{"id":10796,"date":"2016-06-14T09:25:37","date_gmt":"2016-06-14T07:25:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10796"},"modified":"2016-06-14T09:29:42","modified_gmt":"2016-06-14T07:29:42","slug":"i-cammelli-la-giustizia-e-il-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/i-cammelli-la-giustizia-e-il-mercato\/","title":{"rendered":"I cammelli, la giustizia e il mercato"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/cammello-e-numeri2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-10798\" alt=\"cammello e numeri2\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/cammello-e-numeri2-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nei giorni scorsi ho assistito ad un interessante, quanto piacevole, incontro sull\u2019evoluzione del pensiero economico presieduto dal prof. Stefano Zamagni. Oggi voglio riprendere una storiella che il professore ci ha raccontato a chiusura della presentazione, e che in verit\u00e0 avevo gi\u00e0 sentito o letto non ricordo dove, ma che mi sembra particolarmente significativa (e in questo blog non poteva mancare!).<\/p>\n<p>\u201cUn giorno un <b>cammelliere mor\u00ec <\/b>lasciando un testamento per la divisione dei suoi beni fra i tre figli. Il suo patrimonio era costituito da 11 cammelli; \u00a0stabil\u00ec di assegnarne met\u00e0 al primo figlio, un quarto al secondo figlio e un sesto al terzo figlio. Quando giunse il momento di dividere l\u2019eredit\u00e0 per\u00f2 iniziarono i problemi. La met\u00e0 di\u00a0undici\u00a0cammelli equivaleva a cinque cammelli e\u00a0mezzo. Il primogenito pretendeva di \u201c\u00a0arrotondare\u201d il lascito paterno esigendo il se\u00adsto cammello e non era disposto a cederne met\u00e0. Gli altri fratelli si oppo\u00adsero sostenendo che era gi\u00e0 stato privilegiato dalla volont\u00e0 del pa\u00addre. <b>Inizi\u00f2 cos\u00ec un conflitto tra di loro. <\/b>Volarono parole pesanti, ma non riuscirono a trovare una soluzione.<\/p>\n<p>Per fortuna (!?), un altro cammelliere, molto meno ricco, si trov\u00f2 a passare da quelle parti e, vedendo i tre fratelli litigare, offr\u00ec il suo aiuto per risolvere la diatriba. Decise di do\u00adnare il suo <i>unico cammello<\/i> ai fratelli che cos\u00ec divennero proprietari di 12 cammelli. Grazie a que\u00adsta donazione fu possibile soddisfare le pretese dei tre eredi: al primo an\u00addarono 6 cammelli (la met\u00e0 di 12), al se\u00adcondo 3 cammelli (un quarto di 12) e al terzo 2 cammelli (un sesto di 12). \u00a0Tutti furono soddisfatti; nessuno di loro otteneva n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di quanto stabilito dal testamento. Il totale faceva <b>esattamente undici cammelli.<\/b> Il donatore di passaggio pot\u00e9 ri\u00adprendersi il <b>dodicesimo cammello<\/b> e se ne and\u00f2 soddisfatto.\u201d<\/p>\n<p>La giustizia fu rispettata, ma solo grazie ad un dono si riusc\u00ec a realizzarla! Quest\u2019antica storia ci fa capire che affidarsi unicamente alla s<i>ola efficienz<\/i>a non ci aiuta a raggiungere la giustizia sociale. Perseguire la \u201cgiustizia\u201d significa lasciar spazio al <b>dono<\/b> e alla sua fertilit\u00e0 di generare valore e ricchezza. Il cammelliere che ha donato il suo unico cammello, alla fine ha recuperato il suo cammello e si \u00e8 trovato pi\u00f9 ricco sia per la gratitudine e la riconoscenza dei fratelli sia per la soddisfazione di aver risolto una questione apparentemente irrisolvibile. Ma \u2013 ed \u00e8 questo l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante &#8211; il donatore ha permesso che si trovasse un punto di incontro, capace di ripristinare un accordo e di far funzionare il <i>mercato<\/i>. La giustizia e la legge da sole non garantiscono la pace. Occorre cio\u00e8 perseguire la \u201cgiustizia benevolente\u201d, quella che ricerca il bene per tutti (per non essere altrimenti mero giustizialismo).<\/p>\n<p>La storia dei cammelli ci aiuta a\u00a0pensare\u00a0in modo diverso anche alla crisi economica internazionale che ci ha travolto negli ultimi anni. Chi porter\u00e0 il dodicesimo cammello? \u00a0Continuare a pensare che la societ\u00e0 e l\u2019economia si risollevino solo grazie a spontanee forze interne che portano all\u2019efficienza del sistema (<em>la libert\u00e0 del mercato e la mano invisibile)<\/em>\u00a0\u00e8 illusorio.<\/p>\n<p>La storiella pu\u00f2 essere interpretata in molti modi e pu\u00f2 trovare molteplici applicazioni. A me sembra interessante cogliere il potere del dono che ha contribuito ad un nuova condizione &#8211; base economica &#8211; senza indebolire il donatore, che anzi si \u00e8 allontanato senza aver perso nulla, e con una grande soddisfazione personale. Ma poi \u00e8 stato realmente un <i>dono<\/i>? Chi ha di pi\u00f9 e cede una parte di quello che ha in sovrabbondanza (e non \u00e8 il caso del nostro cammelliere viandante che aveva un solo cammello!), dona davvero? Come aveva ottenuto i beni in eccesso di cui dispone?<\/p>\n<p>Chi dona <i>perde<\/i> per definizione l\u2019oggetto donato, ma il recupero di nuove condizioni di equilibrio pu\u00f2 offrire maggiori occasioni di crescita e nuove opportunit\u00e0 di sviluppo diffuso, che andranno a beneficio dello stesso donatore.<\/p>\n<p>Concludo riportando le stesse parole di Zamagni, con riferimento in particolare al rapporto paesi ricchi-paesi in difficolt\u00e0. Il problema non \u00e8 solo di mancanza di solidariet\u00e0 ma anche di mancanza di responsabilit\u00e0. Per questo esistono le regole di condizionalit\u00e0, fondamentali ovviamente ma che non devono essere costruite per strangolare i Paesi gi\u00e0 in difficolt\u00e0. E i Paesi forti non devono dimenticare che la loro stessa storia \u00e8 testimonianza della maledizione della <i>giustizia commutativa<\/i> (quella fatta col bilancino) e dei benefici della <i>giustizia benevolente<\/i>. Alla fine della prima guerra mondiale i tedeschi rimasero vittime del primo tipo di giustizia e l\u2019onere dei debiti di guerra che fu posto loro sulle spalle fu cos\u00ec pesante da spingerli verso l\u2019iperinflazione della repubblica di Weimar e poi il nazismo. Alla fine della seconda guerra mondiale la giustizia commutativa si trasform\u00f2 in giustizia benevolente e, invece di calcolare il costo esatto in termini economici delle responsabilit\u00e0 tedesche, var\u00f2 il piano Marshall che rimise in piedi il Paese e lo conquist\u00f2 per sempre allo schieramento delle democrazie occidentali.<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/cammello-e-numeri.jpg\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nei giorni scorsi ho assistito ad un interessante, quanto piacevole, incontro sull\u2019evoluzione del pensiero economico presieduto dal prof. Stefano Zamagni. 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