{"id":10830,"date":"2016-06-27T00:19:28","date_gmt":"2016-06-26T22:19:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10830"},"modified":"2016-06-27T00:19:28","modified_gmt":"2016-06-26T22:19:28","slug":"alla-scoperta-di-amoris-laetitia-17-la-tradizione-cattolica-e-il-nichilismo-canonico-il-sonno-della-ragione-giuridica-genera-mostri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alla-scoperta-di-amoris-laetitia-17-la-tradizione-cattolica-e-il-nichilismo-canonico-il-sonno-della-ragione-giuridica-genera-mostri\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di Amoris Laetitia (\/17): la tradizione cattolica e il \u201cnichilismo canonico\u201d.  Il sonno della \u201cragione giuridica\u201d genera mostri."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/resize.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10492\" alt=\"resize\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/resize-300x168.jpeg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/resize-300x168.jpeg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/resize.jpeg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le reazioni alla espressione forte con cui papa Francesco ha risposto con la consueta parresia ad una domanda sul matrimonio dimostrano molte cose: che la Chiesa \u00e8 in difficolt\u00e0 quando si toccano i suoi nervi scoperti; che le evidenze vengono spesso nascoste, edulcorate o negate addirittura; che una certa \u201cmoderazione\u201d &#8211; sicuramente utile in molti casi \u2013 pu\u00f2 anche minare a fondo la nostra capacit\u00e0 di avere rapporto con la realt\u00e0. Allora mi propongo di ricostruire brevemente il \u201ccaso\u201d, di coglierne un senso non immediatamente evidente e di trarne alcune conseguenze non secondarie per la complessa recezione di Amoris Laetitia.<\/p>\n<p>a) <b>La \u201cbattuta\u201d del papa in originale e la sua \u201cversione ufficiale\u201d<\/b><\/p>\n<p>In molti ambienti ecclesiali ha suscitato sconcerto la versione originale di una risposta di papa Francesco circa i \u201cmatrimoni nulli\u201d, che egli ha riferito alla \u201cmaggior parte\u201d dei matrimoni, poi correggendo la versione stampata con \u201cuna parte\u201d. Ora, la versione \u201coriginale\u201d parlata \u00e8 significativa, mentre quella scritta \u00e8 senza alcun significato. Che \u201cparte\u201d dei matrimoni siano nulli dice una cosa assolutamente ovvia. La vera notizia \u00e8 che il papa dica apertamente che \u201cla maggior parte\u201d dei matrimoni sono nulli&#8230;E, se si ascoltano alcuni canonisti, si sente dire anche peggio, ossia che \u201ctutti i matrimoni canonici\u201d potrebbero essere riconosciuti nulli.<\/p>\n<p>Questo dato, a mio avviso, porta alla luce una questione decisiva nella \u201ccultura matrimoniale cattolica\u201d degli ultimi due secoli. Poich\u00e9 quella \u201cnullit\u00e0\u201d che oggi possiamo lamentare in forma tanto diffusa, dipende da una \u201cteoria del matrimonio\u201d che \u00e8 nata nel contesto dello scontro della Chiesa con il mondo moderno. Abbiamo fatto con il matrimonio come le compagnie aeree hanno fatto con la cabina di pilotaggio dell&#8217;aereo. Abbiamo blindato il \u201cdisegno divino\u201d scritto nel matrimonio, rendendolo autonomo e compiuto, quasi autosufficiente. Abbiamo chiesto solo una cosa, agli uomini e alle donne: il \u201cconsenso originario\u201d. In questo modo, pensavamo 150 anni fa, la pretesa moderna di \u201cavere ragione\u201d del disegno di Dio, e di piegarlo al proprio arbitrio, sarebbe stata ostacolata e combattuta in radice. Ma questo modello, lungo questi 150 anni, \u00e8 diventato una sorta di boomerang. Da un lato, infatti, il \u201cconsenso\u201d si \u00e8 molto complicato, perch\u00e9 il \u201csoggetto\u201d \u00e8 diventato complesso, condizionato dal contesto sociale, dal suo inconscio, da diverse logiche culturali, da nuove tutele giuridiche, da nuovi linguaggi e da nuove promesse. Dall&#8217;altro, questo sguardo concentrato solo sull&#8217;inizio, ha distorto l&#8217;attenzione, ha portato ad accurate retrospettive, senza riconoscere alle crisi alcuna prospettiva. Ci siamo specializzati in \u201cretrospettive sulle crisi\u201d. A causa di un modello difensivo, privo di vera interazione tra divino ed umano, abbiamo perso il rapporto con la realt\u00e0 umana e divina e alle sue nuove forme di relazione. Dire che \u201cla maggior parte dei matrimoni sono nulli\u201d significa ammettere che il nostro modo di comprendere ufficialmente il matrimonio non \u00e8 pi\u00f9 all&#8217;altezza n\u00e9 della libert\u00e0 degli uomini, n\u00e9 della grazia di Dio. Il testo \u201cdetto a braccio\u201d dice qualcosa di importante. Il testo scritto non dice nulla.<\/p>\n<p><b>b) Un modo distorto di guardare al matrimonio<\/b><\/p>\n<p>Ecco allora la questione: la nostra insistenza unilaterale e ossessiva sulla \u201cverifica della validit\u00e0\u201d dipende da un difetto di approccio teologico, che la canonistica del XX secolo ha disinvoltamente avallato, senza alcuna significativa distanza critica. Giungendo a produrre quello che non \u00e8 azzardato chiamare un \u201cnichilismo canonico\u201d sul matrimonio. Non si tratta, infatti, soltanto di \u201ccostatare una nullit\u00e0\u201d, ma di costruire progressivamente un sistema al cui sguardo \u201cmolti matrimoni\u201d (per non dire quasi tutti i matrimoni) possono apparire \u201cnulli\u201d. Per aver accesso al reale \u2013 ossia alle vicende delle storie e delle coscienze dei soggetti \u2013 ci siamo sentiti costretti, nello stesso tempo, ad un duplice movimento. Ad onorare da un lato formalisticamente una \u201cindissolubilit\u00e0\u201d che \u201csi impone\u201d per autorit\u00e0, per poi svuotarla, dall&#8217;altro, di ogni contenuto mediante la rilevazione accuratissima di \u201cvizi del consenso\u201d.<\/p>\n<p>Il mutare della societ\u00e0 e dei soggetti passa cos\u00ec attraverso la \u201ccruna dell&#8217;ago\u201d di un \u201cvizio del consenso\u201d. Si pensi, ad es, alla \u201cviolenza\u201d. In una societ\u00e0 tradizionale tutte le \u201cviolenze\u201d che i genitori imponevano a figli e figlie, nell&#8217;esprimere il loro consenso alle nozze, erano sostanzialmente inapprezzabili e irrilevanti. Solo una \u201csociet\u00e0 dei diritti\u201d ha progressivamente elaborato un concetto di \u201cviolenza\u201d (e di libert\u00e0) del consenso, che la societ\u00e0 tradizionale conosceva solo molto approssimativamente. Ma \u2013 e qui sta il paradosso &#8211; la novit\u00e0 della societ\u00e0 pu\u00f2 essere apprezzata solo nella forma di una \u201cnuova ermeneutica dei capi di nullit\u00e0\u201d. E questo non solo \u00e8 troppo poco, ma opera continuamente una distorsione quasi irrimediabile nella percezione e nella elaborazione della esperienza dei soggetti, della loro storia e della loro coscienza, retrodatando ogni evento, ogni dolore, ogni scacco.<\/p>\n<p><b>c) Le responsabilit\u00e0 ecclesiali nella tendenza a questo \u201cnichilismo\u201d<\/b><\/p>\n<p>Se a questo \u201cnichilismo matrimoniale\u201d la Chiesa cattolica ha dato il suo contributo, lasciandosi mettere nell&#8217;angolo dalle proprie normative difensive rispetto al diritto civile, come possiamo oggi tentare di rispondere con responsabilit\u00e0? La strategia di papa Francesco \u00e8 chiaramente quella della \u201cpluralit\u00e0 dei fori\u201d. Se tutte le crisi passano soltanto attraverso il \u201cprocesso canonico\u201d, la Chiesa perde rapporto con la realt\u00e0. Per recuperare terreno e senso, occorre aprire un \u201cforo alternativo\u201d, che potremmo chiamare \u201cforo pastorale\u201d, in cui non si affrontano le questioni solo \u201cab ovo\u201d, ma si accetta lo spazio e il tempo della relazione, la storia dei soggetti e la maturazione delle coscienze come regola della esperienza faticosa della comunione. Per far fronte al \u201cnichilismo canonico\u201d la Chiesa ha scelto, con <i>Amoris Laetitia<\/i>, di aprire una strategia di \u201caccompagnamento, discernimento e integrazione\u201d che si colloca su un altro piano rispetto al \u201cprocesso canonico\u201d e che, inevitabilmente, lo circoscrive e lo delimita, sottraendogli definitivamente l&#8217;esclusiva di una autorit\u00e0 che era diventata sempre pi\u00f9 imbarazzante, per tutti. Il sonno della \u201cragione giuridica\u201d, che spesso perdura anche oggi, genera sempre mostri.<\/p>\n<p><b>d) Il superamento del \u201cmodello giuridico\u201d impostosi nel XIX secolo<\/b><\/p>\n<p>Ma questo \u201cparallelismo di fori\u201d, che si inaugurer\u00e0 con la recezione di AL a livello di prassi pastorale, non sar\u00e0 il passaggio decisivo. Creer\u00e0 nuove prassi, aprir\u00e0 nuove speranze, entrer\u00e0 meglio nelle dinamiche, ma sar\u00e0 impotente sul piano della \u201coggettivit\u00e0 formale\u201d, che continuer\u00e0 ad essere definita da un \u201cdiritto sostanziale canonico\u201d che appare \u2013 anche alla luce della nuova Esortazione &#8211; un \u201csistema inadeguato\u201d di rappresentazione e di gestione del matrimonio. Questo punto avr\u00e0 per\u00f2 bisogno di lunga e appassionata gestazione. Dovr\u00e0 elaborare una \u201cteoria matrimoniale\u201d che traduca la Parola di Dio in un contesto non pi\u00f9 segnato dalla priorit\u00e0 di difendere la Chiesa dal \u201csopruso moderno\u201d. Che la Chiesa conservi tutta la competenza su \u201cunione\u201d e \u201cgenerazione\u201d \u00e8 stato il progetto del XIX secolo che con AL ha visto iniziare la sua fine. Quel modello giuridico ha, al suo interno, una lettura della Scrittura, della Tradizione e del rapporto tra la Chiesa e il mondo che non risponde pi\u00f9 alla dottrina comune, acquisita dopo il Concilio Vaticano II. Solo con un profondo mutamento di \u201ctraduzione istituzionale\u201d si potr\u00e0 venire a capo della sfida secolare, che intorno al matrimonio, viene lanciata alla tradizione ecclesiale, come preziosa occasione di rinnovamento.<\/p>\n<p><b>e) Le \u201cchances\u201d e le difficolt\u00e0 di AL<\/b><\/p>\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che in questo ambito il primo passo significativo viene mosso da AL. Che \u00e8 \u201cinizio di un inizio\u201d, con la non piccola difficolt\u00e0 di richiedere una \u201cconversione\u201d a pastori e popolo, abituati da almeno un secolo e mezzo all&#8217; \u201chabitus\u201d della esecuzione di normative dall&#8217;alto, stile che contrasta profondamente con le nuove richieste di accompagnamento, discernimento e integrazione, con largo spazio lasciato alla discrezione. Questi tre sostantivi indicano \u201cmodi di agire\u201d che non sono affatto scontati e che contrastano profondamente con quella \u201cidentit\u00e0 di funzionari\u201d che non pochi presbiteri vivono come profilo primario e che non minor numero di laici pretendono dai loro preti, per aver salvata l&#8217;anima senza troppi problemi. Tra qualche decennio avremo \u201cnorme\u201d capaci di formare \u201chabitus\u201d adeguati. Oggi dobbiamo creare le condizioni di \u201cnuovi habitus\u201d che possano tradursi, domani, in norme generali di altra qualit\u00e0 e finezza. Sar\u00e0 un cammino lungo e duro, ma sar\u00e0 l&#8217;unico che meriti di essere percorso. Nella speranza e nella carit\u00e0. Perch\u00e9 domani il \u201cnichilismo canonico\u201d non sia pi\u00f9 n\u00e9 il nostro spauracchio, n\u00e9 la nostra farmacia sottobanco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 &nbsp; Le reazioni alla espressione forte con cui papa Francesco ha risposto con la consueta parresia ad una domanda sul matrimonio dimostrano molte cose: che la Chiesa \u00e8 in difficolt\u00e0 quando si toccano i&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10830"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10830"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10832,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10830\/revisions\/10832"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}