{"id":10375,"date":"2016-03-11T00:27:57","date_gmt":"2016-03-10T23:27:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10375"},"modified":"2016-03-11T00:27:57","modified_gmt":"2016-03-10T23:27:57","slug":"identikit-della-vi-istruzione-3-che-tipo-di-lingua-e-il-latino-liturgico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/identikit-della-vi-istruzione-3-che-tipo-di-lingua-e-il-latino-liturgico\/","title":{"rendered":"Identikit della VI Istruzione (\/3): che tipo di lingua \u00e8 il latino liturgico?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/translation-e1435139157983.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10376\" alt=\"translation-e1435139157983\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/translation-e1435139157983-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/translation-e1435139157983-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/translation-e1435139157983-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/translation-e1435139157983.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il dibattito nato attorno alla traduzione dei testi liturgici nelle principali lingue moderne mi sembra che viva e si nutra principalmente di fraintendimenti, nati da una certa confusione tra lingue veicolari e lingue vernacolari, e una poca considerazione del latino liturgico come particolare lingua sviluppata dal latino cristiano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> La stessa traduzione della Quinta Istruzione liturgica, De usu linguarum popularium in L\u2019uso delle lingue vernacole, lascia intendere un uso poco consapevole dell\u2019aggettivo vernacolo, che se inteso nel senso comune di domestico e familiare, aprirebbe ad una serie di riflessioni intono alla ricerca di una semantica e di uno stile da trovare <\/span><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">interrogando la madre in casa, i bambini in strada, e il popolo al mercato<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">\u201d<\/span><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Con queste parole inizia il testo di C. U. Cortoni che qui presentiamo. <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Per superare le difficolt\u00e0 che sono scaturite dalla <\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">V Istruzione<\/span><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, occorre riflettere non solo sui criteri di traduzione dal latino alle lingue moderne, ma anche sulle caratteristiche peculiari del rapporto che si istituisce tra il latino liturgico e tali lingue. Su questa delicata relazione, lo studio di Cortoni appare particolarmente prezioso. Esso aiuta a comprendere tre punti fondamentali:<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">a) Il latino liturgico si \u00e8 formato in una storia nella quale ha assunto il ruolo di \u201clingua ve<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">rnacol<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">are\u201d, con caratteristiche di \u201clingua d&#8217;uso\u201d dipendente dalle traduzion<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">i<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> della Scrittura;<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">b) A ci\u00f2 si aggiunge la caratteristica di essere concepito e utilizzato come \u201clingua di proclamazione\u201d prima che come \u201clingua di lettura\u201d;<\/span><\/i><\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">c) <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">la lingua di arrivo della traduzione deve <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">quindi <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">oggi <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">rispettare la memoria delle fonti di un\u2019assemblea celebrante.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Dall&#8217;analisi offerta in questo breve ma intenso studio, l&#8217;approccio solo filologico di interpretazione del testo liturgico perde una parte fondamentale sia della sua intenzione, sia della attenzione per il destinatario, che nel testo <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">risulta<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> originaria.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Qui di seguito il testo di C. U. Cortoni &#8211; <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">professore di teologia sacramentaria medievale presso l&#8217;Ateneo S. Anselmo &#8211; che offre suggerimenti preziosi in vista di una VI Istruzione.<\/span><\/i><\/p>\n<h2><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i><b>Come poter passare da una lingua veicolare ad una vernacolare?<\/b><\/i><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">di Claudio Ubaldo Cortoni<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il dibattito nato attorno alla traduzione dei testi liturgici nelle principali lingue moderne mi sembra che viva e si nutra principalmente di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>fraintendimenti, nati da una certa confusione tra lingue veicolari e lingue vernacolari<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, e una poca considerazione del latino liturgico come particolare lingua sviluppata dal latino cristiano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> La stessa traduzione della <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Quinta Istruzione liturgica<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>De usu linguarum popularium <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">in <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>L\u2019uso delle lingue vernacole<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">,<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">lascia intendere un uso poco consapevole dell\u2019aggettivo <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>vernacolo<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, che se inteso nel senso comune di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>domestico<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> e <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>familiare<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, aprirebbe ad una serie di riflessioni intono alla ricerca di una semantica e di uno stile da trovare interrogando <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>la madre in casa, i bambini in strada, e il popolo al mercato<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Il vernacolo e il dialetto standardizzato<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">In <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Liturgiam authenticam <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">una delle prime preoccupazioni \u00e8 quello di fissare le lingue idonee per la traduzione dei testi liturgici, distinguendo tra lingue e dialetti, lasciando intendere che sono preferibili lingue veicolari, partendo, forse, dal presupposto che il latino liturgico possa essere ascritto a questo particolare gruppo linguistico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Lingua veicolare \u00e8 quella usata come mezzo di comunicazione tra parlanti che appartengono a comunit\u00e0 linguistiche diverse<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> (T. De Mauro), il che farebbe pensare che il latino liturgico fu scelto in ragione della lingua in uso nella parte occidentale dell\u2019Impero, anche dopo che questo venne meno lasciando il posto ai Regni romano barbarici. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Questo \u00e8 vero solo in parte, il latino liturgico \u00e8 una lingua di traduzione che costruisce il suo lessico, se non addirittura parte della sua sintassi, prima dalle numerose traduzioni latine della Bibbia (Gregorio Magno, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Lettera a Leandro di Siviglia<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">), e poi dalla Vulgata di Girolamo [P. Stotz, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Il latino medievale<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, Firenze, SISMEL, 2013, 43-74; cf. la voce del 2010 \u00abChiesa e lingua\u00bb di R. Librandi in <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/chiesa-e-lingua_(Enciclopedia_dell'Italiano\">http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/chiesa-e-lingua_(Enciclopedia_dell&#8217;Italiano<\/a>); cf. la voce del 2010 \u00abCristianesimo e lingua\u00bb di C. Marazzini in <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/cristianesimo-e-lingua_(Enciclopedia_dell'Italiano)\/\">http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/cristianesimo-e-lingua_(Enciclopedia_dell&#8217;Italiano)\/<\/a> ].<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Il latino liturgico \u00e8 molto pi\u00f9 vicino alla lingua sognata da Gregorio Magno e annunciata a Leandro di Siviglia nella lettera di dedica al suo commento morale a Giobbe del 591, lontana dalla regole di Donato e piena di barbarismi e metacismi, secondo il principio che <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>\u00e8 pi\u00f9 che giusto che il figlio messo al mondo <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">(il commento biblico) <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>esprima questa somiglianza con sua madre <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">(la Sa<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">c<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">ra Scrittura). Il lungo scritto di Gregorio Magno apr\u00ec un confronto senza pari nella storia della traduzione per i rapporti tra Chiesa latina e greca, divise sulla resa del senso o della lettera in sede di traduzione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Si pu\u00f2 affermare che <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>il latino liturgico \u00e8 in una certa misura qualcosa di diverso da una lingua veicolare, \u00e8 essa stessa una lingua di arrivo nella traduzione, rispetto ad esempio alla tradizione greca, in questo senso, o meglio nello spirito della <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Quinta Istruzione liturgica<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>, si pu\u00f2 affermare che il latino liturgico \u00e8 una lingua vernacolare<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Ma cosa si intende per lingua vernacolare?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Una lingua vernacolare, o vernacolo, si contrappone a <\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>lingua<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> ed \u00e8 distinta da <\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>dialetto<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, rispetto al quale \u00e8 pi\u00f9 popolare e locale (un po\u2019 come in francese <\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>patois<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> si contrappone a <\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>langue<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> e si differenzia da <\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>dialecte<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">). Anche se il termine deriva da <\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>verna<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, lo schiavo nato in casa del padrone e quindi a lui pi\u00f9 familiare e affezionato che lo schiavo comprato, il che farebbe pensare allo sviluppo di un eloquio famigliare, il latino liturgico, che appartiene al pi\u00f9 complesso sviluppo del latino cristiano, pu\u00f2 essere considerata <\/span><\/span><span style=\"color: #262626\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>una lingua settoriale o speciale, nel senso di una<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i> variante standard o dialetto standardizzato rispetto al latino classico<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Il problema non \u00e8 dunque capire quale lingua veicolare possa essere migliore per la traduzione del latino liturgico, ma comprendere che il latino liturgico rientra in una variante standard del latino, con caratteristiche proprie fissate, che debbono essere conosciute prima ancora di passare alla traduzione del testo liturgico in altre lingue. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Il latino liturgico una lingua veicolare impropria<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;line-height: 1.5em\">Si pu\u00f2 parlare a ragione di latino liturgico nel pi\u00f9 ampio orizzonte del latino cristiano, o meglio di una lingua connotata da caratteristiche proprie, che la distinguono in parte dall\u2019uso classico della lingua latina nella sua evoluzione tardoantica e altomedievale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> La base del latino liturgico sono le traduzioni latine delle Sacre Scritture, che forniscono immagini, semantica e modelli per i testi liturgici, che alla fine del Tardo Antico iniziano a trovare una propria stabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">La fine del Tardo Antico rimane per la lingua liturgica il punto di partenza e il modello principale al quale ogni altro sviluppo della lingua rituale si richiama per secoli: da qui la peculiarit\u00e0 di questa lingua e anche la difficolt\u00e0 a tradurla nelle lingue correnti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Una seconda peculiarit\u00e0 del latino liturgico \u00e8 la sua <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>appartenenza alla medio-oralit\u00e0, e cio\u00e8 caratterizzata da testi composti per la pubblicazione orale, per essere cio\u00e8 letto ad una assemblea<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> (cf. L. Sbardella, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>L\u2019Oralit\u00e0. Da Omero ai mass media<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, Roma, Carrocci, 2014<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">3<\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Una corretta interpretazione del testo liturgico, sia esso tratto da un sacramentale o un inno, l\u2019uno \u00e8 modello spesso per l\u2019altro, deve tenere conto della composizione del testo: <\/span><\/p>\n<ol>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Rintracciarne cio\u00e8 il modello biblico, nella corrispettiva fonte latina delle Sacre Scritture, per ricostruirne lo sfondo scritturistico che sostiene il piano teologico della specifica preghiera liturgica, ricondurlo poi alla <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>ratio<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> celebrativa, per rendere quello che potremmo chiamare l\u2019efficacia dell\u2019orazione, lo scopo per la quale \u00e8 stata composta.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Quando si rende necessario, ed \u00e8 possibile, rintracciare anche le fonti patristiche del testo, che si aggiungono gradualmente al patrimonio della lingua biblica gi\u00e0 nell\u2019Alto Medioevo, per entrare ancora maglio nella specificit\u00e0 di un linguaggio organizzato per celebrare un determinato evento<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Rispetto allo studio del lessico non dimenticare mai la necessaria differenza tra la ricerca di una precisione filologica e la natura del testo liturgico, che risponde ad esigenze proprie: un esempio \u00e8 la disputa sulla traduzione del verbo <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>battezzare<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, nei Vangeli e nei testi liturgici, tra Erasmo da Rotterdam, difensore della ricerca lessicografia <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>ante litteram<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, e Lutero, che invitava l\u2019umanista agostiniano a non vanificare il senso teologico di questo termine sacrificandolo alla <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>correttezza<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> filologica. La formula <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>io ti bagno <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">in luogo di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>ti battezzo <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">ovviamente finiva per depotenziare l\u2019efficacia rituale della formula.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"4\">\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Nell\u2019acquisire tali informazioni sul testo si tenga sempre presente la modalit\u00e0 tardoantica e altomedievale con la quale si citano passi della Scrittura e dei Padri, distante dalla sensibilit\u00e0 moderna formatasi sull\u2019esegesi <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>positiva<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> della fonti; e quando si affronta la traduzione di testi liturgici <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>moderni<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, prima si confronti sempre la struttura con quello che sembra essere il modello di riferimento, per poi comprendere differenze e progressi nella composizione letteraria dello specifico scritto.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"5\">\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Al momento della traduzione le informazioni acquisite sul testo debbono essere riportate alla contemporaneit\u00e0, nel senso di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>ricercare i testi delle fonti nella propria lingua di arrivo, cio\u00e8 di traduzione, per conferire alla preghiera, o all\u2019inno tradotto, quell\u2019efficacia che lo contraddistingue nella lingua di partenza, consapevoli che tradurre \u00e8 dire quasi la stessa cosa<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> (Umberto Eco sull\u2019esperienza della traduzione).<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"6\">\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">L\u2019appartenenza del latino liturgico alla medio-oralit\u00e0, oggi meno diffusa che un tempo, chiede al traduttore l\u2019accortezza di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>adeguare il cursus del testo ad un assemblea che dovrebbe ascoltare e non leggere<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. E dunque il <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>lessico deve essere riconoscibile all\u2019orecchio del fedele, per un rimando efficace tra sfondo biblico, che lo ispira, ed esperienza del rito<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Una conclusione: dal testo liturgico al latino liturgico<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il problema della traduzione dei testi liturgici, gi\u00e0 tra di loro molto diversificati, nasce dall\u2019<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>eccessivo carico che viene dato al testo, prima ancora che alla lingua, il latino liturgico, che appare gi\u00e0 come lingua di arrivo, e cio\u00e8 di destinazione, e non di partenza<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Se poi consideriamo che la lingua, che fornisce lessico e morfologia al latino liturgico, \u00e8 quella della traduzione latina della Scrittura e dei Padri, che a sua volta una lingua di arrivo nella traduzione, il circolo ermeneutico diventa infinito.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Una vera possibilit\u00e0 per rendere il senso del testo liturgico in un&#8217;altra lingua, potrebbe essere quello di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>ricomprendere le fonti del testo nella lingua d\u2019arrivo o di destinazione, dopo aver compreso, per\u00f2, il senso con il quale la terminologia biblica e quella patristica \u00e8 usata nel latino liturgico, e cio\u00e8 la lingua di partenza<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> I testi essendo composti per essere recitati e dunque recepiti da un\u2019assemblea liturgica, secondo le leggi che regolano la medio-oralit\u00e0, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>debbono rispondere, nella traduzione, alla memoria effettiva del lessico e dei richiami scritturistici, secondo l\u2019attuale traduzione conosciuta dall\u2019assemblea<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. In breve <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>la lingua di arrivo della traduzione deve rispettare la memoria delle fonti di un\u2019assemblea celebrante<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, dando per scontato che le fonti del testo liturgico siano ancora quelle bibliche.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u201cIl dibattito nato attorno alla traduzione dei testi liturgici nelle principali lingue moderne mi sembra che viva e si nutra principalmente di fraintendimenti, nati da una certa confusione tra lingue veicolari e lingue vernacolari,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10375"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10375"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10375\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10378,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10375\/revisions\/10378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}