{"id":10525,"date":"2016-04-13T23:46:23","date_gmt":"2016-04-13T21:46:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10525"},"modified":"2016-04-14T11:27:18","modified_gmt":"2016-04-14T09:27:18","slug":"alla-scoperta-di-amoris-laetitia-3-come-cambia-il-magistero-e-come-si-traduce-la-dottrina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alla-scoperta-di-amoris-laetitia-3-come-cambia-il-magistero-e-come-si-traduce-la-dottrina\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di Amoris Laetitia (\/3)  Come cambia il magistero e come si traduce la dottrina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10518\" alt=\"AL\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di fronte alla Esortazione Apostolica <i>Amoris laetitia<\/i> solo uomini dalla esperienza troppo piccola e dalle paure troppo grandi potrebbero parlare di \u201cfine del magistero\u201d o anche solo di \u201cmagistero bisognoso di strutturazione teologica\u201d! Non \u00e8 certo il caso di lamentare una \u201cindeterminatezza\u201d o una \u201ccontorsione\u201d o, peggio, una \u201cambiguit\u00e0\u201d del magistero qui esercitato! Di sicuro, sulla base del dettato della Esortazione, \u00e8 del tutto comprensibile che si resti \u201cspiazzati\u201d da un \u201cuso del magistero\u201d al quale non eravamo pi\u00f9 abituati, almeno da alcuni decenni. Perch\u00e9 si tratta di un esercizio del magistero allo stesso tempo pi\u00f9 antico e pi\u00f9 nuovo di quello che conoscevamo. E&#8217; infatti concepito come un atto autorevole nel quale compaiono una serie di caratteristiche fondamentali delle prerogative del Vescovo di Roma, che la Chiesa ha conosciuto lungo la storia ma che \u2013 <i>novissime<\/i> &#8211; sembrava aver dimenticato. Proviamo a farne qui una breve esposizione, senza pretese di completezza:<\/p>\n<p>a) <b>una autoriflessione del magistero su di s\u00e9<\/b><\/p>\n<p>Negli ultimi 20 anni, in modo insistito, abbiamo dovuto leggere molte proposizioni magisteriali che <b>esercitavano l&#8217;autorit\u00e0 negando <\/b><b>a se stesse<\/b><b> <\/b><b>ogni<\/b><b> autorit\u00e0<\/b>! In altri termini, non riconoscevano a s\u00e9 il potere di decidere alcunch\u00e9 e, per cos\u00ec dire, <b>rivendicavano l<\/b><b>&#8216;<\/b><b>autorit\u00e0 di non avere autorit\u00e0<\/b>: si additava, in questi casi, una \u201cevidenza della tradizione\u201d che sembrava imporre alla Chiesa &#8211; semplicemente e <i>tout court<\/i> &#8211; lo \u201cstatus quo\u201d, sottraendole ogni potere di mutare alcunch\u00e9. C&#8217;era solo una grande fragilit\u00e0 da confessare e nessuna dinamica da promuovere: nessuna ordinazione sacerdotale di donne, nessuna amministrazione della unzione dei malati se non da parte di presbiteri e vescovi, nessuna esclusiva da riservare alla Riforma Liturgica che non potesse impedire al rito precedente di valere come se nulla fosse stato, nessuna possibilit\u00e0 di mediare la legge naturale, la legge divina o la parola di Cristo. Tutti erano \u201cpuri dati\u201d, che si imponevano da s\u00e9, semplicemente da assumere, secondo il principio di autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Invece le parole che leggiamo all&#8217;inizio di AL suonano cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"color: #000000\"><b>Ricordando che il tempo \u00e8 superiore allo spazio, desidero ribadire che non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">. Naturalmente, <\/span><span style=\"color: #000000\"><b>nella Chiesa \u00e8 necessaria una unit\u00e0 di dottrina e di prassi, <\/b><\/span><span style=\"color: #000000\"><b>ma ci\u00f2 non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">. Questo succeder\u00e0 fino a quando lo Spirito ci far\u00e0 giungere a<\/span><span style=\"color: #000000\">lla verit\u00e0 completa (cfr <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>Gv<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"> 16,13), cio\u00e8 quando ci introdurr\u00e0 perfettamente nel mistero di Cristo e potremo vedere tutto con il suo sguardo\u201d (AL 3).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">E&#8217; da notare che mentre la autolimitazione del magistero che abbiamo dovuto registrare sotto Giovanni Paolo II e sotto Benedetto XVI era incline a <\/span><span style=\"color: #000000\"><b>chiudere i dibattiti, a reprimere la libert\u00e0 di parola, a emarginare il dissenso<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">, in questo caso <\/span><span style=\"color: #000000\"><b>Francesco vuole quasi stimolare la discussione rinunciando a intervenire con un \u201cpronunciamento dirimente\u201d<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">. Nel primo caso l&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 a protezione dello \u201cstatus quo\u201d, mentre nel secondo caso la autorit\u00e0 consente un mutamento e una variazione. <\/span><span style=\"color: #000000\">In questo caso, potremmo dire, <\/span><span style=\"color: #000000\"><b>si assume la autorit\u00e0 di riconoscere altre autorit\u00e0, per lasciare iniziare, nel tempo, processi autorevoli<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\"><i><b>. <\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">Il principio della superiorit\u00e0 del tempo sulla spazio \u00e8 in realt\u00e0 <\/span><span style=\"color: #000000\"><b>una precisa e potente teorie dell&#8217;esercizio del magistero<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">. Che <\/span><span style=\"color: #000000\"><b>riconosce la priorit\u00e0 paziente dell&#8217;iniziare processi <\/b><\/span><span style=\"color: #000000\"><b>inclusivi <\/b><\/span><span style=\"color: #000000\"><b>piuttosto che quella di occupare spazi <\/b><\/span><span style=\"color: #000000\"><b>escludenti ed esclusivi<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">.<\/span><span style=\"color: #000000\"><span> \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif\"><span>Dare priorit\u00e0 al tempo significa occuparsi di iniziare processi pi\u00f9 che di possedere spazi\u201d (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif\"><span><i>Evangelii gaudium<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif\"><span>, 223).<\/span><\/span><\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, al numero precedente, il testo di AL aveva affermato:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<\/span><span style=\"color: #000000\"><b>la complessit\u00e0 delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessit\u00e0 di continuare ad approfondire con libert\u00e0 alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali. La riflessione dei pastori e dei teologi, se \u00e8 fedele alla Chiesa, onesta, realistica e creativa, ci aiuter\u00e0 a raggiungere una maggiore chiarezza<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">\u201d (AL 2)<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;invito ad approfondire, il confronto augurabile tra pastori e teologi diventa \u201cesercizio di magistero autorevole\u201d. Questo \u00e8 un cambiamento strutturale del modo di intendere la funzione magisteriale. Essa custodisce la Chiesa nella verit\u00e0 non attraverso un impedimento, ma piuttosto con il favorire l&#8217;ascolto reciproco, il confronto e il dialogo.<\/p>\n<p>b) <b>una successione storica e argomentativa autorevole<\/b><\/p>\n<p>AL non piove certo dal cielo! Sta alla fine di un lungo sviluppo, che inizia gi\u00e0 nel 1880, e poi gi\u00f9 gi\u00f9, passando per <i>Casti Connubii<\/i> e <i>Gaudium et Spes<\/i>, arrivando infine a <i>Humanae Vitae<\/i> e a <i>Familiaris Consortio<\/i>. Ma riconoscere questo debito obiettivo non significa affatto capovolgere le priorit\u00e0 a tal punto da pensare che si debba interpretare la storia al contrario. Non si interpreta la Costituzione Italiana alla luce dello Statuto Albertino, n\u00e9 si legge Dei Verbum alla luce di Dei Filius, ma viceversa. Certo, senza quelle premesse, AL non avrebbe potuto esserci. Ma, normativamente, \u00e8 AL a ridefinire il linguaggio e la disciplina di FC e non viceversa! Siccome non \u00e8 mancato chi \u2013 in modo tanto arrischiato quanto sorprendente \u2013 ha osato provare a capovolgere le cose, occorre ribadire che, almeno su questo piano, <b>AL \u00e8 inserita nell&#8217;alveo normale del magistero ecclesiale, con la sua gerarchia delle fonti. Ed \u00e8 singolare, in questo caso, che siano uomini della gerarchia a non riconoscere la gerarchia.<\/b> Per contestare seriamente tutto questo si dovrebbe poter provare o che AL non \u00e8 una Esortazione Apostolica Postsinodale (esattamente come FC, ma di 35 anni dopo) oppure che FC \u00e8 in realt\u00e0 un testo del 2019! Ma ci sarebbe una alternativa ulteriore: riuscire a dimostrare, con opportuna retrodatazione, che AL \u00e8 un testo del 1980, di modo che FC, del 1981, possa risultare successiva e quindi superiore nella gerarchia delle fonti&#8230;Finzione per finzione, questa almeno avrebbe una sua parvenza di dignit\u00e0.<\/p>\n<p>c) <b>uso di registri diversi, nei diversi capitoli e all&#8217;interno dei singoli capitoli<\/b><\/p>\n<p>Occorre aggiungere, ad onor del vero, che il magistero di Francesco, assumendo la linea di un \u201cpensiero incompiuto\u201d &#8211; sulla scia di due \u201csinodi approssimati\u201d \u2013 usa la \u201cvariatio\u201d come metodo espositivo. Non solo assume i tratti della \u201cdolce lunghezza\u201d come una musica schubertiana, ma anche fa proprie le variazioni continue dello stesso tema. E cos\u00ec passa da un capitolo biblico-sapienziale ad uno descrittivo-ermeneutico, da un \u201ctrattatello sull&#8217;amore\u201d ad una raffinata meditazione morale, da fini distinguo di teologia morale ad una parenesi spirituale sul generare o sulla spiritualit\u00e0 familiare. Insomma, chi coltiva nostalge di definizioni dogmatiche e di canoni di condanna, dopo la grande delusione del Vaticano II, e dopo qualche sostanzioso recupero negli ultimi 30 anni, ora pu\u00f2 dire sconsolato a se stesso: ma dove \u00e8 finito il magistero che faceva paura? e questo magistero senza corruccio, ma cos\u00ec scandalosamente lieto e gioioso, \u00e8 ancora magistero? Questo \u00e8 il magistero della misericordia, con cui Giovanni XXIII ha iniziato in Concilio Vaticano II, con cui Paolo VI lo ha portato a termine e al quale Francesco si riallaccia con una nuova, coraggiosa e profetica continuit\u00e0. Non ci sono definizioni. Non ci sono<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span> condanne. Anzi, l&#8217;unica <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>proposizione<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span> che si possa e si debba condannare <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>\u00e8 l&#8217;esclusione stessa: \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #231f20\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>\u00abla Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona. La Sposa di Cristo fa suo il comportamento del Figlio di Dio che a tutti va incontro senza escludere nessuno \u00bb. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #231f20\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>(MV, 12)<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #231f20\"><span style=\"font-family: Garamond\"><span><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>d) <b>E la dottrina? cambia o non cambia?<\/b><\/p>\n<p>Da tutto quanto abbiamo detto fin qui deriva, anche, un modo di restare fedeli al \u201cdepositum fidei\u201d, alla sostanza della antica dottrina, senza cambiarne il contenuto, ma offrendone una buona traduzione. La traduzione \u00e8 servizio al contenuto mediante un altro \u201crivestimento\u201d. <b>Francesco traduce la tradizione<\/b>. Sa che \u00e8 l&#8217;unico modo per darle ancora vita, forza, impulso, freschezza. Tradurre non significa cambiare, ma significa trasmettere. Per comunicare la tradizione occorre tradurla. Ci\u00f2 che il magistero ha accettato, in AL, \u00e8 di tradurre la sostanza dell&#8217;antica dottrina del <i><b>depositum fidei<\/b><\/i>. La tradizione \u00e8 fragile, certo, ma deve essere sempre dinamica. Muore nelle mani di chi non la sa trattare, ad es. mettendola sotto una teca; essa ha invece bisogno di essere resa dinamica, nella polarit\u00e0 tra Cristo e la Chiesa. In questo modo, tra fragilit\u00e0 e dinamicit\u00e0, la tradizione dell&#8217;amore e del matrimonio, della famiglia e della generazione, <b>non \u00e8 pi\u00f9 spazio da occupare, ma processo da accompagnare, su cui discernere e da integrare<\/b>. Capolavoro di dottrina salvaguardata mediante una coraggiosa traduzione, compiuta dal Papa in comunione con il Sinodo dei Vescovi. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ha la forza per \u201cdare struttura teologica\u201d al Magistero papale: rispetto a questo grande evento ecclesiale e collegiale, non ci si aspetter\u00e0 certo che il Magistero papale possa ricevere una strutturazione adeguata dallo zelo ben intenzionato, ma solitario e unilaterale, di un pur valente Funzionario o di un super-attrezzato Ufficio di Curia!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte alla Esortazione Apostolica Amoris laetitia solo uomini dalla esperienza troppo piccola e dalle paure troppo grandi potrebbero parlare di \u201cfine del magistero\u201d o anche solo di \u201cmagistero bisognoso di strutturazione teologica\u201d! 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