{"id":11734,"date":"2017-03-15T16:25:08","date_gmt":"2017-03-15T15:25:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11734"},"modified":"2017-03-15T16:33:23","modified_gmt":"2017-03-15T15:33:23","slug":"movimento-liturgico-si-ma-solo-purche-stia-fermo-una-risposta-a-pietro-de-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/movimento-liturgico-si-ma-solo-purche-stia-fermo-una-risposta-a-pietro-de-marco\/","title":{"rendered":"Movimento Liturgico s\u00ec, ma solo purch\u00e9 stia fermo?   Una risposta a Pietro De Marco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/litaut1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11735\" alt=\"litaut\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/litaut1-225x300.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/litaut1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/litaut1.jpg 375w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 l&#8217;amico Pietro De Marco ha scritto un testo ripreso da S. Magister nell&#8217;ultimo post del suo blog &#8220;Settimo Cielo&#8221; <a href=\"http:\/\/magister.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/03\/15\/liturgia-ultima-resistenza-una-nota-del-professor-de-marco\/\">(http:\/\/magister.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/03\/15\/liturgia-ultima-resistenza-una-nota-del-professor-de-marco\/)<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>nel quale interpreta non solo il Movimento Liturgico, ma esprime giudizi piuttosto unilateriali sulle questioni che riguardano le &#8220;traduzioni liturgiche&#8221;, mi sembra opportuno rispondergli, con una lettera personale, per puntualizzare e criticare alcuni aspetti del suo discorso.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Caro Pietro,<\/p>\n<p>poich\u00e9 hai pubblicato una parte delle idee che hai espresso ad Assisi, questa estate, nel Convegno della APL, mi fa piacere replicare ora, come feci allora, alle tue belle provocazioni.<\/p>\n<p>Come sai, infatti, le questioni intorno al Movimento Liturgico (=ML) non si lasciano rappresentare semplicemente come una \u201clotta politica\u201d tra innovatori e conservatori, tra progressisti e tradizionalisti. Lo studio del ML ci consente di scoprire, alla radice delle nostre questioni attuali, lucidi pensieri di uomini di ormai un secolo fa, dai quali possiamo imparare qualcosa di importante. Io cerco di restituire a quell\u2019epoca tutta la sua originalit\u00e0, senza cadere nelle diatribe post-conciliari.<\/p>\n<p>a) Anzitutto, se un dato dobbiamo osservare, in tutti i principali soggetti del ML, \u00e8 precisamente la insoddisfazione che tutti \u2013 sia pure in modo diverso \u2013 manifestavano verso la teologia del loro tempo: Casel, Guardini, Vagaggini, Marsili, per citare solo i principali, sia pur con le loro differenze, anche molto marcate, partivano dalla costatazione della inadeguatezza del modo \u201cstatico\u201d di rappresentare la liturgia che la teologia del loro tempo aveva elaborato, mediante categorie troppo unilaterali per restituire ad essa il suo pieno valore. Io sono stupito che tu opponga \u201cmistero in s\u00e9\u201d e \u201cmistero partecipato\u201d: tutto il ML si spiega solo come presa d\u2019atto che questa opposizione, che diventa anche opposizione tra \u201cteologia\u201d e \u201ccerimonia\u201d, tra \u201cculto esterno\u201d e \u201cculto interno\u201d, non \u00e8 pi\u00f9 alla altezza della esperienza degli uomini del XX secolo. E la tradisce. I grandi padri del ML lo sapevano bene, gi\u00e0 un secolo fa. Noi dovremmo dimenticarcelo per resistere? Ma resistere a che cosa?<\/p>\n<p>b) Il lavoro che la Riforma Liturgica ha operato sulla carne viva della tradizione non \u00e8 stato condotto dalla \u201castrattezza di professori\u201d, ma dalla sollecitudine pastorale di una Chiesa che ha riscoperto che la partecipazione \u00e8 una condizione dell\u2019in s\u00e9 del rito. Questo non significa affatto, come tu affermi, una immanentizzazione e personalizzazione del rito, che lo sfigurerebbe o lo corromperebbe irrimediabilmente: significa piuttosto ricomporre quella sintesi che un approccio astratto \u2013 non importa se rubric<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">istico o dogmatico \u2013 aveva generato non sono nella teoria ecclesiale, ma anche nella coscienza e nella esperienza dei cristiani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">c) In terzo luogo mi sembra del tutto paradossale che tu voglia liquidare con un giudizio sommario la finezza ermeneutica di <i>Comme le Prevoit<\/i>, e voglia invece esaltare come un toccasana la pagina incerta, disorientata e contraddittoria di <i>Liturgiam authenticam<\/i>. E mi stupisce che tu pensi che solo la \u201cfede certa nel misterion come substantia\u201d possa rappresentare l\u2019unica resistenza rispetto ad un secolo di acquisizioni sul valore dinamico, intersoggettivo, simbolico, agito del misterion. E non vorrei che \u2013 nella foga di un antimodernismo un poco troppo forzato \u2013 tu dimenticassi che la \u201cres\u201d dell\u2019eucaristia non \u00e8 la \u201csostanza del sacramento\u201d, ma la \u201ccomunione della Chiesa\u201d. Se confondi effetto intermedio e dono di grazia rischi ovviamente di alterare tutte le priorit\u00e0. E di considerare il tabernacolo pi\u00f9 importante dell\u2019altare. La fatica di una ricostruzione dell\u2019equilibrio tu la interpreti come la perdita della tradizione. Qui, mi pare, non solo mi sembri piuttosto ingiusto verso la storia, ma ti precludi anche ogni vera prospettiva. E rischi di finire, se posso dire, in un irrigidimento tradizionalistico che confonde la sostanza della antica dottrina con la resistenza della cappa magna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">d) Il Movimento Liturgico \u00e8 una chance proprio grazie alla sua complessit\u00e0. Non lo \u00e8 pi\u00f9 se lo riduciamo al suo contrario, ossia a riaffermare quelle \u201cevidenze\u201d che hanno causato la crisi della celebrazione liturgica ed eucaristica gi\u00e0 nel XIX secolo. Non c\u2019\u00e8 <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">affatto <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">bisogno di un \u201cnuovo movimento liturgico\u201d &#8211; al quale tu indirettamente accenni: sarebbe soltanto una smentita delle grandi intuizioni di un secolo fa, che ci permettono, oggi, <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">grazie alla Riforma Liturgica, di cui tu fai sostanzialmente una caricatura, <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">una qualit\u00e0 celebrativa \u201cpartecipata\u201d come relazione con il Kyrios e con il Pneuma, non come \u201cautocompiacimento della Chiesa con se stessa\u201d, per citare una infelicissima espressione di H.U. von Balthasar. Per questo il servizio necessario alla tradizione non \u00e8 prestato da \u201cLiturgiam Authenticam\u201d &#8211; con la inevitabile paralisi della tradizione che quel testo determina \u2013 ma dalla consapevole e ponderata ripresa della spirito e della lettera di \u201cComme le pr\u00e9voit\u201d, sebbene con la esperienza maturata in 50 anni, non di disastri o di pasticci, ma di scoperte e di nuove possibilit\u00e0. Una Chiesa che cammina non dovrebbe mai apparire come una cosa scandalosa. E sono convinto che nella tua analisi preoccupata di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel Movimento Liturgico ci\u00f2 che pi\u00f9 ti preoccupa\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">non sia la \u201cliturgia\u201d, ma il<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> \u201cmovimento\u201d. <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Quasi che tra liturgia e movimento ci fosse una insuperabile contraddizione.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Con la conseguenza che il ML potrebbe essere per te una \u201cchance\u201d solo se contraddicesse tutto ci\u00f2 che ha detto e fatto nell\u2019ultimo secolo. \u00a0Mi sembra di aver capito perch\u00e9 lodi in modo tanto forte &#8220;Liturgiam Authenticam&#8221;: garantendo la paralisi di ogni traduzione ti assicura la fine di ogni movimento in liturgia. Non \u00e8 cos\u00ec? O forse mi sbaglio?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Ti saluto di cuore, in questo supplemento di confronto, che non fa mai male.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Andrea<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poich\u00e9 l&#8217;amico Pietro De Marco ha scritto un testo ripreso da S. 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