{"id":11676,"date":"2017-03-01T11:07:40","date_gmt":"2017-03-01T10:07:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11676"},"modified":"2017-03-01T11:07:40","modified_gmt":"2017-03-01T10:07:40","slug":"arte-e-fraternita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/arte-e-fraternita\/","title":{"rendered":"Arte e fraternit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Mi sono casualmente imbattuta di recente in un lungo saggio di Lev Tolstoj sull\u2019arte. Scritto nel 1897, quando il grande scrittore aveva 69 anni, stimolante in pi\u00f9 passaggi confronti interessanti con la situazione attuale, contradditorio per molti aspetti, il lungo testo, che il suo autore dichiara frutto di un lavoro di quindici anni, ruota attorno ad una preoccupazione centrale: individuare per l\u2019arte del proprio tempo, intesa secondo termini molto ampi, una corretta destinazione, coincidente con un suo contenuto di senso valido per tutti, nessuno escluso.<\/p>\n<p>Vale la pena di ascoltare le conclusioni a cui Tolstoj giunge: <\/p>\n<p>\u201cIl compito dell\u2019arte \u00e8 immenso: l\u2019arte, la vera arte, con l\u2019aiuto della scienza e sotto la guida della religione, deve fare in modo che quella convivenza pacifica degli uomini che oggi viene mantenuta con mezzi esterni \u2013 tribunali, polizia, istituzioni benefiche, ispezioni di lavoro, eccetera \u2013 sia ottenuta mediante la libera e gioiosa attivit\u00e0 della gente. L\u2019arte deve sopprimere la violenza.<br \/>\nE solo l\u2019arte pu\u00f2 fare questo.<br \/>\nTutto ci\u00f2 che ora, nonostante la paura della violenza e della punizione, rende possibile la vita in comune (e nel nostro tempo una parte stragrande del sistema della vita \u00e8 gi\u00e0 fondata su questo), tutto ci\u00f2 \u00e8 stato fatto dall\u2019arte.<br \/>\n[\u2026]<br \/>\nL\u2019arte deve fare in modo che i sentimenti di fraternit\u00e0 e di amore per il prossimo, oggi accessibili solamente agli uomini migliori della societ\u00e0, diventino sentimenti abituali, istintivi in tutti [\u2026].<br \/>\nLa destinazione dell\u2019arte del nostro tempo \u00e8 di tradurre dalla sfera della ragione alla sfera del sentimento la verit\u00e0 che il bene della gente \u00e8 nell\u2019unione e di instaurare, in luogo della violenza attuale, quel regno di Dio, cio\u00e8 quell\u2019amore che si presenta a noi tutti come fine supremo della vita dell\u2019umanit\u00e0. Pu\u00f2 darsi che in avvenire la scienza riveler\u00e0 all\u2019arte nuovi, ancora pi\u00f9 alti ideali, e che l\u2019arte li realizzer\u00e0, ma nel nostro tempo la destinazione dell\u2019arte \u00e8 chiara e ben determinata.<br \/>\nIl compito dell\u2019arte cristiana \u00e8 la realizzazione dell\u2019unione fraterna degli uomini\u201d pp. 174-76.<\/p>\n<p>(Lev. N. Tolstoj, Che cosa \u00e8 l\u2019arte?, a cura di T. Perlini, C. Gallone editore, Milano 1997)<\/p>\n<p>Lascio, a chi intenda approfondire, di scoprire come Tolstoj leghi l\u2019arte alla scienza, come ne evidenzi l\u2019originaria connessione, con la dimensione religiosa della coscienza umana prima che con le religioni, in quanto istituzioni (il suo \u00e8 anticipo sintetico, ma chiaro, di un\u2019esplorazione ben pi\u00f9 ampia condotta da Mircea Eliade parecchio tempo dopo).<br \/>\nMi soffermo invece sulla sua messa a punto della destinazione dell\u2019arte per il proprio tempo. Destinazione o compito dell\u2019arte \u00e8, per lui, la costruzione di un mondo umano non violento, il potenziamento della vita in comune tra gli uomini, la fioritura della solidariet\u00e0, l\u2019innalzamento della dignit\u00e0 umana nel coinvolgimento del numero pi\u00f9 alto possibile di uomini, in un passaggio di significati esistenziali, o valori umani di grande levatura, dall\u2019ambito della ragione a quello dei sentimenti, vale a dire di quel comune sentire che si esprime in mentalit\u00e0. Il vertice di questo percorso \u00e8 segnato, per lui, dall\u2019arte cristiana, il cui compito \u00e8 la costruzione di un contesto fraterno.<br \/>\nSono trascorsi ben 120 anni da queste affermazioni; l\u2019arte dei pi\u00f9 vari ambiti ha percorso strade quanto mai complesse, spesso tortuose in ogni sua espressione; \u00e8 accaduto persino che il termine \u2019arte\u2019 venisse tendenzialmente soppresso, per poi di continuo tornare in piena vitalit\u00e0 come l\u2019araba fenice, mitologico uccello di fuoco capace di rinascere dalle proprie ceneri.<br \/>\nNelle parole di Tolstoj emerge un compito infinite volte tradito da allora, eppure tuttora drammaticamente indispensabile, una destinazione o, detto altrimenti, una direzione di continuo evocata e rinata nella tensione tra solidariet\u00e0 e fraternit\u00e0, che possiamo provvisoriamente assumere come polarit\u00e0 tra costruzione di comunit\u00e0 e spiritualit\u00e0 personale, tra esteriorit\u00e0 e profondit\u00e0 delle esperienze umane.<br \/>\nIl messaggio dello scrittore russo non ha natura sociologica o politica, pur contenendo di ambedue alcuni contrassegni. La direzione verso la quale si muove \u00e8 un\u2019altra. A Tolstoj non basta che l\u2019uomo sia buono individualmente, occorre che questa sua bont\u00e0 venga investita da energia aggregante; ritiene questo propriamente il ruolo dell\u2019opera d\u2019arte, la cui natura \u00e8 di essere generatrice di rapporti, produttrice di coesione tra coloro che in essa si trovano coinvolti, di solidariet\u00e0 e di fraternit\u00e0 dunque, l\u2019una e l\u2019altra intese come virt\u00f9 trasformanti il mondo, costruttrici di popoli abitati dalla pace.<br \/>\nTolstoj scarta invece decisamente il tema della bellezza poich\u00e9 non ritiene quest\u2019ultima categoria adatta a cogliere lo specifico contributo dell\u2019arte nella vita dei popoli<br \/>\nGli interessa infatti l\u2019emergere concreto, in opere e nel proprio tempo, della libera e gioiosa attivit\u00e0 della gente, della vitalit\u00e0 che, sola, toglie di mezzo in modo radicale (sopprime) la violenza. Conclude: \u201cE solo l\u2019arte pu\u00f2 fare questo\u201d. Perch\u00e9 per lui non c\u2019\u00e8 arte vera senza libert\u00e0 in azione, senza serenit\u00e0 di popolo operoso.<br \/>\nIl meraviglioso uccello di fuoco che si insinua nelle nostre azioni, che percorre le nostre strade, che emerge nei gesti pi\u00f9 umili di gente comune oltre che in apparati solenni, che diserta spesso le situazioni pi\u00f9 altisonanti per rifugiarsi in angoli poco evidenti ma sicuri, l\u2019uccello di fuoco che non passa mai invano, personificazione di un\u2019arte la cui definizione risulta alla fin fine impossibile e che tuttavia riconosciamo con estrema facilit\u00e0 quando ne incontriamo l\u2019evidenza, \u00e8 un legante degli uomini estremamente potente.<br \/>\nSembra che oggi ci siamo del tutto scordati della forza aggregante dell\u2019arte, ne trascuriamo le potenzialit\u00e0 inseguendo ansiosamente le nostre percezioni estetiche, senza accorgerci che l\u2019individualismo in cui ci siamo imprigionati la depotenzia infinitamente. Eppure basta soffermarci per un attimo a riflettere per riconoscere che Tolstoj ha non poche ragioni, anche nell\u2019asprezza un poco schematica con la quale le esprime. Di questo fuoco e della sua energia unificante non possiamo fare a meno per lavorare e vivere coralmente, comunitariamente. Come cristiani, per sentirci fratelli.<br \/>\nPer questa ragione dovremmo desiderare belle le nostre chiese, le nostre scuole, i nostri ospedali e le nostre fabbriche pi\u00f9 che le nostre case: per rinsaldare ragione e sentimento nei luoghi in cui tutti viviamo, prima e pi\u00f9 che nel nostro angolo di vita privata.<br \/>\nNon si pu\u00f2 per\u00f2 mettere in cantiere un capovolgimento di questo tipo con una formula chimica o con un processo ideologico; occorre che esso sia, in primo luogo, esito di impegno personale per poter divenire senso comune, destinazione di popolo; ma occorre anche che si radichi in una fiducia diffusa nelle risorse umane d\u2019oggi, coltivata con ostinazione nell\u2019amicizia tra alcuni, come germe gi\u00e0 visibile di unit\u00e0 senza violenza tra uomini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sono casualmente imbattuta di recente in un lungo saggio di Lev Tolstoj sull\u2019arte. 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