{"id":10165,"date":"2016-01-26T08:14:49","date_gmt":"2016-01-26T07:14:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10165"},"modified":"2016-01-26T08:14:49","modified_gmt":"2016-01-26T07:14:49","slug":"diritti-dei-soggetti-e-tradizione-ecclesiale-una-legge-e-la-vita-cristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/diritti-dei-soggetti-e-tradizione-ecclesiale-una-legge-e-la-vita-cristiana\/","title":{"rendered":"Diritti dei soggetti e tradizione ecclesiale: una legge e la vita cristiana"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/camionmigranti.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4489\" alt=\"camionmigranti\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/camionmigranti-300x187.jpg\" width=\"300\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/camionmigranti-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/camionmigranti.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come ha detto uno dei \u201csanti\u201d del XX secolo: \u201cSpesso la cosa migliore che possiamo fare di un diritto \u00e8 quella di rinunciarvi\u201d (D. Bonhoeffer). Ma qui sta il punto: la \u201crinuncia al diritto\u201d pu\u00f2 accadere soltanto nell&#8217;orizzonte di un atto di \u201criconoscimento del diritto\u201d. La questione oggi in ballo, nelle contrapposizioni tra fautori e detrattori della \u201clegge Cirinn\u00e0\u201d, sta proprio nella accettazione di una societ\u00e0 aperta \u2013 cosa difficile soprattutto per i detrattori \u2013 ma anche nella rinuncia a leggere le posizioni dell&#8217;altro solo \u201cpedagogicamente\u201d &#8211; ossia attribuendo ai primi la \u201cdistruzione della societ\u00e0\u201d e ai secondi la \u201comofobia\u201d. In fondo proprio da questa contrapposizione \u201cmorale\u201d &#8211; secondo la quale in una legge si decide il destino di un popolo e della umanit\u00e0 intera \u2013 sta il punto debole da smascherare.<\/p>\n<p>Provo soltanto a presentare due argomenti, per tentare di contribuire a stemperare il clima:<\/p>\n<p>a) Per i fautori della legge \u2013 che non \u00e8 solo frutto di \u201clobby\u201d, ma di reali esigenze sociali \u2013 occorre maturare una serenit\u00e0 superiore, che sappia evitare di qualificare ogni posizione critica come caratterizzata da \u201comofobia\u201d. Vi \u00e8, sotto questa impostazione, una distorsione \u201clogica\u201d. La accusa di \u201comofobia\u201d non pu\u00f2 mai essere sovrapposta ad ogni espressione, legittima e tradizionale, di \u201ceterofilia\u201d. Non \u00e8 affatto vero che chi proclama legittimamente di \u201camare l&#8217;altro\u201d debba essere sospettato di \u201caver paura del medesimo\u201d. E&#8217; vero che la lunga e forte tradizione \u201ceterofila\u201d ha avuto le sue belle colpe nell&#8217;aver demonizzato ogni \u201comofilia\u201d, senza capire, senza ascoltare, solo per paura e per pregiudizio. Ma non \u00e8 colpevolizzando pedagogicamente ogni \u201caltro\u201d che la \u201comofilia\u201d possa essere difesa davvero, resa pienamente concepibile e accolta socialmente.<\/p>\n<p>b) Per i detrattori della legge, \u00e8 necessario riflettere sulla inevitabile coincidenza di una chiusura ai diritti con le tante chiusure che storicamente hanno caratterizzato la reazione ottocentesca e novecentesca del cattolicesimo al mondo moderno. Un lungo elenco di \u201cnegazioni\u201d la accompagna: nessun diritto alla eguaglianza, al treno, alla luce elettrica, alla vita notturna, al voto alle donne, allo sport femminile, al cinema, al trapianto cardiaco\u2026come non vedere, in queste posizioni, una scarsa lungimiranza? Non sarebbe molto pi\u00f9 saggio fare propri \u201calcuni diritti fondamentali\u201d &#8211; senza ricorrere a negazioni massimalistiche \u2013 per poter poi pi\u00f9 autorevolmente far pesare le perplessit\u00e0 sulla semplicistica identificazione tra \u201calcuni diritti\u201d e \u201ctutti i diritti\u201d? Perch\u00e9 si preferisce ancora oggi evocare l&#8217;immaginario (materiale, fisico e unidirezionale) del \u201cpiano inclinato\u201d piuttosto che quello (spirituale, relazionale e bidirezionale) della \u201cprogressiva comprensione\u201d?<\/p>\n<p>Siamo di fronte ad un passaggio importante. E&#8217; inevitabile che la posta in gioco sia percepita come assai alta. Al centro, tuttavia, non deve esserci un \u201cdisegno di potere\u201d, n\u00e9 una battaglia morale. Al centro sta una nobile mediazione politica tra interessi, diritti, doveri e doni. Una vera comprensione del mistero di Cristo, capace di riconoscere la complessa composizione di diversi livelli della esperienza sar\u00e0 in grado di non avere speranza soltanto in una \u201cproposta massimalista\u201d, solo pedagogica, e pertanto impolitica, della legge. Questo vale per entrambi i fronti: sia per i fautori che per i detrattori.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 aperta le forme dell&#8217;amore non si lasciano definire a priori. Natura, cultura e fede collaborano in modo sorprendente e non prevedibile. E noi dovremmo sapere bene che la soluzione per incontrare il \u201clebbroso\u201d non \u00e8 anzitutto quella di confermare la legge della emarginazione sociale. E dovremmo ricordare che non \u00e8 affatto detto che non sia proprio un \u201csamaritano\u201d ad insegnare a tutti nel modo pi\u00f9 impressionante che cosa significa farsi prossimi. Una Chiesa matura torna ad avere fiducia nella politica, ossia in una presa in carico del \u201ccontingente\u201d, di ci\u00f2 che \u201cpotrebbe essere diversamente\u201d e che va pertanto maneggiato in modo non rigido e non drastico, dotandosi soprattutto di tatto sopraffino. Ma per riuscire ad avere fiducia nella politica la comunit\u00e0 ecclesiale \u2013 non solo nei suoi vertici &#8211; deve spogliarsi in primo luogo di una concezione solo pedagogica della legge. E tutti, alla fine, potremo e forse dovremo saper \u201crinunciare al diritto\u201d, quando saremo in una comunit\u00e0 che si sar\u00e0 data tutte le risorse \u2013 morali e legali &#8211; per poterlo riconoscere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 &nbsp; Come ha detto uno dei \u201csanti\u201d del XX secolo: \u201cSpesso la cosa migliore che possiamo fare di un diritto \u00e8 quella di rinunciarvi\u201d (D. Bonhoeffer). 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