{"id":11096,"date":"2016-09-27T09:58:59","date_gmt":"2016-09-27T07:58:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11096"},"modified":"2016-09-27T10:22:47","modified_gmt":"2016-09-27T08:22:47","slug":"amoris-laetitia-e-il-dibattito-aperto-sul-diritto-canonico-perche-oggi-manchiamo-della-profezia-dei-canonisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/amoris-laetitia-e-il-dibattito-aperto-sul-diritto-canonico-perche-oggi-manchiamo-della-profezia-dei-canonisti\/","title":{"rendered":"&#8220;Amoris Laetitia&#8221; e il dibattito aperto sul diritto canonico. Perch\u00e9 oggi manchiamo della profezia dei canonisti?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC02.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11100\" alt=\"alcjc02\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC02-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC02-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC02-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ALCJC02.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio del dibattito Sinodale sulla famiglia, agli inizi del 2014, era chiaro che uno dei nodi su cui si sarebbe appuntata la attenzione e la elaborazione ecclesiale era la \u201clegge canonica sul matrimonio\u201d e la sua adeguatezza per l\u2019annuncio del Vangelo nella societ\u00e0 aperta. E tutti gli osservatori hanno potuto costatare come, negli interventi in aula durante il duplice Sinodo, soprattutto ai canonisti sarebbe stata necessario un supplemento d\u2019anima e un colpo d\u2019ala, uno scatto di reni e un gesto atletico, per introdurre nuove distinzioni e riformulare antiche verit\u00e0. Ci\u00f2 che invece abbiamo visto, almeno nell\u2019aula sinodale, \u00e8 stato molto diverso: quasi tutti coloro che hanno preso la parola <i>in re canonica<\/i>, hanno spesso brillato per indistinzione, per rigidit\u00e0, per rozzezza e per sordit\u00e0. Corazzandosi con la legge vigente, negavano la possibilit\u00e0 di ogni riformulazione, di ogni revisione, di ogni riforma. Apparivano spesso vigilanti solo secondo il mondo, non secondo il vangelo. Temevano il futuro come l\u2019irrompere del male, non attendevano pi\u00f9 l\u2019irruzione del bene \u201ccome un ladro\u201d.<\/p>\n<p>Nel dibattito scientifico, tuttavia, non mancano contributi di valore, che escono dall\u2019angolo della autoreferenzialit\u00e0 codiciale, e configurano prospettive significative di riforma. Vorrei considerare tre voci \u201claiche\u201d, che emergono dal dibattito attuale, e che meritano una attenta riflessione. Sono laiche non solo perch\u00e9 elaborate da uomini laici, ma perch\u00e9 scaturiscono da ambienti accademici statali e non ecclesiali.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><b>I punti nevralgici della tradizione<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Il prof. Consorti, intervenendo con un commento sul post precedente, focalizza una serie di questioni che non siamo abituati ad ascoltare dalla voce dei canonisti. Ecco le sue parole, con alcune sottolineature in corsivo da parte mia:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\">\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Immagino che una lettura attuale dell\u2019istituto del matrimonio nella realt\u00e0 ecclesiale non possa prescindere da una <i>ricostruzione storica che parta dal dato evangelico e segua un itinerario quasi bimillenario<\/i>. Questa lunga storia ha prodotto tornanti non facili da sintetizzare, che tuttavia necessitano di una sintesi attuale. Faccio qualche esempio: \u201cil matrimonio \u00e8 un sacramento\u201d, ma i sacramenti per essere tali devono avere un fondamento evangelico: c\u2019\u00e8? Inoltre la sacramentalit\u00e0 dipende dalla fede e dalla retta intenzione: tutti i matrimoni sono quindi magicamente sacramento? <i>Il diritto canonico attuale guarda al matrimonio nella sola fase genetica (matrimonio atto) e ne valuta la validit\u00e0 osservando il solo momento della manifestazione del consenso (che \u00e8 considerato l\u2019essenza del contratto): che spazio resta al matrimonio inteso come rapporto?<\/i>\r\n Mi pare ci sia tanto materiale per pensare a come debba essere impostata la questione oggi, toccando punti nevralgici che non devono essere semplicisticamente guardati attraverso le lenti della tradizione. <i>La tradizione serve se aiuta la comunicazione del Vangelo, altrimenti si deve lasciare<\/i>.<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Potrebbe essere utile anche rileggere Mt. 19, 3-12, che \u00e8 generalmente considerato il fondamento evangelico della indissolubilit\u00e0 del matrimonio cristiano, <i>in quanto indirettamente rivolto a negare la liceit\u00e0 del ripudio (che non \u00e8 esattamente il divorzio consensuale)<\/i>. I farisei mettono alla prova Ges\u00f9 per vedere se seguiva l\u2019insegnamento giuridico pi\u00f9 restrittivo (il ripudio della sola donna dalla parte dell\u2019uomo \u00e8 lecito solo nel caso in cui essa commetta adulterio) o quello pi\u00f9 largo (il ripudio della sola danno da parte dell\u2019uomo \u00e8 lecito in pi\u00f9 casi: quest\u2019ultima ipotesi \u2013 diciamo liberale \u2013 era proposta dalla scuola rabbinica cui Ges\u00f9 probabilmente era pi\u00f9 vicino). <i>Ges\u00f9 Cristo evita il trabocchetto giuridico e cambia discorso<\/i> (lo fa anche nel caso del giudizio dell\u2019adultera). Propone a questi farisei di <i>non confrontarsi sul dato giuridico per vedere chi ha torto e chi ha ragione, ma di cercare il disegno di Dio<\/i>. Che non tutti possono capire. Mi sembra che la questione sia oggi ancora questa: <i>cercare il disegno di Dio senza restare impantanati nelle logiche delle scuole giuridiche\u201d<\/i>.<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><b>Il diritto canonico come mezzo e non come fine<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Un altro canonista, Stefano Sodaro, anch\u2019egli laico, intervenendo con un altro commento nel medesimo post, mette in luce con chiarezza le potenzialit\u00e0 che il diritto canonico potrebbe svolgere. Anche in questo caso sottolineo in corsivo alcuni aspetti del suo testo:<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\">\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>La riflessione [\u2026] e il commento del Prof. Consorti dicono di una complessit\u00e0 dell\u2019Umano, per ci\u00f2 stesso sacramento quando posto davanti all\u2019annuncio evangelico, che un po\u2019 paradossalmente la configurazione dogmatica dei sette sacramenti ha finito per bloccare e fossilizzare, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"color: #444444\"><i>come se tutto il simbolico potesse precipitare nel giuridico e la teologia tutta nel codice di diritto canonico che, da strumento pastorale, \u00e8 divenuto ormai fine cui la stessa pastorale deve tendere<\/i><\/span><span style=\"color: #444444\">.<\/span>\r\n <span style=\"color: #444444\">Eppure almeno <\/span><span style=\"color: #444444\"><i>due profili<\/i><\/span><span style=\"color: #444444\">, a mio modestissimo avviso, testimoniano pervicacemente di tale complessit\u00e0 all\u2019interno stesso dell\u2019ordinamento canonico.<\/span>\r\n <span style=\"color: #444444\">Uno \u00e8 relativo l\u2019<\/span><span style=\"color: #444444\"><i>impossibilit\u00e0, normativamente stabilita, che le sentenze ecclesiastiche sullo stato delle persone, ivi compreso dunque quello matrimoniale, raggiungano la compiutezza formale ed irreformabile del giudicato<\/i><\/span><span style=\"color: #444444\">.<\/span>\r\n <span style=\"color: #444444\">E l\u2019altro \u00e8 relativo alla pacifica presenza, bench\u00e9 secondo i canoni orientali \u2013 tuttavia pur sempre cattolici -, che uomini sposati ricevano il sacramento dell\u2019Ordine anche nel grado presbiterale, con ci\u00f2 attuando una mirabile, ma per noi latini assai sconcertante, doppia presenza di legami esistenziali che insistono su ogni dimensione della vita. Preti uxorati orientali, \u201csposi\u201d \u2013 ricorrendo al linguaggio di certa inflazionata retorica un po\u2019 troppo emozionale \u2013 di una comunit\u00e0 concreta non meno che di una moglie concreta.<\/span>\r\n <span style=\"color: #444444\"><i>Il diritto della Chiesa vive una profonda contraddizione, i suoi esperti dovrebbero gioirne invece che esserne scandalizzati, poich\u00e9, alla scuola della storia, si potrebbe pur dire che anche \u201cdogma crescit cum credente.\u201d<\/i><\/span>\r\n <span style=\"color: #444444\">\u00c8 normativa solo la prospettiva escatologica, in cui, delle tre virt\u00f9 teologali, solo l\u2019amore resta\u201d.<\/span> <\/span><\/span><\/pre>\n<p><b>La lettura canonistica del matrimonio e i suoi limiti da superare<\/b><\/p>\n<p>Come terzo canonista laico, vorrei considerare uno dei pi\u00f9 noti storici del diritto canonico, Carlo Fantappi\u00e9, che nel suo recentissmo volume <i>Ecclesiologia e canonistica (<\/i>Venezia, Marcianum Press, 2015<i>) <\/i>affronta in 8 saggi la questione del rapporto tra teologia e diritto con alcune conclusioni (431-439) che meritano di essere riportate, sebbene in grande sintesi, con i corsivi dello stesso autore:<\/p>\n<pre>\u201cDal medioevo al Vaticano II il funzionamento del sistema matrimoniale canonico si \u00e8 venuto formando sulla base della combinazione di una <i>struttura sostanziale<\/i> con una <i>struttura formale<\/i>. Alla formazione della prima si pu\u00f2 dire che hanno contribuito <i>tre schemi concettuali<\/i> che, bench\u00e9 maturati in epoche diverse, al termine del processo definitorio, si sono saldati in un\u2019unica costruzione teorica: lo schema dei <i>tria bona<\/i> di origine agostiniana, dominante fino al XI secolo; lo schema della <i>natura consensuale<\/i> e delle <i>propriet\u00e0 essenziali<\/i>, elaborato nei due secoli successivi; lo schema dei <i>fini<\/i> per lungo tempo gerarchicamente ordinati, dal Vaticano II unificati e parificati.\u201d (431)<\/pre>\n<pre><\/pre>\n<pre>\u201cLa composizione di questi differenti aspetti costitutivi in una costruzione organica \u00e8 potuta avvenire mediante la selezione degli elementi essenziali da quelli non essenziali e il loro collegamento in una rete di relazioni logiche. Tra il XIII e il XX secolo teologi e canonisti hanno dato a questo edificio complesso del matrimonio la forma di una <i>struttura logica<\/i> fondata sulla <i>definizione reale<\/i> e sulle <i>quattro cause<\/i> della filosofia aristotelico-tomista.\u201d (432)<\/pre>\n<pre><\/pre>\n<pre>\u201cDa questi elementi si evince che la struttura sostanziale e formale del matrimonio sono tributarie di una concezione del mondo <i>sostanzialista e statica<\/i>. Dentro questo modello il soggetto non \u00e8 concepito in modo autonomo, non esiste se non come agente formale che compie operazioni preodinate dalla struttura ontologica dell\u2019essere, la sua libert\u00e0 di azione non \u00e8 effettiva ma dipende dalle regole predeterminate dallo schema struturale in cui \u00e8 rigidamente inquadrato. Gli atti compiuti da questo agente sono <i>atti categoriali<\/i> e perci\u00f2 privi di storia: non c\u2019\u00e8 un prima e un dopo che possa modificare il significato dell\u2019azione. Ci si muove in un universo ontologico fuori del <i>mondo della vita<\/i>.\u201d (434)<\/pre>\n<p><b>Un bilancio e una sollecitazione verso i canonisti chierici<\/b><\/p>\n<p>Come appare con chiarezza da questa sequenza di citazioni, il lavoro cui i canonisti sono attesi \u00e8 di grande rilievo e diventer\u00e0 essenziale e decisivo per recepire pienamente il testo di AL e le sue ampie conseguenze pastorali. Tra le quali dovremo considerare il \u201cgap\u201d che si creer\u00e0 tra identit\u00e0 pastorale e identit\u00e0 giuridica dei soggetti, in attesa di una piena regolarizzazione che potr\u00e0 avvenire soltanto quando il diritto canonico <i>sostanziale<\/i> (e non solo quello <i>procedurale<\/i>) avr\u00e0 trovato nuovi equilibri e nuove categorie. Ma questo implica che <i>tutti i canonisti (chierici e laici<\/i>) si rendano disponibili a riflettere non solo <em>de\u00a0<\/em><i>lege condita<\/i>, ma anche <i>de lege condenda<\/i>. Il servizio ecclesiale richiesto ai tecnici del diritto ecclesiale esclude la chiusura delle corporazioni. Con le parole che aprono lo studio citato di C. Fantappi\u00e9 possiamo comprendere che cosa esiga questo approccio critico:<\/p>\n<pre>\u201c...richiede che si ponga attenzione alle domande teoriche e alle esigenze sostanziali cui hanno voluto rispondere i diversi modelli di matrimonio, anzich\u00e9 alle risposte date da una corporazione di studiosi che, evitando di affrontare le aporie, i passaggi scoperti e i punti critici del sistema matrimoniale, \u00e8 intenta a ribadirne la continuit\u00e0 e la coerenza\u201d (399)<\/pre>\n<p>Dar voce e forma a queste difficolt\u00e0 e proporre per esse soluzioni e rimedi convincenti \u00e8 quanto sono chiamati a fare i canonisti realmente disponibili a fornire alla Chiesa il loro necessario contributo, che per antica tradizione non \u00e8 solo accurato esercizio di una tecnica giuridica, ma anche preziosa concretizzazione di una profezia ecclesiale. Purtroppo, oggi manchiamo quasi del tutto della profezia dei canonisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dall\u2019inizio del dibattito Sinodale sulla famiglia, agli inizi del 2014, era chiaro che uno dei nodi su cui si sarebbe appuntata la attenzione e la elaborazione ecclesiale era la \u201clegge canonica sul matrimonio\u201d e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11096"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11096"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11096\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11102,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11096\/revisions\/11102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11096"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11096"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11096"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}