{"id":10888,"date":"2016-07-13T10:23:21","date_gmt":"2016-07-13T08:23:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10888"},"modified":"2016-07-13T10:23:21","modified_gmt":"2016-07-13T08:23:21","slug":"la-fine-della-riforma-della-riforma-piccola-storia-di-un-delirio-autoreferenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-fine-della-riforma-della-riforma-piccola-storia-di-un-delirio-autoreferenziale\/","title":{"rendered":"La fine della \u201criforma della riforma\u201d: piccola storia di un delirio autoreferenziale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/lavandaFrancis.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10400\" alt=\"lavandaFrancis\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/lavandaFrancis.jpg\" width=\"183\" height=\"275\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>La combinazione di tre piccoli eventi, tra loro correlati solo in parte, ha determinato, negli ultimi giorni una importante evoluzione per la liturgia cattolica. Gli eventi sono, in ordine un Comunicato della Fraternit\u00e0 S. Pio X, del 29 giugno, una Conferenza del Prefetto della Congregazione del Culto, del 5 luglio, e una Nota della Sala Stampa della Santa Sede, dell&#8217; 11 luglio. La sequenza dei tre eventi ha determinato una conseguenza in parte imprevedibile, anche se del tutto attendibile.<\/p>\n<p>Ma andiamo per ordine.<\/p>\n<p><b>I tre eventi in successione<\/b><\/p>\n<p>Nel Comunicato di Fellay si legge <b>la \u201cfine di una stagione\u201d e la \u201cattesa del successore di papa Francesco\u201d<\/b>\u2026 Il disegno di riconciliazione, iniziato gi\u00e0 sotto Giovanno Paolo II, che aveva trovato nuovo slancio con papa Benedetto, sembra arrivato al palo. In realt\u00e0, le richieste erano diventate sempre pi\u00f9 alte e il riconoscimento del Vaticano II sempre pi\u00f9 vago.<\/p>\n<p>Parallelamente, nella conferenza di Londra del Card. Sarah, avveniva, pubblicamente, quello slittamento di temi che aveva caratterizzato tutta la fase di \u201capertura\u201d verso i lefebvriani. Il desiderio di una pi\u00f9 ampia comunione nella Chiesa \u2013 cosa altamente auspicabile \u2013 coincideva e si confondeva con il disegno di \u201criforma della riforma\u201d. <b>S<\/b><b>i<\/b><b> voleva profittare del riavvicinamento con i lefebvriani per \u201cnormalizzare\u201d la liturgia <\/b><b>(e la chiesa) <\/b><b>conciliare<\/b>. Nelle parole imprudenti del Cardinale Sarah appariva addirittura il disegno di \u201criorientare a oriente\u201d tutti gli altari (e tutti i preti), a partire dal prossimo Avvento. Mai, a livello ufficiale, era stata tanto chiara la volont\u00e0 di contraddire il disegno conciliare.<\/p>\n<p>Da ultimo, nella Nota della Sala Stampa, <b>vengono fissati tre principi decisivi<\/b>: il desiderio di salvaguardare il valore della eucaristia deve procedere secondo quanto stabilito dal Concilio e dalla Institutio del Messale romano, che prevede \u201caltari staccati dalla parete\u201d. Questa deve essere la pastorale ordinaria della Chiesa, <b>alla quale non pu\u00f2 essere sostituita la \u201cforma straordinaria\u201d<\/b>. Che infine <b>\u00e8 bene non usare la espressione \u201criforma della riforma\u201d, che ingenera solo confusione<\/b>. In queste tre affermazioni viene dato il colpo di grazia al sogno autoreferenziale di una Chiesa che voleva immunizzarsi dal Concilio Vaticano II e che lo viveva con non celato disagio.<\/p>\n<p><b>Una piccola storia a lieto fine<\/b><\/p>\n<p>E&#8217; bene ricordare che questa espressione \u201criforma della riforma\u201d ha caratterizzato una fase del dibattito ecclesiale, alimentata da periferie ben sostenute dal centro, con l&#8217;obiettivo di contrastare apertamente la riforma liturgica. Abbiamo avuto una serie di documenti che, senza mai usare questa espressione, sono stati usati per costruire il teorema autoreferenziale della \u201criforma della riforma\u201d. <i>Liturgiam Autenticam<\/i> (2001), <i>Redemptionis Sacramentum<\/i> (2004) e <i>Summorum pontificum<\/i> (2007) sono gli anelli di una catena che ha potuto cercare di ridimensionare e talora di contraddire lo slancio conciliare verso la \u201cactuosa participatio\u201d. Va riconosciuto che in nessuno di questi documenti si usa la espressione \u201criforma della riforma\u201d, ma in essi <b>si pretende di creare un altro stile di \u201ctraduzione della tradizione\u201d, di tornare ad un approccio alla eucaristia che fa prevalere la lotta all&#8217;abuso piuttosto che la formazione all&#8217;uso e di creare un pericoloso parallelismo tra rito ordinario e rito straordinario, con conseguenze <\/b><b>ecclesiali, <\/b><b>pastorali e formative molto <\/b><b>problematiche<\/b>. Su tutti questi documenti \u2013 bisogna riconoscerlo apertamente &#8211; c&#8217;\u00e8 <b>la \u201clonga manus\u201d prima del Prefetto Ratzinger e poi di papa Benedetto<\/b>. E non si deve dimenticare che i testi che hanno poi interpretato questi documenti nei termini di \u201criforma della riforma\u201d sono stati <b>accompagnati, sostenuti, benedetti o introdotti da parole di prefazione o di recensione di J. Ratzinger<\/b>. Basti ricordare i testi di A. Nichols, N. Bux, M. Lang o Alcuin Reid.<\/p>\n<p>Con la Nota dell&#8217;11 luglio tutto questo ha trovato la sua fine. Si dice finalmente una parola chiara sulla questione. Direi che il \u201csimbolo\u201d di questo superamento pu\u00f2 essere trovato in un gustoso parallelismo tra due espressioni. Mentre nel documento del 2004, dedicato agli abusi sulla eucaristia, si dice \u201csi usino soltanto con cautela espressioni come &#8216;comunit\u00e0 celebrante&#8217; o &#8216;assemblea celebrante&#8217;\u201d (42) &#8211; assumendo ufficialmente un luogo comune dei sostenitori della riforma della riforma \u2013 nella Nota di alcuni giorni fa si censura invece l&#8217;uso della espressione \u201criforma della riforma\u201d. Il cerchio si chiude. Il cammino conciliare pu\u00f2 riprendere. <b>Il teorema di una \u201criforma della riforma\u201d, come idealizzazione aggressiva di una chiesa autoreferenziale e che si immunizza dalla storia e dalla esperienza, viene finalmente censurato <\/b><b>a livello ufficiale<\/b>.<\/p>\n<p><b>Le conseguenze ecclesiali: Vescovi e Curia<\/b><\/p>\n<p>Quali saranno le conseguenze di questa \u201cnota\u201d? Io credo che la logica che ha inaugurato il progetto di \u201criforma della riforma\u201d &#8211; messo in piedi dalla fine degli anni 90 \u2013 ha provato a scavalcare progressivamente le competenze episcopali, raggiungendo il suo apice con il MP <em>Summorum Pontificum<\/em>, che di fatto esautora i Vescovi in materia liturgica.<\/p>\n<p>Il <b>recupero di competenza episcopale<\/b> \u2013 che tutto il pontificato di Francesco mette in primo piano \u2013 dovr\u00e0 ricevere normative chiare, che superino lo \u201cstato di eccezione\u201d introdotto da SP. Competenze sulle traduzioni, competenze sugli usi\/abusi e competenze sull&#8217;uso della forma straordinaria.<\/p>\n<p>Se i Vescovi torneranno a \u201cgovernare\u201d anche liturgicamente le loro diocesi, <b>sar\u00e0 inevitabile che la Commissione <\/b><i><b>Ecclesia Dei<\/b><\/i><b> perda gran parte dei poteri che le sono stati attribuiti da SP<\/b>.<\/p>\n<p>Il decentramento della curia procede anche liturgicamente.<\/p>\n<p>Un buon commento in questa direzione, con riflessi inevitabili sulla Curia romana e sulle sue competenze, \u00e8 venuto da Lorenzo Prezzi, che ragionando sul primo dei tre eventi, ha scritto acutamente:<span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>\u201c<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><b>Quello che Fellay e i suoi non hanno capito \u00e8 che la loro questione \u00e8 stata, per un tratto, centrale ed ora \u00e8 periferica. Il loro rientro poteva condizionare la Chiesa. Oggi e domani potr\u00e0 condizionare solo le loro biografie<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>\u201d.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Non sarebbe trop<\/span><\/span>po azzardato estendere questo giudizio anche a qualche membro della Curia romana. Che magari si consoler\u00e0 stendendo e\/o firmando qualche libello antimodernista&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 La combinazione di tre piccoli eventi, tra loro correlati solo in parte, ha determinato, negli ultimi giorni una importante evoluzione per la liturgia cattolica. 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