{"id":11018,"date":"2016-08-31T21:03:43","date_gmt":"2016-08-31T19:03:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=11018"},"modified":"2016-08-31T21:19:51","modified_gmt":"2016-08-31T19:19:51","slug":"il-tempo-e-superiore-allo-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-tempo-e-superiore-allo-spazio\/","title":{"rendered":"Il tempo \u00e8 superiore allo spazio?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><a title=\"Le temps est-il sup\u00e9rieur \u00e0 l\u2019espace\u00a0?\" href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-temps-est-il-superieur-a-lespace\/\">Version fran\u00e7aise ici<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;ultima parte di Evangelii Gaudium, specificamente in un insieme di paragrafi dedicati alla pace (217-237), papa Francesco ha proposto quattro principi la cui attuazione costituirebbe un \u201cautentico cammino verso la pace in ogni nazione e nel mondo intero\u201d.<\/p>\n<p>Le parole usate sono estremamente generali: tempo\/spazio, unit\u00e0\/conflitto, realt\u00e0\/idea, tutto\/parte, e il primo termine di ogni binomio viene proclamato superiore al secondo. Bisognerebbe quindi tenere fisso lo sguardo sui primi quattro termini: tempo, unit\u00e0, realt\u00e0, tutto, e fare attenzione a subordinare loro i secondi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessario essere un grande studioso della storia del pensiero umano per riconoscere che tali parole, insieme ad alcune altre simili, esistono da sempre nello spirito degli uomini in cerca di comprensione e di direzione per la guida della loro esistenza provata ed effimera. Anche qui, come spesso avviene, tali parole si presentano in coppie che sono e rimangono antagoniste: non si pu\u00f2 sopprimere uno dei due termini a favore dell&#8217;altro, n\u00e9 identificare l&#8217;uno con l&#8217;altro, il che equivarrebbe a cancellarli entrambi. Bisogna quindi giocare con l&#8217;identit\u00e0 e la differenza. Tutte le sapienze giocano cos\u00ec con queste nozioni, le organizzano, le usano per contribuire ad un percorso di vita tendente alla felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Per questo, i principi proposti da Francesco hanno evocato in me i due grandi presocratici: Parmenide ed Eraclito. Il primo e il terzo principio [\u00abil tempo \u00e8 superiore allo spazio\u00bb, \u00abla realt\u00e0 \u00e8 superiore all&#8217;idea\u00bb] ci collocano dalla parte di Eraclito: nella realt\u00e0, la nostra esperienza \u00e8 davvero che \u201ctutto scorre\u201d e che \u201cnon ci si immerge mai nello stesso fiume\u201d. D&#8217;altra parte, \u00e8 certo che, per quanto sciolte, le nostre idee e parole (i nostri logos) non esauriscono il reale che scrutano.<\/p>\n<p>Stranamente, con il secondo principio [\u00abl&#8217;unit\u00e0 prevale sul conflitto\u00bb] e con il quarto [\u00abil tutto \u00e8 superiore alla parte\u00bb], Eraclito indietreggia, per lui \u00abin principio era la guerra\u00bb e Parmenide si reinsedia in una pace e in una globalit\u00e0 da sempre incrollabili, lui che rifiuta decisamente l&#8217;idea stessa di un divenire e quella della precariet\u00e0 di un logos.<\/p>\n<p>Questo avvicinamento spontaneo dei principi di Francesco a quelli dei grandi presocratici fanno pensare che in essi non ci sia niente di definitivo, tanto pi\u00f9 che sono in posizione dialettica.<\/p>\n<p>Bisogna quindi prenderli come suggestioni intellettualmente fondate e praticamente utili per il discernimento oggi delle situazioni e delle \u201cprese di decisione\u201d costruttive. In fondo, nel loro \u00abmagistero\u00bb, i vescovi e i papi hanno sempre agito cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, mi sembra che l&#8217;originalit\u00e0 di papa Francesco si situi dal lato \u00aberacliteo\u00bb delle sue affermazioni. Per ragioni che sarebbe troppo lungo presentare di nuovo qui e che dipendono da congiunture di civilt\u00e0, il pensiero cristiano si \u00e8 volentieri sviluppato all&#8217;insegna dell&#8217;eterno, dell&#8217;identico, del ragionevole, di ci\u00f2 che, in nome della realt\u00e0 immutabile di Dio e del carattere terminale della resurrezione di Cristo, non cambia o non cambia pi\u00f9.<\/p>\n<p>E la parola spazio \u00e8 simbolica di questa identit\u00e0. Connota l&#8217;estensione, la consistenza, la coerenza, la permanenza, il solido, e suggerisce, per ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0 (il metafisico), la stessa qualit\u00e0, quella che sembra esprimere la parola essere e quella, correlativa, di perfezione.<\/p>\n<p>Cominciando, nell&#8217;esposizione dei suoi principi, con la superiorit\u00e0 del tempo, Francesco propone una simbologia diversa: quella delle successioni, delle avventure, delle rotture e ricomposizioni, della morte e della vita, della durata spesso ripetitiva certo, ma sempre di nuovo attraversata da un inatteso che cambia tutto. Illustra lui stesso le sue affermazioni con l&#8217;immagine del poliedro che oppone a quella (assolutamente parmenidea) del cerchio: il poliedro \u00e8 immagine di elementi diversi che, pur mantenendo la loro originalit\u00e0, confluiscono; che si articolano senza annullarsi.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine, presentata in EG 236, sembra pertinente al papa poich\u00e9 la riprende, di concerto con il richiamo al primo principio proposto della superiorit\u00e0 del tempo (AL 3-4), per caratterizzare l&#8217;insieme del Sinodo sulla famiglia.<\/p>\n<p>A questo punto vorrei fare due riflessioni. La prima \u00e8 che la Sacra Scrittura \u00e8 costruita sul tempo prima di considerare lo spazio.<\/p>\n<p>Quando gli scribi hanno raccolto in un volume l&#8217;insieme dei testi di cui disponevano, hanno scritto: \u201cin principio\u201d (Gen 1,1), e l&#8217;ultimo dei profeti pubblicati fa intravedere la fine: \u00abil giorno del Signore, grande e terribile\u00bb (Mal 3,23). Solo in seguito hanno pubblicato gli scritti della sapienza. Il Nuovo Testamento non ha modificato l&#8217;ordine, e termina con la preghiera \u00abVieni Signore Ges\u00f9\u00bb. In altri termini, gli autori della bibbia hanno subordinato la sapienza alla profezia. La teologia non ha avuto invece la tendenza a fare l&#8217;inverso? Anche se ha avuto delle ragioni per farlo, ci si potrebbe rallegrare di dover oggi restituire l&#8217;ordine primitivo \u2013 il che non vuol dire cancellare la sapienza, ma situarla all&#8217;interno della profezia e non al di sopra.<\/p>\n<p>La seconda riflessione \u00e8 che papa Francesco non si \u00e8 limitato a proporre questi principi. Al primo posto della vita e della riflessione della Chiesa, ha invitato a mettere la misericordia, cio\u00e8 la figura di Dio come Amore in eccesso. Lo ha fatto con la presa di coscienza drammatica dei pericoli incorsi dal mondo e delle cause della tragica situazione presente.<\/p>\n<p>Ha proposto (ed espresso con atti simbolici) una visione sinodale della Chiesa come piramide rovesciata il cui vertice \u00e8 al di sotto, &#8211; posizione che gli d\u00e0 tutta la sua fecondit\u00e0. Ha indicato la dinamica di ascolto, di dialogo, di ricerca, di discernimento a tutti i livelli che deve permettere alla Chiesa di dire e di fare una parola efficace e credibile. Credo che tutto questo debba essere accolto con favore e giudicato sulla base non dei dati acquisiti di ieri, ma di una coerenza profonda con l&#8217;intenzione innovativa del Concilio Vaticano II, che forse aspettava questo genere di messaggi per sviluppare le sue potenzialit\u00e0 nella Chiesa, certo, ma anche per il mondo degli uomini che le aspetta senza saperlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(traduzione a cura di www.finesettimana.org)\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Version fran\u00e7aise ici Nell&#8217;ultima parte di Evangelii Gaudium, specificamente in un insieme di paragrafi dedicati alla pace (217-237), papa Francesco ha proposto quattro principi la cui attuazione costituirebbe un \u201cautentico cammino verso la pace in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[78],"tags":[19,232,208,14],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11018"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11021,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11018\/revisions\/11021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}