{"id":10485,"date":"2016-04-01T00:50:10","date_gmt":"2016-03-31T22:50:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10485"},"modified":"2016-04-01T00:50:10","modified_gmt":"2016-03-31T22:50:10","slug":"aspettando-amoris-laetitia-i-nomi-dellamore-in-140-anni-di-magistero-cattolico-da-leone-xiii-a-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/aspettando-amoris-laetitia-i-nomi-dellamore-in-140-anni-di-magistero-cattolico-da-leone-xiii-a-francesco\/","title":{"rendered":"Aspettando \u201cAmoris Laetitia\u201d.  I nomi dell&#8217;amore in 140 anni di magistero cattolico, da Leone XIII a Francesco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imago-esortazione_apostolica_amoris_letitia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10486\" alt=\"imago-esortazione_apostolica_amoris_letitia\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imago-esortazione_apostolica_amoris_letitia.jpg\" width=\"144\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\"><span>Ora sappiamo con certezza almeno il titolo della prossima Esortazione apostolica: <i>Amoris Laetitia<\/i>, <strong>la gioia dell&#8217;amore, la letizia dell&#8217;amore, ma anche la fecondit\u00e0 e la creativit\u00e0 dell&#8217;amore<\/strong>. Ricca di risonanze \u2013 e di promesse &#8211; \u00e8 la parola latina \u201claetitia\u201d. Dopo alcune piccole, ma significative, indiscrezioni \u2013 sul numero delle pagine e sul numero dei paragrafi \u2013 ora abbiamo qualcosa di pi\u00f9. Un titolo. Ma solo un titolo, che, per\u00f2, come accade in una lunga tradizione ecclesiale, coincide con un \u201cincipit\u201d. Cos\u00ec inizia il documento: con la gioia dell&#8217;amore. <strong>Dopo la gioia del vangelo, ora la gioia dell&#8217;amore. Francesco si distingue anzitutto per \u201cgaudium\u201d e per \u201claetitia\u201d<\/strong>. Lo aveva segnalato prima ancora di diventare papa, in un discorso ai cardinali, ricordando, di Paolo VI, la \u201cdolce e confortante gioia di evangelizzare\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\"><span>Pi\u00f9 di questo non abbiamo: un titolo \u201cgoioso\u201d. Al quale possiamo unire una ampiezza di pagine e di paragrafi che lasciano intendere, o presagire, una ampiezza di sviluppo e di considerazione di ci\u00f2 che, fin dal titolo, appare ancora pi\u00f9 che famiglia e matrimonio. Appare come \u201camore\u201d. Qui mi fermo. Ma penso che sia legittimo chiedersi: come siamo arrivati fin qui? <strong>Pu\u00f2 essere utile recuperare, in modo estremamente sommario, le grandi tappe che ci hanno portato fino a qui<\/strong>. In questi giorni \u201cfra l&#8217;ottava di Pasqua\u201d, che fanno risuonare con tanta forza l&#8217;annuncio pi\u00f9 originario del Signore Risorto, possiamo francamente riconoscere che, in origine, tutto inizia l\u00ec, in quell&#8217;evento e in quell&#8217;annuncio. Ma poi, nel differenziarsi delle storie cristiane, siamo condotti ad identificare <strong>lo specifico di questo documento ormai imminente in una storia molto pi\u00f9 breve della campata bimillenaria del cristianesimo<\/strong>. Essa trova il suo inizio nel primo documento \u201ctardo-moderno\u201d che affronta la questione \u201cmatrimoniale\u201d in un contesto nuovo. Siamo nel 1880, durante il pontificato di Leone XIII, a pochi anni dalla \u201cbreccia di porta Pia\u201d e dalla perdita del \u201cpotere temporale\u201d. <strong>Questa storia nuova, che comincia solo allora, \u00e8 segnata profondamente da questioni istituzionali, giuridiche e politiche, che ne hanno caratterizzato lo sviluppo, per buona parte di questi 140 anni<\/strong>. Questioni teologiche e questioni istituzionali si sono dunque intrecciate in una forma nuova, che non ha precedenti nella storia della Chiesa. <strong>Tra qualche giorno, alla luce del nuovo testo, potremo rileggere questa storia diversamente<\/strong>. Ora possiamo per\u00f2 recuperarla, almeno per sommi capi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong style=\"line-height: 1.5em\"><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\">1) <i>Arcanum divinae sapientiae, <\/i>Enciclica di Leone XIII (1880)<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\">Tutta la grande tradizione medievale, mediata autorevolmente dal Concilio di Trento, assume, con questa enciclica, <strong>la problematica nuova e inedita di una ri-affermazione della \u201ccompetenza ecclesiale\u201d di fronte alla competenza degli stati moderni sul matrimonio, che il XIX secolo aveva appena inaugurato<\/strong>. Tutti i temi fondamentali tipici della tradizione risultano cos\u00ec \u201cfiltrati\u201d da questo problema nuovo e drammatico. In questa Enciclica <strong>si mettono a punto le \u201cforme di pensiero e di azione\u201d che poi saranno fatte proprie dal <i>Codice di diritto canonico<\/i> del 1917.<\/strong> E che diverranno, per molti decenni, il punto di snodo decisivo della comprensione \u201ccattolica\u201d del matrimonio, della famiglia e dell&#8217;amore. Con i suoi pregi e i suoi difetti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\">2) <i>Casti connubii<\/i> (1930), Enciclica di Pio XI (1930)<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\"><span>Cinquant&#8217;anni dopo, in tutt&#8217;altro mondo, Pio XI assume un tema particolare, come quello della <strong>opposizione alla\u00a0\u201ccontraccezione\u201d &#8211; ammessa in quell&#8217;anno dalla confessione anglicana &#8211; , come \u201cchiave di comprensione\u201d del matrimonio e della famiglia<\/strong>. Esso determiner\u00e0, a partire da allora, una precisa priorit\u00e0 nella <strong>lettura \u201cnaturale\u201d del matrimonio e della famiglia<\/strong>. La rinuncia alla \u201clibert\u00e0\u201d nel contesto matrimoniale viene tradotta nella norma di una sessualit\u00e0 puramente \u201coggettiva\u201d, quasi depurata dalla soggettivit\u00e0 e regolata solo naturalmente. In una abbraccio tra grazia e natura che, a lungo andare, rischier\u00e0 di diventare asfissiante. E di polarizzare sempre pi\u00f9 il rapporto con la cultura civile. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\">3) <i>Humanae vitae,<\/i> Enciclica di Paolo VI (1968)<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\">Nonostante il parziale mutamento di linguaggio introdotto dal Concilio Vaticano II e il cammino verso una \u201cpersonalizzazione\u201d del matrimonio e della famiglia, ancora nel 1968 troviamo in <i>Humanae Vitae<\/i> di Paolo VI la impostazione risalente a <em>Arcanum divinae sapientiae<\/em> e a <em>Casti connubii<\/em>: <strong>il matrimonio e la famiglia \u2013 come luoghi unici della sessualit\u00e0 \u2013 sono interamente \u201cpredeterminati\u201d da Dio, lasciando all&#8217;uomo uno spazio di responsabilit\u00e0 cos\u00ec esiguo da risultare spesso quasi fittizio e sempre molto formale<\/strong>. Una \u201cgenerazione responsabile\u201d diventa un tema astratto, cui non corrispondono \u201cpratiche\u201d realistiche. Ma la soluzione inefficace dipende <strong>da un modo di pensare il matrimonio e la famiglia \u201cin contrasto\u201d con la cultura civile moderna. Matrimonio e famiglia si prestano ancora ad essere \u201cusati\u201d come baluardi antimodernisti e come riserve di competenza ecclesiastica. Ma in questo \u201cuso\u201d subiscono anche mortificazioni e riduzioni progressive<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\">4) <i>Familaris consortio,<\/i> Esortazione Apostolica postsinodale di Giovanni Paolo II (1981)<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\">Sia pure all&#8217;interno di una forte continuit\u00e0 con il linguaggio del secolo precedente, <i>F<\/i><i>amiliaris Consortio<\/i> opera <strong>due grandi mutamenti<\/strong>: da un lato introduce, persino nel titolo, <strong>la espressione \u201cfamiliaris\u201d<\/strong>, che \u00e8 nuova nel magistero, che da sempre si era occupato di \u201cmatrimonio\u201d, non di famiglia. Il precedente \u00e8 qui il Concilio Vaticano II e il suo ripensamento ecclesiale della famiglia. Ma il secondo passaggio decisivo \u00e8 il <strong>riconoscimento aperto di una \u201cdifferenziazione\u201d della societ\u00e0, che appare ormai evidente anche per la Chiesa. Non ci sono solo \u201cfamiglie regolari\u201d, ma anche \u201cirregolari\u201d, che non sono pi\u00f9 automaticamente \u201cinfami\u201d e \u201cscomunicate\u201d<\/strong>. Il documento di Giovanni Paolo II non fa molto pi\u00f9 di questa \u201cammissione\u201d: ma \u00e8 l&#8217;inizio di una piccola rivoluzione. <strong>La logica della contrapposizione alla societ\u00e0 civile, inaugurata da \u201cArcanum divinae sapientiae\u201d nel 1880, cento anni dopo non regge pi\u00f9 sul piano pratico e operativo, anche se teoricamente pu\u00f2 dare ancora qualche piccolo conforto<\/strong>. Alla contrapposizione frontale occorre sostituire la conciliazione nella differenziazione. E&#8217; solo un compito, non svolto, ma chiaramente colto e indicato.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\">5) <i>Amoris laetitia,<\/i> Esortazione Apostolica postsinodale di Francesco (2016)<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #141823\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif\"><span>Cos\u00ec si giunge a Francesco. E qui ci fermiamo. <strong>Abbiamo per\u00f2 non solo un documento \u201cignoto\u201d, ma abbiamo anche questa lunga storia recente, abbiamo un accurato percorso sinodale, abbiamo una esigenza vivace di conversione pastorale, abbiamo una ripresa vigorosa della consegna conciliare<\/strong>. Leggeremo venerd\u00ec prossimo il frutto di questa articolata elaborazione. Che ci consentir\u00e0 di rileggere tutta questa storia in modo nuovo. <strong>Per ora osserviamo che, anche soltanto sul piano del \u201clessico\u201d &#8211; almeno di quello dei titoli \u2013 i \u201cnomi dell&#8217;amore\u201d cambiano e si passano la mano: dall&#8217; \u201carcano della sapienza divina\u201d si passa al \u201ccasto coniugio\u201d, poi alla \u201ctrasmissione della vita umana\u201d, poi alla \u201ccomunione familiare\u201d, per arrivare infine alla \u201cgioia dell&#8217;amore\u201d. In trasparenza vediamo, attraverso questi nomi, affiorare una storia complessa, sofferta, problematica e insieme promettente<\/strong>. Il nuovo documento dovr\u00e0 essere letto in questo \u201campio respiro\u201d, nella lunga campata di questa storia recente, ma non schiacciata sulla storia recentissima. <strong>Alla luce di questo ultimo documento gioioso, tutti gli altri prenderanno, inevitabilmente, colori e forme nuove. Come \u00e8 bene che sia. Come \u00e8 sempre stato, tutte le volte in cui la tradizione ha saputo mostrarsi e riconoscersi non solo \u201cviva\u201d, ma anche \u201csana\u201d<\/strong>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora sappiamo con certezza almeno il titolo della prossima Esortazione apostolica: Amoris Laetitia, la gioia dell&#8217;amore, la letizia dell&#8217;amore, ma anche la fecondit\u00e0 e la creativit\u00e0 dell&#8217;amore. 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