{"id":10759,"date":"2016-06-03T14:12:20","date_gmt":"2016-06-03T12:12:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10759"},"modified":"2016-06-03T14:23:14","modified_gmt":"2016-06-03T12:23:14","slug":"a-m-valli-e-la-caricatura-di-papa-francesco-gli-stereotipi-tradizionalistici-di-bravi-giornalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/a-m-valli-e-la-caricatura-di-papa-francesco-gli-stereotipi-tradizionalistici-di-bravi-giornalisti\/","title":{"rendered":"A. M. Valli e la caricatura di papa Francesco. Gli stereotipi tradizionalistici di bravi giornalisti"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10760\" alt=\"caricaturaFr\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/caricaturaFr.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>Nel dialogo che si \u00e8 aperto con A. M. Valli, che ringrazio per la risposta, credo sia giusto mettere in gioco anche le diverse professioni e competenze. E se non \u00e8 affatto raro che un teologo possa fare cattivo o anche pessimo giornalismo, altrettanto pu\u00f2 accadere ad un bravo giornalista di cadere vittima \u2013 e di farsi paladino &#8211; di una cattiva o anche pessima teologia. Voglio allora continuare il dialogo con A. M Valli, che considero giornalista attento e competente, al quale ho sempre riconosciuto autorevolezza di cronaca e di informazione, segnalando che nel suo intervento di \u201creplica\u201d (<a href=\"https:\/\/anticattocomunismo.wordpress.com\/2016\/06\/02\/misericordia-e-giudizio-i-nodi-al-pettine\/\">https:\/\/anticattocomunismo.wordpress.com\/2016\/06\/02\/misericordia-e-giudizio-i-nodi-al-pettine\/<\/a>) alle mie obiezioni, in realt\u00e0 egli non replica affatto ai miei argomenti di contestazione, ma continua nelle sue narrazioni di disagio, che tuttavia appaiono sostenute da ragionamenti troppo fragili e approssimativi, perch\u00e9 basati su pregiudizi dovuti ad una lettura teologica del pontificato di Francesco del tutto inadeguata, falsa e profondamente fuorviante. Quando dico falsa non metto in dubbio le reazioni di Valli, ma la pertinenza a Francesco di quello che Valli sente come disagio.<\/p>\n<p>In particolare vorrei segnalare 6 pregiudizi, cui Valli attribuisce autorevolezza, ma che restano fraintendimenti gravi e non giustificati, dipendenti da stereotipi teologici che da decenni cerchiamo faticosamente di superare. Un giornalista pu\u00f2 ovviamente ignorare tutto questo travaglio della teologia, ma non dovrebbe mai arrivare a desumere dalle sue categorie vecchie e inadeguate un giudizio sulla (presunta) inadeguatezza del papa, di un teologo con Scannone o del teologo e card. Schoenborn. Il problema \u00e8 che Valli non riesce ad ascoltarli davvero, ma proietta su di loro solo le sue legittime paure, alimentate da un diffuso antimodernismo e da una nostalgia pervasiva, che inficia tutta la sua analisi.<\/p>\n<p>Considero 6 stereotipi-chiave del suo discorso:<\/p>\n<p><b>a) Una ricostruzione del pontificato di Francesco del tutto unilaterale e falsa (e per converso una proiezione sui papati precedenti di ci\u00f2 che non si comprende del papato attuale)<\/b><\/p>\n<p>Ognuno pu\u00f2 esprimere liberamente tutte le opinioni che desidera. Ma quando le argomenta, deve riferirsi alla realt\u00e0, non ai suoi incubi. Se si ricostruisce il pontificato di Francesco come perdita di riferimento alla verit\u00e0 e attenzione solo al soggetto, allora si \u00e8 gi\u00e0 decisamente varcato il limite della definitiva incomprensione. Se poi, si mette a paragone questa caricatura, con l&#8217;altra caricatura, ossia quella di un predecessore solo equilibrato, attento e prudente, allora il pasticcio diventa irrimediabile. Qui bisogna dire con grande chiarezza che le cose stanno esattamente al contrario. Noi veniamo da 30 anni in cui progressivamente si \u00e8 erosa ogni possibilit\u00e0 di \u201cdiscernimento\u201d per affermare soltanto \u201cvalori e verit\u00e0 oggettive\u201d su cui si \u00e8 appiattito il Vangelo, per paura e per diffidenza. Francesco, che ha ereditato questa pesantissima eredit\u00e0, ha semplicemente recuperato, accanto ai principi e alle norme generali, le relazioni e i casi particolari. Questa \u00e8 la posizione equilibrata e prudente, mentre ci eravamo tutti abituati allo stile drastico dell&#8217;\u201daut-aut, del quale Valli sembra diventato un nostalgico piuttosto acceso.<\/p>\n<p><b>b) Una comprensione del rapporto tra dottrina e pastorale come \u201cdeduzione\u201d<\/b><\/p>\n<p>Anche su questo versante, ossia nel rapporto tra dottrina e pastorale, Valli ripete gli stereotipi di una visione intellettualistica e metafisica che \u00e8 superata dalla storia e dalla evidenza da almeno 50 anni. Certo, citando selettivamente Ratzinger e Biffi, o prendendo le definizioni da wikipedia, ci si sente rafforzati nel proprio sdegno. Ma a quale prezzo? Chi ha sostenuto queste tesi ha avuto la coerenza di trarre le ultime conseguenze di quel progetto, e si \u00e8 dimesso. Avrebbero un tantino di quella coerenza coloro che pensano che le dimissioni di Benedetto XVI siano soltanto una \u201cdebolezza\u201d, mentre sono state la sua vera forza? La dottrina, se vuole essere \u201cnutriente\u201d, deve farsi pastorale, altrimenti \u00e8 lettera vuota, diventa pietra e ossessione idealizzata. E per questo si fa aggressiva e violenta. Affermare che \u201csenza dottrina la pastorale \u00e8 cieca\u201d \u00e8 un modo per riportare le questioni a prima del Vaticano II: ho la sensazione che Valli di tutto questo non sia affatto consapevole.<\/p>\n<p><b>c) Un uso dei concetti di \u201clegge\u201d, \u201ccoscienza\u201d \u201cgiudizio\u201d, \u201cgiudizio universale\u201d e \u201cindulgenza\u201d troppo superficiale<\/b><\/p>\n<p>Nel suo scritto di replica Valli infarcisce il testo di definizioni, implicazioni teoriche, catechistiche e pastorali spesso del tutto fuori controllo. Se parlo del \u201cgiudizio\u201d &#8211; solo per criticare la nota frase di buon senso con cui Francesco ha detto \u201cchi sono io per giudicare\u201d riferendosi al giudizio morale sul comportamento di un collaboratore \u2013 e lo associo al \u201cgiudizio finale\u201d, faccio un sonoro pasticcio, che confonde solo le acque e impedisce di elaborare una vera opinione fondata. Altrettanto si deve dire del modo disinvolto con cui i concetti di \u201clegge\u201d o di \u201ccoscienza\u201d vengono usati, mettendo in concorrenza ci\u00f2 che invece deve collaborare. Il merito di Francesco \u00e8 di aver riaperto la relazione tra legge e coscienza, non quello di aver affermato la seconda contro la prima. Far credere che sia come non \u00e8 appare come un pessimo servizio alla comunicazione alla informazione. Per non dire delle \u201cindulgenze\u201d che Valli tratta come \u201cprova\u201d di una scarsa sensibilit\u00e0 escatologica di Francesco, non comprendendo n\u00e9 l&#8217;istituto della indulgenza n\u00e9 il documento di Francesco. Non ha mai scoperto, Valli, che il testo fondamentale sul \u201cgiudizio finale\u201d \u00e8 Matteo 25? Ha mai sentito dire che \u201canticipare il giudizio finale\u201d \u00e8 una tipica pretesa delle sette e dei fondamentalisti e che la differenza tra giudizio finale e giudizio attuale \u00e8 custodita dalla prudenza ecclesiale e non dalla fretta dei moralisti?<\/p>\n<p><b>d) Una assunzione sbagliata e distorta del concetto di \u201csociet\u00e0 liquida\u201d, coniato da Bauman per descrivere la realt\u00e0, non per giudicarla.<\/b><\/p>\n<p>Anche il tono con cui Valli parla della \u201csociet\u00e0 liquida\u201d \u00e8 direttamente trascritto dal registro apologetico pi\u00f9 classico, nel quale la modernit\u00e0 viene confusa con il demonio. Oggi non si dice pi\u00f9 \u201csociet\u00e0 moderna\u201d, ma \u201cliquida\u201d per formulare lo stesso giudizio. Ha mai pensato, Valli, che la societ\u00e0 ha cominciato a diventare \u201cliquida\u201d quando ha riconosciuto una pari dignit\u00e0 a tutti i cittadini? Quando ha superato la schiavit\u00f9? Quando ha riconosciuto anche alle donne una pari dignit\u00e0 rispetto ai maschi e alle mogli rispetto ai mariti? Ha mai sentito parlare del fatto che tutte queste grandi conquiste il mondo moderno ha dovuto farle quasi sempre \u201cnonostante la Chiesa cattolica\u201d? E non sarebbe l&#8217;ora di ammettere le proprie responsabilit\u00e0 \u2013 come Francesco fa apertamente in AL e in altri contesti &#8211; e smetterla con questo paternalismo insopportabile verso tutto e verso tutti?<\/p>\n<p><b>e) Una lettura \u201cpre-moderna\u201d della questione pedagogica (in famiglia e nella societ\u00e0 civile)<\/b><\/p>\n<p>Anche su un altro punto vorrei segnalare a Valli una questione di fondo: la richiesta di pedagogia, che egli solleva a ragione, non pu\u00f2 certo rivolgerla a Francesco o a Schoenborn. Ma lo capisco, perch\u00e9 anche in questo campo egli \u00e8 rimasto ad una concezione della tradizione cattolica e della relazione tra Chiesa e mondo precedente a <i>Dignitatis Humanae<\/i>, che sancisce la libert\u00e0 di coscienza come conquista comune di tutti gli uomini e donne. E l&#8217;errore \u00e8 di ripetere, come spesso fa Valli, che Francesco difende il diritto e non il dovere. Questa \u00e8 una grave menzogna, che non corrisponde n\u00e9 alle parole di Francesco n\u00e9 alla coscienza ecclesiale comune, ma che ripete le parole ossessive dei tradizionalisti e dei reazionari, che conoscono solo opposizioni. Francesco riscopre il \u201cdono delle fratellanza\u201d, che abbiamo ricevuto in Cristo, e a partire dal quale appaiono chiari, ma complessi, tutti i doveri e tutti i diritti. Il punto di partenza non \u00e8 un \u201cobbligo\u201d, ma un \u201cdono\u201d. Questa \u00e8 la novit\u00e0 del Vaticano II, con cui Valli non sembra precisamente sintonizzato.<\/p>\n<p><b>f) La metafora del padre assente&#8230;<\/b><\/p>\n<p>La sorpresa maggiore mi \u00e8 venuta dalle considerazioni conclusive in cui Valli-padre si mette a paragone di Francesco-padre e quasi lo rimprovera di non saper educare i propri figli. Qui, a me sembra, si va oltre il segno e si cade &#8211; mi si perdoni &#8211; quasi nel ridicolo. La esperienza paterna deve far crescere figli coscienziosi. Per farlo occorre anche la legge, senza alcun dubbio. Ma l&#8217;uso della legge, se non si vuol essere padri-padroni, non \u00e8 senza discernimento. Ad un figlio che rientra non alle 23, ma alle 2.40 del mattino, si chiede ragione, ma non si applica la \u201clegge oggettiva\u201d, mai. Pu\u00f2 aver perso tempo a cantare, pu\u00f2 aver avuto un incidente, pu\u00f2 aver aiutato un compagno che si sentiva male, pu\u00f2 aver litigato con la fidanzata&#8230;i casi sono molti, anche se la legge \u00e8 una. Orienta al bene ma non \u00e8 il bene. Ci sono casi in cui un figlio \u201cdeve disobbedire alla legge (paterna)\u201d se vuole crescere in coscienza. Valli ha certamente fatto queste esperienze da padre, ma non capisco perch\u00e9 qui le vuole rimuovere e negare: solo per accusare pi\u00f9 facilmente Francesco sulla base di categorie inadeguate?<\/p>\n<p>Alla fine, la questione che Valli solleva non riguarda n\u00e9 Francesco, n\u00e9 Scannone, n\u00e9 Schoenborn, ma i preconcetti mediante i quali lui non riesce proprio ad ascoltarli. Se si impongono categorie tradizionalistiche \u2013 che oppongono legge e coscienza, giudizio storico e giudizio finale, &#8211; e lo si fa in modo \u201cnon cattolico\u201d, non secondo l&#8217;et-et, ma con la nostalgia dell&#8217;aut-aut, il risultato \u00e8 che il testo di Valli mi sia diventato noto, con pingback sul mio blog, non dal suo sito e blog, ma dal blog www.anticattocomunismo\u2026 Se fossi in Valli, inizierei a preoccuparmi, e a verificare le categorie con cui pretende di giudicare papa, cardinali e teologi. Forse i loro testi non lo convincono solo perch\u00e9 parlano diversamente da come lui crede dovrebbero parlare, avendo consultato finora fonti poco affidabili o troppo superficiali. D&#8217;altra parte, se per interpretare i testi di Francesco, Valli continuer\u00e0 a prendere per buone le caricature tradizionalistiche e non le realt\u00e0 effettive, finir\u00e0 per trovarsi in buona compagnia solo degli oltranzisti, che non sono disposti ad ascoltare e leggono tutto con le opposizioni tra bianco e nero. Ma a me risulterebbe comunque strano che un cattolico vero e un giornalista sensibile come A.M. Valli preferisca le cattive idee alle buone realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Nel dialogo che si \u00e8 aperto con A. M. Valli, che ringrazio per la risposta, credo sia giusto mettere in gioco anche le diverse professioni e competenze. 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