{"id":11455,"date":"2017-01-19T00:31:49","date_gmt":"2017-01-18T23:31:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11455"},"modified":"2017-01-19T00:46:01","modified_gmt":"2017-01-18T23:46:01","slug":"ma-questo-papa-sara-mica-un-kantiano-carlo-caffarra-contro-la-coscienza-modernista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ma-questo-papa-sara-mica-un-kantiano-carlo-caffarra-contro-la-coscienza-modernista\/","title":{"rendered":"\u201cMa questo papa sar\u00e0 mica un kantiano?\u201d  Carlo Caffarra contro la coscienza modernista"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Kant_foto.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11456\" alt=\"Kant_foto\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Kant_foto-171x300.jpg\" width=\"171\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Kant_foto-171x300.jpg 171w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Kant_foto-586x1024.jpg 586w\" sizes=\"(max-width: 171px) 100vw, 171px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Il tentativo con cui Carlo Caffarra ha cercato di giustificare razionalmente e teologicamente la lettera con cui lui e altri 3 cardinali hanno espresso i loro <i>dubia<\/i> su AL appare piuttosto debole e per certi versi davvero incomprensibile. La confusione, che Caffarra lamenta come esito di AL, sembra invece scaturire troppo abbondante dalla foga argomentativa con cui il Cardinale difende le scelte ottocentesche di una \u201cdottrina del matrimonio\u201d identificata con la storia della contrapposizione tra Chiesa e Stato, facendo ricorso in modo vistoso alle fragili teorie massimaliste che <i>Veritatis Splendor (VS) <\/i>ha introdotto avventatamente nel magistero ecclesiale.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>L\u2019intervista, che si sofferma anche su particolari secondari, trova il suo centro e il suo fulcro in due affermazioni-chiave. La prima \u00e8 legata ad una ripresa di VS, la seconda al ruolo di una comprensione \u201cantimodernista\u201d della coscienza, che sarebbe assolutamente necessaria per restare nella tradizione cattolica e di cui Caffarra, giustamente, non trova traccia in AL. Ma vediamo questi punti uno per uno, perch\u00e9 meritano una analisi tanto attenta quanto critica.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><b>Intrinsece malum e bene possibile<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Il primo testo, che vorrei citare, propone una rapida ma efficace rilettura di uno dei contenuti fondamentali di VS. Mi permetto di evidenziare in grassetto i passi che poi desidero commentare:<\/span><\/span><\/p>\n<pre>\u00a0<span>\u201c<span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><i>Uno degli insegnamenti fondamentali del documento (VS) \u00e8 che <b>esistono atti i quali possono per se stessi ed in se stessi, a prescindere dalle circostanze in cui sono compiuti e dallo scopo che l'agente si propone, essere qualificati disonesti<\/b>. Negare questo fatto pu\u00f2 comportare di negare senso al martirio (cfr. nn. 90-94). Ogni martire infatti avrebbe potuto dire: 'Ma io mi trovo in una circostanza... in tali situazioni per cui il dovere grave di professare la mia fede, o di affermare l'intangibilit\u00e0 di un bene morale, non mi obbliga pi\u00f9'. Si pensi alle difficolt\u00e0 che la moglie di Tommaso Moro faceva a suo marito gi\u00e0 condannato in prigione: 'Hai doveri verso la famiglia, verso i figli'. Non \u00e8, quindi, solo un discorso di fede. <b>Anche se uso la sola retta ragione, vedo che negando resistenza di atti intrinsecamente disonesti, nego che esista un confine oltre il \u00a0quale i potenti di questo mondo non possono e non devono andare<\/b>. Socrate \u00e8 stato il primo in occidente a comprendere questo. La questione dunque \u00e8 grave, e su questo non si possono lasciare incertezze. Per questo ci siamo permessi di chiedere al Papa di fare chiarezza, poich\u00e9 ci sono vescovi che sembrano negare tale fatto, richiamandosi ad\u00a0Amoris laetitia. <b>L'adulterio infatti \u00e8 sempre rientrato negli atti intrinsecamente cattivi. Basta leggere quanto dice Ges\u00f9 al riguardo, san Paolo e i comandamenti dati a Mos\u00e8 dal Signore\".<\/b><\/i><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><\/pre>\n<p>La concatenazione argomentativa \u00e8 chiaramente sofistica: si parte da una assunzione (magisteriale) di atti intrinsecamente cattivi. Li si dimostra \u2013 razionalmente \u2013 a contrario, ossia ragionando sul \u201cmartirio\u201d, per concludere con il falso sillogismo: se ci sono atti intrinsecamente cattivi, e se l\u2019adulterio \u00e8 intrinsecamente cattivo, allora non ci sono circostanze soggettive che possano renderlo un \u201cbene\u201d, in nessun caso.<\/p>\n<p>Questa struttura argomentativa \u00e8 piena di implicazioni storiche che vengono nascoste e che rendono vuoto il ragionamento. Tutto dipende da una mancanza di storia: dire \u201cintrinsecamente cattivo\u201d significa isolare oggettivamente una fattispecie e renderla impermeabile ad ogni elemento temporale e soggettivo: circostanze, intenzioni, condizioni, sentimenti. Ma, come appare bene dalla conclusione, alla mancanza di storia corrisponde, infallibilmente, una mancanza di cura nella lettura del testo biblico. Per Caffarra \u201cbasta leggere\u201d quanto al riguardo dicono Ges\u00f9, Paolo e i comandamenti. Non esiste pi\u00f9 alcuna ermeneutica storica delle azioni, n\u00e9 dei testi, n\u00e9 delle intenzioni n\u00e9 delle circostanze. Tutto \u00e8 spostato sul piano di una \u201cdottrina oggettiva\u201d, che non permette alcuna considerazione delle \u201ccircostanze soggettive\u201d. E\u2019 evidente che, in questa impostazione astratta e violenta, nulla c\u2019\u00e8 di peggio che il \u201cdiscernimento\u201d voluto da Amoris Laetitia. O, meglio, l\u2019unico discernimento possibile sarebbe quello che esclude, non quello che integra. Ma parlare del matrimonio e della Scrittura senza profondit\u00e0 storica e senza lavoro ermeneutico suscita un dubbio, e forse anche pi\u00f9 di uno.<\/p>\n<p><b>La battaglia contro la coscienza moderna<\/b><\/p>\n<p>Il secondo testo che vorrei considerare mette in campo la \u201csfida decisiva\u201d. E\u2019 utile leggerlo nella sua integralit<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">\u00e0, per smascherarne il sottofondo pregiudiziale. <\/span><span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">C. Caffarra affronta <\/span><\/span><span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">qui <\/span><\/span><span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">la questione della coscienza, che da 40 anni \u00e8 il suo \u201ccavallo da battaglia\u201d. Ascoltiamolo in questa lunga argomentazione:<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><span><i>\"Ritengo che <b>questo sia il punto pi\u00f9 importante di tutti.<\/b>.. \u00c8 il <b>luogo dove ci incontriamo e scontriamo con la colonna portante della modernit\u00e0<\/b>. Cominciamo col chiarire il linguaggio. La coscienza non decide, perch\u00e9 essa \u00e8 un atto della ragione; la decisione \u00e8 un atto della libert\u00e0, della volont\u00e0. La coscienza \u00e8 un giudizio in cui il soggetto della proposizione che lo esprime \u00e8 la scelta che sto per compiere o che ho gi\u00e0 compiuto, e il predicato \u00e8 la qualificazione morale della scelta. E' dunque un giudizio, non una decisione. Naturalmente, ogni giudizio ragionevole si esercita alla luce di criteri, altrimenti non \u00e8 un giudizio, ma qualcosa d'altro. Criterio \u00e8 ci\u00f2 in base a cui io affermo ci\u00f2 che affermo e nego ci\u00f2 che nego. A questo punto risulta particolarmente illuminante un passaggio del\u00a0Trattato sulla coscienza morale\u00a0del beato Rosmini: 'C'\u00e8 una luce che \u00e8 nell'uomo e c'\u00e8 una luce che \u00e8 l'uomo. La luce che \u00e8 nell'uomo \u00e8 la legge di Verit\u00e0 e la grazia. La luce che \u00e8 l'uomo \u00e8 la retta coscienza, poich\u00e9 l'uomo diventa luce quando partecipa alla \u00a0luce della legge di Verit\u00e0 mediante la coscienza a quella luce confermata'... Ora, <b>di fronte a questa concezione della coscienza morale si oppone la concezione che erige come tribunale inappellabile della bont\u00e0 o malizia delle proprie scelte la propria soggettivit\u00e0<\/b>. Qui, per me <b>c'\u00e8 lo scontro decisivo tra la visione della vita che \u00e8 propria della Chiesa (perch\u00e9 \u00e8 propria della Rivelazione divina) e la concezione della coscienza propria della modernit\u00e0\"<\/b>. ... C'\u00e8 un passaggio di\u00a0Amoris laetitia, al n\u00b0 303, che non \u00e8 chiaro; sembra - ripeto: sembra - ammettere <b>la possibilit\u00e0 che ci sia un giudizio vero della coscienza (non invincibilmente erroneo; questo \u00e8 sempre stato ammesso dalla Chiesa) in contraddizione con ci\u00f2 che la Chiesa insegna come att<\/b><b>i<\/b><b>nente al deposito della divina Rivelazione<\/b>. Sembra. E perci\u00f2 abbiamo posto il dubbio al Papa\".\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nozione di \u201ccoscienza\u201d diviene lo spazio in cui Caffarra muove guerra alla \u201ccolonna portante della modernit\u00e0\u201d. E qui, a dire il vero, non ci saremmo aspettati di leggere ci\u00f2 che viene scritto. Perch\u00e9 la caricatura che Caffarra propone della modernit\u00e0 \u00e8 molto grave, come grave \u00e8 anche la caricatura a cui costringe la Rivelazione divina. Come diceva Blondel: \u201cad un chiodo dipinto posso appendere solo una chiave altrettanto dipinta\u201d. Ad una Rivelazione divina ridotta ad una \u201cevidenza oggettiva di ragione\u201d fa da \u201csparring partner\u201d una \u201ccoscienza moderna\u201d ridotta ad arbitrio relativista e ad autoreferenzialit\u00e0 solipsista. Garantire i diritti di Dio, sembra dirci in modo esigente C. Caffarra, pu\u00f2 avvenire solo ristabilendo questo ordine di ragionamento. Caffarra non conosce la \u201clibert\u00e0 di coscienza\u201d. O meglio pu\u00f2 conoscerla solo sfigurandola. Ed \u00e8 ovvio che non riesca pi\u00f9 a capire non solo il mondo, ma anche una Chiesa che \u2013 da pi\u00f9 di 50 anni &#8211; dialoga apertamente con il mondo moderno e con la sua coscienza libera. Se un \u201cgiudizio vero della coscienza\u201d \u00e8 in contraddizione con ci\u00f2 che la Chiesa insegna, per Caffarra non c\u2019\u00e8 alternativa: la coscienza deve riconoscere l\u2019errore e sottomettersi. La forma pi\u00f9 nota con cui abbiamo ascoltato e seguito Caffarra fino ad oggi \u00e8 stata quella di \u201criconoscere la nullit\u00e0 del vincolo\u201d. Ontologizzando il matrimonio in modo clericale e spudorato, lo abbiamo trattato da giureconsulti nichilisti. Ma in una \u201csociet\u00e0 aperta\u201d &#8211; di cui Caffarra sembra non avere avuto ancora esperienza \u2013 se si gestisce la disciplina ecclesiale con questo stile astratto e freddo, si costruiscono finzioni e mistificazione sempre pi\u00f9 gravi. Io non sono preoccupato per una Esortazione Apostolica che accetta di dialogare prudentemente con la \u201clibert\u00e0 di coscienza\u201d. Io sono preoccupato per un Cardinale che parla come se la \u201ccoscienza libera\u201d fosse semplicemente un errore da combattere. Come se i nostri calendari potessero tornare indietro di un secolo. Come se al posto di Papa Francesco ci fosse Papa Pio IX. Come se la nostalgia per ci\u00f2 che \u00e8 pre-moderno potesse essere la salvezza della Chiesa e dell\u2019uomo. Come se le Esortazioni Apostoliche dovessero avere anzitutto l\u2019obiettivo di confermare i Cardinali nei loro pregiudizi. Come se l\u2019attacco pi\u00f9 feroce a Francesco potesse assumere la forma comica della insinuazione alla Magister: \u201cMa questo papa, sar\u00e0 mica un kantiano?\u201d<\/p>\n<p><b>La risposta ai \u201cdubia\u201d si trova gi\u00e0 in AL 36-37<\/b><\/p>\n<p>Di fronte a queste obiezioni, che, se valutate con equilibrio, appaiono francamente piuttosto rozze, la migliore risposta si pu\u00f2 leggere ai numeri 36-37 di AL, dove si dice:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre>\u201c36. ...<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>dobbiamo essere umili e realisti, per riconoscere che a volte <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>il nostro modo di \u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>presentare le convinzioni cristiane e il modo di trattare le persone hanno aiutato a provocare ci\u00f2 di cui oggi ci lamentiamo, per cui ci spetta una salutare reazione di autocritica<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. D altra parte, spesso abbiamo presentato il matrimonio in modo tale che il suo fine unitivo, l invito a crescere nell amore e l ideale di aiuto reciproco sono rimasti in ombra per un accento quasi esclusivo posto sul dovere della procreazione. N\u00e9 abbiamo fatto un buon accompagnamento dei nuovi sposi nei loro primi anni, con proposte adatte ai loro orari, ai loro linguaggi, alle loro preoccupazioni pi\u00f9 concrete. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><b>Altre volte abbiamo presentato un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilit\u00e0 delle famiglie cos\u00ec come sono. Questa idealizzazione eccessiva, soprattutto quando non abbiamo risvegliato la fiducia nella grazia, non ha fatto s\u00ec che il matrimonio sia pi\u00f9 desiderabile e attraente, ma tutto il contrario.<\/b><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>37. Per molto tempo abbiamo creduto che <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>solamente insistendo su questioni dottrinali, bioetiche e morali, senza motivare l\u2019apertura alla grazia, avessimo gi\u00e0 sostenuto a sufficienza le famiglie, consolidato il vincolo degli sposi e riempito di significato la loro vita insieme<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>. Abbiamo difficolt\u00e0 a presentare il matrimonio pi\u00f9 come un cammino dinamico di crescita e realizzazione che come un peso da sopportare per tutta la vita. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>Stentiamo anche a dare spazio alla coscienza dei fedeli, che tante volte rispondono quanto meglio possibile al Vangelo in mezzo ai loro limiti e possono portare avanti il loro personale discernimento davanti a situazioni in cui si rompono tutti gli schemi. Siamo chiamati a <\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><b>formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Escludere il bene possibile in ragione del bene massimo non \u00e8 una esigenza della Rivelazione o della ragione, ma piuttosto un grave fraintendimento del primato della realt\u00e0 sulla idea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il tentativo con cui Carlo Caffarra ha cercato di giustificare razionalmente e teologicamente la lettera con cui lui e altri 3 cardinali hanno espresso i loro dubia su AL appare piuttosto debole e per&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11455"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11455"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11461,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11455\/revisions\/11461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}