{"id":11626,"date":"2017-02-12T17:28:33","date_gmt":"2017-02-12T16:28:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11626"},"modified":"2017-02-12T17:28:33","modified_gmt":"2017-02-12T16:28:33","slug":"discorso-alla-civilta-cattolica-3-incompletezza-nel-pensiero-e-immaginazione-nel-discernimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/discorso-alla-civilta-cattolica-3-incompletezza-nel-pensiero-e-immaginazione-nel-discernimento\/","title":{"rendered":"Discorso alla Civilt\u00e0 cattolica (\/3): incompletezza nel pensiero e immaginazione nel discernimento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-professore1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11622\" alt=\"papa professore\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-professore1.jpg\" width=\"288\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p>La seconda parte del discorso di papa Francesco al Collegio degli Scrittori della \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d si occupa della seconda e della terza parola-chiave, dopo aver illustrato la prima \u2013 la inquietudine \u2013 che abbiamo presentato nel post precedente (cfr. <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/discorso-alla-civilta-cattolica-2-laudacia-e-linquietudine-come-benedizione\/\">qui<\/a>)<\/p>\n<p><i>1. La incompletezza: Dio \u00e8 \u201csempre pi\u00f9 grande\u201d<\/i><\/p>\n<p>Anche di questa seconda parola, \u201cincompletezza\u201d, l\u2019attacco \u00e8 fulminante:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Dio \u00e8 il\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span><i>Deus semper maior<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>, il Dio che ci sorprende sempre. Per questo dovete essere scrittori e giornalisti dal pensiero incompleto, cio\u00e8 aperto e non chiuso e rigido. La vostra fede apra il vostro pensiero.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>La incompletezza del pensiero della fede significa apertura e disponibilit\u00e0 alla libert\u00e0 dello Spirito di Dio, che contrasta con ogni chiusura e rigidit\u00e0. Questo tratto qualificante del contributo intellettuale dei cristiani e dei cattolici assume un tratto decisivo nelle parole seguenti:<\/p>\n<pre><span style=\"font-family: Georgia, serif;color: #444444\">Fatevi guidare dallo spirito profetico del Vangelo per avere una visione originale, vitale, dinamica, non ovvia.<\/span><\/pre>\n<p>La profezia non sopporta ci\u00f2 che \u00e8 scontato, statico, convenzionale. Richiede piuttosto una \u201cvisione originale\u201d che diventa vitale e dinamica. Tanto maggiore urgenza ha questa funzione intellettuale in un mondo descritto con i tratti della \u201ccultura del naufragio\u201d e della \u201ccultura del cassonetto\u201d, ossia di una cultura priva di mediazioni, che passa dal relativismo alla rigidit\u00e0 con assoluta disinvoltura. Di fronte a questa sfida contemporanea<\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Solo un pensiero davvero aperto pu\u00f2 affrontare la crisi e la comprensione di dove sta andando il mondo, di come si affrontano le crisi pi\u00f9 complesse e urgenti, la geopolitica, le sfide dell\u2019economia e la grave crisi umanitaria legata al dramma delle migrazioni, che \u00e8 il vero nodo politico globale dei nostri giorni.<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>Accanto alla parola \u201cincompletezza\u201d Francesco cita, come patrono, il P. Matteo Ricci, di cui ricorda la composizione di un \u201cmappamondo cinese\u201d, in cui apparivano anche terre lontane, e anche Roma, dove stava il papa. Sulla base di questa immagine si guarda al compito della riflessione cattolica del futuro con queste belle parole, rivolte al Collegio degli Scrittori:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Ecco, con i vostri articoli anche voi siete chiamati a comporre un \u201cmappamondo\u201d: mostrate le scoperte recenti, date un nome ai luoghi, fate conoscere qual \u00e8 il significato della \u201ccivilt\u00e0\u201d cattolica, ma pure fate conoscere ai cattolici che Dio \u00e8 al lavoro anche fuori dai confini della Chiesa, in ogni vera \u201ccivilt\u00e0\u201d, col soffio dello Spirito.<\/span><\/span><\/pre>\n<p>E\u2019 evidente che il mappamondo cui siamo chiamati oggi, quando riflettiamo da cattolici sul nostro tempo, risponde profeticamente ad una duplice funzione. Da un lato mostra le scoperte, \u201cd\u00e0 nome\u201d ai luoghi e illustra le caratteristiche della tradizione cristiana. Ma, d\u2019altra parte, fa conoscere ai cattolici che \u201cDio \u00e8 al lavoro anche fuori dai confini della Chiesa\u201d, ovunque vi sia vera civilt\u00e0.<\/p>\n<p><i>2. La immaginazione: le metafore come spazio dello Spirito<\/i><\/p>\n<p>La terza parola, \u201cimmaginazione\u201d, chiude il discorso in \u201cmodo maggiore\u201d. E inizia, forse con una certa sorpresa, nell\u2019orizzonte del discernimento. Poich\u00e9 spesso riteniamo, a torto, che il discernimento possa essere la semplice \u201capplicazione al caso concreto\u201d di ci\u00f2 che gi\u00e0 ci \u00e8 noto. E\u2019 difficile che l\u2019uomo \u2013 e il cristiano \u2013 pensi di aver bisogno della immaginazione per discernere. Ma questa \u00e8 la via originale che Francesco indica proprio in apertura di questa terza parte del suo discorso:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Questo nella Chiesa e nel mondo \u00e8 il tempo del discernimento. Il discernimento si realizza sempre alla presenza del Signore, guardando i segni, ascoltando le cose che accadono, il sentire della gente che conosce la via umile della cocciutaggine quotidiana, e specialmente dei poveri. La sapienza del discernimento riscatta la necessaria ambiguit\u00e0 della vita. Ma bisogna penetrare l\u2019ambiguit\u00e0, bisogna entrarci, come ha fatto il Signore Ges\u00f9 assumendo la nostra carne.<\/span><\/span><\/pre>\n<p>Il discernimento ha a che fare con la ambiguit\u00e0 strutturale della vita e con la \u201ccocciutaggine quotidiana\u201d. Vive di quella \u201cinquietudine\u201d e \u201cincompletezza\u201d che ci accompagna sempre e che possiamo affrontare penetrando la ambiguit\u00e0 alla presenza del Signore, \u201cassumendo la nostra carne\u201d. Questa assunzione della carne si oppone, diametralmente, ad ogni rigidit\u00e0 che, potremmo dire, pretende di discernere \u201ca priori\u201d, senza attraversare la vita con le sue ambiguit\u00e0. Nel pensiero rigido non c\u2019\u00e8 spazio per Dio:<\/p>\n<pre><span style=\"font-family: Georgia, serif;color: #444444\">Il pensiero rigido non \u00e8 divino perch\u00e9 Ges\u00f9 ha assunto la nostra carne che non \u00e8 rigida se non nel momento della morte.<\/span><\/pre>\n<p>Questo passaggio, di carattere strettamente teologico, apre la via ad una profonda e toccante valorizzazione della \u201cimmaginazione poetica e metaforica\u201d, con cui il pensiero cristiano e cattolico pu\u00f2 \u201cstare nella carne\u201d e assumerne la ambiguit\u00e0 per il discernimento:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Per questo mi piace tanto la poesia e, quando mi \u00e8 possibile, continuo a leggerla. La poesia \u00e8 piena di metafore. Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto. Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell\u2019umorismo, gode sempre della dolcezza della misericordia e della libert\u00e0 interiore. \u00c8 in grado di spalancare visioni ampie anche in spazi ristretti\u2026<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>E dopo aver indicato in Andrea Pozzo l\u2019ultimo \u201cpatrono\u201d del suo discorso, Francesco indica alla ricerca del Collegio l\u2019orizzonte artistico e poetico come sfida del presente e del futuro. E, in un testo conclusivo di alto valore esemplare, fa riferimento al pittore fiammingo Memling e al poeta francese Baudelaire, le cui immagini possono bene rendere la funzione che l\u2019immaginazione svolge nella mediazione teologica contemporanea:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Coltivate dunque nella vostra rivista lo spazio per l\u2019arte, la letteratura, il cinema, il teatro e la musica. Cos\u00ec avete fatto sin dagli inizi, dal 1850. Alcuni giorni fa meditavo sulla pittura di Hans Memling, il pittore fiammingo. E pensavo a come il miracolo di delicatezza che c\u2019\u00e8 nella sua pittura rappresenti bene la gente. Poi pensavo ai versi di Baudelaire su Rubens l\u00ec dove scrive che \u00ab<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><i>la vie afflue et s\u2019agite sans cesse, \/ Comme l\u2019air dans le ciel et la mer dans la mer<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">\u00bb. S\u00ec, la vita \u00e8 fluida e si agita senza sosta come si agita l\u2019aria in cielo e il mare nel mare. Il pensiero della Chiesa deve recuperare genialit\u00e0 e capire sempre meglio come l\u2019uomo si comprende oggi per sviluppare e approfondire il proprio insegnamento. E questa genialit\u00e0 aiuta a capire che la vita non \u00e8 un quadro in bianco e nero. \u00c8 un quadro a colori. Alcuni chiari e altri scuri, alcuni tenui e altri vivaci. Ma comunque prevalgono le sfumature. Ed \u00e8 questo lo spazio del discernimento, lo spazio in cui lo Spirito agita il cielo come l\u2019aria e il mare come l\u2019acqua. Il vostro compito \u2013 come chiese il beato Paolo VI \u2013 \u00e8 quello di vivere il confronto \u00abtra le esigenze brucianti dell\u2019uomo e il perenne messaggio del Vangelo\u00bb (<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><i>Discorso in occasione della XXXII Congr. Gen. della Compagnia di Ges\u00f9<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">, 3 dicembre 1974). E quelle esigenze brucianti le portate gi\u00e0 dentro voi stessi, e nella vostra vita spirituale. Date a questo confronto le forme pi\u00f9 adeguate, anche nuove, come richiede oggi il modo di comunicare, che cambia col passare del tempo.<\/span><\/span><\/pre>\n<p>Sviluppare e approfondire l\u2019insegnamento della Chiesa significa recuperare genialit\u00e0 e capire sempre meglio come l\u2019uomo si comprende oggi. Per farlo bisogna ammettere che la vita non \u00e8 mai in bianco e nero. E che per rappresentarla adeguatamente occorrono al pensiero della Chiesa \u201cforme pi\u00f9 adeguate, anche nuove, come richiede oggi il modo di comunicare, che cambia col passare del tempo\u201d.<\/p>\n<p>Nel discorso alla Civilt\u00e0 Cattolica Francesco ha parlato apertamente e in positivo, con autorit\u00e0 e autorevolezza, indicando uno stile e una forma di pensiero cattolico. Ma, nello stesso tempo, ha anche risposto, indirettamente, a coloro che sanno solo \u201cdubitare\u201d di fronte ad ogni forma di pensiero \u201cpi\u00f9 adeguata e anche nuova\u201d di cui ha urgente bisogno non solo l\u2019espressione magisteriale della tradizione, ma anzitutto la esperienza autenticamente cattolica degli uomini e delle donne di oggi. Quella che non si confonde mai con una filosofia e che sa di poter far fronte al \u201cdepositum fidei\u201d solo conservando uno spazio prezioso per l\u2019 inquietudine nel cuore, per la incompletezza nel pensiero e per la immaginazione nel discernimento. Dalla fine del mondo ci \u00e8 restituita la speranza in una teologia davvero autorevole e aperta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda parte del discorso di papa Francesco al Collegio degli Scrittori della \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d si occupa della seconda e della terza parola-chiave, dopo aver illustrato la prima \u2013 la inquietudine \u2013 che abbiamo presentato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11626"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11626"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11626\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11627,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11626\/revisions\/11627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}