{"id":11695,"date":"2017-03-05T16:04:36","date_gmt":"2017-03-05T15:04:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11695"},"modified":"2017-03-05T16:04:46","modified_gmt":"2017-03-05T15:04:46","slug":"fare-qualcosa-agli-altri-con-nb-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/fare-qualcosa-agli-altri-con-nb-2\/","title":{"rendered":"&#8220;Fare qualcosa&#8221; agli altri (con nb)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa forma pi\u00f9 diretta di potere \u00e8 il puro potere di azione: il potere di recare danno agli altri con un\u2019azione diretta contro di essi, il potere di \u201cfare qualcosa\u201d agli altri\u00bb. \u00abPu\u00f2 togliere loro il credito, dar fuoco alla casa, imprigionare o espellere l\u2019altro, mutilarlo, violentarlo, ucciderlo\u00bb. Catalogo a noi ben noto, lo scrisse nel 1986 Einrich Popitz, emerito di sociologia all\u2019Universit\u00e0 di Friburgo [tr.it. FENOMENOLOGIA DEL POTERE, Bologna 1990, p. 65]. \u00abI tre elementi della sindrome della violenza totale non soltanto concordano, ma si accrescono anche vicendevolmente. L\u2019esaltazione e l\u2019indifferenza si sostengono a vicenda. Le glorificazioni del proprio atto violento diventano ancora pi\u00f9 sicure, ancora pi\u00f9 indisturbatamente possibili se il nemico \u00e8 un nulla \u2013 quand\u2019anche un nulla pericoloso \u2013 le cui opposte ragioni \u00e8 del tutto impossibile prendere in considerazione\u00bb [p. 88]. \u00abAllo stesso modo l\u2019esaltazione e l\u2019indifferenza agevolano la disponibilit\u00e0 a impiegare strumenti tecnici di violenza, e la tecnicizzazione della violenza si ripercuote su entrambi gli atteggiamenti\u00bb. \u00abNecessaria \u00e8 la fredda concentrazione mentre le emozioni potrebbero disturbare\u00bb [p. 89]. Resta la \u00absupposizione che possa essere compresa sempre meglio la comunanza degli interessi vitali, che si possa cio\u00e8 riconoscere che ormai la sicurezza pu\u00f2 essere raggiunta solo come sicurezza nella reciprocit\u00e0\u00bb [p. 90].<br \/>\nSupposizione confermata nel 1989 dallo storico crollo del muro di Berlino. La forza della reciprocit\u00e0 era stata studiata nel 1984 Robert Axelrod, docente di scienze politiche all\u2019universit\u00e0 del Michigan, in un torneo mondiale informatico sul \u2018dilemma del prigioniero\u2019, che ritiene irrazionale la reciprocit\u00e0. In un girone all\u2019italiana ripetuto cinque volte tra quattordici strategie \u2013 di psicologi, scienziati politici, economisti politici, matematici, sociologi \u2013 vinse la pi\u00f9 semplice, \u2018colpo su colpo\u2019 di Anatol Rapoport dell\u2019universit\u00e0 di Toronto: dopo la prima mossa cooperativa (fiducia) reagiva con l\u2019identica mossa di risposta del concorrente. Per lo scalpore il torneo fu ripetuto tra concorrenti molto pi\u00f9 numerosi e differenziati e strategie aggiornate sui risultati precedenti. Vinse \u2018colpo su colpo\u2019. \u00abUno dei principali motivi per cui i programmi \u201cnon buoni\u201d non si sono piazzati in gara \u00e8 proprio il fatto che quasi nessuna delle regole partecipanti al torneo era abbastanza clemente\u00bb [tr.it. GIOCHI DI RECIPROCITA&#8217;, Milano 1985, p. 37]. Incluso \u2018colpo su colpo\u2019.<br \/>\n\u00abContro la facile convinzione che la migliore strategia sia necessariamente \u201cocchio per occhio, dente per dente\u201d: esistono almeno tre strategie che, se si fossero presentate in gara, avrebbero potuto vincere tranquillamente\u00bb [p. 39]. Una perdonava le defezioni isolate, ma \u00abanche gli strateghi pi\u00f9 esperti non attribuiscono all\u2019importanza della clemenza un peso sufficiente\u00bb. \u00ab\u2018Look ahead\u2019 (pensa al futuro), si ispirava alle tecniche impiegate per il gioco degli scacchi a livello di intelligenza artificiale. E non \u00e8 cosa da poco che la metodica dell\u2019intelligenza artificiale potesse ispirare una strategia che nei fatti si sarebbe dimostrata migliore di tutte le altre\u00bb. La terza partiva \u00abpessimistica, mentre si \u00e8 poi accertato che l\u2019ottimismo iniziale, non soltanto sarebbe stato pi\u00f9 preciso, ma avrebbe anche determinato un piazzamento nettamente migliore, conquistando il primo posto, non il decimo\u00bb [p. 40].<br \/>\nClemenza, innovazione, ottimismo sono le chiavi del successo, il successo di chi progetta e realizza strategie di relazione clementi, innovative e ottimiste nel suo ambiente specifico, plasmandolo. Il 20 gennaio 2017 al Coll\u00e8ge de France, nel corso \u201c\u00c8tat social et mondialisation: analyse juridique des solidarit\u00e9s\u201d, il giurista Alain Supiot ha ricordato che istituzioni democratiche nascono da cittadini democratici e non viceversa. Solo Dio \u00e8 buono. \u00abCi\u00f2 che ci si augura non \u00e8 l\u2019uomo buono, ma una nuova forza della nostra capacit\u00e0 di immaginazione\u00bb [Popitz, p. 91].<br \/>\nNe \u00e8 convinto anche il ricercatore \u2018ibrido\u2019 (ingegnere e sociologo) Pierre Veltz in &#8220;LA SOCIETE HYPER-INDUSTRIELLE, LE NOUVEAU CAPITALISME PRODUCTIF&#8221; (Paris 2017). \u00abA scala mondiale l\u2019industria non ha mai avuto tanti addetti \u2013 330 milioni nel 2010\u00bb. \u00abIl prodotto manifatturiero mondiale \u00e8 una volta e mezza quello del 1990! Anche in Francia la produzione industriale \u00e8 raddoppiata dal 1995 al 2015 [\u2026]. \u201cLa trasformazione fondamentale non \u00e8 l\u2019automazione dei compiti, ma l\u2019aumento della connettivit\u00e0, il fatto che tutti i compiti, tutti gli attori, tutti i processi possono ormai collegarsi tra loro, a molteplici scale geografiche, creando cos\u00ec grandi masse di dati che sono la materia prima delle nuove catene del valore\u201d. Perci\u00f2 \u201cla rivoluzione numerica non sta nel sostituire i robot agli esseri umani, ma nel mettere in rete tra loro le macchine, le macchine e gli esseri umani, e gli esseri umani tra loro\u201d. Una \u201cglobal factory\u201d che sta integrando \u201ccliente e utente\u201d \u201cdirettamente nel circuito produttivo\u201d. \u00c8 cos\u00ec che un mondo sempre pi\u00f9 connesso appare sempre pi\u00f9 opaco\u00bb. La nostra immaginazione \u00e8 decisiva in \u00abalmeno tre sfide prioritarie nei paesi occidentali. Anzitutto il primato della formazione continua in questa economia della conoscenza mondializzata. Poi la polarizzazione estrema di un\u2019economia organizzata su poli urbani che catturano valore e lavori qualificati. Infine la mutazione del salariato: \u201cIl lavoro diviene sempre pi\u00f9 una prestazione di servizio, un contratto di progetto, in una logica di gestione per obiettivi e non pi\u00f9 per strumenti\u201d. L\u2019autore cos\u00ec sottolinea l\u2019ambivalenza di questa \u201cgrande trasformazione\u201d: \u201cEssa offre possibilit\u00e0 inedite di emancipazione moltiplicando la capacit\u00e0 individuale di contribuire, e al contempo comporta enormi rischi per la protezione e la regolazione assicurativa delle solidariet\u00e0 costruite intorno al lavoro salariato\u201d\u00bb [Vincent Giret, \u00abSchumpeter, r\u00e9veille-toi, ils sont devenus fous!\u00bb, LE MONDE ECO&amp;ENTREPRISE, 17\/02\/2017, p. 7].<br \/>\nQuesti rischi sono la linea di faglia che ci minaccia tutti, inclusi gli USA di Trump che cercano sicurezza isolandosi dal mondo e facendo del male se possono, in una miscela di luddismo, enclosure, controllo del territorio. Luddismo contro l\u2019economia relazionale di Veltz, enclosure per privatizzare i beni ambientali e controllo speculativo del territorio come pietra angolare del sistema.<br \/>\n\u00abLa Trump Grande \u00e8 all\u2019altezza del suo nome, si legge sul sito della Trump Organization. Con tre splendide torri su quattro ettari e circa 300 metri fronte mare ininterrotto nella Florida meridionale\u00bb. \u00abA meno di 60 metri dalla costa, il problema \u00e8 che la National Oceanic and Atmospheric Association (NOAA) ha di recente (e molto discretamente) pubblicato un rapporto sulla vulnerabilit\u00e0 della regione all\u2019innalzamento del livello marino\u00bb. A rischio sono anche la Trump Hollywood, la Trump Towers II, sulla Sunny Isle Beach, Mar-a-Lago Club, Trump Plaza, Trump National Doral, Trump Jupiter Golf Club \u2013 tutti attivi di bilancio della Trump Organization e\/o associati, oltre ai beni della famiglia Trump anch\u2019essi minacciati, campi di golf a pelo d\u2019acqua, vigneti. \u00abFino a che gran parte della gente \u00e8 convinta del valore di Mar-a-Lago, di Trump Grande o del golf di Doonberg, poco importa siano condannati a pi\u00f9 o meno breve termine: restano attivi di qualit\u00e0. Ma se si generalizza l\u2019opinione che sono perduti \u2013 perch\u00e9 non si impedir\u00e0 all\u2019oceano di salire \u2013 diventano rapidamente spazzatura. Non varranno pi\u00f9 nulla ben prima di essere sommersi dall\u2019Atlantico\u00bb [St\u00e9phane Foucart, \u00abTrump, les pieds dans l\u2019eau\u00bb, LE MONDE, 21\/02\/2017, p. 25]. Intanto, dato che vi si possono incontrare Trump, suo genero e il consigliere strategico Bannon, l\u2019associazione a Mar-a-Lago Club \u00e8 raddoppiata (a 200 mila $), e \u00able richieste di associazione destano la preoccupazione che la presidenza sia mercificata\u00bb [Nicholas Confessore, Maggie Haberman, Eric Clipton, \u00abAt Trump\u2019s club, a chance to whisper in his hear\u00bb, THE NEW YORK TIMES INTERNATIONAL EDITION, 23\/02\/2017, p. 10].<br \/>\nTrump \u00e8 sintomo ineludibile del problema diagnosticato nel 2009 da Giovanni Arrighi: il dominio non egemonico USA sul mondo post-guerra fredda, trasformazione \u00abnata non dall\u2019emergere di nuove potenze aggressive, ma dalla resistenza statunitense all\u2019adattamento e alla conciliazione\u00bb [IL LUNGO XX SECOLO, tr.it. Milano 2014, p. 407]. Putin e Trump \u00abritengono entrambi salutare esercizio di potere umiliare gli avversari\u00bb [\u00abChampions of the World\u00bb, The ECONOMIST, 11-17\/02\/2017, p. 14].<br \/>\nMa umiliarci a vicenda, magari in nome degli umili, \u00e8 un suicidio perch\u00e9 il nostro futuro dipende dallo ristabilire reciprocit\u00e0 tra i sempre pi\u00f9 numerosi esclusi e la nuova economia sovranazionale di relazione \u00aborganizzata su poli urbani che catturano valore e lavori qualificati\u00bb. Il progetto politico \u00e8 sempre \u201clibert\u00e0, eguaglianza, fraternit\u00e0\u201d, ma gli stati nazionali, nessuno escluso, sono ormai impotenti e attraversati dalla linea di faglia dell\u2019ineguaglianza che lascia loro solo il puro potere di fare del male agli altri, dentro e fuori, com\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 evidente. Cresciuto sulla relazionalit\u00e0 di profitto, il nostro mondo non ha pi\u00f9\/ancora un interlocutore politico in grado di produrre relazionalit\u00e0 di reciprocit\u00e0. Salvo in embrione l\u2019UE area euro. Il messaggio non \u00e8 pi\u00f9 il mezzo, \u00e8 l\u2019uso che ne facciamo con \u00abuna nuova forza della nostra capacit\u00e0 di innovazione\u00bb, che le cronache ci dicono all\u2019opera sul limite della faglia che ci minaccia, l\u2019odio online.<br \/>\n\u00abJigsaw, organizzazione di Google finalizzata a \u201crendere pi\u00f9 sicuro il mondo con le tecnologie\u201d, il 23 febbraio ha annunciato la disponibilit\u00e0 per tutti, in open source, di una tecnologia progettata per risanare le discussioni in rete. Perspective, questo il suo nome, \u00e8 stato testato diversi mesi sul sito del New York Times. \u00c8 una tecnologia di intelligenza artificiale, machine learning capace di valutare su una scala da 1 a 100 la \u201ctossicit\u00e0\u201d di un commento\u00bb. \u00abConsente di valutare un commento molto pi\u00f9 rapidamente di un essere umano, per un costo frazionale. Ma non intende sostituirlo\u00bb. \u00abI siti potranno utilizzarlo al meglio: ad esempio inviando in priorit\u00e0 ai moderatori umani i commenti valutati pi\u00f9 problematici\u00bb [Morgane Tual, \u00abContre les messages haineux, l\u2019intelligence artificielle\u00bb, LE MONDE ECO&amp;ENTREPRISE, 24\/02\/2017, p. 8].<br \/>\nNella Silicon Valley di GAFA (Google Amazon Facebook Apple) e dell\u2019economia sovranazionale relazionale, il ministro degli esteri danese Anders Samuelsen il 26 gennaio ha annunciato l\u2019apertura di un\u2019\u201cambasciata numerica\u201d. \u00abAfferma che si tratta di \u201cnuovi Stati\u201d, ma \u00e8 inesatto. Sono piuttosto oggetti politici non identificati, OPNI\u00bb, \u00abmatrice del futuro elaborando programmi transnazionali di intelligenza artificiale, big data, transumanismo\u00bb. \u00abLe OPNI si presentano ora come semplici imprese a servizio del nostro benessere, ora come avatar di potenze politiche autonome\u00bb. \u00abSalvo accettare una regressione democratica radicale, non si pu\u00f2 vedere apparire queste OPNI nello spazio politico senza porsi la questione dei loro intenti. Chi ne controlla le ambizioni? Non sono imprese virtuali. Sono concentrate in uno Stato americano, la California\u00bb. \u00abBisogna prenderle sul serio e in primo luogo chiarire il mistero della loro governance: coloro che le guidano non sono extraterrestri\u00bb [Pierre-Yves Gomez, \u00abLes GAFA, puissances du troisi\u00e8me type\u00bb, LE MONDE ECO&amp;ENTREPRISE, 24\/02\/ 2017, p. 7].<br \/>\nAnche nel mondo globale ognuno deve fare il proprio mestiere, ma il lavoro di innovazione politica necessario anche a quella scientifica, inclusa l\u2019intelligenza artificiale, lo sta facendo solo l\u2019UE.<\/p>\n<p>Nb. Trump non deve distrarci troppo. \u00abIl caos allarma i maggiorenti repubblicani e gli uomini d\u2019affari loro sostenitori. Ma se \u00e8 ci\u00f2 che cercano i pi\u00f9 feroci sostenitori di Trump, e se serve a dimostrare la sua autenticit\u00e0 alla base che decide le fortune elettorali dei legislatori, il caos \u00e8 un prezzo accettabile, per ora\u00bb [THE ECONOMIST, \u00abAmerica first and last\u00bb, 4-10\/02\/2017, p. 17]. Con parole pi\u00f9 semplici Kellyanne Conway, consigliere presidenziale, lo ha spiegato al gran forum annuale dei conservatori americani, la Conservative Political Action Conference (CPAC), il 24 febbraio a Washington: \u00absenza dubbio ha riassunto pi\u00f9 brutalmente questo tentativo di prendere il controllo del partito suggerendo che la CPAC si trasformi in TPAC (TrumpPAC)\u00bb. \u00abSecondo Gallup nel 2015 solo il 12% degli elettori repubblicani USA avevano un\u2019immagine positiva di Putin. Secondo un\u2019inchiesta pubblicata il 21 febbraio, ora \u00e8 il 32% a giudicarlo favorevolmente\u00bb [G.P., \u00abLa Maison Blanche se lance \u00e0 la conqu\u00eate du camp r\u00e9publicain\u00bb, LE MONDE, 02\/04\/2017, p. 2]. I campioni del mondo bipolare (anche clinicamente) continuano a mascherare l\u2019irreversibile crisi degli stati nazionali e della loro sovranit\u00e0, totem di Brexit, di Trump e dei nazionalisti\/populisti europei. \u00ab\u00c8 indubbio che la nozione di sovranit\u00e0 quale suprema potestas superiorem non recognoscens risale alla nascita dei grandi Stati nazionali europei e al correlativo incrinarsi, alle soglie dell\u2019et\u00e0 moderna, dell\u2019idea di un ordinamento giuridico universale che la cultura medioevale aveva ereditato da quella romana. Parlare della sovranit\u00e0 e delle sue vicende storiche e teoriche vuol quindi dire parlare delle vicende di quella particolare formazione politico-giuridica che \u00e8 lo Stato nazionale moderno, nata in Europa poco pi\u00f9 di quattro secoli fa, esportata in questo secolo in tutto il pianeta e oggi al tramonto\u00bb [Luigi Ferrajoli, LA SOVRANITA&#8217; NEL MONDO MODERNO, Roma-Bari 1997, pp. 7-8]. Tramonto che non va confuso con l\u2019alba, nel buio sempre pi\u00f9 fitto che ci circonda. Sovrana oggi \u00e8 la dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo delle Nazioni Unite, dal 1948. La sua realizzazione prosegue, penosamente, solo in Europa, di radice greco-giudaico-cristiana e madre di democrazia, imperi, stati nazionali e rivoluzioni, e dell\u2019UE. \u00ab\u00c8 oggi divenuto pi\u00f9 che mai attuale ed urgente l\u2019auspicio formulato da Hans Kelsen oltre settant\u2019anni fa [ndr: cent\u2019anni, per chi legge]: \u201cil concetto di sovranit\u00e0\u201d, scriveva Kelsen a conclusione del suo celebre saggio sulla sovranit\u00e0 del 1920, \u201cdeve essere radicalmente rimosso. \u00c8 questa la rivoluzione della coscienza culturale di cui abbiamo per prima cosa bisogno\u201d\u00bb [pp. 9-10].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa forma pi\u00f9 diretta di potere \u00e8 il puro potere di azione: il potere di recare danno agli altri con un\u2019azione diretta contro di essi, il potere di \u201cfare qualcosa\u201d agli altri\u00bb. \u00abPu\u00f2 togliere loro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[310],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11695"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11695"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11699,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11695\/revisions\/11699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}