{"id":10702,"date":"2016-05-23T22:21:37","date_gmt":"2016-05-23T20:21:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10702"},"modified":"2016-05-23T22:21:37","modified_gmt":"2016-05-23T20:21:37","slug":"alla-scoperta-di-amoris-laetitia-13-la-tensione-tra-dogmatica-giuridica-e-dogmatica-teologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alla-scoperta-di-amoris-laetitia-13-la-tensione-tra-dogmatica-giuridica-e-dogmatica-teologica\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di Amoris Laetitia (\/13): la tensione tra dogmatica giuridica e dogmatica teologica."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10518\" alt=\"AL\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>Nel percorso di approfondimento del testo della Esortazione Apostolica AL ho letto oggi con grande interesse il contributo di Massimo Nardello (<i>A<\/i><i>moris Laetitia:<\/i><i> <\/i><i>osservazioni<\/i><i> teologiche<\/i>, su SettimanaNews all&#8217;indirizzo <a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/amoris-laetitia-osservazioni-teologiche\/\">http:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/amoris-laetitia-osservazioni-teologiche\/<\/a>) come quello di Stefano Ottani sulla stessa rivista on-line\u00a0(<a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/famiglia\/al-il-compito-affidato-ai-presbiteri\/\">http:\/\/www.settimananews.it\/famiglia\/al-il-compito-affidato-ai-presbiteri\/<\/a>). Questi interventi, pacati e meditati, chiariscono molto opportunamente una questione decisiva per comprendere il testo e il suo approccio all&#8217;amore, al matrimonio e alla famiglia.<\/p>\n<p>Vorrei procedere ad una esame del nucleo di questi testi stimolanti, per coglierne alcune conseguenze non solo a livello teologico, ma a livello del rapporto tra teologia e diritto.<\/p>\n<p>In particolare vorrei mettere in luce come la \u201cteologia tradizionale\u201d &#8211; con cui si intende qui soltanto la risposta che l&#8217;ultimo secolo ha dato alle questioni nuove sorte nel XIX secolo \u2013 abbia attestato la non facile elaborazione di una \u201cdogmatica teologica\u201d che si \u00e8 distinta progressivamente da una \u201cdogmatica giuridica\u201d, che restava (e spesso resta ancor oggi) nello splendido isolamento di una autoreferenzialit\u00e0 senza vera responsabilit\u00e0 pastorale e con un minimo riferimento al reale.<\/p>\n<p>In questo punto delicato oggi si colloca anche la recezione di AL. Che a breve e medio termine avr\u00e0 a che fare sicuramente con il discernimento di Vescovi e presbiteri. Ma che a lungo termine dovr\u00e0 elaborare una \u201cnozione oggettiva di matrimonio\u201d diversa da quella elaborata tra il 1917 e il 1983. Ma procediamo per ordine.<\/p>\n<p>a) <b>\u201c<\/b><b>C<\/b><b>i\u00f2 che non muore e ci\u00f2 che pu\u00f2 morire\u201d<\/b><\/p>\n<p>Dante ci offre questa bella immagine del creato. La differenza tra questi due \u201cpoli\u201d della esperienza umana e cristiana pone anche alla tradizione cattolica una questione decisiva: in quale relazione collochiamo la sostanza e gli accidenti, l&#8217;essere e il divenire, la presenza e la assenza della tradizione matrimoniale? Vi \u00e8, nella tradizione alla quale apparteniamo, una \u201csostanza della antica dottrina\u201d che pu\u00f2 avere \u201cformulazioni diverse del proprio rivestimento\u201d? In altre parole: in che cosa siamo \u201cvincolati\u201d e in che cosa, invece, siamo liberi? Le analisi di Nardello e di Ottani offrono una bella ricostruzione del \u201cdiscernimento tradizionale\u201d &#8211; molto pi\u00f9 semplice e facile \u2013 e della \u201cevoluzione attuale\u201d. Ma segnalano anche, con lucidit\u00e0, una questione di fondo, ossia la esigenza di ripensare non solo la correlazione tra oggettivo e soggettivo, ma la stessa riformulazione oggettiva di ci\u00f2 che \u00e8 \u201ccanonico\u201d. Perch\u00e9 la esigenza di salvaguardare la \u201csantit\u00e0 della Chiesa\u201d deve essere pensata come delicata correlazione tra Parola di Dio, dottrina e disciplina, senza alcuna possibilit\u00e0 di affidare solo al diritto canonico la prerogativa di definire questo rapporto in modo assoluto. Anzi, proprio a questo livello mi sembra di poter notare una \u201cvistosa discrepanza\u201d tra la \u201cdogmatica giuridica\u201d (statica) e la \u201cdogmatica teologica\u201d (dinamica), che rende assai difficile non solo la collaborazione, ma anche un dialogo significativo tra queste diverse prospettive dogmatiche.<\/p>\n<p>b) <b>L<\/b><b>a resistenza del <\/b><b>\u201d<\/b><b>modello Gasparri\u201d: <\/b><b>istituzione divina e consenso umano<\/b><\/p>\n<p>Una cosa deve essere chiara e mi sembra urgente sottolineare: per integrare davvero libert\u00e0 e autorit\u00e0 del matrimonio, oggi e domani dovremo saper formulare diversamente il \u201cprofilo oggettivo\u201d del sacramento. La soluzione di Pietro Gasparri, che ha ormai 100 anni, risulta oggi del tutto inadeguata. Quello che oggi sembra il primo risultato raggiunto da AL \u2013 e che gi\u00e0 modifica profondamente le prospettive pastorali ed ecclesiali \u2013 \u00e8 la integrazione di un \u201cprofilo soggettivo\u201d a correzione del \u201cprofilo oggettivo\u201d, che resta per\u00f2 necessariamente quasi inalterato, almeno per ora. Ma, sulla base di questa \u201cmediazione di transizione\u201d, potremo e dovremo avviarci ad una \u201cridefinizione della oggettivit\u00e0 del sacramento\u201d. Solo questa ampia e profonda riforma del \u201cdiritto matrimoniale sostanziale\u201d (ossia non solo di quello procedurale) potr\u00e0 porre rimedio alla tensione che si creer\u00e0, da domani, tra soluzione pastorale (secondo il primato del tempo sullo spazio) e stato giuridico (che resta definito per ora secondo il primato dello spazio sul tempo).<\/p>\n<p>Per comprendere meglio questo passaggio, qui possiamo rifarci alle analisi acute con cui un grande teologo tedesco, P. Huenermann, ha messo in chiaro il pesante condizionamento apologetico di una \u201cdogmatica giuridica\u201d di carattere antimoderno e difensivo. Riferendosi alla \u201cseconda tappa\u201d della costruzione novecentesca del \u201cmagistero matrimoniale\u201d, Huenermann scrive:<\/p>\n<pre>\u00a0\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Il principio ermeneutico in base al quale nella\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>Casti Connubii\u00a0 <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>(1930) <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">s\u2019interpretano i testi sia dell\u2019Antico sia del Nuovo Testamento recita:\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>Dio ha creato il matrimonio come creatore dell\u2019uomo e della donna e al tempo stesso <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>lo <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>ha pienamente regolato mediante leggi divine, annunciate\u00a0da Dio attraverso la natura o Ges\u00f9 Cristo<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">. 32 Ne consegue un fondamentalismo teologico, plasmato da un pensiero giuridico, che presenta i fondamenti biblici in un modo grossolanamente semplificato.\u201d (<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">P. Huenermann, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>Una discussione lunga 100 anni<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">, <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\">\u201c<\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Il Regno\u201d <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">[<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">8\/2015<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">]<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">, 553-560, <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\">qui\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">556).<\/span><\/span><\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa operazione di \u201criduzione\u201d della complessit\u00e0 del matrimonio \u00e8 tipica di quello stile teologico apologetico e appare del tutto legata alla vicenda del XIX e XX secolo: mentre il medioevo poteva riconoscere che la \u201chumana generatio ordinatur ad multa\u201d (ossia si orienta in modo diverso alla natura, alla citt\u00e0 e alla Chiesa), la logica di fine XIX e inizio XX secolo \u00e8 costretta a polarizzare tutto su Dio e sull&#8217;uomo, perde le mediazioni. Dio istituisce compiutamente il sacramento in ogni suo aspetto, salvo richiedere il \u201cconsenso originario\u201d di uomo e donna. Ed \u00e8 questa polarizzazione a sfigurare, pesantemente, tanto la teologia quanto la antropologia. Dio e l&#8217;uomo ne escono quasi irriconoscibili!<\/p>\n<p>c) <b>Una <\/b><b>question<\/b><b>e<\/b><b> decisiv<\/b><b>a: <\/b><b>il ruolo della \u201cforma oggettiva\u201d<\/b><\/p>\n<p>Questa \u201cdogmatica giuridica\u201d ha largamente influenzato la dogmatica teologica del XX secolo. Ma mentre i giuristi spesso si sono accontentati di \u201cgestire i margini\u201d delle questioni, i dogmatici hanno presto riconosciuto la debolezza sistematica di questa soluzione troppo drastica e quindi provvisoria. Per questo oggi, dopo AL, dobbiamo riconoscere di essere all&#8217;\u201dinizio di un inizio\u201d: oltre alla riforma della procedura di accertamento della nullit\u00e0 del vincolo \u2013 entrata in vigore dall&#8217;8 dicembre 2015 &#8211; e oltre alla riscoperta del \u201cdiscernimento in foro interno\u201d, bene impostata da AL, alla Chiesa occorre la riforma dei principi giuridici del foro esterno, ossia un nuovo diritto sostanziale sul matrimonio. Questo comporta, inevitabilmente, una ridefinizione del rapporto tra \u201coggettivit\u00e0 del peccato\u201d e \u201csoggetto non imputabile\u201d. Questa differenza non riguarda soltanto il Vangelo, ma anche la societ\u00e0. Fa bene, infatti, Massimo Nardello, nel citato articolo, a ricordare che accanto alla \u201caccoglienza\u201d dei soggetti, occorre preservare \u201coggettivamente\u201d la santit\u00e0 della Chiesa. Ci\u00f2 che, tuttavia, dovrebbe essere discusso \u00e8 se le \u201cseconde nozze\u201d siano semplicemente una \u201coggettivit\u00e0 negativa\u201d oppure se vi sia una rilettura sociale e anche ecclesiale che possa modificarne la \u201cnecessaria correlazione all&#8217;adulterio\u201d. Ci\u00f2 che oggi deve essere teoricamente elaborato \u00e8 precisamente la \u201cdifferenza tra seconde nozze e adulterio\u201d. Questo non \u00e8 anzitutto frutto di una risposta ecclesiale, ma sorge dalla sana provocazione di \u201cnuove forme di vita\u201d, che la societ\u00e0 aperta ha faticosamento elaborato e alle quali la Chiesa deve riservare un supplemento di riflessione e di comprensione. Non si pu\u00f2 certo garantire la \u201csantit\u00e0 della Chiesa\u201d mediante una lettura fondamentalista della Scrittura e della tradizione! Il fondamentalismo produce sempre \u201csantit\u00e0 equivoche\u201d. La seriet\u00e0 del \u201cvincolo\u201d, infatti, non impedisce di variare la forma delle sanzioni rispetto al suo fallimento. Una rigidit\u00e0 di rapporto tra \u201cvalore\u201d e \u201csanzione\u201d \u00e8 tipica di una lettura pre-moderna della legge e del suo valore pedagogico.<\/p>\n<p>Se questo fosse il caso, si rischierebbe di identificare la santit\u00e0 della Chiesa con il principio dello \u201cscandalo\u201d, con esiti alquanto paradossali. Non \u00e8 detto, infatti, che nella societ\u00e0 e nella Chiesa di oggi, sia pi\u00f9 scandaloso chi dopo la crisi del proprio matrimonio si sposa per la seconda volta, rispetto a chi, restando formalmente legato alla prima ed unica moglie, vive ripetute o strutturali esperienze di vita parallela. Il primato della seconda \u201csoluzione\u201d rispetto alla prima corrisponde ad una lettura della societ\u00e0 e della dottrina di natura diversa, che solo una approssimazione troppo generica alle questioni pu\u00f2 rischiare di assolutizzare. Le forme sociali dello scandalo fanno parte della \u201cesperienza ecclesiale di comprensione della parola di Dio\u201d. E il riconoscimento civile delle seconde nozze non pu\u00f2 essere liquidato ecclesialmente come uno \u201cscandalo\u201d. Anzi, proprio questa riduzione dovrebbe risultare particolarmente scandalosa!<\/p>\n<p>d) <b>P<\/b><b>remesse teologiche del lavoro giuridico<\/b><\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo \u201claborioso ripensamento\u201d possa avere luogo, dobbiamo porre una serie di condizioni obiettive. Anzitutto dobbiamo riconoscere che il canonista interpreta le norme secondo una \u201cdogmatica\u201d diversa da quella teologica e pastorale. La dogmatica giuridica \u00e8 rimasta ferma ai primi del 900, paralizzata dalla \u201csindrome da accerchiamento\u201d con cui era stata concepita dal fine giurista Gasparri. Avendo spostato tutto il \u201cpeso\u201d del matrimonio sulla istituzione divina e sul consenso originario dei coniugi, e avendo cos\u00ec immediatamente identificato contratto e sacramento, tale ricostruzione della tradizione aveva realizzato insieme un grande vantaggio e molti svantaggi. Il vantaggio era costituito dall&#8217;essere totalmente \u201cautoreferenziale\u201d &#8211; e dunque \u201cnon falsificabile\u201d &#8211; e con un grande potenziale \u201cfalsificante\u201d verso ogni variazione esterna del \u201csistema\u201d. Se Dio ha stabilito tutte le caratteristiche essenziali del matrimonio, all&#8217;uomo e alla donna non resta altro che \u201cacquisire\u201d nel consenso originario ci\u00f2 che eta stato predisposto previamente da parte di Dio. Ora, come \u00e8 evidente, questa dogmatica giuridico-teologica di carattere accentuatamente apologetico predisponeva una rigidit\u00e0 disciplinare, che poteva essere resa \u201cduttile\u201d soltanto lavorando sull&#8217;unico elemento \u201cnon predeterminato\u201d, ossia sul \u201cconsenso iniziale\u201d. L&#8217;unico livello di \u201cdiscernimento\u201d poteva essere soltanto quello. E cos\u00ec \u00e8 stato, in effetti: ogni \u201cdiscernimento\u201d, anche oggi, tende a concentrarsi \u201cretrospettivamente\u201d sul consenso iniziale, identificando \u201cvizi\u201d e \u201ccapi di nullit\u00e0\u201d necessariamente ed esclusivamente \u201cab ovo\u201d. Ci\u00f2 ha reso la Chiesa totalmente incapace di giudicare quanto accade, da almeno 50 anni, nella vita dei soggetti, non \u201ca monte\u201d, ma \u201ca valle\u201d del loro matrimonio. La impostazione difensiva ha finito per difendersi non tanto dal nemico \u201cstato moderno\u201d, quanto dalla stessa realt\u00e0 vitale dei soggetti implicati.<\/p>\n<p>e) <b>Prospettive, non solo retrospettive<\/b><\/p>\n<p>Una \u201cprospettiva canonica\u201d &#8211; e non solo una \u201cretrospettiva\u201d incline alla retrodatazione di ogni questione &#8211; sar\u00e0 possibile nel diritto canonico solo nella misura in cui il modello giuridico con cui \u00e8 pensato il matrimonio verr\u00e0 aperto alla \u201cstoria dei soggetti\u201d e alla loro \u201clibera coscienza\u201d. Ci\u00f2 che AL fa, profeticamente, nel discernimento \u201ca posteriori\u201d, dovr\u00e0 diventare criterio di ispirazione istituzionale e di struttura legale. Un uso \u201crozzo\u201d del termine oggettivo \u00e8 commisurato alla inesperienza categoriale con cui si trattano uomini e donne, come se fossero privi di libera coscienza e di storia di vita. Queste grandi acquisizioni della \u201cstoria\u201d e della \u201ccoscienza\u201d, che la Chiesa cattolica ha maturato ufficialmente solo dopo la met\u00e0 del XX secolo, stanno cambiando profondamente le categorie che all&#8217;inizio di quel secolo avevano strutturato la \u201cdogmatica giuridica\u201d del sacramento del matrimonio. Essa oggi appare viziata da fondamentalismo biblico e da una apologetica sistematica incompatibile non solo con la esperienza di vita, ma con un vero annuncio del Vangelo. Non sono le condizioni di vita di oggi, ma \u00e8 il Vangelo stesso a non sopportare pi\u00f9 la dogmatica giuridica con cui il matrimonio \u00e8 raffigurato, interpretato e tradotto in disciplina. Ogni traduzione efficace della tradizione dovr\u00e0 minuziosamente riesaminare tutta questa materia e predisporre soluzioni ad ogni singola questione.<\/p>\n<p>Per concludere, potremmo dire: non si tratta semplicemente di \u201cmoderare\u201d soggettivamente una indiscussa evidenza \u201coggettiva\u201d, bens\u00ec occorre ripensare accuratamente la formulazione stessa di questo \u201cprofilo oggettivo\u201d, che richiede un profondo aggiornamento della sapienza giuridica della Chiesa, che dovr\u00e0 lasciarsi illuminare non solo da una pi\u00f9 fedele ermeneutica biblica e da un dialogo pi\u00f9 fecondo con la dogmatica teologica, ma anche da un vero rapporto con la esperienza di uomini e donne. Oggi essa appare attardata di almeno un secolo rispetto alle questioni che ha la pretesa di risolvere, senza saper onorare la complessit\u00e0 che le caratterizza e imponendo criteri di discernimento che la alterano e la mistificano. Le profetiche parole di papa Francesco dicono con semplicit\u00e0 tutta la urgenza di questa conversione, che riguarda <em>in primis<\/em> il nostro linguaggio canonico:<\/p>\n<pre>\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT\"><span>dobbiamo essere umili e realisti, per riconoscere che a volte il nostro modo di presentare le convinzioni cristiane e il modo di trattare le persone hanno aiutato a provocare ci\u00f2 di cui oggi ci lamentiamo, per cui ci spetta una salutare reazione di autocritica\u201d <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT\"><span>(AL, 36)<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT\"><span>. <\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT\"><span>Di questa necessaria autocritica far\u00e0 parte, nel nostro futuro, una accurata riforma del diritto matrimoniale sostanziale.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Nel percorso di approfondimento del testo della Esortazione Apostolica AL ho letto oggi con grande interesse il contributo di Massimo Nardello (Amoris Laetitia: osservazioni teologiche, su SettimanaNews all&#8217;indirizzo http:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/amoris-laetitia-osservazioni-teologiche\/) come quello di Stefano Ottani&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10702"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10702"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10702\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10707,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10702\/revisions\/10707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}