{"id":10814,"date":"2016-06-21T23:41:45","date_gmt":"2016-06-21T21:41:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10814"},"modified":"2016-06-21T23:41:45","modified_gmt":"2016-06-21T21:41:45","slug":"la-storia-i-fatti-e-i-pontificati-in-accordo-e-in-dialogo-con-f-de-giorgi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-storia-i-fatti-e-i-pontificati-in-accordo-e-in-dialogo-con-f-de-giorgi\/","title":{"rendered":"La storia, i fatti e i pontificati: in accordo e in dialogo con F. De Giorgi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10344\" alt=\"Rientro del Papa Emerito Benedetto XVI in Vaticano\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-220x300.jpg\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-751x1024.jpg 751w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7.jpg 1028w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Con la risposta alle mie osservazioni dello scorso 15 giugno, F. De Giorgi ha continuato il dialogo che si era aperto con il suo testo del 28 maggio scorso. Poich\u00e9 mi sembra molto importate seguire con precisione le singole argomentazioni dello storico, riproduco qui sotto il suo testo, per poi rispondere di seguito, valorizzando alcune sue osservazioni e discutendone altre, perch\u00e9 cresca la cordialit\u00e0 ecclesiale, alla quale teniamo entrambi, cercando di approfondire meglio ci\u00f2 che ci unisce e anche ci\u00f2 che provvisoriamente ci divide.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Ecco il testo apparso ieri sul sito dei \u201cViandanti\u201d:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Benedetto XVI e Francesco una discussione aperta tra storia e teologia<\/b> di Fulvio De Giorgi<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">in \u201cViandanti\u201d &#8211; www.viandanti.org \u2013 del 20 giugno 2016 .<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">L\u2019articolo \u201cLa Chiesa e la logica del ma anche\u201d, che Aldo Maria Valli ha postato nel suo blog il 28 maggio u.s., ha aperto un serrato dibattito con Andrea Grillo nel quale si \u00e8 inserito, per l\u2019aspetto della continuit\u00e0 tra i due ultimi pontificati, anche lo storico Fulvio De Giorgi. Il testo che segue si inserisce in questo filone della discussione, questa volta De Giorgi-Grillo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">*** *** *** <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Circa la continuit\u00e0 storica tra il pontificato di Benedetto XVI e quello di Francesco, Andrea Grillo ha ulteriormente commentato il mio commento (su \u201cAvvenire\u201d) alla sua discussione con Aldo Maria Valli. Lo ringrazio per l\u2019attenzione, per il confronto sereno e cordiale ed anche per l\u2019esplicitazione dei punti di dissenso: tale esplicitazione \u00e8 molto utile per un serio approfondimento delle questioni. Da parte mia, segnalato un consenso di fondo alle sue posizioni, mi pare utile proseguire proprio sul filo delle questioni sulle quali abbiamo valutazioni diverse. Per evitare fraintendimenti sgombro subito il campo da possibili fraintendimenti: non voglio fare un discorso ideologico sulla \u2018continuit\u00e0\u2019, n\u00e9, tanto meno, usare la continuit\u00e0 per riportare cronologicamente indietro Francesco e dire che nel suo insegnamento (fino all\u2019innovativa Amoris Laetitia) non ci sia nulla di nuovo. Capisco benissimo i timori in tal senso, perch\u00e9 letture (scorrette) di questo tipo ci sono. Tuttavia, se ho capito bene, il nostro dissenso non verte tanto su una diversa valutazione della continuit\u00e0 tra i due pontificati, ma sulla differente lettura del pontificato di Benedetto XVI (da tale lettura dipende poi il problema della continuit\u00e0\/discontinuit\u00e0). Se dunque Grillo si preoccupa \u2013 giustamente \u2013 che non ci sia un\u2019interpretazione caricaturale di Francesco, non mi pare scorretto aggiungere che neppure per Benedetto XVI si pu\u00f2 indulgere all\u2019interpretazione, anch\u2019essa caricaturale, del \u2018pastore tedesco\u2019, chiuso e anti-moderno. Lascio da parte quello che Grillo chiama un punto di vista \u2018apologetico\u2019 e che forse, meglio, si direbbe un punto di vista di fedele della Chiesa cattolica: su questo piano ammetto, puramente e semplicemente, un grande affetto e una favorevole simpatia (anche, certo, nel mio stesso punto di vista) verso papa Ratzinger: che non mi impediscono, peraltro, di essere un entusiasta di Francesco. Ma qui vorrei svolgere tre osservazioni da storico.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i><b>In una prospettiva generale e laica<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Innanzi tutto, nell\u2019analisi della storia della Chiesa, dobbiamo evitare, a mio avviso, due riduzionismi unilaterali opposti. Il primo, al quale mi pare soggiaccia Grillo, \u00e8 di vedere la storia della Chiesa quasi sotto una campana di vetro, staccata dalla storia generale e indifferente ad essa: una sorta di autoreferenzialit\u00e0 interpretativa, per cui tutto si spiega per logica interna e in relazione alle vicende e ai problemi endoecclesiali. Si tratta, cio\u00e8, di un integralismo metodologico (pur nella differenza tra un integralismo riformatore e uno conservatore). Il secondo riduzionismo unilaterale \u00e8 l\u2019esatto opposto: \u00e8 il laicismo metodologico di chi considera solo le dinamiche sociologiche e psico-sociali della Chiesa come struttura di potere, analoga allo Stato, alle istituzioni civili, ai sistemi politici. Si pu\u00f2 certamente studiare solo uno di questi aspetti (o solo le vicende intra-ecclesiali o solo lo sviluppo delle forme giuridiche di potere), anch\u2019io talvolta l\u2019ho fatto, ma non si pu\u00f2 elevare unilateralmente ciascuno di essi ad unico e assoluto criterio di interpretazione storica. Meglio vederli insieme (e comunque sapere che una prospettiva generale deve comprendere entrambi). Ci\u00f2 significa allora considerare l\u2019evoluzione storica generale degli ultimi decenni, almeno dalla fine del comunismo. Parlo di post-moderno, di neoliberalismo (con il suo accentuato individualismo) e anche di nichilismo, che a me pare oggi largamente presente nella cultura e perfino nelle mentalit\u00e0 diffuse. Capisco che la sintesi pu\u00f2 sembrare uno schematismo, perfino banalizzante (e allora non posso che rimandare ai miei libri per una pi\u00f9 analitica ricostruzione storica). Tuttavia non mi pare una diagnosi molto diversa da quella \u2013 che condivido \u2013 di Francesco in Evangelii Gaudium: \u201cdiffusa indifferenza relativista, connessa con la disillusione e la crisi delle ideologie\u201d (n. 61); \u201csociet\u00e0 materialista, consumista e individualista\u201d con \u201cindividualismo imperante\u201d (n. 63); \u201cprogressivo aumento del relativismo\u201d (n. 64); \u201cindividualismo postmoderno e globalizzato\u201d (n. 67); \u201cQuesto relativismo pratico consiste nell\u2019agire come se Dio non esistesse\u201d (n. 80); \u201csi \u00e8 prodotta una \u2018desertificazione\u2019 spirituale\u201d (n. 86). Questo contesto problematico, gi\u00e0 profilatosi nel tramonto del pontificato di Giovanni Paolo II, \u00e8 emerso con una forza perfino devastante, successivamente: le forme pastorali allora presenti si sono rivelate inadeguate, la necessit\u00e0 di un cambiamento evidente. \u00c8 tale contesto storico generale che segna, necessariamente, la caratteristica storica dei pontificati che in esso si inscrivono e che, pur tra altri problemi, hanno avuto entrambi prioritariamente davanti questa sfida decisiva, che implica una difficile ma ineludibile assunzione della \u2018complessit\u00e0\u2019 (teorica e pratica). Nel caso di papa Ratzinger si vedano la Deus caritas est, la Caritas in veritate, il Sinodo del 2012. Si veda, al VII Incontro mondiale delle famiglie (a Milano), la chiara emersione del problema dei divorziati risposati e le importanti parole di Ratzinger: non ci sono ricette semplici (non a caso riprese nella Amoris Laetitia).<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i><b>Guardare al lungo periodo<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Seconda osservazione. Il senso storico di un pontificato, cio\u00e8 il discernimento tra gli aspetti storicamente pi\u00f9 importanti e quelli meno significativi, si chiarisce su un periodo lungo che comprende predecessori, ma anche successori: ci\u00f2 anche oltre la \u2018coscienza riflessa\u2019 degli stessi protagonisti, pur importante (per esempio, nel caso di papa Francesco, a me pare \u2013 come ho sostenuto in un recente convegno romano \u2013 decisivo il suo \u2018rapporto\u2019 con Paolo VI pi\u00f9 che con altri suoi predecessori). Ma contano anche i successori. Ecco che qui Grillo \u2013 ed \u00e8 paradossale \u2013 svaluta la considerazione di papa Francesco e del significato del suo pontificato come chiave di lettura per chiarire il senso storico del pontificato del suo immediato predecessore. Mi spiego con un esempio di storia, per cos\u00ec dire, \u2018controfattuale\u2019. Ipotizziamo che nel Conclave del 1963 sia stato eletto Siri \u2013 un Gregorio XVII o un Pio XIII \u2013 e che il Concilio Vaticano II sia stato subito chiuso, senza approvazione di documenti. Cosa ricorderemmo, come storicamente significativo, di Giovanni XXIII? La conferma della scomunica dei comunisti, la completa messa al bando dei preti operai, la nomina di Ottaviani a segretario del S. Uffizio, la riconferma dell\u2019uso del latino nella liturgia, il monitum in materia biblica e quello di censura a Teilhard de Chardin, perfino l\u2019uso del camauro. E Grillo gli rimproverebbe di aver messo la preparazione del Concilio, come in effetti fu, sostanzialmente nelle mani della Curia, facilitando la \u2018repressione\u2019 di papa Siri. Cos\u00ec non \u00e8 avvenuto, lo sappiamo. Ma sono proprio il pontificato di Paolo VI e l\u2019esito grandioso del Vaticano II che danno \u2013 certo insieme alle pi\u00f9 generali considerazioni storiche \u2013 un altro e opposto (e verissimo) valore storico al pontificato roncalliano. Non che gli aspetti, prima indicati, non ci siano stati: ma li leggiamo come persistenze residuali e finali di aspetti storici del passato, storicamente poco significativi. Ecco allora che il pontificato di Francesco ci aiuta a discernere gli aspetti storicamente rilevanti del pontificato di Benedetto XVI. Che a mio avviso, e schematizzando, sono i seguenti:<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>1. Il riconoscimento (senza pi\u00f9 conniventi coperture o inaccettabili minimizzazioni) della <\/i><i><b>pedofilia dei preti come sporcizia nella Chiesa e perci\u00f2 come \u2018piaga della Chiesa\u2019<\/b><\/i><i>: problema sistemico cio\u00e8, che comprende casi di Fondatori come Maciel [Legionari di Cristo \u2013 ndr].<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>2. Il contrasto del nichilismo (teorico) postmoderno, inteso come scetticismo relativistico, ma contrasto realizzato non con il tradizionale rifiuto del Moderno, bens\u00ec in una forma analoga a quella di Habermas (con il quale Ratzinger dialoga): come Habermas ricerca \u2013 nel kantismo \u2013 una risposta moderna al post-moderno, cos\u00ec Ratzinger la ricerca <\/i><i><b>in grandi filosofie cattoliche \u2018filo-moderne\u2019<\/b><\/i><i> (Rosmini e Newman, Guardini e Blondel), che sono \u2018filosofie della carit\u00e0\u2019.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>3. Da qui la <\/i><i><b>beatificazione di Rosmini<\/b><\/i><i> (superando le condanne del S. Uffizio di fine Ottocento): si tenga conto che tutti gli oppositori del Vaticano II sono sempre stati anche oppositori di Rosmini (si consultino, anche oggi, i siti tradizionalisti). Questa beatificazione (insieme, ma ancor di pi\u00f9 di quella di Newman) \u00e8 un evento epocale: vero culmine del pontificato.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>4. Insieme a questa sfida della metafisica della carit\u00e0 al nichilismo, Benedetto XVI \u00e8 consapevole che ci vuole pure un conseguente e coerente cambio \u2018pratico\u2019 e lo formula come vero rinnovamento nella fede, in senso di santit\u00e0 ascetica: <\/i><i><b>come autosecolarizzazione della Chiesa<\/b><\/i><i>. Si veda il discorso del 25 settembre 2011 a Friburgo (ma tutti i discorsi di quel viaggio in Germania sono significativi). \u00c8 una prospettiva a mio avviso profonda e lucida (e bellissima), ma difficilmente popolarizzabile. Quando papa Ratzinger \u2013 \u00e8 questa la mia lettura \u2013 si rende conto di non avere le energie necessarie per guidare questa auto-secolarizzazione ecclesiale, passa la mano.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>5. A questo proposito, parlare di \u201cprendere l\u2019iniziativa di perdere l\u2019iniziativa\u201d mi pare (oltre che ingeneroso) minimizzante e non adeguato per la comprensione storica. Si \u00e8 trattato, senza alcun dubbio, di un gesto \u2018rivoluzionario\u2019 (che non ha precedenti storici moderni, ma che \u2013 per qualche storico \u2013 \u00e8 un vero \u2018unicum\u2019 assoluto): per usare, laicamente, le categorie weberiane, trasforma il potere papale da tradizionale-carismatico in razionale-carismatico. <\/i><i><b>\u00c8 la forma che riapre al rilancio in grande stile del Vaticano II<\/b><\/i><i> (impensabile una rinuncia, non destabilizzante, al ministero petrino, se non nel pleroma collegiale dell\u2019ecclesiologia del Vaticano II).<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i><b>Un andamento stop and go<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Ed eccoci alla terza considerazione storica. Chi conosce la storia della Chiesa, sa bene che ad epoche di grande riforma sono progressivamente subentrate fasi di rallentamento, fino al semi-immobilismo (Rosmini distingueva tra \u2018epoche di marcia\u2019 ed \u2018epoche di stazione\u2019). \u00c8 successo pure per la \u2018riforma cattolica\u2019 del Concilio di Trento. E allora ci sono poi stati momenti in cui, dall\u2019interno della Chiesa e in modo non polemicamente ostile alla sua gerarchia, mistici o pastori, religiosi o laici hanno richiamato la necessit\u00e0 di rilanciare il movimento riformatore: gli storici parlano, dunque, di momenti di \u2018ripresa tridentina\u2019. A me pare un dato storico chiaro che sia avvenuta la stessa cosa con il Concilio Vaticano II. Progressivamente lo slancio riformatore ha rallentato fino quasi a fermarsi del tutto. E quando sono cominciate a emergere le prime voci che richiamavano la necessit\u00e0 di riprendere la riforma conciliare? A me pare proprio con il pontificato di Benedetto XVI. Certo erano voci minoritarie e marginalizzate (ma non condannate), che a fatica \u2013 e non senza ostilit\u00e0 nei loro confronti \u2013 potevano esprimersi. Ma parlavano, esprimevano disagio, richiamavano la necessit\u00e0 di un rilancio del Concilio, e talvolta citavano proprio il papa. Ammetto di non aver fatto ricerche empiriche su questo aspetto e di basarmi su impressioni e ricordi. Ma rivendico di poter dire qualcosa per \u2018conoscenza personale\u2019, di portare almeno una testimonianza, rimandando a precisi documenti scritti (il mio libro Il brutto anatroccolo del 2008 e il successivo Pi\u00f9 coraggio! del 2015, ma che raccoglie interventi precedenti). Qui dovrei largamente auto-citarmi e non \u00e8 certamente il caso. Vorrei solo ricordare che nella mia relazione al VII Incontro mondiale delle famiglie nel 2012 ho, tra l\u2019altro, affermato: \u201cLe questioni attinenti alla sessualit\u00e0 di coppia, alle differenze di genere, alla discriminazione omofobica si sviluppano sia come richiesta di nuovi modelli familiari, sia come forte interpellanza alla Chiesa affinch\u00e9 ripensi seriamente alle forme del sacramento del matrimonio (incluse le questioni della sessualit\u00e0 prematrimoniale e matrimoniale), al regime dei divorziati risposati, alla possibilit\u00e0 dell\u2019accesso al matrimonio per i sacerdoti e al sacerdozio per i coniugati, a realt\u00e0 istituzionali e canoniche nuove, come quelle di un ministero ordinato femminile o di convivenze tra persone dello stesso sesso\u201d. Faccio ammenda: avrei dovuto parlare di sacerdozio ministeriale. Ma comunque il senso era chiaro. In realt\u00e0, se guardo autobiograficamente a questi fatti, dovrei dire che il clima di prevalente chiusura portava a pagare dei prezzi (pi\u00f9 o meno alti) per chi pronunciava giudizi di questo tipo. Ma se invece, con un autotrascendimento, cerco di guardare le cose in prospettiva storica, devo notare che durante il pontificato di Benedetto XVI furono espresse delle esigenze che avrebbero trovato una piena risposta (positiva) nel pontificato successivo. In conclusione mi chiedo se non sarebbe forse anche il caso di considerare come soggettivamente si pone Francesco: non rispetto al papa emerito, dunque nella chiave unicamente personale dell\u2019affetto, ma rispetto al magistero del suo predecessore e al suo pontificato. Una risposta, forse, sta nella <\/i>Lumen fidei<i>: nel decidere di pubblicarla, di farla propria (con integrazioni di proprio pugno) e di firmarla.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i><b>Un interrogativo come semplice fedele<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Termino con una domanda \u2013 non da storico ma da fedele di \u2018base\u2019 e di parrocchia quale sono \u2013 all\u2019amico Grillo, che mostra di avere verso Francesco sentimenti e pensieri non diversi dai miei. Se \u00e8 ingiusto (e non \u00e8 cattolico) che chi si sente vicino al magistero di Ratzinger, chi si sente ratzingeriano, svaluti e critichi papa Bergoglio e non si sforzi, in buona fede, di capirlo ma anzi contrapponga Ratzinger a Bergoglio, non \u00e8 altrettanto ingiusto che chi si sente in sintonia con Bergoglio, svaluti e critichi Benedetto XVI e lo contrapponga a Francesco? A mio modo di vedere (e secondo il mio sensus Ecclesiae, non so se \u2018apologetico\u2019, come dice Grillo), i primi fanno un cattivo servizio a papa Ratzinger e ostacolano un equanime giudizio storico del suo pontificato, ma anche i secondi, temo, non fanno un buon servizio a Bergoglio. Lo dico con semplicit\u00e0 e amica simpatia, non mi impanco a maestro: credo, solo, che faremmo bene tutti ad alimentare un\u2019appartenenza cordiale alla Chiesa.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Fulvio De Giorgi Docente di Storia dell\u2019Educazione all\u2019Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia. Coordinatore del Gruppo di Riflessione e Proposta di Viandanti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>IN ACCORDO \u00a0E IN DIALOGO PER CAMMINARE SULLE ORME DEL VATICANO II<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">(Andrea Grillo)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Mi sembra molto importante che Fulvio De Giorgi abbia riconosciuto una profonda sintonia con quanto da tempo viene scritto a proposito del pontificato di Francesco e del suo profondo rilancio del Concilio Vaticano II. Su questo piano, a dire il vero, concordiamo profondamente e non posso che riconoscermi largamente in quanto egli scrive. Ci\u00f2 su cui, invece, mi sento a disagio potrei esprimerlo cos\u00ec: non direi che la \u201cappartenenza cordiale alla Chiesa\u201d richieda di selezionare con troppa larghezza le \u201cfonti\u201d su cui ragioniamo. Se da un lato mi pare che Francesco venga letto solo \u201cda destra\u201d, dall&#8217;altro ho la sensazione che Benedetto sia considerato solo \u201cda sinistra\u201d. Questa duplice opzione, che \u00e8 certamente condotta \u201ca fin di bene\u201d, causa tuttavia in me un disagio e un certo dissenso che cerco qui di chiarire, all&#8217;interno di un fondamentale consenso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Metodo apologetico e integralismo metodologico<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Poich\u00e9, nella logica di un confronto aperto, dobbiamo giocare a carte scoperte, osservo che io ho contestato a De Giorgi un \u201cmetodo apologetico\u201d, mentre lui imputa a me di soggiacere ad un \u201cintegralismo metodologico\u201d. La mia contestazione \u00e8 di subordinare la ricostruzione della storia a \u201ccategorie teologiche\u201d troppo lineari e poco fondate, mentre lui contesta a me di costruire la storia in modo \u201cintegralista\u201d, ossia sulla base di fonti solo \u201cinterne\u201d, come se la storia di un papato potesse essere ricostruita soltanto sulla base di \u201catti intraecclesiali\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">A me pare, tuttavia, che queste reciproche contestazioni non colgano nel segno. La questione vera \u00e8: come possiamo venire a capo di un \u201cpapato\u201d se non riferendoci agli \u201catti\u201d effettivamente compiuti da un papa? E la ricostruzione degli atti di un papa pu\u00f2 essere certo sottoposta ad una selezione, ma quando mancano troppi \u201cfatti\u201d, quanto \u00e8 convincente la ricostruzione?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Io qui sollevo una domanda non retorica, che rivolgo al mio interlocutore con la pi\u00f9 profonda seriet\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Forse la risposta ad una \u201cricostruzione apologetica\u201d deve essere una \u201cricostruzione integrale\u201d (non integralistica) di un papato. In senso apologetico \u2013 nel senso pi\u00f9 alto del termine \u2013 De Giorgi sostiene che ai meriti di Francesco occorre avvicinare quelli di Benedetto. Questa, a suo avviso, sarebbe quasi una regola metodologica per fare \u201cstoria non integralista\u201d e in senso cattolico,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">A me sta a cuore una storia integrale. Posso provare a discutere quanto affermato da De Giorgi ricordando una serie di sue non casuali \u201cdimenticanze\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Il pontificato di Benedetto XVI a il Concilio Vaticano II<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">La ricostruzione della figura di papa Benedetto XVI proposta da De Giorgi sembra modellata su uno stereotipo nobile: <b>facciamo di Benedetto il precursore di Francesco<\/b>. D&#8217;altra parte, reciprocamente, si tende a fare di Francesco il semplice successore di Benedetto. Curiosamente si citano, di \u201cEvangelii Gaudium\u201d tutti i pochi testi esplicitamente in continuit\u00e0 con i temi cari a Benedetto, ma non si dedica una sola citazione ai moltissimi e lunghissimi testi in cui Francesco cambia strutturalmente argomentazione, fonti e immagini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Ma torniamo ai \u201cdati rimossi\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Una lettura \u201cintegrale\u201d del pontificato di Benedetto XVI non pu\u00f2 dimenticare e quasi cancellare tutti questi atti:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">&#8211; Discorso alla curia romana su ermeneutica della discontinuit\u00e0 e ermeneutica della riforma (2005)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">&#8211; Discorso di Ratisbona con la accusa di deellennizzazione rivolta a Lutero e alla inculturazione (2006)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">&#8211; Discorso di Auschwitz, con la definizione del nazismo come \u201cun popolo abusato da un gruppo di criminali\u201d (2006)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">&#8211; Notificazione contro la teologia di J. Sobrino, verso cui P. Huenermann sollev\u00f2 critiche pesanti su forma e metodo adottato;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">&#8211; Motu Proprio <i>Summorum Pontificum<\/i> per tentare di restituire universale vigenza alle forme rituali preconciliari (2007)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">&#8211; Correzione del Codice di Diritto Canonico per creare una distinzione ontologica tra diaconato e presbiterato\/episcopato (2009)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif;line-height: 1.5em\">Ognuno di questi documenti si colloca nei primi 5 anni di pontificato e imposta una \u201cfioritura conciliare\u201d che vorrei che De Giorgi riuscisse a giustificare solo con il suo metodo apologetico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Lo dico con molta semplicit\u00e0. Se si applica il mio metodo integrale, per quante somiglianze si possano scorgere tra Francesco e Benedetto, molto maggiori restano le dissomiglianze. Non si tratta di prospettive, ma di dati inaggirabili, che non possono essere ridimensionati, trascurati o rimossi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Le \u201cazioni qualificanti\u201d<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Se analizziamo, invece, le \u201clinee portanti\u201d del papato di Benedetto secondo la ricostruzione di De Giorgi troviamo, sorprendentemente, al primo posto, la \u201clinea dura\u201d verso la pedofilia. Poi segue un contrasto con il nichilismo ritenuto \u201cnon antimoderno\u201d, ma secondo le filosofie \u201cfilo-moderne\u201d; per poi aggiungere due eventi \u201cepocali\u201d come la beatificazione di Rosmini e la \u201crinuncia al ministero\u201d come gesti apertamente e inequivocabilmente conciliari. Alcune di queste indicazioni meritano attenzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Noto subito che, siccome De Giorgi mi invita a non fare caricature dei papi, e siccome lo prendo sul serio, gli chiedo come pensa di mettere in ordine questi atti, per lui qualificanti, con quelli che io gli ho ricordato e che considero almeno altrettanto qualificanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Faccio solo un esempio. Si pu\u00f2 dire, certamente, che Benedetto ha anticipato Francesco nel colpire la piaga della pedofilia. Ma, proprio sul piano storico, credo che la pedofilia non sia anzitutto un problema di \u201csporcizia nella Chiesa\u201d: questa categoria, usata in questo modo, diventa ideologica, perch\u00e9 risulta limitativa, causa un grave fraintendimento e nasconde la magagna pi\u00f9 grave. Facendo della pedofilia solo un problema \u201cmorale\u201d, induce a rispondere soltanto con normative pi\u00f9 severe e pi\u00f9 autoritarie. In realt\u00e0 con Francesco abbiamo capito bene che <b>la radice della pedofilia <\/b><b>non \u00e8 un \u201cdisturbo sessuale\u201d, ma <\/b><b>\u00e8 anzitutto la autoreferenzialit\u00e0 ecclesiale, un modo di pensare il rapporto tra Chiesa e mondo, un modo di leggere la autorit\u00e0 in <\/b><b>senso<\/b><b> clericale e di rendere irrilevanti gli \u201caltri\u201d<\/b>. Che la pedofilia si possa combattere solo con la riforma del modo di comprendere e di gestire la autorit\u00e0 \u00e8 una idea che abbiamo ascoltato tante volte, ma solo da Francesco, non da Benedetto. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Lo stesso potremmo dire della categoria di \u201cdialogo\u201d. Certo Benedetto ha dialogato con Habermas, ma non ha potuto o saputo dialogare n\u00e9 con padre Gy, n\u00e9 con Padre Falsini, n\u00e9 con J. Sobrino, n\u00e9 con Torres-Queiruga&#8230; E se riabilitare Rosmini non era troppo facile, molto pi\u00f9 difficile era evitare di liquidare con una battuta Lutero o Maometto, la riforma liturgica o la famiglia allargata. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Insomma, la caricatura di Benedetto predecessore di Francesco \u00e8 tanto pericolosa quanto la caricatura di Francesco come successore di Benedetto. La \u201cmaggiore dissomiglianza\u201d non impedisce di riconoscere somiglianze, lasciti ed eredit\u00e0, ispirazioni e dipendenze. Ma esige, io credo, che la cordialit\u00e0 ecclesiale, nella sua passione per la verit\u00e0, non si lasci andare a omologazioni o a contorsioni. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Una diversit\u00e0 da declinare<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Prendere l&#8217;iniziativa di perdere la iniziativa<\/i> &#8211; cosi ho descritto il gesto coraggioso di rinuncia di papa Benedetto &#8211; non mi pare un \u201cmodo ingeneroso\u201d di descrivere ci\u00f2 che il papa emerito ha compiuto nella sua ultima azione: quelle parole infatti solo alla lettera una definizione che il filosofo J.-L. Marion ha utilizzato per descrivere la esperienza del dono. Non vorrei allora finire questo intervento senza riconoscere quanto utile sia stato, per me, dispormi ad ascoltare fino in fondo la \u201cstoria apologetica\u201d scritta da De Giorgi. Essa mi ha permesso, infatti, di cogliere alcune dimensioni del pontificato di Benedetto che avevo considerato con minore attenzione. Ma la mia \u201cvocazione alla integralit\u00e0\u201d &#8211; spero non all&#8217;integralismo \u2013 nel farmi riconoscere queste somiglianze che avevo sottovalutato, non mi permette tuttavia di sopravvalutarle. Esse aggiungono un tono pi\u00f9 moderato o anche irriducibile alla lettura complessiva di un papato che, nelle sue linee essenziali, si \u00e8 caratterizzato per una forte insofferenza verso quella apertura conciliare, per la quale papa Francesco nutre invece una naturale e direi quasi spontanea simpatia e sintonia. Sono convinto che un metodo apologetico \u2013 nel senso migliore del termine \u2013 e un metodo integrale &#8211; nei termini qui da me avanzati \u2013 anzich\u00e9 opporsi e contraddirsi potrebbero e dovrebbero convergere, con cordiale riconoscenza e con differenziata serenit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Tanto i teologi quanto gli storici potrebbero trarne vantaggio. Solo allora potrebbero riconoscere \u2013 insieme e concordemente \u2013 che la questione vera non \u00e8 un \u201cconfronto\u201d tra Benedetto e Francesco, ma una lettura che non dia alibi alle forme riduttive con cui si cerca di sminuire e di fraintendere l&#8217;opera riformatrice di papa Francesco. In fondo, alla radice di tutte queste considerazioni, c&#8217;\u00e8 una questione \u201cpedagogica\u201d. Non di una pedagogia semplicemente \u201clegale\u201d e \u201cformale\u201d, ma di una pedagogia della fede e della coscienza. Credo che su questo, pur nella diversit\u00e0 di accenti e di sensibilit\u00e0, la discussione tra De Giorgi e me possa e debba suonare come una comune necessit\u00e0 di difendere il disegno conciliare e riformatore di papa Francesco dalle resistenze pi\u00f9 o meno ottuse che cercano di ostacolarlo, di fraintenderlo e di screditarlo. In questa impresa tanto il metodo apologetico, quanto il metodo integrale debbono aiutarsi a vicenda. Per camminare secondo la fedele libert\u00e0 inaugurata dal Concilio Vaticano II, con tutte le necessarie differenziazioni di tono e di sensibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Con la risposta alle mie osservazioni dello scorso 15 giugno, F. De Giorgi ha continuato il dialogo che si era aperto con il suo testo del 28 maggio scorso. 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