{"id":10197,"date":"2016-02-05T23:15:32","date_gmt":"2016-02-05T22:15:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10197"},"modified":"2016-02-05T23:36:24","modified_gmt":"2016-02-05T22:36:24","slug":"evangelii-gaudium-promuove-una-liturgia-autentica-una-svolta-verso-la-vi-istruzione-sulla-riforma-liturgica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/evangelii-gaudium-promuove-una-liturgia-autentica-una-svolta-verso-la-vi-istruzione-sulla-riforma-liturgica\/","title":{"rendered":"\u201cEvangelii Gaudium\u201d promuove liturgia autentica.  Una svolta verso la VI Istruzione sulla Riforma Liturgica?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4508\" alt=\"viadelconcilio01\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\" width=\"273\" height=\"204\" \/><\/a> Nell&#8217;economia del papato di Francesco, non lo si ripete mai abbastanza, <strong>la liturgia non appare per lo pi\u00f9 come un \u201cdiscorso diretto\u201d, ma come una \u201cpratica indiretta\u201d<\/strong>, che risente della sua condizione di \u201cfiglio del Concilio\u201d, che egli incarna con plastica e immediata evidenza. Cos\u00ec, a partire dalle messe a S. Marta, dalle udienze del mercoled\u00ec, dalle omelie domenicali, ma anche dai grandi discorsi o dai provvedimenti strettamente liturgici (come, ad es., la modifica della rubrica della Lavanda dei Piedi) appare evidente che <strong>Francesco celebra con la \u201cgioia del vangelo\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma questo non basta. Il suo testo \u201cprogrammatico\u201d &#8211; <strong><em>Evangelii Gaudium<\/em><\/strong> \u2013 delinea un profilo della tradizione ecclesiale dove la \u201cchiesa in uscita\u201d &#8211; come \u201ccampo profughi\u201d e come \u201cospedale da campo\u201d &#8211; sollecita una attenzione nuova al rapporto tra liturgia e vita, tra liturgia e cultura. Questo orizzonte si completa con il disegno, esplicito, con cui <strong>Francesco intende \u201cdecentrare\u201d il potere curiale<\/strong>, affidando alle \u201cregioni episcopali continentali\u201d anche competenze di carattere dottrinale. Di grande impatto \u00e8 stato, in EG, la previsione di un tale \u201cdecentramento\u201d in alcuni settori della stessa \u201cdottrina\u201d e nell&#8217;esercizio del magistero.<\/p>\n<p>Tutto questo <strong>contrasta in modo strutturale con ci\u00f2 che in campo liturgico accade ormai da 15 anni<\/strong>, dal 2001, ossia da quando la V Istruzione sulla Riforma Liturgica &#8211; \u201c<strong><em>Liturgiam authenticam<\/em><\/strong>\u201d &#8211; ha di fatto bloccato a livello universale ogni percorso di autentica inculturazione della liturgia. Il disegno di rimodellare universalmente la liturgia sul prototipo \u2013 inevitabilmente statico, \u201cchiuso\u201d e senza &#8220;vie di uscita\u201d &#8211; della \u201clingua latina\u201d, dando privilegio ad una traduzione ostinatamente e scolasticamente letterale e addirittura pretendendo che le \u201clingue parlate\u201d assumano la struttura stessa della lingua latina e le sue \u201cfigure retoriche\u201d, si era dimostrato fin dall&#8217;inizio un <strong>progetto privo di solido fondamento non solo nella esperienza degli uomini, ma anche nella tradizione della Chiesa<\/strong>. Mai era stata tanto disprezzata la \u201clingua dei destinatari\u201d. Come se le traduzioni dovessero richiedere, strutturalmente, la conoscenza del testo originale per essere comprese! Ma se una lingua che nessuna madre insegna pi\u00f9 ai suoi figli diventa il criterio unico e decisivo per misurare le lingue vive, <strong>quanto potremo resistere alla prova di questa \u201carancia meccanica\u201d?<\/strong> Chi pu\u00f2 avere escogitato un \u201csistema autoreferenziale\u201d tanto astruso? Se a \u201ccontrollare il sistema\u201d \u00e8 una lingua \u201cpriva di futuro\u201d &#8211; come il latino, che non ha alcuno spazio di vero rinnovamento e che per questo risulta per alcuni tanto rassicurante, proprio perch\u00e9 ormai \u00e8 senza storia &#8211; <strong>quanto dovr\u00e0 attendere la tradizione prima di ridursi ad un \u201cmuseo delle cere\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo 15 anni di \u201ctormentata carriera\u201d, <em>Liturgiam Authenticam<\/em><strong> \u00e8 arrivata al capolinea<\/strong>. Non solo, fin dal suo apparire, aveva sollevato le legittime critiche di ampi settori della dottrina e della pastorale ecclesiale, ma di anno in anno ha dimostrato \u2013 con i fatti &#8211; non solo di essere \u201cteoricamente fragilissima\u201d, ma anche di risultare \u201cpraticamente inapplicabile\u201d. E dove si \u00e8 forzata la mano e si \u00e8 fatto ci\u00f2 che risultava teoricamente criticabile e praticamente invivibile, il risultato che ne \u00e8 derivato ha preso la forma di documenti formalmente \u201ccorretti\u201d &#8211; ossia coerenti con una norma sbagliata &#8211; e proprio per questo privi di qualsiasi relazione con il linguaggio vivo, con la vita autentica e con la fede vissuta dei soggetti che dovrebbero esservi implicati. <strong>Alla radice di tutto ci\u00f2 non c&#8217;era e non c&#8217;\u00e8 un difetto filologico, bens\u00ec teologico e antropologico: un concetto di tradizione irrigidito e la presunzione che la esperienza dei soggetti possa essere considerata un fattore irrilevante<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi i vescovi, a livello universale, si sentono\u00a0<strong>tra l&#8217;incudine e il martello<\/strong>: da un lato vogliono continuare ad \u201cobbedire a Roma\u201d, ovviamente; ma dall&#8217;altro vogliono e debbono servire la fede della loro gente. <strong>Ma sanno bene che se obbediscono a Roma produrranno testi inutilizzabili, mentre se vogliono puntare ad una crescita reale della loro Chiesa, devono discostarsi sensibilmente dai \u201ccriteri romani\u201d<\/strong>. Pertanto la soluzione \u2013 l&#8217;unica possibile &#8211; sta nel <strong>\u201cfermare tutto\u201d<\/strong>. A Roma non si chiede pi\u00f9 nulla, cosicch\u00e9 si blocca il distorto processo di controllo centrale, per paura che la evoluzione si trasformi in involuzione e che l&#8217;obbedienza a Roma <strong>generi sconcerto nei pi\u00f9 e esalti soltanto gli spiriti pi\u00f9 settari<\/strong>. Il <strong>radicalismo letteralistico della V Istruzione genera progressivamente divisione e scoramento<\/strong>, come era largamente prevedibile gi\u00e0 15 anni fa. Effettivamente, a ben vedere, <strong>\u00e8 la paura a diventare, nei responsabili ecclesiali di molte conferenze episcopali in Europa e fuori Europa, il sentimento pi\u00f9 diffuso<\/strong>. In 15 anni <em>Liturgiam authenticam<\/em> ha prodotto \u2013 almeno tra le gerarchie &#8211; un vero e proprio <em>\u201cangor liturgicus\u201d<\/em>, una inquietudine e una sofferenza ormai non pi\u00f9 tollerabile. <strong>La \u201cgioia del vangelo\u201d non pu\u00f2 convivere con la \u201cpaura della liturgia\u201d<\/strong>. E se in liturgia noi cominciamo con <em>\u201cluctus et angor\u201d<\/em> &#8211; che doveva essere il titolo originario della Costituzione conciliare poi diventata\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em> &#8211; come possiamo davvero sintonizzarci su questa vera e grande ripresa del \u201c<em>gaudium<\/em>\u201d e della \u201c<em>spes<\/em>\u201d conciliare, che papa Francesco ha potentemente rilanciato nel suo testo finora pi\u00f9 importante? <strong>Il testo di \u201c<em>Evangelii Gaudium<\/em>\u201d vuole una chiesa in uscita, capace di una liturgia autentica. Ma per avere una liturgia autentica dobbiamo necessariamente superare la impostazione asfittica e difensiva di \u201cLiturgiam authenticam\u201d, che genera una chiesa chiusa e sprangata solo nel proprio passato<\/strong>, dove la liturgia viene modellata sull&#8217;esempio del \u201cmuseo diocesano\u201d, con aria condizionata e teche antiproiettile.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 oggi la \u201c<em>condicio sine qua non<\/em>\u201d:<strong> o si scrive una VI Istruzione sulla Riforma Liturgica, o saremo sempre pi\u00f9 dominati dalla paura, dalla paralisi e dall&#8217;immobilismo<\/strong>. E i bravi funzionari romani, chiusi nei loro uffici, continueranno a sentenziare sulle singole parole, sui gesti di pace, sulle forme del canto, sui mancati calchi dal latino&#8230;con lo sguardo rivolto solo al passato, senza gioia, con una grande paura degli abusi, senza alcuna considerazione per gli usi e per la grande e inesauribile esperienza degli uomini e delle donne.Ma anche essi, i funzionari, stanno tra le vittime: <strong>\u00e8 la V Istruzione a \u201ccostringerli\u201d a lavorare cos\u00ec!<\/strong> Come \u00e8 possibile che possano \u201caprire gli occhi\u201d &#8211; e tirare il fiato &#8211; solo se ricevono una lettera del papa che chiede esplicitamente la riforma di una rubrica? Non dovrebbe essere \u2013 quello della Congregazione \u2013 anche un compito di stimolo, di apertura, di slancio. <strong>Come pu\u00f2, in una Chiesa che si dice &#8220;in uscita&#8221;, esserci una Congregazione specializzata solo in serrature e in sistemi di allarme?<\/strong> Credo che potremo riscoprire questa \u201cvocazione alla gioia\u201d in una Congregazione che si adoperasse ad applicare, finalmente, una \u201cnuova Istruzione\u201d. <strong>Troppe energie e troppi condizionamenti fino ad oggi sono stati impiegati solo per \u201cnon applicare\u201d ancora una volta ci\u00f2 che gi\u00e0 da 15 anni risulta inapplicabile<\/strong>, perch\u00e9 male impostato, tanto sul piano teorico quanto sul piano pratico.<\/p>\n<p><strong>Questa nostra fase storica ha bisogno non di \u201clamentazioni sul culto\u201d, ma di \u201cinni alla gioia\u201d<\/strong>. Credo che un buon numero di esperti europei, teologi e pastori, sarebbero immediatamente pronti a collaborare per delineare il profilo di <strong>una Istruzione che traduca \u201c<em>Evangelii Gaudium<\/em>\u201d in un campo cos\u00ec fondamentale come quello della liturgia. Abbiamo bisogno, in definitiva, di un testo che metta a tema il \u201c<em>Sacrae Liturgiae Gaudium<\/em>\u201d<\/strong>! E che la faccia finita con queste contorsioni disciplinari e istituzionali, che generano solo paralisi e tempo perso e che non derivano da gioia ma da timore, non da speranza ma da rassegnazione.<\/p>\n<p><strong>Anzich\u00e9 creare \u201cirrealt\u00e0\u201d, come lingue artificiali ricalcate sul latino, che non esistono e non potranno mai esistere, nemmeno per decreto di una Congregazione, ascoltiamo l&#8217;invito a dare il primato alla realt\u00e0, ad uscire davvero dai muri che ci siamo costruiti attorno, a respirare aria pura, a parlare lingue vive, a stare in mezzo ai fratelli, fino a prenderne l&#8217;odore: scriviamo, subito, una nuova Istruzione. Un poco di buon senso pu\u00f2 ritornare solo cos\u00ec.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;economia del papato di Francesco, non lo si ripete mai abbastanza, la liturgia non appare per lo pi\u00f9 come un \u201cdiscorso diretto\u201d, ma come una \u201cpratica indiretta\u201d, che risente della sua condizione di \u201cfiglio del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10197"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10197"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10197\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10202,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10197\/revisions\/10202"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}