{"id":10523,"date":"2016-04-11T17:42:41","date_gmt":"2016-04-11T15:42:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10523"},"modified":"2016-04-11T17:42:41","modified_gmt":"2016-04-11T15:42:41","slug":"alla-scoperta-di-amoris-laetitia-2-come-cambia-la-pastorale-e-il-diritto-canonico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alla-scoperta-di-amoris-laetitia-2-come-cambia-la-pastorale-e-il-diritto-canonico\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di \u201cAmoris Laetitia\u201d (\/2): Come cambia la pastorale e il diritto canonico"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10518\" alt=\"AL\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AL-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una singolare ed efficace intuizione teologica alimenta la impostazione di AL: attraverso una accurata riflessione sulla delicatezza del rapporto tra \u201clegge generale\u201d e \u201ccaso particolare\u201d, si riscopre la centralit\u00e0 del \u201cdiscernimento\u201d, che richiede l&#8217;arte dell&#8217;incontrare, dell&#8217;accompagnare, ma anche la lucidit\u00e0 del distinguere e dell&#8217;integrare.<\/p>\n<p>Tutto questo, si deve notare, non riguarda semplicemente i \u201ccasi particolari\u201d, o i \u201ccasi limite\u201d sui quali si affigge l&#8217;attenzione dei pi\u00f9, ma ambisce ad essere principio generale di vita cristiana, ossia di \u201cascolto della Parola\u201d, di \u201cesperienza sacramentale\u201d di \u201ctestimonianza ecclesiale\u201d e di \u201crapporto con il mondo\u201d. Tutto intero lo spettro della esperienza cristiana &#8211; che il Concilio Vaticano II ha raccolto nelle sue 4 grandi costituzioni \u2013 appare riscoperto nella sua importanza dal riemergere chiarissimo nel testo di Francesco di questo \u201ccriterio fondamentale\u201d. <i>N\u00e9 la Parola di Dio, nel il sacramento celebrato, n\u00e9 la vita ecclesiale, n\u00e9 il rapporto con il mondo si lasciano comprendere semplicemente sulla base di una \u201coggettivit\u00e0\u201d che si impone sul soggetto, di una \u201cautorit\u00e0\u201d che si impone sulla libert\u00e0<\/i>.<\/p>\n<p>Come ha detto bene il Padre H. Legrand, esperto ecclesiologo francese, questo documento \u00e8 espressione non solo del papa, ma del Sinodo dei Vescovi e per questo attesta una svolta ancora pi\u00f9 significativa: \u201cVi si ritrova, come nel Vaticano II, il primato del Vangelo sulle norme\u201d.<\/p>\n<p>Ora, queste acquisizioni, di grande rilievo, e che rappresentano un \u201cconversione e autolimitazione del magistero papale\u201d, con una ripresa potente del magistero episcopale, conducono ad una serie di conseguenze pastorali e canoniche di assoluto rilievo e sulle quali dovremo lavorare nei prossimi mesi ed anni. Provo qui ad elencarle:<\/p>\n<p>a) <b>Dare forma \u201cesterna\u201d al \u201cforo interno\u201d<\/b><\/p>\n<p>Nella recezione del dettato di AL occorre chiarire un primo punto delicato: la sottolineatura del \u201cforo interno\u201d &#8211; che \u00e8 essenzialmente \u201cper differenza\u201d dal \u201cforo esterno\u201d, ossia dal giudizio mediato da una procedura giudiziaria \u2013 non significa affatto definire una sua marginalit\u00e0 rispetto alla \u201cforma\u201d pastorale e canonica. Se leggiamo il testo che risulta pi\u00f9 esplicito al proposito nella Esortazione Apostolica, possiamo trarne una serie di caratteristiche preziose:<\/p>\n<p>\u201cSi tratta di un <b>itinerario di accompagnamento e di discernimento<\/b> che \u00aborienta questi fedeli alla <b>presa di coscienza <\/b>della loro situazione davanti a Dio. Il colloquio col sacerdote, <i>in foro interno<\/i>, concorre alla formazione di un giudizio corretto su ci\u00f2 che ostacola la possibilit\u00e0 di una pi\u00f9 piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui <i><b>passi che possono favorirla e farla crescere<\/b><\/i>. Dato che nella stessa legge non c\u0092\u00e8 gradualit\u00e0 (cfr <i>Familiaris consortio<\/i>, 34), q<b>uesto discernimento non potr\u00e0 <\/b><b>mai prescindere dalle esigenze di verit\u00e0 e di carit\u00e0 del Vangelo proposte dalla Chiesa<\/b>. Perch\u00e9 questo avvenga, vanno garantite le necessarie condizioni di <b>umilt\u00e0, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento<\/b>, nella ricerca sincera della volont\u00e0 di Dio e nel desiderio di giungere ad una risposta pi\u00f9 perfetta ad essa\u00bb\u201d (AL 300)<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0E&#8217; evidente che \u201cforo interno\u201d non nega, ma anzi afferma:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0&#8211; il carattere di \u201citinerario\u201d che la conversione assume, con elementi di ascolto della parola, di riscoperta della preghiera, di partecipazione alla celebrazione (a parti e progressivamente alla sua integralit\u00e0), di recupero di logiche gratuite, caritative, generose;<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0&#8211; i \u201cpassi\u201d che fanno crescere la partecipazione alla vita della Chiesa;<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0&#8211; la accresciuta coscienza delle esigenze di verit\u00e0, ma anche le forme del comportamento che la comunione richiede (umilt\u00e0, riservatezza, amore alla Chiesa&#8230;)<\/p>\n<p>\u00a0b) <b>R<\/b><b>idare spessore<\/b><b> <\/b><b>a<\/b><b>l primato del tempo sull<\/b><b>o<\/b><b> spazio: <\/b><b>necessit\u00e0 di <\/b><b>itinerari e accompagnamento<\/b><\/p>\n<p>Bisogna considerare che il grande principio che brilla gi\u00e0 in <i>Evangelii Gaudium<\/i> e che ora \u00e8 ripreso in AL (il primato del tempo sullo spazio) introduce una \u201cvariabile temporale della comunione\u201d che rappresenta non solo una grande risorsa per la pastorale (b), ma anche un principio ermeneutico decisivo per la rilettura della tradizione canonica (c). Iniziamo a considerare qui il primo di questi due \u201ceffetti\u201d.<\/p>\n<p>La pastorale diviene \u201cluogo di elaborazione della comunione\u201d. Questo, ovviamente, non \u00e8 nulla di nuovo. Ma la novit\u00e0 consiste nell&#8217;aver liberato la pastorale dalla \u201cossessione di una conformit\u00e0 immediata alla comunione\u201d. Con una mentalit\u00e0 giuridica tardo-moderna, la verifica della comunione veniva pensata e concepita solo \u201cnello spazio\u201d, e quindi \u201cfuori dal tempo\u201d. Questo procedimento aveva due conseguenze deleterie:<\/p>\n<p>&#8211; paralizzava la pastorale, che non aveva pi\u00f9 alcun margine di movimento autorevole rispetto alla \u201clegge generale e astratta\u201d;<\/p>\n<p>&#8211; trasformava facilmente la dottrina in pietra, e non in pane, perch\u00e9 non solo poteva, ma doveva prescindere dalla relazione.<\/p>\n<p>Dietro a questo sviluppo opportuno promosso da AL possiamo scoprire anche il trasformarsi della comprensione del valore della norma rispetto alla vita. La lettura \u201csoltanto pedagogica\u201d della norma era divenuta principio di incomprensione della esperienza. Le norme mantengono sempre un innegabile valore pedagogico, ma non si esauriscono in esso: esse sono sempre anche forme di \u201criconoscimento della realt\u00e0\u201d, della sua \u201cmeravigliosa complicatezza\u201d, sempre pi\u00f9 complessa e ricca del valore che al suo interno occorre incoraggiare e difendere in modo oggettivo.<\/p>\n<p>In tal modo possiamo scoprire che il dischiudersi di uno \u201cspazio di ricostruzione di una possibile comunione\u201d mette in gioco non solo le coscienze, ma le forme dell&#8217;ascolto reciproco, della mediazione, della elaborazione del lutto e della memoria. Sono, di fatto, \u201citinerari\u201d in cui si esercita l&#8217;esame di coscienza, la penitenza e la ripresa delle virt\u00f9. Cammini temporali di nuova iniziazione alla comunione, mediati dalla parola ascoltata, pregata, meditata, praticata.<\/p>\n<p>c) <b>R<\/b><b>ecuperare la <\/b><b>distinzione tra \u201cseconde nozze\u201d e \u201cadulterio\u201d<\/b><\/p>\n<p>Il secondo versante interessato da questo sviluppo \u00e8 precisamente il versante strettamente \u201ccanonico\u201d. E&#8217; evidente, infatti, che la nuova \u201cabnegazione pastorale\u201d, se deve superare la tentazione di \u201cauto-negazione pastorale\u201d, alla quale spesso ci eravamo ormai rassegnati, deve trovare \u201csponda\u201d in una nuova coscienza giuridica e canonica, che non preveda di \u201csequestrare l&#8217;intero orizzonte\u201d della questione. Si noti che proprio questo era formalmente \u2013 e rimane praticamente \u2013 un ostacolo di non piccola entit\u00e0. Cerco di presentarlo nel modo pi\u00f9 chiaro possibile, in tre passi:<\/p>\n<p>&#8211; <i><b>D<\/b><\/i><i><b>ove eravamo rimasti <\/b><\/i><i><b>fermi<\/b><\/i><i><b>?<\/b><\/i><\/p>\n<p>La disciplina anche successiva a <i>F<\/i><i>amiliaris <\/i><i>C<\/i><i>onsortio<\/i> continuava a proporre una identificazione immediata e diretta tra \u201cseconde nozze\u201d e \u201cadulterio\u201d. La condizione di \u201cscomunica sacramentale\u201d poteva essere superata solo o dalla \u201cnullit\u00e0 delle prime nozze\u201d o dalla \u201criduzione al nulla delle seconde\u201d. Il criterio della \u201coggettivit\u00e0\u201d costituiva il criterio decisivo, di fronte al quale la \u201ccoscienza\u201d e il \u201ctempo\u201d non avevano alcuna <span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">autorit\u00e0, n\u00e9 secondo <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>Familiaris <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Consortio, n\u00e9 secondo la <\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> Lettera <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><i>Annus internationalis Familiae, <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">della Congregazione per la Dottrina della Fede<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> del 1994<\/span>, n\u00e9 secondo la <span style=\"color: #663300\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><i>Dichiarazion<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #663300\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><i>e circa<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><i>l&#8217;ammissibilit\u00e0 alla santa comunione dei divorziati risposati<\/i><\/span><\/span>che il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi aveva pubblicato il 24 giugno 2000. Mentre FC e la Lettera della Concregazione sono di fatto superate dalla approvazione di AL, occorre aggiornare questa ultima autorevole dichiarazione, che <i><b>dal 19 marzo si trova in aperto contrasto con il dettato di AL<\/b><\/i>. Essa infatti proponeva una interpretazione del can. 915 del Codice di Diritto Canonico. Detto canone recita:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">\u00abNon siano ammessi alla sacra Comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l\u2019irrogazione o la dichiarazione della pena e <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><i><b>gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto<\/b><\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">\u00bb<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">La interpretazione fornita <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">dalla Dichiarazione intendeva spiegare<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"> che <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">il canone, nella sua seconda parte, doveva essere applicato alla condizione dei \u201cdivorziati risposati\u201d e che, se di discernimento si doveva parlare, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><i>lo si doveva applicare non per integrare, ma per escludere<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">. Si parlava infatti \u2013 letteralmente &#8211; di \u201cdiscernimento dei casi di esclusione dalla Comunione eucaristica dei fedeli, che si trovino nella descritta condizione\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">D&#8217;altra parte la condizione dei divorziati risposati \u00e8 compresa con queste parole pesantissime:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<i><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">ricevere il corpo di Cristo essendo pubblicamente indegno costituisce un danno oggettivo per la comunione ecclesiale; \u00e8 un comportamento che attenta ai diritti della Chiesa e di tutti i fedeli a vivere in coerenza con le esigenze di quella comunione. Nel caso concreto dell\u2019ammissione alla sacra Comunione dei fedeli divorziati risposati, lo scandalo, inteso quale azione che muove gli altri verso il male, riguarda nel contempo il sacramento dell\u2019Eucaristia e l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio. Tale scandalo sussiste anche se, purtroppo, siffatto comportamento non destasse pi\u00f9 meraviglia: anzi \u00e8 appunto dinanzi alla deformazione delle coscienze, che si rende pi\u00f9 necessaria nei Pastori un\u2019azione, paziente quanto ferma, a tutela della santit\u00e0 dei sacramenti, a difesa della moralit\u00e0 cristiana e per la retta formazione dei fedeli\u201d.<\/span><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">Il testo permetteva soltanto le eccezioni previste, quasi 20 anni prima, da <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><i>Familiaris Consortio<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">, ma era evidente come continuasse a pensare i \u201cdivorziati risposati\u201d con la categoria classica di \u201cinfami\u201d. Si deve notare, inoltre, che la argomentazione messa in campo utilizzava il \u201cluogo comune\u201d della \u201cmancanza di autorit\u00e0\u201d della Chiesa di fronte ad una \u201clegge divina\u201d:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">L<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">a proibizione fatta nel citato canone, per sua natura, <\/span><\/span><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><i>deriva dalla legge divina e trascende l\u2019ambito delle leggi ecclesiastiche positive: queste <\/i><\/span><\/span><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><i><b>non possono indurre cambiamenti legislativi che si oppongano alla dottrina della Chiesa<\/b><\/i><\/span><\/span><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&#8211; <i><b>D<\/b><\/i><i><b>ove sta la novit\u00e0<\/b><\/i>?<\/p>\n<p>In AL leggiamo, a chiare lettere, una comprensione nuova e una prospettiva che si libera da una concezione \u201csolo pedagogica\u201d della legge. Il testo di papa Francesco, infatti, esercita l&#8217;autorit\u00e0, con piena coscienza e con grande equilibrio, intervenendo sulla interpretazione della tradizione e \u2013 a fortiori \u2013 del canone 915. Si legge, infatti, in AL 310<\/p>\n<p>\u201c<i>Per comprendere in modo adeguato perch\u00e9 \u00e8 possibile e necessario un discernimento speciale in alcune situazioni dette \u0093irregolari\u0094, c\u0092&#8217;\u00e8 una questione di cui si deve sempre tenere conto, in modo che mai si pensi che si pretenda di ridurre le esigenze del Vangelo. La Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti. <b>Per questo non \u00e8 pi\u00f9 possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta \u0093irregolare\u0094 vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante<\/b>. I limiti non dipendono semplicemente da una eventuale ignoranza della norma. Un soggetto, pur conoscendo bene la norma, pu\u00f2 avere grande <b>difficolt\u00e0 nel comprendere \u00ab<\/b><b>valori insiti nella norma morale\u00bb<\/b> o si pu\u00f2 trovare <b>in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa<\/b>. Come si sono bene espressi i Padri sinodali, \u00abpossono esistere fattori che limitano la capacit\u00e0 di decisione\u00bb\u201d.<\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Questa formulazione fa saltare l&#8217;automatismo oggettivo <\/span><span style=\"color: #000000\">e normativo, che identifica<\/span><span style=\"color: #000000\"> \u201csituazione irregolare\u201d e \u201cpeccato mortale\u201d. In qualche modo non identifica pi\u00f9 \u2013 in generale <\/span><span style=\"color: #000000\">e necessariamente <\/span><span style=\"color: #000000\">\u2013 il \u201cdivorziato risposato\u201d con l&#8217;\u201dadultero\u201d. <\/span><span style=\"color: #000000\">Ma q<\/span><span style=\"color: #000000\">uesto, <\/span><span style=\"color: #000000\">per di pi\u00f9<\/span><span style=\"color: #000000\">, corrisponde ad un \u201cprincipio generale\u201d che viene espresso cos\u00ec: \u201c<\/span><span style=\"color: #000000\"><i><b>\u00c8 meschino soffermarsi a considerare solo se l<\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"><i><b>&#8216;<\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"><i><b>\u0092agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perch\u00e9 questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedelt\u00e0 a Dio nell\u0092<\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"><i><b>&#8216;<\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"><i><b>esistenza concreta di un essere umano<\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">\u201d <\/span><span style=\"color: #000000\">(AL 304)<\/span><span style=\"color: #000000\">.<\/span><\/p>\n<p>&#8211; <i><b>Q<\/b><\/i><i><b>uali conseguenze \u201ccanoniche\u201d?<\/b><\/i><\/p>\n<p>Se AL supera sul piano formale l&#8217;autorit\u00e0 di pronunciamenti precedenti \u2013 e sarebbe contraddittorio pensare che debba essere AL ad essere corretta da FC e non viceversa &#8211; occorre oggi adeguare anche i principi di una \u201cermeneutica giuridica\u201d che potrebbe, da oggi, ostacolare la traduzione pastorale del nuovo principio. Mi riferisco, in modo particolare, alla citata \u201cinterpretazione autorevole\u201d che il Pontificio Consiglio per la Interpretazione dei testi legislativi aveva dato del canone 915.<\/p>\n<p>Dal 19 marzo il criterio di interpretazione del canone 915 \u00e8 mutato, almeno per quanto riguarda la sua applicabilit\u00e0 al caso di \u201cseconde nozze\u201d. Tale caso deve essere valutato con una forma nuova di discernimento. <b>Mentre prima il discernimento era inteso solo \u201cad excludendum\u201d, ora, invece, il discernimento sta nell&#8217;orizzonte di una scelta complessiva ispirata alla luce della misericordia e alla <\/b><i><b>via caritatis<\/b><\/i><b>: \u201c<\/b><b>due logiche percorrono tutta la storia della Chiesa: emarginare e reintegrare. La strada della Chiesa, dal Concilio di Gerusalemme in poi, \u00e8 sempre quella di Ges\u00f9: della misericordia e dell&#8217;\u0092integrazione\u201d<\/b> (Al 295).<\/p>\n<p>Di qui discende un compito urgente: <i><b>occorre quanto prima offrire una interpretazione aggiornata e illuminata del can 915 e della sua applicabilit\u00e0 al caso dei \u201cdivorziati risposati\u201d<\/b><\/i>. La applicabilit\u00e0 sussiste ovviamente anche oggi, come ribadisce anche AL, ma a condizioni profondamente rinnovate e con uno stile e un linguaggio da adeguare alla nuova visione, che non pu\u00f2 pi\u00f9 autorizzare le espressioni inadeguate, rozze e irrispettose del testo interpretativo del 2000.<\/p>\n<p>d) <b>La profezia del Vescovo-avvocato <\/b><b>J.-P. Vesco,<\/b><b> allievo di S. Tommaso<\/b><\/p>\n<p>S. Tommaso di chiedeva se fosse giusto che la legge civile dovesse perseguire tutti i vizi. E rispondeva di no. Una certa \u201cdifferenza\u201d tra diritto e morale era percepita, nella Chiesa medievale, come una felice necessit\u00e0. La Chiesa moderna, per diverse ragioni, ha potuto trasformare la propria visione, inclinando, non di rado, verso un certo massimalismo. Che ha assunto, soprattutto nell&#8217;ultimo secolo, un volto ufficiale, soprattutto a partire dal Codex del 1917. Se non esiste alcuna \u201cdistinzione possibile\u201d tra contratto e sacramento, questa sovrapposizione immediata uccide ogni possibile discernimento, preclude lo stesso ragionamento sia sul \u201cmale minore\u201d, sia sul \u201cbene possibile\u201d. La estensione del concetto di \u201cintrinsece malum\u201d &#8211; che ha assunto un ruolo assai forte a partire da <i>Veritatis <\/i>Splendor (1993) &#8211; permette di ridurre il potere della Chiesa e quindi di escludere tutte le mediazioni possibili. Trasforma ogni mediazione concreta in \u201cdisobbedienza alla legge universale e astratta\u201d, ma in tal modo ottiene l&#8217;effetto di assolutizzare le mediazioni classiche, pretendendo cos\u00ec di renderle immutabili. E confonde la fedelt\u00e0 con la rigidit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora Francesco \u2013 non da solo, ma in comunione con il Sinodo dei Vescovi &#8211; ci riconduce ad una logica pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 ricca: non accetta pi\u00f9 che la logica massimalistica \u2013 per la quale vale solo il bene massimo garantito dalla norma generale e astratta \u2013 sia l&#8217;unica via coerente con la fede e con la comunione ecclesiale. Anzi, mostra quanto rischiosa sia questa convinzione.<\/p>\n<p>La strada intrapresa era stata additata, sia pure con linguaggio diverso, dal Vescovo di Oran, J.-P. Vesco. Egli aveva sollecitato la Chiesa a \u201crivedere la categoria del reato di adulterio\u201d. Egli sosteneva che da reato continuato l&#8217;adulterio dovesse essere considerato reato istantaneo. Di fatto, con AL, possiamo dire che la \u201csvolta pastorale\u201d ha operato, indirettamente, questa nuova ermeneutica del concetto giuridico. Nel suo bel testo \u2013 <i>Ogni amore vero \u00e8 indissolubile<\/i> \u2013 Vesco sosteneva che un serio confronto tra la tradizione cristiana e le forme di vita contemporanee imponeva un ripensamento del rapporto tra \u201cseconde nozze\u201d e \u201cadulterio\u201d. Ma questo neppure in Vesco si basava su una nuova descrizione delle patologie bisognosa di cura, quanto su una rinnovata comprensione della fisiologia dell&#8217;amore, come esperienza originaria di un \u201clegame per sempre\u201d: anche per Vesco, come per Francesco, <i><b>\u00e8 una nuova ermeneutica non giuridica della fisiologia del matrimonio che permette di pensare, con fedele libert\u00e0, i rimedi migliori per le sue vecchie e nuove patologie<\/b><\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Una singolare ed efficace intuizione teologica alimenta la impostazione di AL: attraverso una accurata riflessione sulla delicatezza del rapporto tra \u201clegge generale\u201d e \u201ccaso particolare\u201d, si riscopre la centralit\u00e0 del \u201cdiscernimento\u201d, che richiede l&#8217;arte&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10523"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10523"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10524,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10523\/revisions\/10524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}