{"id":11681,"date":"2017-03-03T15:42:19","date_gmt":"2017-03-03T14:42:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11681"},"modified":"2017-03-03T16:57:30","modified_gmt":"2017-03-03T15:57:30","slug":"procedure-da-riformare-la-guerra-senza-fine-di-isolati-soldati-giapponesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/procedure-da-riformare-la-guerra-senza-fine-di-isolati-soldati-giapponesi\/","title":{"rendered":"Procedure da riformare.  La guerra senza fine di isolati soldati giapponesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-professore1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11622\" alt=\"papa professore\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-professore1.jpg\" width=\"288\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le dimissioni di Marie Collins dalla Commissione vaticana che si occupa di combattere la pedofilia nella Chiesa ha sollevato un giusto scalpore. Anche il Segretario di Stato Parolin l\u2019ha definita \u201cUn modo per scuotere l\u2019albero\u201d. A me pare che si debba leggere questo gesto a partire da una spiegazione che la stessa Collins ha allegato alla sua decisione: ossia la difficolt\u00e0 ad ottenere ascolto e risposte adeguate da parte di organi vaticani, in particolare dalla Congregazione per la Dottrina della fede.<\/p>\n<p>A tal proposito mi pare fondamentale ci\u00f2 che Marie Collins ha detto (nella intervista ad A. Tornielli) a proposito delle \u201cprocedure\u201d. Ecco il testo, che presenta apertamente il punto-chiave della questione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Un passo della<\/strong><b>\u00a0intervista<\/b><\/p>\n<pre>\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><i>Lei ha parlato di resistenze interne. Crede che la Curia stia resistendo alle nuove norme contro questo il terribile fenomeno degli abusi sui minori?\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span>No, non credo che ci siano resistenze alle norme o ad azioni specifiche contro la pedofilia. Si tratta piuttosto delle sensazione che il lavoro della nostra commissione venisse considerato da alcuni come un\u2019interferenza. Non so dire se questo faccia parte delle resistenze al Papa. Ho riscontrato piuttosto una riluttanza generale a collaborare.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span><i>Almeno un caso specifico per\u00f2 lei lo ha citato, sostenendo che \u00e8 stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il mancato impegno da parte della Congregazione per la dottrina della fede a rispondere a tutte le lettere delle vittime\u2026\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span>Non voglio fare nomi di dicasteri. Ma questo s\u00ec, \u00e8 un caso specifico. Se sei una vittima, un sopravvissuto e scrivi per raccontare la tua storia chiedendo aiuto e giustizia, e vedi che non ti rispondono, tu vieni nuovamente ferito. Questo si fa fatica a capirlo.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span><i>Eppure sia Benedetto XVI che Francesco hanno incontrato le vittime, hanno dato loro ascolto, le hanno ricevute.\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span>Francesco aveva detto di s\u00ec alla nostra raccomandazione. Chiedevamo che si rispondesse sempre e direttamente alle singole vittime. Il Papa era d\u2019accordo, eppure alcuni non hanno voluto seguire questa indicazione.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span><i>Qual \u00e8 la ragione del rifiuto?\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span>Hanno la loro procedura interna per sbrigare la corrispondenza, e questa procedura non prevede che si risponda direttamente alle vittime, un compito che spetta ai vescovi locali.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span><i>Come ha reagito lei a questa notizia?\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif\"><span>Non ce l\u2019ho fatta a sopportare questo atteggiamento verso le vittime. Mi sembra una mancanza di rispetto e io non posso restare, la gente deve sapere che ci sono persone che fanno queste difficolt\u00e0.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p><b>Riforma della Chiesa e revisione delle procedure<\/b><\/p>\n<p>Questo testo \u00e8 molto interessante, perch\u00e9 mette in luce come vi sia una connessione decisiva tra \u201criforma della Chiesa\u201d e \u201ccura per le procedure\u201d. Marie Collins ha colto con molta lucidit\u00e0 una contraddizione tra \u201caffermazioni di principio\u201d e \u201cprassi acquisite\u201d. Questa osservazione, che ritengo del tutto preziosa, ci permette di ampliare il discorso e valutare, alla luce di questo episodio, l\u2019impatto complesso che le Riforme di papa Francesco hanno sul piano della \u201crecezione ufficiale\u201d. La reazione della Collins, riguardando un tema delicato come la \u201clotta alla pedofilia\u201d, ha ottenuto immediatamente un risalto e un interesse particolare. Ma ci\u00f2 che \u00e8 stato da lei denunciato pu\u00f2 essere esteso, con grande facilit\u00e0, alla recezione pastorale e giuridica di &#8220;Amoris Laetitia&#8221;, al modo di valutare le procedure in campo educativo e formativo, al modo di considerare le procedure di iniziazione o di riconciliazione. Il punto su cui vorrei soffermarmi pu\u00f2 dunque essere cos\u00ec riassunto. Riforma della Chiesa non \u00e8 solo \u201criforma della mentalit\u00e0\u201d, ma \u201criforma delle procedure\u201d.<\/p>\n<p><b>La risposta alle vittime e la sanzione all\u2019adulterio<\/b><\/p>\n<p>Marie Collins \u00e8 giustamente preoccupata per una Chiesa che non risponde. La Congregazione per la Dottrina della fede sembra non percepire che \u201cil modo della risposta\u201d fa parte del suo contenuto. E che una Congregazione che dice \u201cper consuetudine a queste lettere (di denuncia di violenze su minori) risponde il Vescovo, non la Congregazione\u201d fa una asserzione forse sensata, ma che suona come prova insopportabile di disinteresse e di indifferenza. Come \u00e8 possibile che non si noti, proprio in Congregazione, questa differenza madornale? Come \u00e8 possibile che un (altro) papa abbia dato ad una Commissione, nel 2007, il potere di rispondere da Roma a tutte le questioni che riguardano il <i>Vetus Ordo<\/i>, scavalcando tutte le competenze episcopali al riguardo, e che invece in materia di pedofilia il centro curiale lasci ai singoli vescovi di dire ogni parola di attenzione e di conforto? Quali priorit\u00e0 e quali dimenticanze propongono queste differenti procedure? E\u2019 evidente che in questo caso la prima mentalit\u00e0 a dover cambiare \u00e8 quella delle procedure.<\/p>\n<p>Allo stesso modo si potrebbe notare una medesima inadeguatezza procedurale in tutti coloro che, di fronte ad <i>Amoris Laetitia<\/i>, ne hanno recepito il testo solo con la preoccupazione di \u201cnon toccare le procedure\u201d. In realt\u00e0, legare la dottrina ad una procedura contingente \u00e8 il modo pi\u00f9 facile per renderla incomunicabile. Il lavoro dei Vescovi al Sinodo e poi il testo finale di papa Francesco innovano invece sul piano di un profondo rinnovamento di procedure di accompagnamento, discernimento e reintegrazione. Chi resta legato all\u2019aut-aut comunione\/scomunica \u2013 che \u00e8 la procedura tipica con cui la Chiesa, in una societ\u00e0 chiusa, affronta le crisi familiari \u2013 si perde tutta la bellezza del testo, la novit\u00e0 dell\u2019approccio e la fedelt\u00e0 alla tradizione. Ma il deficit \u00e8, ancora una volta a livello di \u201crigidit\u00e0 procedurale\u201d. E il paradosso \u00e8 che siano oggi proprio i giuristi \u2013 che di procedure dovrebbero essere maestri \u2013 a risultare particolarmente rigidi e miopi a questo proposito.<\/p>\n<p><b>La resistenza esplicita e la resistenza implicita<\/b><\/p>\n<p>Dunque la questione sollevata da Marie Collins va molto al di l\u00e0 della pur importante lotta alla pedofilia nella Chiesa. Essa riguarda un deficit strutturale della Chiesa contemporanea, che Francesco ha messo in chiara luce. E qui si deve fare una doppia considerazione, che aiuta a comprendere meglio anche le diverse resistenze al pontificato e al suo slancio riformatore.<\/p>\n<p>Da un lato, infatti, e sarebbe ingenuo non accorgersene, vi \u00e8 il numero di coloro che si oppongono apertamente e contenutisticamente alla Riforma. E trovano tutti i mezzi, procedurali o meno, per ostacolare il cambiamento e la conversione della Chiesa.<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 anche un certo numero di soggetti \u2013 a diversi livelli della gerarchia \u2013 che sono disposti a recepire i contenuti nuovi, ma lo fanno senza alcuna elasticit\u00e0 sul piano delle procedure.<\/p>\n<p>Questo impone, evidentemente, di considerare che la Riforma della Chiesa si fa anche riformando autoritativamente le procedure. Se si lascia la procedura nella disponibilit\u00e0 dei singoli soggetti, \u00e8 facile che il sistema si paralizzi. E che, in un sistema paralizzato, prevalgano, come sempre, gli istinti peggiori. La resistenza sulle procedure pu\u00f2 essere in buona fede. Ma solo una normativa esplicita diversa \u00e8 in grado di arginarla in modo sostanziale. E di consentire percorsi comuni di integrazione e di confronto.<\/p>\n<p><b>Magistero negativo e magistero positivo<\/b><\/p>\n<p>Va aggiunto che una certa prassi \u201ctuzioristica\u201d, che si d\u00e0 una norma procedurale rigida a salvaguardia della \u201cverit\u00e0\u201d (e della istituzione) corrisponde ad un modo di comprendere la stessa funzione del magistero che da secoli si interpreta come \u201cmagistero negativo\u201d. Questa grande tradizione ha compreso e sviluppato la funzione magisteriale come \u201cresiduale\u201d, lasciando un largo campo di libert\u00e0 agli altri soggetti di autorit\u00e0. Il magistero parlava poco e solo su cose importanti. Per lo pi\u00f9 taceva. E questo era funzionale ad una societ\u00e0 chiusa e ad una Chiesa che si identificava con la societ\u00e0. Oggi, da almeno un secolo, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Il Magistero parla molto, forse anche troppo, e ci si aspetta che dica la sua pressoch\u00e9 su tutto. Questo non \u00e8 un fatto incontrastabile, ma del quale occorre tener conto. Se proprio in un campo delicato come quello della \u201clotta alla pedofilia\u201d si assume \u2013 anche in buona fede \u2013 un approccio da \u201cmagistero negativo\u201d, si sbaglia registro e si priva il soggetto che ha subito violenza di una parola diretta e immediata di conforto, senza nulla togliere alle inevitabili competenze locali, che tuttavia, proprio in questo campo, non possono essere mai l\u2019unica istanza. Le \u201cprocedure magisteriali\u201d fanno parte della storia del magistero. Oggi pi\u00f9 che mai. E non \u00e8 un caso che a presiedere la Commissione che si occupa di questa materia sia propria l\u2019Arcivescovo di Boston: chiunque abbia visto \u201cIl caso Spotlight\u201d sa di cosa si tratta e ha capito che dietro ai casi di \u201cpedofilia\u201d vi \u00e8 un problema di comprensione del ruolo della autorit\u00e0 della Chiesa in rapporto ai diritti dei giovani battezzati e alla parit\u00e0 di trattamento in campo civile.<\/p>\n<p><b>I<\/b><b>l bravo soldato giapponese e le \u201cprassi di pace\u201d<\/b><\/p>\n<p>Vorrei chiudere con una immagine. Come negli anni 80, dopo quasi 40 anni dalla fine della II guerra mondiale, si trovarono, su atolli del Pacifico, fedeli soldati dell\u2019Imperatore del Giappone, che ancora difendevano l\u2019impero dal pericolo americano, cos\u00ec oggi nella Chiesa vi sono isolati funzionari, fedeli alla loro idea di papato (ma non al papa reale) che in buona fede applicano le procedure come se fossimo ancora in guerra con il mondo moderno, con i diritti delle donne e delle vittime, con le pretese degli immigrati e dei conviventi, con le confusioni dei divorziati e degli omossessuali, con le alterazioni delle nascite e delle morti. In realt\u00e0 da 50 anni abbiamo fatto pace con tutto ci\u00f2. Non con le problematiche spinose e ardue che sollevano le novit\u00e0, ma con la pretesa che una \u201cprocedura romana\u201d sappia a priori inquadrare e giudicare ogni cosa. Riducendo ogni fenomeno alla sua struttura ideale, queste procedure tengono lontana la realt\u00e0 e immunizzano la Chiesa dal sentire su di s\u00e9 l\u2019odore del proprio popolo.<\/p>\n<p>Dobbiamo riaccompagnare i nostri fedeli soldati giapponesi, non importa se con cappa magna o con colletto romano, con giacca e cravatta o con maschera di vergogna, alla bella realt\u00e0 di una Chiesa capace di accompagnare, discernere e integrare tutti. Proprio tutti, senza esclusione: soldati giapponesi compresi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Le dimissioni di Marie Collins dalla Commissione vaticana che si occupa di combattere la pedofilia nella Chiesa ha sollevato un giusto scalpore. 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