{"id":11339,"date":"2016-12-05T12:55:53","date_gmt":"2016-12-05T11:55:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11339"},"modified":"2016-12-05T12:55:53","modified_gmt":"2016-12-05T11:55:53","slug":"la-recezione-di-amoris-laetitia-7-i-dubbi-dei-cardinali-e-la-pretesa-del-prefetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-recezione-di-amoris-laetitia-7-i-dubbi-dei-cardinali-e-la-pretesa-del-prefetto\/","title":{"rendered":"La recezione di &#8220;Amoris Laetitia&#8221; (\/7): I dubbi dei cardinali e la pretesa del Prefetto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC021.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11296\" alt=\"alcjc02\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC021-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC021-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC021-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC021.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Negli ultimi giorni due interventi diversi, ma entrambi assai significativi, hanno permesso di comprendere meglio la fase della &#8220;recezione &#8221; di Amoris Laetitia. Da un lato abbiamo letto una intervista in cui il Cardinale Prefetto G. L. Mueller \u00a0(di cui riferisce Radio Vaticana: <a href=\"http:\/\/it.radiovaticana.va\/news\/2016\/12\/02\/intervista_al_card_m%C3%BCller_sulla_lettera_di_4_cardinali\/1276440\">qui<\/a>\u00a0) esprime alcune idee su AL e sui dubbi dei 4 Cardinali di cui \u00e8 utile parlare con una breve riflessione di chiarificazione. D&#8217;altro canto un bravo teologo come Pietro Cantoni ha scritto un prezioso commento ad AL &#8211; e in particolare al capitolo VIII \u00a0(<a href=\"http:\/\/alleanzacattolica.org\/riflessioni-a-proposito-dellesortazione-apostolica-post-sinodale-amoris-laetitia-di-papa-francesco\/\">qui<\/a>) &#8211; che getta luce sugli spazi di recezione illuminata e lungimirante che attendono la pastorale familiare ed ecclesiale dei prossimi anni. Cerco di presentare anzitutto la posizione espressa dal card. Mueller e di rispondere ad essa anche attraverso lo scritto del prof. Cantoni.<\/p>\n<p>Prima di arrivare alla presentazione di queste posizioni voglio per\u00f2 anticipare una bella conclusione, che traggo subito dal lucido scritto di Cantoni. Egli osserva con acume, concludendo il suo ragionamento:<\/p>\n<pre>\"Il contro-rivoluzionario deve stare attento a non cadere in quella che pu\u00f2 essere definita la sua \u00abmalattia infantile\u00bb: l\u2019estremismo. Non si \u00e8 pi\u00f9 contro-ri\u00advoluzionari di altri perch\u00e9 si trasforma tutto in dogma o perch\u00e9 si \u00e8 favorevoli a un rigorismo sempre pi\u00f9 radicale. I dogmi fondamentali della nostra fede sono i dodici articoli del <i>Credo<\/i>. I comandamenti sono dieci, non undici o dodici, e nemmeno nove. L\u2019entusiasmo del contro-rivoluzionario sta nella sua disponibilit\u00e0 alla lotta per la Verit\u00e0 e la santit\u00e0. La sua \u00abesagerazione\u00bb sta sul versante della fede, della speranza e dell\u2019amore, per i quali non esiste un \u00abtroppo\u00bb. Neppure il minimalismo nella lettura del magistero lo deve conquistare.\"<\/pre>\n<p>Come vedremo, proprio in questa &#8220;esagerazione contro-rivoluzionaria&#8221; \u00a0&#8211; \u00a0o di resistenza ad ogni riforma &#8211; sta un aspetto assai delicato della recezione di AL.<\/p>\n<p>a) <em>La &#8220;pretesa contro-rivoluzionaria&#8221; del Card. Mueller<\/em><\/p>\n<p>Un sito internet bene informato riferisce con precisione l&#8217;espressione utilizzata dal Cardinale Prefetto di fronte non tanto alla lettera dei 4 cardinali &#8211; su cui di per s\u00e9 non si pronuncia &#8211; quanto sul suo contenuto:<\/p>\n<pre>\"il porporato ha risposto che <strong>\u00abquesto documento [Amoris laetitia, ndr] non deve essere interpretato in modo tale da indicare che le precedenti dichiarazioni dei papi e della Congregazione della Dottrina della fede non sono pi\u00f9 valide\u00bb<\/strong>. Poi, in modo esplicito, il cardinale ha fatto riferimento alla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_14091994_rec-holy-comm-by-divorced_it.html\">risposta ufficiale che la Dottrina della fede diede, nel 1994<\/a>, a 3 vescovi tedeschi (Kasper, Lehman e\u00a0 Saier) che in una lettera pastorale annunciavano la permissione all\u2019accesso all\u2019eucaristia per i divorziati risposati. Quella lettera, firmata dall\u2019allora prefetto cardinale Joseph Ratzinger, stigmatizzava chiaramente la fuga in avanti dei tre vescovi.\"<\/pre>\n<p>Un prima osservazione sorge immediata: \u00e8 singolare che, a fronte del testo di AL (2016), il Prefetto citi una risposta ufficiale del 1994, che tuttavia non poteva tener conto di AL, ma solo del testo di <em>Familiaris Consortio<\/em>. Questa sfasatura temporale appare molto pi\u00f9 significativa di quanto possa sembrare.<\/p>\n<p>b) <em>Una posizione sorprendente, ma non troppo<\/em><\/p>\n<p>La sorpresa che sorge di fronte alla posizione espressa da Mueller \u00e8 duplice:<\/p>\n<p>&#8211; da un lato, egli parla come se vi fosse una regola che prevede che un documento magisteriale, espressione del Sinodo dei Vescovi e fatto proprio da un papa nei termini di una Esortazione Apostolica, possa parlare soltanto all&#8217;interno dello spazio concesso dai documenti precedenti. Su questo punto Mueller avrebbe forse dovuto dubitare prima rilasciare questa dichiarazione. I 4 cardinali dubitano su ci\u00f2 che \u00e8 chiaro, ma un quinto cardinale non dubita su ci\u00f2 che non \u00e8 affatto chiaro. Anzi, a me pare francamente infondato sostenere che una Esortazione Apostolica sia vincolata da una precedente Esortazione Apostolica. Come <em>Familiaris Consortio<\/em> ha innovato rispetto alla disciplina precedente, cos\u00ec <em>Amoris Laetitia<\/em> pu\u00f2 innovare rispetto alla disciplina di <em>Familiaris Consortio<\/em>. Questo dice non solo la tradizione magisteriale della Chiesa, ma anche la semplice logica comune.<\/p>\n<p>&#8211; D&#8217;altro lato, vi \u00e8 qui una condizione particolarmente delicata del Prefetto, che presiede alla Congregazione che dovrebbe vigilare perch\u00e9 i dubbi infondati siano superati, mentre i dubbi fondati siano riconosciuti e presi in carico. E&#8217; sorprendente che il Card. Mueller enunci un principio del tutto arbitrario, secondo il quale una nuova Esortazione Apostolica sarebbe strutturalmente e necessariamente tenuta a mantenere valide le discipline del magistero precedente. Tuttavia la sorpresa non diminuisce se si tiene conto che per risolvere l&#8217;imbarazzo si ritorna al 1994. Bisogna riconoscere che la posizione espressa dalla Congregazione nel 1994 \u00e8 inevitabilmente superata proprio dalla evoluzione della disciplina portata da AL. Il principio espresso dal Cardinale Prefetto, assunto nella sua rigidit\u00e0, annullerebbe ogni cambiamento del magistero ecclesiale e non riuscirebbe a spiegare non tanto AL, ma l&#8217;intera evoluzione della disciplina matrimoniale, dal IV secolo in poi. Esso sembra rispondere ad una &#8220;strategia di immunizzazione dalla autorit\u00e0&#8221;, che si \u00e8 diffusa nel corpo ecclesiale a partire dagli anni 80 del secolo scorso e che risulta funzionale ad una &#8220;conservazione ad oltranza&#8221; rispetto alle istanza di riforma che il Concilio Vaticano II aveva introdotto nel corpo ecclesiale. <em>Per recepire la Riforma bisogna riconoscere di averne il potere<\/em>. Se la Chiesa si spoglia di ogni autorit\u00e0, risulta bloccata nelle discipline acquisite dal passato, senza alcune possibilit\u00e0 di mutamento. Ci\u00f2 che si \u00e8 utilizzato per numerosi altri casi precedenti (sul ministero diaconale, sul ministero femminile, sulla unzione dei malati, sulla riforma del messale, sulla traduzione in lingua volgare&#8230;), oggi si vorrebbe applicare anche a AL. Se ogni nuovo documento \u00e8 vincolato dalla validit\u00e0 indiscutibile dei precedenti, la Chiesa non ha storia. Se c&#8217;\u00e8 una &#8220;storia della salvezza&#8221; \u00e8 perch\u00e9 lo sviluppo storico \u00e8 in grado di elaborare riletture della tradizione che possono trovare nuove strade di attuazione del vangelo che riducono o superano la validit\u00e0 di strade precedenti. Se i Vescovi pre-tridentini spesso non erano residenti, e il concilio di Trento ha preteso la loro residenzialit\u00e0 nelle diocesi di cui erano titolari, questo non \u00e8 avvenuto con la preoccupazione che restasse valido ci\u00f2 che prima era stato osservato e realizzato&#8230;<\/p>\n<p>c) <em>La pacata considerazione del prof. Don Pietro Cantoni<\/em><\/p>\n<p>Negli stessi giorni in cui abbiamo letto questa intervista, la sorpresa che abbiamo provato nel leggere gli scritti e i detti cardinalizi si \u00e8 mitigata grazie alla &#8220;fides quaerens intellectum&#8221; espressa con particolare lucidit\u00e0 dal teologo Pietro Cantoni. Nel rinviare alla lettura di tutto il suo testo, che \u00e8 documento di pacata ed esigente riflessione teologica, vorrei sottolinearne solo alcuni aspetti decisivi:<\/p>\n<p>&#8211; Qualcosa \u00e8 cambiato ed \u00e8 necessario un approccio &#8220;critico&#8221; alla tradizione:<\/p>\n<pre>\"Riformare vuol dire cambiare. Non cambiare tutto, passando da un tutt\u2019altro a un tutt\u2019altro, perch\u00e9 questa sarebbe una rottura, ma certamente sviluppando. <i>\u00ab\u00c8 proprio in questo insieme di continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0 a livelli diversi che consiste la natura della vera riforma\u00bb <\/i>(3). Quando vi \u00e8 una riforma vi \u00e8 un <i>\u00abinsieme di continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0\u00bb\".<\/i><\/pre>\n<p>&#8211; Dopo aver individuato nella &#8220;confessione&#8221; il luogo della soluzione &#8220;nuova&#8221; e dopo aver passato in rassegna i limiti delle soluzioni classiche (nullit\u00e0, astinenza, morte morale) Cantoni scrive:<\/p>\n<pre>\"\u00a0Il Papa a questo punto apre una nuova via: quella di astenersi dal considerare come obbligo tassativo la separazione dalla persona con cui si condivide una seconda unione, perch\u00e9 potrebbe coincidere in concreto con il tentativo di risolvere un male con un altro male.\"<\/pre>\n<p>&#8211; A ci\u00f2 aggiunge, con molta chiarezza:<\/p>\n<pre>\"una persona legata a un matrimonio canonicamente valido che ha contratto una nuova unione nella quale ha avuto dei figli. Poniamo il caso che la rottura precedente sia colpevole: da questo peccato pu\u00f2 essere perdonato. Ora rimane nell\u2019unione irregolare per il bene dei figli. Questo fatto non \u00e8 soggettivamente peccaminoso, lo rimane solo oggettivamente. Bench\u00e9 la questione sia dibattuta fra teologi e canonisti, si pu\u00f2 sostenere \u2014 era la posizione del grande teologo Melchior Cano (1509-1560) \u2014 che un matrimonio puramente civile contratto fra battezzati, se da una parte non coincide in modo assoluto con il sacramento, dall\u2019altra non \u00e8 un semplice concubinato (16). Consigliare a un divorziato risposato, che ha gi\u00e0 sulla coscienza la rottura di una unione, di frantumare anche la nuova unione irregolare o di viverla \u00abcome fratello e sorella\u00bb, non si rivela sempre un buon consiglio.\"<\/pre>\n<p>&#8211; Con ancora maggior chiarezza, analizzando la posizione sul matrimonio del Concilio di Trento, Cantoni afferma:<\/p>\n<pre>\"Che il sacramento del matrimonio sia indissolubile \u00e8 una verit\u00e0 di fede, che in concreto non possano esistere situazioni in cui una nuova unione non possa essere tollerata non lo \u00e8.\"<\/pre>\n<p>&#8211; Dopo aver considerato sia il livello della autorit\u00e0 sia il livello della &#8220;missionarit\u00e0&#8221; della Esortazione, egli conclude:<\/p>\n<pre>\"Il contro-rivoluzionario deve stare attento a non cadere in quella che pu\u00f2 essere definita la sua \u00abmalattia infantile\u00bb: l\u2019estremismo. Non si \u00e8 pi\u00f9 contro-ri\u00advoluzionari di altri perch\u00e9 si trasforma tutto in dogma o perch\u00e9 si \u00e8 favorevoli a un rigorismo sempre pi\u00f9 radicale. I dogmi fondamentali della nostra fede sono i dodici articoli del <i>Credo<\/i>. I comandamenti sono dieci, non undici o dodici, e nemmeno nove\".<\/pre>\n<p>Le parole sagge di questo teologo suonano molto lontane dal rigido &#8220;estremismo controrivoluzionario&#8221;, al quale sembra inclinare non solo la lettera dei 4 cardinali, ma anche una parte della intervista dal Card. Mueller.<\/p>\n<p>d) <em>La tradizione \u00e8 una lampada&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Vorrei concludere con una frase, che in questi giorni \u00e8 circolata sul &#8220;web&#8221; e che risulta particolarmente adeguata al complesso processo di recezione di AL. Essa interpreta la &#8220;tradizione &#8221; con la immagine di una lampada e suona cos\u00ec:<\/p>\n<pre>\"Tradition is a lantern. The fool will hold on to it and the clever will let it lead the way\" (G. B. Shaw)<\/pre>\n<pre>\"La tradizione \u00e8 una lanterna: lo stolto si aggrappa ad essa, mentre il saggio \u00a0si fa guidare lungo la via\"<\/pre>\n<p>Una idea statica di tradizione \u00e8 il problema sotteso sia alla lettera dei 4 cardinali sia al commento del Cardinale Prefetto. La dinamica introdotta da papa Francesco &#8211; non da solo, ma sulla base dell&#8217;ampio confronto sinodale &#8211; \u00e8 lo sblocco di un irrigidimento recente, e tutt&#8217;altro che classico. Esso risale alla reazione di diffidenza rivolta dapprima verso il mondo tardo-moderno &#8211; tra XIX e XX secolo &#8211; \u00a0e poi verso il Concilio Vaticano II. La recezione di AL implica perci\u00f2 il superamento di un concetto statico di tradizione: in altri termini di quella &#8220;eresia moderna&#8221; che si chiama tradizionalismo. \u00a0Amoris Laetitia<em> realizza un atto di traduzione della tradizione: in una forma tradizionale e apertamente non tradizionalistica<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi giorni due interventi diversi, ma entrambi assai significativi, hanno permesso di comprendere meglio la fase della &#8220;recezione &#8221; di Amoris Laetitia. 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