{"id":10734,"date":"2016-05-31T16:07:10","date_gmt":"2016-05-31T14:07:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10734"},"modified":"2016-05-31T16:44:02","modified_gmt":"2016-05-31T14:44:02","slug":"i-timori-di-a-m-valli-e-gli-ideali-di-un-cattolicesimo-semplificato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/i-timori-di-a-m-valli-e-gli-ideali-di-un-cattolicesimo-semplificato\/","title":{"rendered":"I timori di A.M. Valli e gli ideali di un cattolicesimo semplificato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10344\" alt=\"Rientro del Papa Emerito Benedetto XVI in Vaticano\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-220x300.jpg\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7-751x1024.jpg 751w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DUE-PAPI-IN-VATICANO-7.jpg 1028w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Con bella sincerit\u00e0, A.M.Valli ha scritto le sue perplessit\u00e0 sulle &#8220;aperture&#8221; di papa Francesco (cfr.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldomariavalli.it\/2016\/05\/28\/la-chiesa-e-la-logica-del-ma-anche\/\">http:\/\/www.aldomariavalli.it\/2016\/05\/28\/la-chiesa-e-la-logica-del-ma-anche\/<\/a>) fotografandole, sostanzialmente, come un pericoloso &#8220;cedimento alle logiche mondane&#8221;. Senza volerlo, in tal modo, Valli sembra schierarsi &#8211; sia pure con molta circospezione e con il beneficio del dubbio &#8211; con coloro che preferiscono una Chiesa autoreferenziale rispetto ad una Chiesa in uscita. Se esce, la Chiesa, rischia di infilarsi dritta dritta nella tana del lupo&#8230;mentre se si chiude a doppia mandata&#8230;<\/p>\n<p>Credo che nelle parole di Valli si esprimano, con dignit\u00e0 e con equilibrio, alcuni pregiudizi storici della Chiesa cattolica di XIX e XX secolo. Dobbiamo considerarli e rispondere ad essi con altrettanta onest\u00e0 e chiarezza, se ne siamo capaci.<\/p>\n<p>Cerco di concentrare la mia attenzione sul cuore della argomentazione di Valli, che rileva giustamente il passaggio da una logica dell'&#8221;aut-aut&#8221; ad una logica del &#8220;et-et&#8221;, che tuttavia, a suo avviso, rischia di essere compresa come logica del &#8220;no, ma anche s\u00ec&#8221;. Mentre l&#8217;et-et salvaguarderebbe la complessit\u00e0, integrando il nuovo, la logica del &#8220;s\u00ec, ma anche no&#8221; relativizzerebbe tutto, banalizzando tutto.<\/p>\n<p>Qui, a me pare, si colloca il punto pregiudiziale del ragionamento di Valli. Siccome l&#8217;et-et pu\u00f2 degenerare nel &#8220;s\u00ec, ma anche no&#8221;, allora, parrebbe cosa migliore restare nella &#8220;fortezza&#8221; dell&#8217;aut-aut. Qui sta il punto debole del ragionamento, in cui la inerzia della nostalgia e della presunzione, dalla quale tutti noi veniamo negli ultimi 30 anni, rischia di fatto di produrre una alleanza della paura e di creare una barriera difensiva alla accettazione della complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il Vaticano II aveva indicato, con assoluta chiarezza, che quella via &#8211; che potremmo dire dell&#8217;antimodernismo &#8211; era ormai definitivamente preclusa. Far valere un &#8220;oggettivo&#8221; opposto al &#8220;soggettivo&#8221; non ha alcun futuro. Illude solo chi non ci crede. Non lo abbiamo ancora imparato, 50 anni dopo? Ci siamo lasciati persuadere dalle tattiche e strategie di immunizzazione dalla complessit\u00e0, messe in campo negli ultimi 30 anni? Qui mi pare che Valli, di cui ammiro sinceramente la franchezza, resti vittima di un modello nostalgico e premoderno di Chiesa, che non affascina solo lui. evidentemente, ma dal quale mi era sembrato prendere le distanze, in diverse occasioni.<\/p>\n<p>E&#8217; ovvio che le letture di questa &#8220;novit\u00e0&#8221; &#8211; che non \u00e8 modernismo al posto dell&#8217;antimodernismo, ma \u00e8 un altro modo di affrontare la questione &#8211; possano essere del tutto distorte e che il &#8220;mondo&#8221; se le cucini a modo suo. Ma questo dovrebbe forse farci esitare? Ci mette forse a disagio una lettura riduttiva della profezia? Se il Padre esce ad accogliere il figlio minore, siamo proprio costretti ad associare tutti allo scandalo del figlio maggiore? Ci sentiamo imbarazzati da un papa che prende sul serio il &#8220;soggetto&#8221;? Siamo proprio condannati ad avere schemi mentali che leggono il soggetto come soggettivismo, la libert\u00e0 come liberalismo e il moderno come modernismo? Siamo ancora vittime di questi paradigmi elaborati pi\u00f9 di un secolo fa e che gi\u00e0 80 anni fa erano in crisi?<\/p>\n<p>Se il pontificato di Francesco, da pi\u00f9 di tre anni, ha preso sul serio la complessit\u00e0 &#8211; al punto di chiamarla &#8220;meravigliosa complicatezza&#8221; &#8211; dobbiamo forse temere che questo ci complichi la vita e la testa? Non sar\u00e0 forse che questa &#8220;semplificazione&#8221; della tradizione, alla quale ci siamo tanto legati, non corrisponda forse al nostro modo borghese di vivere la fede nel centro della Europa, turbati solo dai migranti all&#8217;assalto e dalle offerte speciali dei Superstores? Non sar\u00e0, forse, che la vigilanza debba essere esercitata non solo sul &#8220;ma anche&#8221;, ma sulla continua tentazione di rifugiarci nell&#8217;aut-aut dell&#8217;immobilismo e della paura? \u00a0Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 niente di meglio che rifugiarci, nel nostro mondo eurocentrico, nella coscienza di una fede &#8220;totalmente altra&#8221;, che ci chiede &#8220;tutt&#8217;altro&#8221; e che affronta la nostra libert\u00e0, negandola, quasi violentandola, ma producendo solo fondamentalismo? Ecco, con questa riduzione della profezia al &#8220;totalmente altro&#8221;, possiamo consolarci con la nostra impotenza e ritagliarci forme di vita del tutto autosufficienti.<\/p>\n<p>La questione sollevata da Valli, pertanto, \u00e8 fondamentale. Ma non riguarda i &#8220;rischi&#8221; dello stile pontificale di Francesco, ma anzitutto i rischi di un loro fraintendimento. Francesco ha reintrodotto uno stile autenticamente cattolico dell'&#8221;et-et&#8221;, riscoprendo il primato del tempo sullo spazio e della realt\u00e0 sulla idea. Questo non significa affatto rinunciare n\u00e9 alle necessarie radicazioni n\u00e9 alle buone idee, ma pensarle e promuoverle nel contesto di una &#8220;societ\u00e0 aperta&#8221;, senza idealizzare nemmeno questo tipo di societ\u00e0, ma riconoscendola apertamente come segnata, anche pesantemente, dalla &#8220;cultura dello scarto&#8221;.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che temo, nel discorso proposto con onest\u00e0 da Valli, \u00e8 che possa essere fondato su un equivoco: ossia sulla ipotesi che la Chiesa possa annunciare il Vangelo restando fuori dalla cultura contemporanea e guardandola, diciamo cos\u00ec, da fuori e dall&#8217;alto. Questa \u00e8 la radice di ogni antimodernismo. Senza essere modernista, il Concilio Vaticano II ci ha insegnato a non confidare pi\u00f9 in questa &#8220;soluzione antimodernista&#8221;. Per questo \u00e8 stato accusato di &#8220;modernismo&#8221;, non solo da Lefebvre. Cos\u00ec oggi rischiamo di fare anche con Francesco. Siccome prende sul serio la sfida di una condizione culturale e sociale in cui la libert\u00e0 dei soggetti e la coscienza dei singoli non possono essere aggirate, ci sembra che accondiscenda troppo alle logiche relativistiche e per questo non ci piace pi\u00f9. Sogniamo forse ancora una Chiesa in cui le relazioni sono semplicemente opzionali? O una autorit\u00e0 che semplicemente si impone?<\/p>\n<p>Su questo punto, che \u00e8 viscerale, il testo di Valli mi lascia perplesso e suscita una ulteriore domanda: che cosa avrebbe risposto Valli alla signora luterana? O alla coppia in seconda unione? E, infine, non stupisce che Valli citi un discorso di Benedetto XVI del 2010 sul tema della coscienza. Perch\u00e9 proprio in quel testo \u00e8 evidente come ci\u00f2 che per Benedetto \u00e8 un problema, per Francesco \u00e8 una opportunit\u00e0. D&#8217;altra parte, il modo apologetico con cui Benedetto XVI usava le note \u00a0&#8211; citando anche Nietzsche, ma solo per dimostrare che in una lettera alla sorella frantendeva il temine fede &#8211; e come le usa Francesco &#8211; avvalorando anche pensatori o film non cattolici &#8211; dimostrano un diverso approccio alla cultura contemporanea. Il primo prevalentemente diffidava, mentre il secondo ha anche sempre qualcosa da imparare&#8230;ecco una differenza su cui Valli non si sofferma, rischiando di restare vittima del pregiudizio antimoderno, che giudica il rapporto con la coscienza e con la libert\u00e0 quasi in contumacia.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, il criterio con cui Valli ha scelto gli esempi, mi pare che dimostri precisamente questa difficolt\u00e0 di fondo. Ci\u00f2 che la sua ermeneutica interpreta come &#8220;no, ma anche s\u00ec&#8221; \u00e8 la banalizzazione di un principio morale del discernimento, che forse si vorrebbe escludere, per rendere la realt\u00e0 pi\u00f9 &#8220;attendibile&#8221; e meno complessa. Se poi, accanto a questioni serie si affiancano questioni molto meno serie &#8211; come la coesistenza di un papa che esercita il ministero con un papa che ha rinunciato a tale esercizio &#8211; allora \u00e8 evidente che proprio dalla serie degli esempi emerge la logica di fondo: la nostalgia per i bei tempi in cui i papi non rinunciavano, i cattolici e i luterani non si sposavano tra loro, i coniugi non divorziavano e le religioni si ignoravano o si combattevano. Quella s\u00ec che era una Chiesa seria, bianca o nera, tutta s\u00ec s\u00ec e no no!<\/p>\n<p>Il vero problema non \u00e8 che il papa cammini secondo il Concilio Vaticano II, ma che nel popolo di Dio \u00a0&#8211; ma soprattutto in coloro che dovrebbero interpretarlo &#8211; si legga l&#8217;et-et nella forma sgraziata di un confusissimo &#8220;no, ma anche s\u00ec&#8221;. Credo che Valli abbia fatto bene a dire apertamente la sua reazione. Non bisogna nascondere le emozioni. Non sarebbe male se le argomentazioni, che ha esposto con sincerit\u00e0, fossero messe al vaglio della nostra tradizione e cultura comune. Che non \u00e8 solo quella antimodernista del XIX e XX secolo. Se Dio vuole siamo figli di una storia molto pi\u00f9 complessa, che non deve vergognarsi della sua &#8220;meravigliosa complicatezza&#8221;. Un cattolicesimo semplificato non aiuta a vivere. Anzi, talora, pu\u00f2 arrivare persino ad aggredire la vita! Grazie a questa tradizione non semplificata &#8211; che comunque dopo il Vaticano II si \u00e8 affermata, nonostante tutto &#8211; abbiamo potuto subito riconoscere Francesco come papa e &#8211; anche grazie a lui &#8211; possiamo ora discuterne, con libert\u00e0 e rispetto, stili e linguaggi. Gi\u00e0 questa discussione potrebbe attestare con efficacia che non ci siamo abbassati ad un &#8220;no, ma anche s\u00ec&#8221;, ma che stiamo risalendo da un &#8220;aut-aut&#8221; semplificato a un &#8220;et-et&#8221; inevitabilmente complicato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con bella sincerit\u00e0, A.M.Valli ha scritto le sue perplessit\u00e0 sulle &#8220;aperture&#8221; di papa Francesco (cfr.\u00a0http:\/\/www.aldomariavalli.it\/2016\/05\/28\/la-chiesa-e-la-logica-del-ma-anche\/) fotografandole, sostanzialmente, come un pericoloso &#8220;cedimento alle logiche mondane&#8221;. Senza volerlo, in tal modo, Valli sembra schierarsi &#8211; sia pure&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10734"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10734"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10743,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10734\/revisions\/10743"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}