{"id":10988,"date":"2016-08-24T00:53:21","date_gmt":"2016-08-23T22:53:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10988"},"modified":"2016-08-24T00:53:21","modified_gmt":"2016-08-23T22:53:21","slug":"il-rischio-di-un-risentimento-dello-spazio-contro-il-tempo-a-proposito-di-una-critica-di-don-giulio-meiattini-a-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-rischio-di-un-risentimento-dello-spazio-contro-il-tempo-a-proposito-di-una-critica-di-don-giulio-meiattini-a-papa-francesco\/","title":{"rendered":"Il rischio di un risentimento dello spazio contro il tempo.   A proposito di una critica di Don Giulio Meiattini a papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-ii_2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10898\" alt=\"concilio-vaticano-ii_2\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-ii_2-300x183.jpg\" width=\"300\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-ii_2-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-ii_2-1024x627.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-ii_2.jpg 1272w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Da tempo conosco Don Giulio Meiattini, monaco benedettino, professore di teologia e mio collega a S. Anselmo. Molte volte \u00e8 capitato che ci confrontassimo piacevolmente e che discutessimo con gusto e con passione su tematiche teologiche, soprattutto di carattere sacramentale e liturgico. Ho letto la sua critica al \u201cprincipio\u201d della superiorit\u00e0 del tempo sullo spazio nel magistero di papa Francesco ( <a href=\"http:\/\/chiesa.espresso.repubblica.it\/articolo\/1351356\">http:\/\/chiesa.espresso.repubblica.it\/articolo\/1351356<\/a>) e trovo che in questo caso egli abbia rivolto ai documenti del papa \u2013 soprattutto a EG, ma anche a LS e ad AL &#8211; una censura troppo forte, troppo sopra le righe, che rischia di non cogliere ci\u00f2 che \u00e8 in gioco in quei 4 principi, di cui Meiattini critica soprattutto il primo.<\/p>\n<p>Vorrei cercare di mostrare questo limite in tre passaggi: sullo schema che egli applica alla questione, sul vero centro della critica e infine sulle conseguenze che ne trae circa l\u2019ultimo documento, ossia <i>A<\/i><i>moris <\/i><i>L<\/i><i>aetitia<\/i>.<\/p>\n<p>a) <i>Il magistero non \u00e8 n\u00e9 filosofia n\u00e9 scienza<\/i><\/p>\n<p>La conclusione che Meattini trae dal suo articolo &#8211; e che suona: \u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">dai pronunciamenti magisteriali sarebbe da attendersi un linguaggio pi\u00f9 sorvegliato e una maggiore lucidit\u00e0 di pensiero\u201d &#8211; mi sembra molto grave, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">soprattutto <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">perch\u00e9 non riconosce la originalit\u00e0 del \u201cprocesso\u201d che questo tipo di magistero introduce nella esperienza ecclesiale. La sua critica assomiglia molto a <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">quella di <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">coloro che, subito dopo il Concilio Vaticano II, lamentavano che i document<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">i<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> conciliari non erano rigorosi, argomentati, strutturati secondo il classico stile del magistero&#8230;Sorvegliare il linguaggio e definire rigorosamente i concetti \u00e8 <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">in realt\u00e0 <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente alla esperienza ecclesiale.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Una prima osservazione mi sembra quindi necessaria. Meiattini contesta l magistero di Francesco, e il suo modo di parlare del tempo, sul piano di una critica scientifica e di una critica filosofica. Sembra quasi ignorare che Francesco sta svolgendo un \u201cministero pastorale\u201d, e sta parlando il linguaggo di una magistero specificamente pastorale. Controllarlo semplicemente sul piano scientifico e filosofico \u2013 cosa sempre possibile e anche necessaria \u2013 rischia di sfigurarlo irrimediabilmente e di spostarne sensibilmente il centro.<\/p>\n<p>b) <i>Il \u201cprocesso\u201d \u00e8 la vera questione<\/i><\/p>\n<p>In realt\u00e0, come appare chiaramente dal tenore del testo di Meiattini, il vero centro della questione \u00e8 la \u201copportunit\u00e0\u201d di \u201cavviare processi\u201d. Per Meiattini in gioco non \u00e8 tanto la chiarezza del linguaggio o il rigore delle categorie, ma il fatto che Francesco voglia \u201cavviare processi\u201d: questo, per Meiattini, sembra il centro dello \u201cscandalo\u201d. Anzi, Meiattini propone una ricostruzione capovolta della relazione tra Chiesa e mondo. Se per Francesco la questione oggi decisiva \u00e8 quella di una Chiesa capace di avviare processi di conversione e di misericordia nel mondo, per Meiattini, in un mondo dedito a continui processi e ad un movimento continuo, la Chiesa dovrebbe invece garantire pause, spazi di decantazione e di sosta. Qui non \u00e8 pi\u00f9 in gioco n\u00e9 il linguaggio n\u00e9 il concetto, ma una specifica relazione tra Chiesa e mondo, che predetermina ogni gudizio e che rischia di scivolare, se non adeguatamente controllata, nel pregiudizio. A leggere il testo di Meiattini a partire dal suo vero \u201cfuoco\u201d &#8211; ossia il rifiuto di una \u201cChiesa in uscita\u201d &#8211; si rischia di comprendere tutto ci\u00f2 che precede come un semplice pretesto. Il che sembra apparire, nel modo pi\u00f9 chiaro, nell\u2019ultima parte dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>c) <i>Le conseguenze su AL e il fraintendimento del processo <\/i><i>iniziatico<\/i><\/p>\n<p>Proprio la applicazione ad AL del criterio di lettura adottato mi sembra particolarmente illuminante. Ecco la sequenza della argomentazione proposta da Meiattini:<\/p>\n<p>&#8211; la applicazione del principio della \u201csuperiorit\u00e0 del tempo sullo spazio\u201d, proprio all\u2019inizio di AL, risulterebbe enigmatico. Vorrebbe dire che occorre ridurre il potere del magistero? Questo a Meiattini appare infondato;<\/p>\n<p>&#8211; a suo avviso, invece, il principio avrebbe attivato \u201cprocessi\u201d che a suo avviso avrebbero determinato soltanto confusione e contraddizioni maggiori;<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019unica cosa che, secondo Meiattini, sarebbe importante \u00e8 di garantire la formazione dei soggetti che si sposano. Perch\u00e9 i sacramenti siano \u201cdati\u201d a chi \u00e8 veramente cristiano.<\/p>\n<p>Ora qui a me pare che, in un sol colpo, ci si voglia immunizzare dalla storia degli ultimi 150 anni, rispetto a cui Francesco cerca invece di assumerne eredit\u00e0 e peso. La riduzione del matrimonio a \u201cpotere ecclesiale\u201d, la esigenza di processi di accompagnamento, discernimento e reintegrazione, e il riconoscimento che il matrimonio \u00e8 \u201cpi\u00f9 grande\u201d della stessa iniziazione cristiana sono tre \u201cprocessi\u201d che Meiattini sembra ridurre ad una \u201cquantit\u00e9 n\u00e9gligeable\u201d.<\/p>\n<p>So bene che cos\u00ec non \u00e8. E so anche che Meattini conosce con finezza tutto il percorso che ha riconosciuto come anche la \u201ciniziazione cristana\u201d sia un processo complesso, irriducibile ad una dottrina o a una disciplina. Ma \u00e8 francamente piuttosto curioso che Meiattini voglia squalificare il concetto di processo utilizzato da Francesco e poi si rifugi, in conclusione, nell\u2019elogio di un processo, come quello iniziatico, isolandolo dalla pi\u00f9 ampia processualit\u00e0 culturale. Credo che se egli avesse letto i testi di Francesco senza il pregiudizio che irrigidisce i concetti in accezioni senza elasticit\u00e0, avrebbe compreso che alla sua istanza oggi si pu\u00f2 rispondere non secondo la logica della alternativa Chiesa\/mondo, ma secondo una relazione di reciprocit\u00e0 e di dialogo. Quando papa Francesco parla di \u201cprimato del tempo sullo spazio\u201d, propone una autorevole traduzione del Concilio Vaticano II. Non vorrei che il vero problema, in tutta questa analisi critica del \u201cprimato del tempo\u201d, fosse proprio il Vaticano II e il processo di riforma che ha introdotto irreversibilmente nella esperienza ecclesiale e nella teologia. L\u2019ansia di \u201cnegare i processi\u201d \u00e8 veramente garanzia di magistero affidabile? E il risentimento dello spazio verso il tempo \u00e8 davvero un principio convincente? O anche questo dovr\u00e0 essere giudicato un \u201clinguaggio poco sorvegliato e senza rigore\u201d?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Da tempo conosco Don Giulio Meiattini, monaco benedettino, professore di teologia e mio collega a S. Anselmo. 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