{"id":10907,"date":"2016-07-24T18:38:23","date_gmt":"2016-07-24T16:38:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10907"},"modified":"2016-07-24T18:38:23","modified_gmt":"2016-07-24T16:38:23","slug":"alla-scoperta-di-amoris-laetitia-20-intervista-per-la-rivista-ihu-on-line","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alla-scoperta-di-amoris-laetitia-20-intervista-per-la-rivista-ihu-on-line\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di &#8220;Amoris Laetitia&#8221; (\/20): Intervista per la rivista IHU-on-line"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10518\" alt=\"AL\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">IHU-on-line, n.483 \u2013 Su Amoris Laetitia<\/span><\/p>\n<h3>Amoris Laetitia e l&#8217;etica del &#8220;bene possibile&#8221;.<\/h3>\n<h3>Limiti e possibilit\u00e0 di un documento sulla famiglia, oggi<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ihu483.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10908\" alt=\"ihu483\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ihu483-225x300.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ihu483-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ihu483.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intervista a Andrea Grillo (Intervista di Joao Vitor Santos, edizione di Patricia Fachin, traduzione di Moises Sbardelotto)<\/p>\n<p>testo portighese:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ihuonline.unisinos.br\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=6400&amp;secao=483\">http:\/\/www.ihuonline.unisinos.br\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=6400&amp;secao=483<\/a><\/p>\n<p>Pubblico qui l&#8217;originale italiano<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">1) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Qual era la Sua aspettativa, cosa aspettava dal documento?<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Sulla base di ci\u00f2 che avevo letto durante il Sinodo e di quanto Francesco aveva detto, lungo i lavori, avevo percepito la possibilit\u00e0 che il documento che avrebbe chiuso la fase sinodale avrebbe rappresentato un passaggio importante del Magistero di questo pontificato. E, in effetti, si tratta di un testo di grande rilevanza, non solo per comprendere il disegno pastorale di Francesco, ma nella storia del Magistero cattolico nella Chiesa moderna e contemporanea. E&#8217; una svolta che realizza, per la prima volta in modo cos\u00ec pieno, il disegno concepito da Giovanni XXIII e proseguito, almeno in parte, solo da Paolo VI. E costituisce una reazione alle tendenze nostalgiche che hanno caratterizzato un parte del magistero di Giovanni Paolo II e una grande parte di quello di Benedetto XVI.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">2) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Sottolinei tre a cinque punti importanti che trova nel documento e li giustifichi.<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Ecco i 5 punti per me pi\u00f9 rilevanti:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">a) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">il magistero non deve dire tutto: <\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">questo antico criterio ecclesiale, che era stato superato con il Concilio Vaticano II, chiamato in fondo a \u201cridire tutto almeno una volta\u201d, ora ritorna in voga nella pratica magisteriale. Il ministero magisteriale restituisce alla dinamica ecclesiale la \u201cmediazione della contingenza\u201d, senza pretendere di incasellarla una volta per tutte in una \u201clegge generale\u201d;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">b) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">misericordia e giustizia non sono sullo stesso piano<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">, ma la misericordia \u00e8 la origine e il fine della giustizia. Questo ha conseguenze non piccole non solo sulla \u201cgestione delle crisi\u201d matrimoniali, ma sul modo di intendere il fondamento e il fine della famiglia. Esso non \u00e8 affidato <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">in primis<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\"> ai diritti e ai doveri, ma alla esperienza di un dono;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">c) Nella storia della Chiesa si intrecciano due modalit\u00e0 di rapporto con le crisi: <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">una vuole escludere e l&#8217;altra vuole integrare<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">. Fin dal Concilio di Gerusalemme la seconda ha prevalso sulla prima, fino a far discendere il senso stesso della Chiesa da questa capacit\u00e0 di integrazione;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">d) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">Una profonda autocritica circa il rapporto della Chiesa con il mondo moderno<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\"> diventa \u2013 indirettamente \u2013 una importante affermazione ecclesiologica: il rapporto tra Chiesa e mondo viene reimpostato non sul registro negazione\/affermazione dei valori (non negoziabili) ma su quello del riconoscimento dei \u201csegni dei tempi\u201d. Da una logica metafisico\/cognitiva\/autoritaria ad una logica esperienziale\/affettiva\/ministeriale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">e) R<\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">icondurre tutto all&#8217;incontro concreto con la Parola di Dio come luogo del discernimento<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">, evitando di consegnare il giudizio al linguaggio astratto di norme generali, che diventano \u201cpietre\u201d e che tradiscono il volto materno della Chiesa, irrigidendolo nella figura accigliata di un giudice.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">3) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Sottolinei tre avanzamenti, nuove prospettive che il documento porta con s\u00e9. Perch\u00e9 sceglie questi avanzamenti?<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">&#8211; <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>cambia il magistero<\/b><\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">: il rapporto tra autorit\u00e0 centrali e autorit\u00e0 periferiche risulta profondamente modificato. Il papa aveva appreso a risolvere le controversie mediante una norma ecclesiale che riservava a s\u00e9 la decisione. Francesco utlizza la pripria autorit\u00e0 per investire di autorit\u00e0 Vescovi e presbiteri. Passa dalla logica del Motu Proprio a quella dell Motu Communi&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">&#8211; <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>cambia il rapporto tra pastorale e giuridico<\/b><\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">: ad una tradizione che aveva ridotto il campo matrimoniale ad una serie di istituzioni giuridiche, quasi erodendo ogni spazio per la cura pastorale, si risponde con una azione che sta riequilibrando la via giuridica con la via pastorale. Lo spazio che si \u00e8 aperto appare \u201cabissale\u201d, ma \u00e8, in realt\u00e0, frutto non solo della tradizione, ma anche del buon senso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">&#8211; <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>cambia il rilievo del soggetto, della coscienza e della storia<\/b><\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">: in questo percorso di apertura, nuovo rilievo \u201crivelato\u201d acquista il soggetto. Dio non \u00e8 solo nella massima esteriorit\u00e0 della legge, ma anche nella intima interiorit\u00e0 della coscienza. Dio come \u201cintimior intimo meo\u201d provoca ad una riconsiderazione del rapporto tra esteriorit\u00e0 e interiorit\u00e0, con un recupero della seconda. Potremmo dire che Francesco legge <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Humanae vitae<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\"> con gli occhiali di <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Dignitatis Humanae<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">. Crea una nuova sintesi: <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Dignitatis Humanae Vitae<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">4) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Quali sono i limiti del documento?<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Se dobbiamo parlare dei limiti dobbiamo riconoscere che il documento ha la forza di un \u201cinizio\u201d, o, meglio, dell&#8217;inizio di un inizio. La sua profezia si scontra, in qualche caso, con formulazioni ed espressioni ancora legate al modello che pure si sta superando. Alcune parti \u2013 ad es. quelle dedicate alle donne e quelle a riguardo delle diverse forme di convivenza \u2013 risentono di un linguaggio ancora formulato in un linguaggio pregiudiziale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">5) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Quali dovranno essere gli impatti del documento su: a) il pontificato; b) la Chiesa?<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">L&#8217;impatto primario \u00e8 proprio una accurata ridefinizione del rapporto tra pontificato e Chiesa. Come dicevo, oggi, con <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Amoris Laetitia, <\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">siamo all&#8217;inizio di un inizio. La legge non \u00e8 pi\u00f9 solo pedagogia, la coscienza diventa passaggio obbligato, la contingenza non \u00e8 pi\u00f9 abbandonata alla merc\u00e9 di una \u201coggettivit\u00e0\u201d tanto idealizzata quanto aggressiva. L&#8217;inizio di un inizio non \u00e8 mai facile. Agli occhi di qualcuno pu\u00f2 sempre apparire come l&#8217;inizio di una fine. Un magistero che affida al discernimento concreto la comunione ecclesiale \u00e8 un magistero che riacquista forza, perch\u00e9 torna nell&#8217;alveo della sua originaria funzione: servire alla fede battesimale, che nel matrimonio realizza il Regno di Dio, pur con tutte le sue crisi e i suoi fallimenti. Accettare che il matrimonio possa fallire non \u00e8 debolezza, ma forza del sacramento e della fede. Uscendo dal modello esclusivamente istituzionale di lettura dell&#8217;amore, papa Francesco fa una operazione di \u201ctraduzione della tradizione\u201d di prima qualit\u00e0. Ma avr\u00e0 bisogno di una Chiesa che si sobbarchi la responsabilit\u00e0 di non farsi sostituire dal superiore di turno. Spogliandosi di un potere oggettivo e oppositivo, il papa ha investito la Chiesa della autorit\u00e0 dello Spirito, come dono di misericordia che non esclude nessuno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">6) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Come l&#8217;esortazione Amoris laetitia dovrebbe essere letta? Quali sono le somiglianze con l&#8217;Evangelii gaudium? (In termini testuali, di stile delle fonti citate e di contenuto.)<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Ora possiamo comprendere che <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Evangelii Gaudium<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\"> \u00e8 la premessa teorica e argomentativa di <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Amoris Laetitia<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">. E chi diceva che il primo non era \u201cmagistero\u201d, ora \u00e8 costretto a restare in questo registro imbarazzante&#8230;Dalla gioia del Vangelo scaturisce la lettura dell&#8217;amore come letizia. Ed \u00e8 lo sguardo evangelizzato che pu\u00f2 cogliere l&#8217;amore, l\u00ec dove si manifesta, come annuncio di grazia. Dobbiamo leggere AL come la esperienza della gioia del vangelo nel contesto delle forme familiari dell&#8217;amore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">7) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Ci fu un grande silenzio, sia tra i giornalisti che i teologi, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno della Chiesa, nei giorni precedenti alla divulgazione della esortazione. Adesso, con il documento reso pubblico, quali sono le reazioni? E come Lei legge questo silenzio previo alla pubblicazione?<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Credo che sia giusto leggere questo \u201caltissimo silenzio\u201d come il frutto di una attesa comprensibilmente inquieta. Questo itinerario di tre anni, lanciato dalle parole stesse di papa Francesco, aveva creato un clima di grande aspettativa (e, per alcuni, di estremo timore). Questo giustifica la tensione e la esitazione degli ultimi giorni. Ma non giustifica il fatto che soprattutto coloro che temevano il documento ora pretendano di interpretarlo senza leggerlo!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">8) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Come interpreta la dichiarazione del Papa che, all&#8217;inizio del documento, dice che \u00e8 necessario uscire dell&#8217;opposizione sterile tra l&#8217;ansia del cambiamento e l&#8217;applicazione pura e semplice di norme astratte? E come questa idea riappare ed \u00e8 sottolineata lungo l&#8217;esortazione?<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Mi sembra che si debba giudicare questa affermazione di Francesco in due modi, che non debbono essere ritenuti alternativi: da un lato esprime il desiderio di lavorare per unire e non per dividere. Cerca di mediare tra chi voleva \u201ctutto nuovo\u201d e chi si aspettava la semplice \u201cconferma del sistema\u201d. Ma, d&#8217;altra parte, mi pare che questa sia la vera novit\u00e0: ossia la rinuncia a \u201crisolvere dall&#8217;alto\u201d e la responsabilizzazione dei ministri \u201cprossimi alle famiglie\u201d. Se il papa avesse \u201cdeciso tutto\u201d, avrebbe fatto prevalere lo spazio sul tempo. Delegando ai singoli vescovi e ai singoli parroci la \u201ccura pastorale del discernimento nella misericordia\u201d ha posto le premesse per dare inizio a \u201cpercorsi temporali di integrazione\u201d. In tutto questo non c&#8217;\u00e8 solo \u201cdiplomazia\u201d, ma anzitutto una determinata lettura della Chiesa e delle sue dinamiche pi\u00f9 delicate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">9) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">In che modo le discussioni che sono emerso durante tutto il processo sinodale sono organizzate nel documento? Cosa questa esortazione rivela su questo Sinodo in particolare?<\/i><\/p>\n<p>Il papa si riferisce con rispetto e con libert\u00e0 al testo della prima e della seconda <i>Relatio Synodi<\/i>. E utilizza anche il patrimonio di proposizioni che vengono da tutta la tradizione recente e meno recente. E&#8217; significativo, tuttavia, che, come appariva gi\u00e0 dopo la conclusione dell&#8217;ottobre scorso, l&#8217;impronta del documento scaturisce dal contributo di discorsi e di interventi che papa Francesco aveva tenuto, proprio in occasione dei due Sinodi. E non \u00e8 azzardato affermare che il miglior teologo, il pi\u00f9 acuto e il pi\u00f9 limpido, in tutti questi tre anni, sia stato proprio papa Francesco.<\/p>\n<p>10) <i>Che concetto di famiglia \u00e8 possibile recepire dalla lettura dell&#8217;esortazione? Fino a che punto il testo aggiorna il concetto della Chiesa sul matrimonio? Come Lei valuta il trattamento dato alle cosiddette famiglie non convenzionali (unione omoaffettive, unione di coppie separate&#8230;)?<\/i><\/p>\n<p>Nel giudicare la \u201cimmagine di famiglia\u201d, dobbiamo riconoscere che per la prima volta, in modo pieno, dopo 140 anni, il Magistero papale, dopo aver compiuto tutto il lungo percorso sinodale, dopo aver ascoltato, interloquito, proposto, accolto, selezionato, dice una parola sull&#8217;amore e sulla famiglia, <b>prova ad uscire dallo stereotipo \u201creattivo\u201d, che il cattolicesimo si \u00e8 fatto imporre dalla storia politica d&#8217;Europa<\/b>. Poteva uscire dallo stereotipo soltanto un papa Non-Europeo. Soltanto il primo papa americano, soltanto il primo papa \u201cfiglio\u201d del Concilio poteva avere la libert\u00e0 e la forza di uscire dal \u201ccomplesso di persecuzione\u201d che sul matrimonio avevamo maturato da Leone XIII in poi.<\/p>\n<p>Il matrimonio, infatti, 140 anni fa, non significava anzitutto \u201camore di coppia\u201d, ma societ\u00e0, generazione, educazione. E allora la contesa era: chi ha la competenza sul matrimonio? Lo Stato usurpatore o il Supremo legislatore, unico legittimo? Questa eredit\u00e0 era rimasta anche 50 anni dopo, quando, con Pio XI, il tema del contendere era diventato: chi ha il potere di generare? Dio, naturalmente, o l&#8217;uomo, artificialmente? E anche questo venne ad aggiungersi alla contesa precedente, fino al Vaticano II. Sulla famiglia le parole di <i>Gaudium et Spes<\/i>, per quanto ispirate ai testi precedenti, fecero epoca, ma per poco. <i>Humanae Vitae<\/i> torn\u00f2 a polarizzare la tensione, con grande effetto mediatico, ma con poca efficacia pratica. Infine arriv\u00f2 <i>Familiaris Consortio, <\/i>che inizi\u00f2 a riconoscere la societ\u00e0 differenziata, accettando che la comunione ecclesiale potesse essere diversa dalla comunione sacramentale. Ma non aveva ancora gli strumenti per rispondere a questa nuova condizione: sapeva riconoscerla, ma restava in imbarazzo sulle forme concrete della risposta. Riconosceva il problema, ma rispondeva come se non lo riconoscesse. Ora Francesco ha potuto riconoscere che la \u201cfamiglia naturale\u201d non \u00e8 a garanzia della competenza ecclesiale, ma forma originaria del mistero di Dio nell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>11) <i>Vuole aggiungere qualcos&#8217;altro?<\/i><\/p>\n<p>La rinuncia a porre una \u201cnuova legge generale\u201d &#8211; esplicitata da papa Francesco &#8211; non significa che AL non voglia ridefinire il linguaggio e la disciplina di FC e non viceversa! Siccome non \u00e8 mancato chi \u2013 in modo tanto arrischiato quanto sorprendente \u2013 ha osato provare a capovolgere le cose, occorre ribadire che, almeno su questo piano, <b>AL \u00e8 inserita nell&#8217;alveo normale del magistero ecclesiale, con la sua gerarchia delle fonti. Ed \u00e8 singolare, in questo caso, che siano uomini della gerarchia a non riconoscere la gerarchia!<\/b> Per contestare seriamente tutto questo si dovrebbe poter provare o che AL non \u00e8 una Esortazione Apostolica Postsinodale (esattamente come FC, ma di 35 anni dopo) oppure che FC \u00e8 in realt\u00e0 un testo del 2019! Ma ci sarebbe una alternativa ulteriore: riuscire a dimostrare, con opportuna retrodatazione, che AL \u00e8 un testo del 1980, di modo che FC possa essere successiva e quindi superiore nella gerarchia delle fonti&#8230;Finzione per finzione, questa almeno avrebbe una sua parvenza di dignit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IHU-on-line, n.483 \u2013 Su Amoris Laetitia Amoris Laetitia e l&#8217;etica del &#8220;bene possibile&#8221;. 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