{"id":10765,"date":"2016-06-05T02:40:39","date_gmt":"2016-06-05T00:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10765"},"modified":"2016-06-05T02:40:39","modified_gmt":"2016-06-05T00:40:39","slug":"errata-corrige-il-francesco-dei-tradizionalisti-e-quello-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/errata-corrige-il-francesco-dei-tradizionalisti-e-quello-vero\/","title":{"rendered":"ERRATA CORRIGE: il Francesco dei tradizionalisti e quello vero"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/correttore-bozze-1440x564_c.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10766\" alt=\"correttore-bozze-1440x564_c\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/correttore-bozze-1440x564_c-300x117.jpg\" width=\"300\" height=\"117\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/correttore-bozze-1440x564_c-300x117.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/correttore-bozze-1440x564_c-1024x401.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/correttore-bozze-1440x564_c.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>Siccome da qualche giorno, non solo sui siti pi\u00f9 oltranzisti, ma anche nelle parole di noti giornalisti, si sentono ripetere \u201cluoghi comuni\u201d, attribuiti al papa, ma del tutto inventati da menti e lingue interessate al suo discredito, ne faccio qui un piccolo elenco, nella forma di una \u201cerrata corrige\u201d, per rettificare almeno alcuni di questi \u201csvarioni\u201d. Tuttavia, poich\u00e9 di recente \u00e8 stato A.M. Valli a \u201ctradurre\u201d il linguaggio pi\u00f9 reazionario in \u201cparole di buon senso per pater familias\u201d, user\u00f2 le sue stesse formulazioni per mostrarne meglio la infondatezza e la falsit\u00e0.<\/p>\n<p><i><b>1) Norma universale e caso particolare<\/b><\/i><\/p>\n<p><b>ERRATA<\/b><\/p>\n<p>\u201cIn <em>Amoris laetitia<\/em> il paradigma pastorale \u00e8 spinto molto avanti, tanto da indurre Francesco a sostenere che non pu\u00f2 esserci una norma universale, vincolante per tutti, e che la Chiesa deve procedere, nella sua valutazione, caso per caso\u201d.<\/p>\n<p><b>CORRIGE<\/b><\/p>\n<p>Non \u00e8 affatto vero che Francesco dica che non pu\u00f2 esserci una norma universale, che orienta tutti alla verit\u00e0. Dice soltanto, come S. Tommaso e come tanti altri teologi nella storia, che la applicazione della norma universale al caso particolare richiede sempre uno speciale discernimento. Ogni norma universale \u00e8 sottoposta a questo regime. Dal \u201cnon uccidere\u201d al \u201cnon rubare\u201d, ogni norma non si applica mai ciecamente. Come \u00e8 ovvio, questa consapevolezza richiede maggiore attenzione proprio quando i casi sono pi\u00f9 complessi. Ma dire che per Francesco \u201cnon pu\u00f2 esserci una norma universale valida per tutti\u201d vuol dire mettere in giro notizie false e voler allarmare ad arte se stessi e gli altri senza alcun motivo.<\/p>\n<p>2) <i><b>Misericordia e verit\u00e0<\/b><\/i><\/p>\n<p><b>ERRATA<\/b><\/p>\n<p>\u201cIn questa strategia per\u00f2 vedo uno squilibrio. L\u2019attenzione posta alla misericordia e alla tenerezza di Dio, non accompagnata da un impegno altrettanto assiduo nel sottolineare la questione della verit\u00e0, del vero bene e del modo di attingerlo, espone al rischio dell\u2019indeterminatezza e del sentimentalismo\u201d.<\/p>\n<p><b>CORRIGE<\/b><\/p>\n<p>Avendo compreso male la strategia, Valli vede squilibri che non ci sono. La attenzione alla misericordia \u00e8 per Francesco all&#8217;interno del rapporto con la verit\u00e0, non in alternativa. Lo squilibrio viene da Valli, non da Francesco. E&#8217; Valli che pensa all&#8217;aut-aut tra misericordia e verit\u00e0, che pensa la misericordia come una \u201calterazione della verit\u00e0\u201d; mentre Francesco lavora da tre anni e pi\u00f9 per una nuova e pi\u00f9 profonda integrazione tra verit\u00e0 e misericordia. Valli per\u00f2 dovrebbe sapere che la \u201cindeterminatezza\u201d &#8211; che lo spaventa tanto &#8211; riguarda non solo il \u201ccaso singolo\u201d, ma anche la astrattezza del \u201cvero bene\u201d. Una Chiesa che si rifugia solo in \u201cprincipi astratti\u201d e in \u201cnorme oggettive\u201d risulta altrettanto aperta al rischio di indeterminatezza di una Chiesa che volesse risolversi solo nel contingente. Ma queste sono finezze che Valli sembra totalmente ignorare. Eppure pontifica come se le conoscesse e le dominasse dall&#8217;alto.<\/p>\n<p>3) <i><b>La visione della dottrina<\/b><\/i><\/p>\n<p><b>ERRATA<\/b><\/p>\n<p>\u201cQuando accenna alla dottrina, Francesco lo fa per lo pi\u00f9 per stigmatizzare il comportamento degli esperti della legge, identificati con gli ipocriti farisei, interiormente corrotti, e per mettere in guardia dai sofismi dei teologi, la cui principale occupazione, dice il papa, \u00e8 quella di rendere pi\u00f9 difficile l\u2019accesso alla Parola di Dio\u201d<\/p>\n<p><b>CORRIGE<\/b><\/p>\n<p>Anche questa \u00e8 una brutta caricatura della considerazione che Francesco propone della importanza della dottrina, che tuttavia egli sa non essere mai \u201cautosufficiente\u201d. Questo \u00e8 il vero punto di differenza e di distanza. Francesco sa bene, sulla scorta di una lunga tradizione medievale e moderna, che la dottrina, se si isola, perde se stessa. Ma Valli, che non ha preparazione specifica in campo dottrinale n\u00e9 ha visione storica e dinamica, ciononostante parla come se fosse un pontefice (rigido e incompetente) che lavora sul fondamento di un pregiudizio. Scrivere con tono sommosacerdotale quando si ha a disposizione, se va bene, il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica e pretendere di dare consigli prudenti al papa mi sembra un comportamento, a dir poco, azzardato.<\/p>\n<p>4) <i><b>Cultura storica e tradizione metafisica<\/b><\/i><\/p>\n<p><b>ERRATA<\/b><\/p>\n<p>\u201cOggi, di fronte al dilagare di soggettivismo e relativismo, immersi come siamo nella cultura \u00abliquida\u00bb della postmodernit\u00e0, esposti al rischio di veder svanire tutti gli strumenti in grado di assicurare una valutazione morale, il paradigma storico pu\u00f2 ancora costituire la chiave di lettura principale? Oggi, anche come Chiesa, non rischiamo forse di essere troppo immersi nella storia e incapaci di dotarci di punti di riferimento stabili, in grado di orientare un\u2019umanit\u00e0 moralmente sbandata\u201d.<\/p>\n<p><b>CORRIGE<\/b><\/p>\n<p>La valutazione della \u201ccultura storica\u201d &#8211; che sarebbe alla base del pensiero di Francesco \u2013 \u00e8 fatta in modo capovolto rispetto al tema. Infatti, a fronte del soggettivismo e del relativismo la cultura \u201cstorica\u201d \u00e8 precisamente una risposta \u201cnon-metafisica\u201d, per non scivolare nella insensatezza di una metafisica priva di rapporto con la realt\u00e0. Valli non si accorge \u2013 per carenza di riferimenti e di categorie &#8211; che mette da una parte soggettivismo e relativismo e dalla stessa parte il pensiero storico. Come se fosse il vecchio pensiero metafisico il solo a poter resistere al soggettivismo e al relativismo. In realt\u00e0 tra metafisica e relativismo c&#8217;\u00e8 una segreta alleanza. Solo il pensiero storico, la \u201cteologia del popolo\u201d, il \u201cprimato della realt\u00e0 sulla idea\u201d, la tradizione corporea della Scrittura e del Sacramento possono contrastare la deriva soggettivistica, cosa che non pu\u00f2 pi\u00f9 fare la vecchia metafisica. Valli attribuisce al papa le idee di coloro che il papa vuole combattere e superare, ma con una strategia che Francesco sa dover essere ben diversa e pi\u00f9 profonda rispetto a quel giochino semplicistico con cui Valli pensa che solo il \u201cpensiero classico\u201d possa vincere il pensiero debole.<\/p>\n<p>5) <i><b>Quale sfida per la Chiesa?<\/b><\/i><\/p>\n<p><b>ERRATA<\/b><\/p>\n<p>\u201cSmascherare la visione \u00abliquida\u00bb della realt\u00e0 umana e tornare a rivendicare per l\u2019uomo la facolt\u00e0 di \u00abritrovare l\u2019intelligibilit\u00e0, l\u2019ordine, la luce delle cose, il loro essere riflesso del Verbo e perci\u00f2 del Padre che le ha chiamate a vita\u00bb. Ecco la sfida drammaticamente davanti a tutti noi, a maggior ragione al credente, nel tempo della societ\u00e0 liquida. Tuttavia Francesco non sembra interessato ad assumere questa sfida.\u201d<\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em\">CORRIGE<\/b><\/p>\n<p>Per fortuna Francesco non \u00e8 interessato alle sfide che gli preconfeziona Valli, con un semplicismo che rivela \u2013 mi si perdoni &#8211; anche un tantino di presunzione. Non si tratta, infatti, di \u201csmascherare la visione liquida\u201d &#8211; per restaurare un ordine \u201csolido\u201d perduto \u2013 ma di recuperare un rapporto con la realt\u00e0 vissuta, cos\u00ec come \u00e8 vissuta, senza pretendere di recuperare una societ\u00e0 o un soggetto \u201call&#8217;antica\u201d. A me pare che Francesco si lasci alle spalle lo stile ottocentesco della Chiesa antimoderna, che pu\u00f2 interpretarsi solo \u201csenza libert\u00e0\u201d e \u201csenza soggetto\u201d. Pu\u00f2 esservi Dio &#8211; secondo quella visione superata &#8211; solo senza libert\u00e0 e senza soggetto. In questa trappola Valli rimane segregato con soddisfazione e credo anche con parziale inconsapevolezza. Sembra, a leggerlo, che davvero per lui \u2013 come per qualche altro tradizionalista magari pi\u00f9 scatenato di lui \u2013 non sia possibile altra Chiesa che quella ottocentesca. Valli pu\u00f2 anche parlare talvolta il linguaggio del Vaticano II, ma il suo canone resta quello tridentino e vaticano primo.<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">6) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>Dei diritti e dei dover<\/b><\/i><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>i<\/b><\/i><\/p>\n<p><b>ERRATA<\/b><\/p>\n<p>\u201cLa sua teologia, cos\u00ec, sembra ridursi a una teologia dei diritti che esclude, o lascia in secondo piano, i doveri.\u201d<\/p>\n<p><b>CORRIGE<\/b><\/p>\n<p>Questa \u00e8 forse una delle perle pi\u00f9 luminose delle menzogne che Valli ha imparato ingenuamente dalle teste di legno dei tradizionalisti. Francesco prende sul serio il Concilio Vaticano II e la acquisizione della libert\u00e0 di coscienza, sancita da <i>Dignitatis Humanae<\/i>, documento di cui Valli forse non ha neppure sentito parlare. Francesco ha imparato la lezione che viene dal quel documento, non a caso odiatissimo dai lefebvriani. Quel documento chiede che i \u201cdiritti\u201d siano presi sul serio. Quanto faticano su questo punto molti ecclesiastici, educati come sono stati al sacro sospetto verso il termine stesso \u201cdiritto soggettivo\u201d! Francesco conosce bene i limiti dei diritti soggettivi, ma sa altrettanto bene che se non li si prende sul serio, e fino in fondo, non si riesce a parlare con nessuno. Il Dio oggettivo che contrasta i diritti soggettivi \u00e8 una immaginetta stantia, vecchia e polverosa, che Valli considera la \u201cnuova frontiera\u201d dell&#8217;azione ecclesiale. E mi chiedo: come si pu\u00f2 dire che Francesco privilegia i diritti ed esclude i doveri? Delle due l&#8217;una: o per mancanza di riflessione o per mancanza di onest\u00e0. Escludo recisamente la seconda e non mi resta che la prima ipotesi. Ma perch\u00e9 scrivere come se si parlasse di una \u201cverit\u00e0 oggettiva\u201d, mentre si ha in testa solo una vaga sensazione soggettiva, infondata e confusa? Non ha mai pensato, Valli, proprio da vaticanista, che la deontologia professionale si applica non solo alle indulgenze, ma anche al papa? E che, con il suo stile contraddittorio, rischia di essere una delle cose pi\u00f9 \u201cliquide\u201d di cui si possa fare esperienza, da quando Bauman ne ha parlato?<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">7) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>Il pasticcio <\/b><\/i><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>su<\/b><\/i><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>lle indulgenze<\/b><\/i><\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em\">ERRATA<\/b><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u201cNon \u00e8 un caso che l\u2019anno santo della misericordia voluto e indetto da Francesco sia il primo della storia dal quale \u00e8 quasi sparita l\u2019idea di indulgenza, cio\u00e8 della remissione della pena temporale da scontare nella vita eterna a causa dei peccati commessi, una remissione che pu\u00f2 essere plenaria, cio\u00e8 totale, oppure parziale, e si pu\u00f2 ottenere a determinate condizioni fissate dalla Chiesa. L\u2019indulgenza ci ricorda che c\u2019\u00e8 un aldil\u00e0 e che nell\u2019aldil\u00e0 ci pu\u00f2 essere una pena da scontare. Ci ricorda dunque che ci sar\u00e0 un giudizio da parte di Dio. Concetto scomodo per una spiritualit\u00e0 <\/span><em style=\"line-height: 1.5em\">light<\/em><span style=\"line-height: 1.5em\">. Meglio rimuoverlo\u201d<\/span><\/p>\n<p><b>CORRIGE<\/b><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Questo ultimo passo meriterebbe di essere incorniciato. E&#8217; una sequenza di menzogne e di vecchi arnesi da fare impressione. Intanto Francesco parla di indulgenza, della parola e della idea, e un giornalista dovrebbe aver letto <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Misericordiae Vultus<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\"> prima di scrivere cose false. Poi Francesco non ripete le definizioni classiche, ma ripensa a fondo la indulgenza, anche perch\u00e9 gi\u00e0 Paolo VI e poi Giovanni Paolo II ne avevano mutato disciplina e dottrina. Poi viene una definizione delle indulgenze da far cadere le braccia e di fronte alla quale la reazione di Lutero potrebbe definirsi moderata; infine ci imbattiamo nel \u201csalto mortale\u201d tra indulgenze e relativismo. Un pensiero \u201crelativistico\u201d &#8211; secondo Valli \u2013 rimuove le indulgenze, mentre se si parla di indulgenze si mantiene aperta l&#8217;escatologia&#8230;questo pensa il nostro bravo giornalista, e per fortuna non ha applicato lo stesso alto ragionamento al \u201cvelo\u201d femminile o alla talare del prete. Ma mi chiedo: \u00e8 da questa cattedra che Valli pensa di spargere dubbi su Francesco? Con le frottole e con una riverniciata ai pezzi da museo? Chi pu\u00f2 seriamente parlare di indulgenza in questo modo? Una pastorale delle indulgenze plenarie e parziali dovrebbe essere ritenuta un \u201cnuovo traguardo\u201d di una Chiesa veramente all&#8217;altezza? Ma in quale incubo vorrebbe farci risvegliare il nostro bravo giornalista?<\/span><\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em\"><b>Concludendo<\/b><\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Mi dispiace aver dovuto presentare questo catalogo di cose false. Ma \u00e8 necessario per l&#8217;insolito rilievo che le parole senza pretesa di un giornalista hanno assunto nel dibattito mediatico. Le virgolette di Valli sono tutte verificabili, direttamente sul suo blog. E tutte cercano di rappresentare in modo falso e gravemente distorto il pensiero di Francesco. Valli dice di essere preoccupato. Lo sono anche io. Ma non per il vero Francesco, che dorme sonni tranquilli e apre prospettive serene. Sono preoccupato per questo bisogno di costruire caricature maldestre e distorte del papa, sulla base delle quali si cerca di portare gli altri a sdegnarsi per \u201cfatti\u201d che si rivelano menzogne senza fondamento.<\/span><\/p>\n<p>E mi chiedo, infine: i \u201cprofeti di sventura\u201d, nel loro esercizio di clericalismo, debbono essere necessariamente in \u201ccolletto romano\u201d? E mi rispondo: no, in giacca e cravatta la chiusura clericale non raramente riesce anche meglio. Siamo in tempi tanto avventurosi e belli, nei quali una sana laicit\u00e0 si incontra pi\u00f9 difficilmente nei <i>patres familias <\/i>che nei <i>summi pontifices.<\/i> <em>Mirabile dictu.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Siccome da qualche giorno, non solo sui siti pi\u00f9 oltranzisti, ma anche nelle parole di noti giornalisti, si sentono ripetere \u201cluoghi comuni\u201d, attribuiti al papa, ma del tutto inventati da menti e lingue interessate&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10765"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10765"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10768,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10765\/revisions\/10768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}