{"id":11678,"date":"2017-03-01T11:11:02","date_gmt":"2017-03-01T10:11:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11678"},"modified":"2017-03-01T11:11:02","modified_gmt":"2017-03-01T10:11:02","slug":"ancora-tolstoj","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ancora-tolstoj\/","title":{"rendered":"Ancora Tolstoj"},"content":{"rendered":"<p>Che l\u2019arte sia generatrice di abitudini condivise, consolidate nei secoli oppure di nuovo conio, non \u00e8 convinzione oggi diffusa. Piuttosto incerto oggi \u00e8 anche il principio che essa svolga un fondamentale ruolo celebrativo. Del tutto estranea ci \u00e8 inoltre la convinzione che possa provocare, per contrasto con la sua qualit\u00e0 elevata, vergogna per atteggiamenti umani contrassegnati da evidente meschinit\u00e0, da ricerca di eccessi di benessere. Infine non riusciamo a pensare al sacrificio di s\u00e9 come atto generato dalla percezione di una dignit\u00e0 della vita, anch\u2019essa opera d\u2019arte, che ci lega gli uni agli altri. Non \u00e8 cos\u00ec per Tolstoj, che scrive:<\/p>\n<p>La peculiarit\u00e0 dell\u2019arte rispetto alla parola consiste nel fatto  che \u201ccon la parola l\u2019uomo comunica a un altro i suoi pensieri, mentre attraverso l\u2019arte gli uomini si scambiano tra loro i sentimenti. [\u2026]. L\u2019arte comincia quando l\u2019uomo con lo scopo di trasmettere ad altri un sentimento provato da lui lo proietta fuori di s\u00e9 e lo esprime tramite certi segni esterni\u201d (pp. 26-27).<\/p>\n<p>\u201cSe \u00e8 stato possibile trasmettere attraverso l\u2019arte i modi tradizionali di accostarsi alle cose della religione, di stabilire rapporti con i genitori, con i bambini, con le donne, con i parenti, con gli estranei, i rapporti con i pi\u00f9 anziani, con i sottoposti, con i sofferenti, con i nemici, con gli animali; e queste usanze vengono osservate da generazioni e da milioni di persone senza la minima coercizione \u2013 infatti non possono essere scalzate se non dall\u2019arte \u2013 allora sempre con l\u2019arte possono essere suscitate anche altre usanze, pi\u00f9 conformi alla coscienza religiosa del nostro tempo.<br \/>\nSe \u00e8 stato possibile comunicare mediante l\u2019arte il sentimento di venerazione per un\u2019icona, per l\u2019eucarestia, per la persona di un re, il sentimento di vergogna per l\u2019amicizia tradita, della fedelt\u00e0 alla bandiera, della necessit\u00e0 di vendicare un\u2019offesa, dell\u2019esigenza di sacrificare il proprio lavoro per costruire e onorare i templi, dell\u2019obbligo di difendere il proprio onore e la gloria della patria, allora la stessa arte pu\u00f2 suscitare anche il profondo rispetto della dignit\u00e0 di ogni uomo, della vita di ogni animale, pu\u00f2 suscitare la vergogna del lusso, della violenza, della vendetta, dello sfruttamento per il proprio piacere di cose indispensabili ad altri; essa pu\u00f2 indurre gli uomini a sacrificare se stessi liberamente e con gioia, senza nemmeno accorgersene, per servire gli altri\u201d (p. 175).<\/p>\n<p>(Lev. N. Tolstoj, Che cosa \u00e8 l\u2019arte?, a cura di T. Perlini, C. Gallone editore, Milano 1997)<\/p>\n<p>Le riflessioni di Tolstoj ci invitano a riflettere non solo sull\u2019arte ma anche sul vario e multiforme mondo delle immagini di cui l\u2019arte pu\u00f2 appropriarsi, poeticamente trasfigurandole. Ma a lui non importa esplorare questo secondo livello dell\u2019immaginario, gli interessa dar riconoscimento di valore a quel \u2018pieno di vita\u2019, a quella densit\u00e0 esistenziale che emerge in una realt\u00e0 che, a volte, chiama \u2018popolo\u2019, in altri casi, \u2018gente\u2019. Gli interessano i sentimenti robusti che si radicano negli uomini e danno in loro forma a comportamenti identitari, sempre in evoluzione perch\u00e9 partecipi dei flussi della vita, ma al tempo stesso struttura portante della stessa. Gli interessano, dei sentimenti, i fulcri immaginativi che investono tutto il genere umano, in tutte le sue condizioni ed et\u00e0, un flusso che pu\u00f2 identificare, per farsi comprendere con esempi concreti: icona, eucarestia, re, bandiera, patria, templi. Gli interessa il silenzioso e umile, persino inconsapevole, eroismo quotidiano che riconosce in molti uomini comuni.<br \/>\nPotremmo persino ritenere che gli interessa il capolavoro che l\u2019uomo \u00e8 in quanto uomo e che, conseguentemente, chiama opere d\u2019arte quelle che gli paiono le pi\u00f9 esplicitamente umane, quelle di pi\u00f9 densamente espressive della dignit\u00e0 che ogni uomo e ogni donna, in tutte le stagioni della loro vita, sanno esprimere a se stessi e al mondo in cui stanno, comprendendovi gli animali con i quali convivono.<br \/>\nCon arte Tolstoj intende dunque cultura viva, senso esistenziale largamente condiviso e operosamente espresso; intende livello moralmente elevato delle popolazioni, intende valori cristallizzati in opere, valori costruttivi di comunit\u00e0, di condivisione, di rispetto delle differenze.<br \/>\nHo qui proposto queste brevi riflessioni sul suo orientamento per provocare in chi legge un confronto, con la situazione attuale, non predeterminato dalla mia percezione che, tuttavia, in conclusione, intendo esprimere. Toltstoj non evoca, mi pare, un mondo ideale, descrive al contrario una realt\u00e0 sociale che conosce e che ama, alla quale avverte di appartenere profondamente, consapevole sia del proprio compito di intellettuale che, nello stesso tempo, della fecondit\u00e0 del proprio ancoraggio nel senso comune. L\u2019arte \u00e8, per lui, esito in opere, sue e del popolo, dall\u2019unica sorgente popolare. Questo \u00e8 l\u2019affascinante dinamismo che riesce a mettere in evidenza e che costituisce un termine di confronto col presente su cui riflettere a fondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che l\u2019arte sia generatrice di abitudini condivise, consolidate nei secoli oppure di nuovo conio, non \u00e8 convinzione oggi diffusa. Piuttosto incerto oggi \u00e8 anche il principio che essa svolga un fondamentale ruolo celebrativo. 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