{"id":10769,"date":"2016-06-06T06:49:20","date_gmt":"2016-06-06T04:49:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10769"},"modified":"2016-06-06T06:49:20","modified_gmt":"2016-06-06T04:49:20","slug":"francesco-oltre-e-altrove-alla-radice-del-conflitto-di-interpretazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/francesco-oltre-e-altrove-alla-radice-del-conflitto-di-interpretazioni\/","title":{"rendered":"Francesco &#8220;oltre&#8221; e &#8220;altrove&#8221;: alla radice del conflitto di interpretazioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10760\" alt=\"caricaturaFr\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;\u201dessere oltre\u201d e il \u201dvenire da altrove\u201d di Francesco: alla radice del conflitto di interpretazioni<\/p>\n<p>Se cerchiamo di prendere la distanza dalle polemiche che dopo AL si sono intrecciate nel corpo ecclesiale e cerchiamo di valutare con pacatezza e sine ira ac studio il dibattito che ne \u00e8 scaturito, possiamo notare che un duplice fronte tende a \u201cparafrasare Francesco\u201d, o cerca di \u201cfarne la caricatura\u201d, secondo una logica antitetica ma assai coerente. Alcuni leggono Francesco \u201ccome se nulla fosse\u201d, altri come se \u201cnulla fosse come prima\u201d. E, su questa duplice lettura si pu\u00f2 consentire o dissentire, ma la questione \u00e8 che non si consente o dissente da Francesco, ma dalla propria proiezione su di lui!<br \/>\nAllora potrebbe essere utile comprendere come funziona questo\u201criflesso condizionato\u201d della interpretazione cattolica del papato di Francesco (a), come possiamo comprendere il \u201cvero Francesco\u201d (b) e quali scoperte potremmo fare in alcuni campi determinati (come la riforma della Chiesa o la vita familiare) (c), per poi tornare altrove, a Francesco (d).<\/p>\n<p>a) Lo stereotipo della antitesi modernista\/antimodernista<\/p>\n<p>Negli interventi che abbiamo letto dopo l&#8217;8 aprile \u2013 e che avevamo gi\u00e0 ascoltato lungo tutto il cammino sinodale \u2013 alcuni teologi, pastori, ufficiali, cardinali, giornalisti come Spaemann, Mueller, Caffarra, Negri, Valli, con le rispettive e dovute differenze, sembrano muoversi secondo un modello che \u00e8 stato elaborato durante il XIX secolo, poi messo a punto alla fine di quel secolo, irrigidito durante la \u201clotta antimodernista\u201d dei primi decenni del XX secolo e che oggi funziona come \u201cstrumento scontato\u201d della analisi. Al suo interno il \u201cmondo moderno\u201d \u00e8 identificato con una serie di -ismi (soggettivismo, relativismo, postmodernismo) che assolutizzano la libert\u00e0, che annullano i legami, che rendono \u201cliquida\u201d e \u201cindeterminata\u201d l&#8217;esistenza. Rispetto a questo \u201cmodernismo\u201d, cos\u00ec considerato, la Chiesa non pu\u00f2 che collocarsi sul fronte opposto, ossia sul piano della oggettivit\u00e0, della autorit\u00e0 e della tradizione. Ogni valutazione di parole, di gesti, di auspici, di progetti viene immediatamente riportata a questo \u201cmodello\u201d. Quando ascolti un papa, ritieni che egli debba parlare secondo il modello, ossia a favore della oggettivit\u00e0, della autorit\u00e0 e della tradizione, e che si scagli contro il soggettivismo, contro il relativismo e contro il postmodernismo liquido. Un papa sembra che possa essere tale soltanto quando rientra in questo modello. E se non ci entra, il problema \u00e8&#8230;del papa. Io credo, invece, che il problema stia non nel papa, ma nel modello.<\/p>\n<p>b) Francesco e la via conciliare di \u201cpacificazione con la modernit\u00e0\u201d<\/p>\n<p>Francesco, fin dall&#8217;inizio, ha cercato di essere autorevole con la libert\u00e0 del suo magistero. Ha cercato di combattere il relativismo con un surplus di relazioni, non con la denuncia della loro mancanza. Ha cercato di combattere il soggettivismo motivando i \u201clegami che promuovono e che danno gusto alla vita\u201d, piuttosto che mortificando la libert\u00e0 del soggetto; ha cercato le vie nuove del Vangelo, piuttosto che la denuncia degli ostacoli che nuove forme di vita oppongono al vangelo.<br \/>\nInsomma, in Francesco assistiamo al fenomeno grandioso di una \u201cmessa in opera\u201d del paradigma conciliare, che il Vaticano II aveva predisposto, ma che nel pontificato di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI non aveva ancora raggiunto la evidenza di un \u201ccanone\u201d. I grandi meriti di questi tre papi in diversi settori \u2013 la evangelizzazione per Paolo, la pace e il dialogo con le grandi religioni per Giovanni Paolo II, la mistagogia per Benedetto XVI \u2013 non hanno impedito al paradigma ottocentesco di imporsi anche sotto i loro pontificati, soprattutto nei settori morali, dogmatici e giuridici. In questi 50 anni dopo il Concilio, molte cose sono certamente mutate, ma la struttura complessiva della Chiesa \u00e8 rimasta legata ad una interpretazione del \u201cmondo moderno\u201d di carattere apologetico e difensivo, con forte diffidenza e nostalgia, e con percentuali di chiusura autoreferenziale troppo alte.<br \/>\nFrancesco esce apertamente e direi pubblicamente da questo schema. Per questo agli uni pu\u00f2 sembrare modernista, solo perch\u00e9 parla bene della libert\u00e0. Agli altri sembra invece antimodernista, perch\u00e9 rivela i limiti di una lettura unilaterale del soggetto. Questa, per\u00f2, non \u00e8 la \u201cconfusione\u201d denunciata da destra o il \u201ccompromesso\u201d denunciato da sinistra, ma un \u201cnuovo modello\u201d di rapporto tra Chiesa e mondo, al quale non siamo abituati, perch\u00e9 viene \u201cdalla fine del mondo\u201d. Venendo dalla fine del mondo, \u00e8 anche \u201cla fine di un mondo\u201d, del piccolo mondo antico dei professori di seminario che, vedendo arrivare un nuovo giovane professore, sussurrano a bassa voce la domanda fatidica: \u201cSar\u00e0 mica un kantiano?\u201d. Anche se arriva un papa che parla con libert\u00e0, si sussurra: \u201cSar\u00e0 mica modernista?\u201d. Non \u00e8 modernista, ma \u00e8 nato in una Metropoli.<br \/>\nUscendo dallo stereotipo, viene facilmente confuso come \u201ctraditore\u201d di una parte. In realt\u00e0 ci\u00f2 che Francesco tradisce apertamente \u00e8 il modello di antitesi tra modernismo\/antimodernismo. Che ora \u00e8 definitivamente chiuso e ufficialmente archiviato, anche se non \u00e8 impossibile organizzarci intorno molte iniziative di riscossa&#8230;<\/p>\n<p>c) Ordine e matrimonio, da ripensare secondo un altro modello<\/p>\n<p>Questo nuovo modello, per dirla in breve, congiunge creativamente e sapienzialmente ci\u00f2 che l&#8217;antitesi opponeva drasticamente: esso pensa diversamente il rapporto tra \u201ccomunione\u201d, \u201cautorit\u00e0\u201d e \u201clibert\u00e0\u201d. Tale rapporto riguarda, ovviamente, l&#8217;intero \u201csapere cristiano\u201d, dalla protologia alla escatologia, e quindi anche tutti e sette i sacramenti. Ma i due sacramenti che risultano pi\u00f9 \u201cesposti\u201d al mutamento di paradigma sono proprio il matrimonio e il ministero ordinato. In ognuno di essi, infatti, \u00e8 in gioco, immediatamente, una \u201cforma di comunione\u201d, secondo un certo rapporto tra autorit\u00e0 e libert\u00e0. Ed \u00e8 qui, proprio su questo terreno sensibilissimo al \u201cmodello antitetico\u201d che le resistenze e le caricature crescono esponenzialmente.<br \/>\nQuesto modello di contrapposizione viene da una eredit\u00e0 ottocentesca, che non abbiamo ancora elaborato fino in fondo. E nelle parole che usiamo e nei pensieri che concepiamo abitano ancora i fantasmi di una contrapposizione tra stato della Chiesa e stato liberale. Cos\u00ec il matrimonio \u00e8 diventato lungo il XX secolo una sorta di \u201cpiccolo residuo di potere temporale\u201d, che condanna la Chiesa ad un livello di autoreferenzialit\u00e0 assolutamente insopportabile, proprio quando essa annunzia la cosa pi\u00f9 \u201ceteroreferenziale\u201d di tutte, come il matrimonio! Per questo il linguaggio sul sacramento del matrimono \u00e8 stato \u201cpoliticamente blindato\u201d a partire dal codice del 1917, ma anche dopo il codice del 1983 permane una logica \u201cantitetica\u201d, che rende difficilissimo il \u201cdialogo tra ordinamenti\u201d.<br \/>\nIn questo campo Francesco ha compreso perfettamente che la \u201clogica del sistema\u201d produce da tempo troppa ingiustizia. Recuperare il \u201csoggetto\u201d (maschile e femminile, legato e libero) nelle logiche oggettive di \u201cordine\u201d e \u201cmatrimonio\u201d \u00e8 una sfida che non si risolve all&#8217;interno del modello classico, ma soltanto a patto di cambiare modello.<\/p>\n<p>d) Francesco gioca sempre da \u201clibero\u201d<\/p>\n<p>Francesco non pu\u00f2 essere compreso mediante gli schemi classici. Nemmeno in quelli \u201cresidenziali\u201d \u00e8 riuscito a stare per un sol giorno. Ma non perch\u00e9 stia da una parte o dall&#8217;altra, e nemmeno perch\u00e9 stia nel mezzo. Egli \u00e8 oltre ed viene da altrove. Potremmo quasi dire che quel principio che sancisce il primato del tempo sullo spazio \u2013 e dal quale discendono non poche novit\u00e0 nel magistero di Francesco &#8211; pu\u00f2 essere compreso non tanto \u201cstoricamente\u201d, quanto \u201cgeograficamente\u201d. L&#8217;altrove americano \u2013 il suo \u201cnon appartenere\u201d alla tradizione europea \u2013 colloca papa Francesco in un \u201coltre\u201d rispetto al modello del conflitto tra modernismo e antimodernismo. Questa \u201calterit\u00e0\u201d di Francesco non \u00e8 catalogabile secondo le nostre abitudini europee. E le relativizza tutte. Per questo egli appare ancora giudicato come un \u201cfenomeno\u201d, anche dopo tre anni abbondanti dalla sua elezione. Ma, come ha scritto il moralista Marciano Vidal, se lo abbiamo riconosciuto subito, quella sera di marzo del 2013, appena si \u00e8 sporto dalla finestra e ha cominciato a parlare, \u00e8 perch\u00e9 ne avevamo il \u201cpresentimento\u201d. Il Concilio, 50 anno prima, ci aveva messo nella possibilit\u00e0 di aspettarci un papa cos\u00ec sorprendente. E di riconoscerlo come papa. E di tenercelo caro. Perch\u00e9, con il suo \u201cessere oltre\u201d e con il suo \u201cvenire da altrove\u201d, egli permette alla Chiesa di tradurre il Vangelo di sempre in una lingua in parte molto nuova e in parte molto antica. Le caricature che deve subire attestano anzitutto questo suo \u201candare oltre\u201d e questo suo \u201cvenire da altrove\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;\u201dessere oltre\u201d e il \u201dvenire da altrove\u201d di Francesco: alla radice del conflitto di interpretazioni Se cerchiamo di prendere la distanza dalle polemiche che dopo AL si sono intrecciate nel corpo ecclesiale e cerchiamo di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10769"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10769"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10769\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10770,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10769\/revisions\/10770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}