo pasto che abbiamo fatto molto velocemente, \u00e8 un pranzo che merita ore e ore di assimilazione, merita di essere gustato anche nella discussione, come succede in un banchetto nuziale, che non si pu\u00f2 fare in fretta; il criterio di lettura generale che vale dall\u2019introduzione fino all\u2019ultima portata \u00e8 coerente con il titolo: <i>Amoris Laetitia.<\/i> Non \u00e8 un testo che si possa leggere in modo triste o accigliato: se ti metti di fronte ad <i>Amoris Laetitia<\/i> senza letizia, ne esci amareggiato; hai bisogno di una armonia di approccio con il tema. Se lo leggi come leggeresti un manuale di comportamento, resti deluso, perch\u00e9 non \u00e8 un manuale di comportamento; \u00e8 una lettura sapienziale e magisteriale che orienta pastori, soggetti, operatori, ministri della Chiesa ad entrare nella dinamica dell\u2019amore e ad accoglierne una logica classica insieme ad una logica nuova. In questo modo traduce la tradizione del Vangelo nel nostro tempo. Senza idealizzare la realt\u00e0. Senza fermare il tempo. Senza assolutizzare gli stati di vita. Riscoprendo la preziosit\u00e0 e la delicatezza dei processi.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Riprendo il testo sbobinato dagli amici della Diocesi di Albano, dove ho tenuto la conferenza su AL il 15 maggio del 2016, dalla quale ho tratto queste pagine sul \u201cpasto nuziale\u201d. \u00a0 Il tono colloquiale \u00e8 rimasto presente nel testo, che \u00e8 trascrizione di discorso orale.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella pur breve, ma gloriosa storia di Amoris Laetitia ci troviamo nel periodo intermedio tra due compleanni: tra la data del 19 marzo, che figura in calce al documento, e quella dell\u2019 8 aprile, giorno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11767"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11767"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11767\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11772,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11767\/revisions\/11772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}