{"id":10725,"date":"2016-05-29T16:25:01","date_gmt":"2016-05-29T14:25:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10725"},"modified":"2016-05-29T16:25:01","modified_gmt":"2016-05-29T14:25:01","slug":"alla-scoperta-di-amoris-laetitia-14-matrimonio-come-segno-imperfetto-finezza-e-rozzezza-di-analogie-sacramentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alla-scoperta-di-amoris-laetitia-14-matrimonio-come-segno-imperfetto-finezza-e-rozzezza-di-analogie-sacramentali\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di Amoris Laetitia (\/14): matrimonio come \u201csegno imperfetto\u201d. Finezza e rozzezza di \u201canalogie sacramentali\u201d."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10518\" alt=\"AL\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni passi della Esortazione apostolica <i>A<\/i><i>moris <\/i><i>L<\/i><i>aetitia<\/i>, nei quali la dottrina sacramentale sul matrimonio viene fatta oggetto di accurata riflessione, possono tornare assai utili per comprendere la prospettiva di lettura che il documento offre del profilo propriamente sacramentale del matrimonio. Proviamo a considerare con un minimo di ampiezza la questione nei suoi contorni classici, che spesso passano sotto silenzio.<\/p>\n<p>a) <i>Una prospettiva complessiva sulla \u201cmistica nuziale\u201d<\/i><\/p>\n<p>In effetti, cercando di valutare la evoluzione della dottrina matrimoniale degli ultimi decenni, non \u00e8 difficile notare una sorta di \u201caccelerazione\u201d del pensiero sul matrimonio, che ha trovato buono spunto nel Concilio Vaticano II, traendo da esso una nuova e potente correlazione tra matrimonio e eucaristia.<\/p>\n<p>Questo deve essere considerato come uno dei tratti nuovi e promettenti della riflessione teologica dell&#8217;ultimo secolo, che tuttavia un bravo teologo inglese come Fergus Kerr \u2013 nel suo testo del 2007 (Oxford &#8211; Blackwell) sui <i>Teologi cattolici del XX <\/i>secolo, che ha per sottotitolo <i>dalla Neoscolastica alla Mistica nuziale<\/i> &#8211; ha riconosciuto come caratterizzato da una \u201cmistica nuziale\u201d che ha pesantemente condizionato tutto il sapere teologico, compreso anche \u2013 ovviamente &#8211; il \u201csapere matrimoniale\u201d. Non \u00e8 certo sorprendente che una teologia generale che assume le movenze di una \u201cmistica nuziale\u201d, possa estendere questo suo \u201cstile\u201d anche al sacramento del matrimonio. Ma, come direbbe un altro bravo teologo del nostro tempo, non \u00e8 affatto detto che ci\u00f2 che appare \u201covvio\u201d sia anche \u201ccompreso\u201d.<\/p>\n<p>In effetti, e forse contro le nostre migliori aspettative, scopriamo che una accurata differenziazione tra una \u201cmistica nuziale\u201d e il \u201csacramento del matrimonio\u201d appare come una delle pi\u00f9 preziose acquisizioni della tradizione teologica latina, che conosce da almeno 8 secoli la irriducibile complessit\u00e0 della \u201chumana generatio\u201d e della \u201cindividua coniunctio\u201d. Provo ora ad esaminarla brevemente.<\/p>\n<p>b) <i>La tradizione latina e il suo \u201cgenio\u201d: <\/i><i>come comporre <\/i><i>desiderio naturale, legge civile, mistero d<\/i><i>ella<\/i><i> fede<\/i><\/p>\n<p>Proprio a questo livello, infatti, abbiamo elaborato almeno da 800 anni un \u201csapere teologico complesso\u201d sul matrimonio, che considera almeno tre livelli della esperienza, che non possono essere n\u00e9 separati, n\u00e9 confusi: il matrimonio esiste come \u201cdesiderio naturale\u201d nel quale, gi\u00e0 semplicemente come \u201cmatrimonio creaturale\u201d, sono presenti tutti i valori e i misteri fondamentali nella loro qualit\u00e0 di \u201csegno\u201d; il matrimonio esiste poi come patto sociale, come contratto, come relazione civile, orientata e protetta da leggi e da convenzioni, da culture e da linguaggi, da testi e da musiche: umana costruzione culturale e sociale, in risposta a natura e grazia; in terzo luogo lo stesso matrimonio viene riletto come grande dono di grazia, realizzazione della immagine di Dio, alleanza tra Cristo e la Chiesa, servizio e annuncio del Vangelo.<\/p>\n<p>Tutto questo, appunto, nella tradizione cristiana, e in particolare nella tradizione cattolica latina, \u00e8 stato custodito gelosamente, fino XIX secolo. A partire dalla fine del 1800 il cattolicesimo \u00e8 stato tentato da una soluzione opposta: o di ridurre tutto al livello \u201cnormativo\u201d, oppure di sintetizzare tutto a livello mistico, perdendo la ricchezza di questa pluralit\u00e0 complicata. Da un lato la \u201clegge canonica\u201d ha provato, a partire dal 1917, a porsi come \u201clogica assoluta\u201d &#8211; salvo il bisogno di \u201cconcordati\u201d con altre autorit\u00e0 competenti; dall&#8217;altro la teologia ha provato a derivare immediatamente dalla eucaristia il matrimonio, senza alcuna mediazione storica, coscienziale, normativa, pedagogica&#8230;il matrimonio doveva semplicemente \u201capplicare\u201d il rapporto Cristo\/ Chiesa alla logica della coppia\/famiglia. Anzi, proprio mediante questa accelerazione sospetta della mente speculativa \u2013 e della competenza pratica &#8211; si arrivava a pretendere dal matrimonio di essere semplicemente la \u201cimmagine compiuta del rapporto Cristo-Chiesa\u201d. Dire sacramento significava \u201csegno perfetto\u201d e \u201canalogia compiuta\u201d.<\/p>\n<p>Non mancavano, nella storia, i precedenti per questo \u201cmodello interpretativo\u201d: in particolare si poteva trovare una linea che da molti secoli aveva fatto del \u201cmatrimonio\u201d il \u201cprimo\u201d tra i sacramenti, anche se \u2013 come aveva specificato Tommaso d&#8217;Aquino \u2013 questo si poteva dire solo nei limiti della \u201cratione significationis\u201d, ossia secondo la logica e la modalit\u00e0 del segno (ma non della causa!). Ed \u00e8 qui la grande differenza che dobbiamo oggi salvaguardare: l&#8217;eucaristia realizza immediatamente ci\u00f2 che significa, mentre non \u00e8 cos\u00ec per il matrimonio (e neppure per tutti gli altri sacramenti, salvo battesimo e cresima, che sono presupposto efficace della vita eucaristica).<\/p>\n<p>c) \u201c<i>Amoris Laetitia\u201d corregge l&#8217;eccesso di <\/i><i>una<\/i><i> confusione senza distinzione<\/i><\/p>\n<p>AL prende giustamente le distanze da questa accelerazione massimalista e fondamentalista nella dottrina matrimoniale, che pretenderebbe di abolire la differenza tra matrimonio e eucaristia. E lo fa con una duplice strategia. Da un lato, infatti, torna a pensare la \u201ccomplicatezza della realt\u00e0 coniugale\u201d, senza imporre ideologicamente un modello estrinseco ad essa. Questa prima scelta impone anche una declinazione meno aprioristica della stessa realt\u00e0 sacramentale rispetto alla esperienza dei soggetti. Tutto questo implica la riscoperta di una accurata \u201cmediazione\u201d &#8211; storica, coscienziale e culturale &#8211; del passaggio tra il \u201cmodello\u201d e la \u201crealt\u00e0\u201d. In altri termini: l&#8217;amore gratuito e totale che lega Cristo e la Chiesa si fa \u201csacramento\u201d. Questo \u00e8 un punto acquisito della dottrina cattolica, che non viene posto in discussione. Ma la \u201ccorrispondenza\u201d tra i diversi \u201cgradi\u201d del sacramento non pu\u00f2 essere stabilita in modo semplicistico o, peggio, in modo meccanico ed estrinseco rispetto alle vite dei soggetti. Non si pu\u00f2 dunque procedere come se per il fatto stesso di riconoscere come \u201csacramento\u201d il matrimonio, questo implicasse una immediata coerenza e corrispondenza di esso con la logica del \u201csacramento pi\u00f9 importante\u201d &#8211; ossia con la comunione eucaristica. Come se tra matrimonio e eucaristia ci fosse semplicemente una logica della identit\u00e0. Come se il matrimonio fosse \u201csegno perfetto\u201d e \u201canalogia compiuta\u201d della relazione tra Cristo e la sua Chiesa, in piena corrispondenza con la eucaristia.<\/p>\n<p>Qui non \u00e8 difficile scovare una \u201cmagagna\u201d non piccola della nostra tradizione pi\u00f9 recente. Qui, come diceva il grande teologo Karl Barth, <i>ci sono casi in cui <\/i><i>una differenza sottile come un capello deve essere salvaguardata, per non cadere dalla verit\u00e0 nell&#8217;errore<\/i>. Se si perde questa differenza e si congiunge irresponsabilmente mistica nuziale e formalismo normativo si genera un \u201cmonstruum\u201d sistematico, <i>che in nome della idealizzazione di una relazione astratta, aggredisce la realt\u00e0 familiare e la sfigura, per di pi\u00f9 in nome del Vangelo. Segno e causa \u2013 pienamente in asse nella simbolica del sacramento della eucaristia \u2013 non sono affatto in asse nella realt\u00e0 esistenziale del matrimonio<\/i>. Confondere il dono, il dovere e il diritto e imporre il dono come un dovere \u00e8 l&#8217;esito distorto di questa \u201csmemoratezza\u201d teologica. Proprio questa \u00e8 la \u201cgrave dimenticanza\u201d che affligge una parte non irrilevante della sacramentaria matrimoniale degli ultimi 50 anni, e che AL provvede giustamente a correggere, come vedremo nel prossimo paragrafo.<\/p>\n<p>d) <i>Due testi di estrema rilevanza: <\/i><i>AL 72-73<\/i><\/p>\n<p>Proprio su questo \u201cpinnacolo\u201d della nostra riflessione &#8211; ossia sulla correlazione tra sacramento della eucaristia e sacramento del matrimonio, che deve salvaguardare tanto la unit\u00e0 senza confusione, quanto la distinzione senza separazione &#8211; il testo di AL fornisce due letture di grande valore. Eccone il dettato, che riporto integralmente dal cap. III, sottolineandone in grassetto due frasi decisive:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>72. Il sacramento del matrimonio non \u00e8 una convenzione sociale, un rito vuoto o il mero segno esterno di un impegno. Il sacramento \u00e8 un dono per la santificazione e la salvezza degli sposi, perch\u00e9 \u00abla loro reciproca appartenenza \u00e8 la rappresentazione reale, per il tramite del segno sacramentale, del rapporto stesso di Cristo con la Chiesa. Gli sposi sono pertanto il richiamo permanente per la Chiesa di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto sulla Croce; sono l\u2019uno per l\u2019altra, e per i figli, testimoni della salvezza, di cui il sacramento li rende partecipi\u00bb.<sup><a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/sup> <i><b>Il matrimonio \u00e8 una vocazione, in quanto \u00e8 una risposta alla specifica chiamata a vivere l\u2019amore coniugale come <\/b><\/i><b>segno imperfetto<\/b><i><b> dell\u2019amore tra Cristo e la Chiesa<\/b><\/i>. Pertanto, la decisione di sposarsi e di formare una famiglia dev\u2019essere frutto di un discernimento vocazionale.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>73. \u00abIl dono reciproco costitutivo del matrimonio sacramentale \u00e8 radicato nella grazia del battesimo che stabilisce l\u2019alleanza fondamentale di ogni persona con Cristo nella Chiesa. Nella reciproca accoglienza e con la grazia di Cristo i nubendi si promettono dono totale, fedelt\u00e0 e apertura alla vita, essi riconoscono come elementi costitutivi del matrimonio i doni che Dio offre loro, prendendo sul serio il loro vicendevole impegno, in suo nome e di fronte alla Chiesa. Ora, nella fede \u00e8 possibile assumere i beni del matrimonio come impegni meglio sostenibili mediante l\u2019aiuto della grazia del sacramento. [\u2026] Pertanto, lo sguardo della Chiesa si volge agli sposi come al cuore della famiglia intera che volge anch\u2019essa lo sguardo verso Ges\u00f9\u00bb.<sup><a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/sup> Il sacramento non \u00e8 una \u201ccosa\u201d o una \u201cforza\u201d, perch\u00e9 in realt\u00e0 Cristo stesso \u00abviene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Egli rimane con loro, d\u00e0 loro la forza di seguirlo prendendo su di s\u00e9 la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri\u00bb.<sup><a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/sup> Il matrimonio cristiano \u00e8 un segno che non solo indica quanto Cristo ha amato la sua Chiesa nell\u2019Alleanza sigillata sulla Croce, ma rende presente tale amore nella comunione degli sposi. Unendosi in una sola carne rappresentano lo sposalizio del Figlio di Dio con la natura umana. Per questo \u00abnelle gioie del loro amore e della loro vita familiare egli concede loro, fin da quaggi\u00f9, una pregustazione del banchetto delle nozze dell\u2019Agnello\u00bb.<sup><a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/sup> <b>Bench\u00e9 \u00abl\u2019analogia tra la coppia marito-moglie e quella Cristo-Chiesa\u00bb sia una \u00abanalogia imperfetta\u00bb,<\/b><sup><b><a href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a><\/b><\/sup><b> essa invita ad invocare il Signore perch\u00e9 riversi il suo amore dentro i limiti delle relazioni coniugali<\/b>.<\/p><\/blockquote>\n<p>In entrambi i testi, l&#8217;annuncio del vangelo nella logica della coppia e della famiglia non scivola nella facile tentazione di una lettura immediata, identificativa, istituzionale, oggettiva, \u201cidealizzante\u201d &#8211; e perci\u00f2 anche inevitabilmente aggressiva \u2013 della realt\u00e0 relazionale del matrimonio e della famiglia. Il peggio che possa capitare, alla tradizione matrimoniale, \u00e8 di lasciarsi trascinare e di indurre a tradurre la mistica in aggressivit\u00e0. La <i>imperfezione del segno e della analogia<\/i> \u2013 e quindi lo spazio riconosciuto e garantito alla fragilit\u00e0 e alla fallibilit\u00e0 \u2013 non deve essere aggiunta come un accessorio esterno e strano, ma si manifesta come parte costitutiva di quel sacramento che la grande tradizione antica, medievale e moderna ha potuto pensare con maggiore libert\u00e0 rispetto a noi, senza sentire quella pressione istituzionale che \u00e8 apparsa gi\u00e0 con il Concilio di Trento, ma che \u00e8 diventata opprimente e paralizzante solo a partire dal sorgere degli stati liberali moderni. Di fronte ad essi la tentazione della Chiesa cattolica \u00e8 stata di assumere un matrimonio idealizzato, <i>addossando tutte le fragilit\u00e0 <\/i><i>familiari non alla complessit\u00e0 dell<\/i><i>a nuova<\/i><i> esperienza coniugale, ma <\/i><i>alla nequizia dei tempi<\/i>. Ma questo \u00e8 stato possibile solo cancellando dalla memoria tutti quei secoli precedenti, che erano stati segnati da una dottrina e da una disciplina che aveva accuratamente soppesato i diversi livelli della esperienza coniugale e familiare, senza aver bisogno o di opporli tra loro o di ridurli gli uni agli altri. Tommaso poteva dire, con tranquillit\u00e0, nella sua <i>S<\/i><i>umma <\/i><i>c<\/i><i>ontra <\/i><i>G<\/i><i>entiles<\/i>, che la \u201chumana generatio ordinatur ad multa\u201d: ossia che siamo generati, nello stesso momento, alla natura, alla citt\u00e0 e alla chiesa. Ecco rievocata e riattualizzata la meravigliosa complicatezza del matrimonio.<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">e) <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Una<\/i><i style=\"line-height: 1.5em\"> ermeneutica di AL <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">che non sia in<\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">coerente con il testo<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">La lezione di AL \u00e8, anche in questo caso, il segno di una grande svolta, di linguaggio e di concezione. E non \u00e8 un caso che oggi <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">i toni pi\u00f9 striduli nelle reazioni, e le note <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">che spiccano pi\u00f9 in alto <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">sopra le righe, vengano precisamente da <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">ambienti<\/i><i style=\"line-height: 1.5em\"> accademici e <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">da uffici <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">amministrativi in cui, in modo <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">non raramente<\/i><i style=\"line-height: 1.5em\"> <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">piuttosto<\/i><i style=\"line-height: 1.5em\"> esagerato, la riduzione del matrimonio o alla mistica nuziale o alla forma dogmatico-giuridica aveva ricevuto negli ultimi decenni la promozione pi\u00f9 ostinata e <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">la argomentazione<\/i><i style=\"line-height: 1.5em\"> <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">pi\u00f9 <\/i><i style=\"line-height: 1.5em\">acritica<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">.<\/span><\/p>\n<p>AL riconduce tutti \u2013 con garbo &#8211; ad un giudizio sereno ed equilibrato sull&#8217;amore, sul matrimonio e sulla famiglia, non accettando pi\u00f9 alcuna forma di riduzionismo, di massimalismo n\u00e9 di fondamentalismo: ora non potremo pi\u00f9 ridurci n\u00e9 al minimalismo della forma dogmatico-giuridica, n\u00e9 al massimalismo della mistica nuziale. Il sacramento del matrimonio non \u00e8 mai soltanto n\u00e9 in quel minimo formale di esteriorit\u00e0 dovute, n\u00e9 in quel massimo mistico di interiorit\u00e0 \u201cinteriores intimo meo\u201d. Vive di una esteriorit\u00e0 virtuosa e di una interiorit\u00e0 formata che non si danno \u201cdi per s\u00e9\u201d e che non sono coperte dall&#8217;\u201dex opere operato\u201d. Entrambe queste \u201cfalse soluzioni del problema\u201d finiscono sempre con il peggiorare le cose, perch\u00e9 non ne riconoscono la complessit\u00e0 e la contingenza. Accettando invece la contingenza della relazione, senza demonizzarla &#8211; come fanno gli ideologi intransigenti &#8211; e senza ipostatizzarla &#8211; come fanno i funzionari zelanti &#8211; AL compie una piccola rivoluzione. E non \u00e8 affatto un caso che il testo della Esortazione Apostolica incontri ora lo sfavore coalizzato di funzionari che guardano solo al passato e di ideologi con un piede e tre quarti gi\u00e0 immerso nella solennit\u00e0 novissima del giudizio finale. E tra tanti che pontificano a tutto spiano, e si stracciano le vesti per le sorti della Chiesa e denunciano una confusione intollerabile \u2013 come se l&#8217;ordine corrispondesse necessariamente alla indifferenza &#8211; suscita sempre una certa impressione scoprire che \u00e8 proprio il pontefice, invece, ad evitare con cura tutte queste false soluzioni. In mezzo a funzionari e a ideologi che sul matrimonio, anzich\u00e9 distinguere e discernere, non sanno fare altro che pontificare, si muove <i>u<\/i><i>n pontefice che non \u201cpontifica\u201d, <\/i><i>ma <\/i><i>che <\/i><i>esercita l&#8217;autorit\u00e0 <\/i><i>nell&#8217;atto di riconoscere<\/i><i> altre autorit\u00e0<\/i>: qui la realt\u00e0 \u2013 pur con tutte le sue ombre e le sue rughe &#8211; \u00e8 davvero superiore alla pi\u00f9 perfetta delle idee.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"color: #000000\">Giovanni Paolo II<\/span><span style=\"color: #000000\">, Esort. ap. <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>Familiaris consortio<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"> (22 novembre 1981), 13: <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>AAS<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"> 74 (1982), 94.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"color: #000000\"><i>Relatio Synodi<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"> 2014, 21.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span style=\"color: #000000\"><i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">, 1642.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span style=\"color: #000000\"><i>Ibid.<\/i><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><span style=\"color: #000000\"><i>Catechesi <\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">(6 maggio 2015):<\/span><span style=\"color: #000000\"><i>L\u2019Osservatore Romano<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">(7 maggio 2015), p. 8.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 &nbsp; Alcuni passi della Esortazione apostolica Amoris Laetitia, nei quali la dottrina sacramentale sul matrimonio viene fatta oggetto di accurata riflessione, possono tornare assai utili per comprendere la prospettiva di lettura che il documento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10725"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10725"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10725\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10726,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10725\/revisions\/10726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}