{"id":11108,"date":"2016-09-28T11:34:18","date_gmt":"2016-09-28T09:34:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11108"},"modified":"2016-09-28T11:35:12","modified_gmt":"2016-09-28T09:35:12","slug":"11108","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/11108\/","title":{"rendered":"Arte, \u2018capacit\u00e0 di inventare il modo di fare facendo\u2019"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019amica, di ritorno delle vacanze in Sardegna, mi segnala lo struggimento per la nostra perdita del senso della misura, nel dar forma ai luoghi di vita, che ritrova invece, con rinnovata sorpresa ogni anno, nelle chiese dell\u2019isola e negli spazi liberi che le circondano. La scoperta riguarda in particolare le chiese romaniche, ma in qualche caso anche quelle moderne.<br \/>\nLe rispondo che il nostro paese \u00e8 ricchissimo di luoghi che ancora ci offrono la possibilit\u00e0 di percepire forme armoniose, ben compaginate e insieme \u2018non accademiche\u2019, non rispondenti a regole rigide, forme antiche e nuove consonanti con le proporzioni del nostro corpo. Occorre tempo e riposo, armonia con se stessi e con il proprio corpo, per scoprire questi luoghi che troppo spesso l\u2019avida volont\u00e0 di sfruttare il suolo ingloba in agglomerati non consonanti con essi.<br \/>\nVisitando, in momenti di serenit\u00e0 e calma come quelli delle vacanze, i luoghi che stanno al margine del vortice delle trasformazioni urbane contemporanee, capita dunque di poter accogliere, come un dono inaspettato, una rasserenante distensione psichica e spirituale. Essa consente l\u2019emergere dell\u2019armonia del nostro corpo con i luoghi nei quali ci troviamo. Si percepisce una freschezza eccezionale e normale al contempo, una sapienza elaborata e non pesante, non faticosa, ci si sente accolti, partecipi di una \u2018forma\u2019 che non \u00e8 solo esteriore a noi, \u00e8 anche interiore, ricca di risonanze intime.<br \/>\nCi struggiamo allora perch\u00e9 vorremmo non perderne mai la memoria. Temiamo infatti che il ristoro provato non possa divenire fattore esistenziale permanente. Ci pare impossibile la sua stabilit\u00e0, eppure abbiamo in noi stessi la sua genesi e il suo processo formativo.<br \/>\nFormare \u00e8 certamente atto artistico, ma innanzi tutto \u00e8 un atto umano. \u201cSe dovessi dare una rapida definizione del \u2018formare\u2019 &#8211; ha scritto il filosofo Luigi Pareyson (1918-1991) in Teoria dell\u2019arte. Saggi di estetica &#8211; non ne troverei una migliore di questa: formare significa fare, ma un tal fare che, mentre fa, inventa il modo di fare. Si tratta di fare, senza che il modo di fare sia predeterminato e imposto, s\u00ec che basti applicarlo per far bene; lo si deve trovare facendo, e solo facendo si pu\u00f2 giungere a scoprirlo s\u00ec che si tratta, propriamente, di inventarlo\u201d.<br \/>\nParesyon invita qui a cogliere la dinamica della formativit\u00e0 nel suo libero farsi in ogni processo umano, poich\u00e9: \u201cnon c\u2019\u00e8 occupazione umana, per quanto umile, tenue e insignificante, che non richieda, in chi vi attende, arte, e cio\u00e8 la capacit\u00e0 di inventare il modo di fare facendo, e in nulla si riesce se il modo di fare non si fa inventivo oltre che produttivo, figurativo oltre che esecutivo, immaginativo oltre che realizzatore. Ecco allora l\u2019intera attivit\u00e0 umana popolarsi di una molteplicit\u00e0 di arti\u201d.<br \/>\nPer chi accoglie questa lezione, il formare \u00e8 sviluppo di attitudine assecondata, affermazione di autocoscienza, rischio di libert\u00e0, elaborazione di cultura: in sintesi lavoro pienamente umano. Per chi intende esplorare, o perseguire, la dimensione d\u2019arte, nell\u2019architettura come in tutte le altre arti visive, tale formare deve essere, come precisa lo studioso torinese, intenzionale. Allo scopo occorre una strumentazione, una dotazione di competenze e di saperi, ma anche, e persino ancora di pi\u00f9, il coinvolgimento totale di s\u00e9, l\u2019impegno dei propri ideali, vale a dire tutta la propria umana positivit\u00e0.<br \/>\nPer chi si occupa di architettura, in particolare, esso chiama in causa la complessit\u00e0 dei fattori personali, sociali, costruttivi, ambientali, che consentono di affrontare la comprensione del problema abitativo in tutti i suoi aspetti, nella ricerca di risposte adeguate. L\u2019architettura \u00e8 infatti arte ad alto livello di socialit\u00e0. La bellezza di un luogo \u00e8 dunque sintesi di tante volont\u00e0 e, nella maggior parte dei casi, di molti voleri espressi in pi\u00f9 fasi storiche. Le costruzioni infatti sono generalmente realizzate per durare per pi\u00f9 generazioni.<br \/>\nL\u2019acquisto critico fondamentale, che il richiamo al pensiero di Pareyson ci ha qui consentito, pu\u00f2 essere cos\u00ec sintetizzato: per dar luogo a un\u2019educazione alla bellezza e alla cittadinanza attraverso l\u2019architettura, occorre far emergere, nel contesto educativo, la peculiarit\u00e0 formativa, umana e artistica, che ne costituisce la genesi. Lo stesso educare \u00e8, nel suo senso pieno, formare. Ci\u00f2 che ha forma, d\u2019altro canto, educa, se i suoi significati interpellano la mentalit\u00e0 di chi incontra e coinvolge.<br \/>\nL\u2019architettura pertanto non \u00e8 solo questione di esperti o di tecnici; ci riguarda tutti come uomini. \u00c9 di essenziale importanza averne coscienza, come uomini e come cittadini, come comunit\u00e0 e come individui. Per questa ragione i momenti di recupero dell\u2019esperienza di consonanza tra s\u00e9 e un contesto fisico in cui ci si immerge sono essenziali e sono esperienze alle quali tutti hanno diritto.<br \/>\nSta a noi dunque, ai nostri processi educativi, ai nostri ritmi di vita, anche alle nostre scelte di riposo, recuperare di continuo quella capacit\u00e0 di dar forma che pu\u00f2 investire la realt\u00e0 in cui viviamo, anche quella pi\u00f9 sconvolta e traumatizzata. I luoghi dicono chi siamo e cosa vogliamo, davvero impietosamente e in termini di una solidariet\u00e0 ormai planetaria. Chiedono una corale partecipazione, una condivisione \u2018dal basso\u2019.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, d\u2019altro canto, non sperare o non credere che da una comunit\u00e0 di uomini, attenti a dar forma a gesti di positivamente umana vita quotidiana, possano emergere artisti, architetti, ingegneri, amministratori, tecnici, capaci, se partecipi della stessa dinamica collettiva, di dar forma ancora oggi a luoghi vivibili in armonia? <\/p>\n<p>\u2018Fare inventando il modo di fare\u2019, per riprendere Pareyson, \u00e8 agire rispondendo a un \u2018modo\u2019 cercato, inventato secondo fini precisi, secondo scopi espliciti, \u00e8 operare immaginando qualcosa che risponde a idee comunicabili e comprensibili, condivise e partecipate. <\/p>\n<p>Si tratta di un lavoro che accomuna l\u2019uomo e l\u2019artista, l\u2019uomo comune e il genio, rendendoli reciprocamente indispensabili. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019amica, di ritorno delle vacanze in Sardegna, mi segnala lo struggimento per la nostra perdita del senso della misura, nel dar forma ai luoghi di vita, che ritrova invece, con rinnovata sorpresa ogni anno, nelle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":11107,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[215],"tags":[241,8,240,239],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11108"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11108"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11114,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11108\/revisions\/11114"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}