{"id":10155,"date":"2016-01-23T07:25:08","date_gmt":"2016-01-23T06:25:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10155"},"modified":"2016-01-23T07:26:44","modified_gmt":"2016-01-23T06:26:44","slug":"assoluzione-e-pena-in-confessionale-e-in-tribunale-equivoci-e-sorprese-sulla-indulgenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/assoluzione-e-pena-in-confessionale-e-in-tribunale-equivoci-e-sorprese-sulla-indulgenza\/","title":{"rendered":"Assoluzione e pena, in confessionale e in tribunale.  Equivoci e sorprese sulla indulgenza."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Rembrandt_Harmensz_particolare_450.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9630\" alt=\"Rembrandt_Harmensz_particolare_450\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Rembrandt_Harmensz_particolare_450-300x229.gif\" width=\"300\" height=\"229\" \/><\/a>\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il confessionale \u201cnon \u00e8 un tribunale\u201d, e il confessore non ha il compito di \u201cgiudicare\u201d e \u201ccondannare\u201d, ma di \u201cannunciare il Vangelo\u201d e di \u201cassolvere\u201d. In questa sentenza si condensa una esperienza ecclesiale secolare, la cui realt\u00e0 fa fatica ad essere \u201cdetta\u201d e \u201ccompresa\u201d nella societ\u00e0 aperta, ossia in una societ\u00e0 in cui la logica della chiesa e quella dello stato non si possono confondere. Lo Stato non deve salvare le anime e la Chiesa non deve amministrare la giustizia. Questa evidenza suscita difficolt\u00e0, dovute a molteplici fattori, di cui uno \u00e8 di carattere squisitamente linguistico. Esso appare causato dalla evoluzione del \u201clinguaggio giuridico\u201d &#8211; a partire almeno da \u201cDei delitti e delle pene\u201d di Cesare Beccaria \u2013 con la acquisizione di un assetto del \u201cdiritto penale\u201d che interferisce potentemente sul linguaggio ecclesiale, creando facilmente tanti \u201cfalsi amici\u201d e, di conseguenza, altrettanti equivoci.<\/p>\n<p>Proviamo a mettere ordine in questa materia, cosa tanto pi\u00f9 urgente in un periodo come il Giubileo, nel quale l&#8217;impiego dei termini in questione si fa pi\u00f9 fitto e quindi rende ancora maggiore il rischio di gravi malintesi.<\/p>\n<p>Quando nel linguaggio giuridico parliamo di \u201cassoluzione\u201d siamo soliti riferirci al fatto che il soggetto \u201cprocessato\u201d viene ritenuto innocente, perch\u00e9 non ha commesso il fatto, oppure il fatto non sussiste, o infine perch\u00e9 le prove non sono sufficienti. Ma se c&#8217;\u00e8 una cosa ovvia, in tutto questo, \u00e8 che <i>alla assoluzione non <\/i><i>pu\u00f2 <\/i><i>segu<\/i><i>ire<\/i><i> <\/i><i>alcuna<\/i><i> pena<\/i>. La pena \u00e8 invece una conseguenza della condanna. Secondo giustizia, la assoluzione corrisponde alla assenza di reato e quindi non comporta pena alcuna.<\/p>\n<p>Nel linguaggio ecclesiale, invece, la \u201cassoluzione\u201d \u00e8 la conseguenza di un \u201cpeccato grave\u201d che viene perdonato. Se il peccato non esiste, o non \u00e8 stato commesso o non \u00e8 sufficientemente attestato, non c&#8217;\u00e8 alcuna necessit\u00e0 di assoluzione, almeno se considerata in senso stretto. Ma, proprio a causa del fatto che la \u201cassoluzione\u201d consegue ad un peccato grave confessato e attestato, essa, proprio in quanto \u00e8 comunicazione di perdono, determina una \u201cpena temporale\u201d. La dottrina formulata dal Concilio di Trento diceva che con la \u201cassoluzione\u201d viene perdonato il peccato, viene rimessa la \u201cpena eterna\u201d, ma non pu\u00f2 essere rimessa la \u201cpena temporale\u201d.<\/p>\n<p>Si potrebbe qui osservare che le due \u201cassoluzioni\u201d procedono in modo antitetico: <i>la giustizia s<\/i><i>ecolar<\/i><i>e assolve se il reato non c&#8217;\u00e8, mentre la misericordia ecclesiale assolve <\/i><i>se il<\/i><i> <\/i><i>peccato<\/i><i> <\/i><i>c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 stato <\/i><i>confessato e riconosciuto<\/i>. <i>Per lo Stato si assolve chi non ha violato la legge, mentre per la Chiesa si assolve chi ha violato la legge<\/i>. Ma anche il livello ecclesiale conosce una \u201cgiustizia\u201d, ossia una logica di commisurazione tra peccato e prassi del soggetto, che costituisce <i>quel tempo della difficile risposta della libert\u00e0 al dono di grazia<\/i>.<\/p>\n<p>La assoluzione del processo esclude la pena, non per misericordia, ma per giustizia; la assoluzione del sacramento secondo misericordia perdona, ma determina anche una pena temporale, introducendo una logica di \u201cgiustizia\u201d interna all&#8217;esercizio della misericordia. Avendo ricevuto misericordia e non avendo pi\u00f9 n\u00e9 la imputazione del peccato n\u00e9 comminazione della pena eterna, il soggetto riconciliato vive \u201cla sofferenza temporale della risposta alla grazia\u201d. Questa dinamica differente \u00e8 anche l&#8217;orizzonte nel quale, a partire dal Medioevo, sono nate quelle forme di \u201cremissione della pena\u201d che hanno preso il nome di indulgenze.<\/p>\n<p>Ora, qui mi pare importante una duplice serie di riflessioni, che potrei formulare cos\u00ec: una <i>definizione pi\u00f9 precisa<\/i> del rapporto tra \u201cassoluzione\u201d e \u201cpena\u201d, da un lato, e un <i>necessario <\/i><i>ripensamento<\/i> del rapporto tra indulgenza e pena, dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>a) <i>chiarimento del rapporto tra assoluzione e pena<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">La diversa comprensione della \u201cassoluzione\u201d in campo ecclesiale (rispetto al campo penale) ci aiuta a ripensare a fondo il concetto di \u201cpena\u201d. Ma il comprensibile rifiuto ecclesiale e pastorale della \u201cpena\u201d &#8211; che avverte il rischio che si introduca in campo penitenziale un criterio di \u201cgiustizia\u201d al posto del criterio di \u201cmisericordia \u2013 dipende da uno spostamento del significato \u201cpenale\u201d sul significato \u201csacramentale\u201d. La \u201cpena\u201d in campo penale designa infatti una \u201csanzione\u201d e una \u201cpunizione\u201d. In campo sacramentale la \u201cpena\u201d scaturisce invece dal \u201cpeccato perdonato\u201d, ed \u00e8 una conseguenza dello \u201cspazio aperto dal perdono\u201d, che il soggetto deve imparare di nuovo e con fatica ad abitare. La \u201cpena\u201d \u00e8 qui non la sanzione, ma la fatica connaturata alla \u201criabilitazione\u201d, che \u00e8 inaugurata dal perdono di grazia, ma che deve essere sigillata dal \u201clavoro della libert\u00e0\u201d. In questo caso la \u201cpena\u201d non \u00e8 \u201cchiusura della libert\u00e0 in uno spazio angusto\u201d (come il carcere), ma superamento della scomunica, riapertura dello spazio di comunione, riammissione, faticosa, alla logica della lode, del rendimento di grazie e della benedizione. In altri termini, la pena del tribunale \u201cmette dentro\u201d ad uno spazio privo di libert\u00e0, mentre la pena del confessionale \u201cfa rientrare nella comunione\u201d. Nello spazio inaugurato dalla sproporzione gratuita di un esercizio di \u201cmisericordia\u201d, la giustizia richiesta alla risposta di libert\u00e0 corrisponde proporzionatamente alla rinnovata apertura di credito riservata al soggetto. La misericordia gratuita richiede una \u201cgiusta risposta\u201d, la grazia \u201coperante\u201d si intreccia con la grazia \u201ccooperante\u201d, il puro dono gratuito si confonde con la corrispondenza di amorosi sensi.<\/span><\/p>\n<p>b) <i>trasformazione <\/i><i>n<\/i><i>ella comprensione dell<\/i><i>a<\/i><i> indulgenz<\/i><i>a<\/i><\/p>\n<p>In questo orizzonte \u201claborioso\u201d si collocano, storicamente, le indulgenze. Esse appaiono, analogicamente, come una \u201cripresa di misericordia\u201d all&#8217;interno dello spazio di giustizia, che nella penitenza si \u00e8 necessariamente dischiuso. In altri termini, una \u201csproporzione\u201d di misericordia ha inaugurato un cammino di \u201cgiuste proporzioni\u201d, al cui interno, per\u00f2, in tempi e luoghi eccezionali, si danno nuove sproporzioni, Questo, tuttavia, accade e pu\u00f2 accadere in un mondo come quello medievale e moderno. Nel primo ci si riferisce soprattutto ai vivi, nel secondo ci si sposta soprattutto sui defunti. Ma &#8211; ed \u00e8 qui la questione nuova &#8211; come si pu\u00f2 giustificare oggi una \u201cnuova sproporzione di indulgenza\u201d, se manca la \u201cproporzione di giustizia\u201d rappresentata dal \u201clavoro penitenziale\u201d? Oggi, infatti, la \u201crisposta al dono del perdono nella libert\u00e0\u201d si \u00e8 progressivamente privatizzata ed \u00e8 sostanzialmente uscita dalla pratica sacramentale. Forse anche per causa delle teorie del sacramento, che lo identificano con la coppia confessione-assoluzione, formalizzando ad oltranza tanto il \u201cdolore del peccato\u201d (contrizione) quanto il \u201clavoro penitenziale\u201d (soddisfazione). Se le \u201canime purganti\u201d o i \u201ccorpi penitenti\u201d restano una mera \u201cevocazione ecclesiale\u201d, cui non corrispondono pi\u00f9 pratiche reali, su quale terreno possono ancora incidere le indulgenze? In un mondo iperpenitenziale come quello medioevale e moderno, stabilmente impegnato nelle \u201cguerre\u201d delle proprie pratiche penitenziali, si capisce bene la risorsa di una \u201ctregua indulgenziale\u201d. Ma in un mondo che non elabora pi\u00f9 con fatica il \u201cfare penitenza\u201d, che senso pu\u00f2 avere una tregua per chi non combatte alcuna battaglia? Non sar\u00e0 forse che le indulgenze, anzich\u00e9 rinnovare la sproporzione in un mondo di \u201cregolate e proporzionate penitenze\u201d, non debbano oggi proporre, piuttosto, la <i>riscoperta della proporzione laboriosa della penitenza<\/i>, come risposta umana alla esperienza del sorprendente dono di grazia che Dio riserva a ogni uomo e ad ogni donna seriamente intenzionati a vivere di comunione?<\/p>\n<p>Nella risposta a queste domande dovremo considerare anche un dato prezioso. La evoluzione del linguaggio magisteriale sembra confermare infatti questa tendenza. Le indulgenze, nella Bolla <i>Misericordiae vultus<\/i> di Francesco vengono stilizzate e modellate come \u201crilancio\u201d di misericordia, ma senza mai pronunciare la parola \u201cpena\u201d. Ecco il primo testo centrale sul tema della indulgenza:<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u201c<\/span><span style=\"line-height: 1.5em\"><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l\u2019impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carit\u00e0, a crescere nell\u2019amore piuttosto che ricadere nel peccato\u201d (MV 22)<\/span><\/span><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">In un certo modo, il testo della Bolla sembra avvalorare la nostra ipotesi: la indulgenza riguarda la la liberazione del \u201cpeccatore perdonato\u201d dai \u201cresidui delle conseguenze del peccato\u201d. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Si tratta di \u201ca<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">bilitazioni\u201d all&#8217;agire con carit\u00e0 e a crescere nell&#8217;amore. Allo stesso modo ci\u00f2 riguarda anche la relazione con i defunti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<span><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">La Chiesa vive la comunione dei Santi. Nell\u2019Eucaristia questa comunione, che \u00e8 dono di Dio, si attua come unione spirituale che lega noi credenti con i Santi e i Beati il cui numero \u00e8 incalcolabile (cfr Ap 7,4). La loro santit\u00e0 viene in aiuto alla nostra fragilit\u00e0, e cos\u00ec la Madre Chiesa \u00e8 capace con la sua preghiera e la sua vita di venire incontro alla debolezza di alcuni con la santit\u00e0 di altri. (MV 22)<\/span><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Anche qui \u00e8 <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">molto <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">interessante che la \u201cindulgenza\u201d sia pi\u00f9 quella dei defunti verso i vivi che <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">non <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">quella dei vivi per i defunti. La \u201cestensione su tutta la vita\u201d della misericordia di Dio \u00e8 cos\u00ec attestata anche dalla \u201ccommunio sanctorum\u201d: <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">\u00e8 la santit\u00e0 dei defunti a poter soccorrere la fragilit\u00e0 dei viventi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Vivere dunque l\u2019indulgenza nell\u2019Anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente. Indulgenza \u00e8 sperimentare la santit\u00e0 della Chiesa che partecipa a tutti i benefici della redenzione di Cristo, perch\u00e9 il perdono sia esteso fino alle estreme conseguenze a cui giunge l\u2019amore di Dio. Viviamo intensamente il Giubileo chiedendo al Padre il perdono dei peccati e l\u2019estensione della sua indulgenza misericordiosa\u201d <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">(MV, 22)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">.<\/span><\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">L&#8217;affermazione conclusiva ripete la concezione \u201campia\u201d di indulgenza, come estensione del perdono <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">fino in fondo e su tutti<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Ma essa pu\u00f2 rilanciare, nel contesto della citt\u00e0 secolare, non solo la \u201ccertezza del perdono di Dio\u201d, ma anche una rinnovata sicurezza sulla possibilit\u00e0 <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>che l&#8217;uomo sappia rispondere a quella nuova offerta di perdono<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Se da una parte Dio non si stanca mai di perdonare, d&#8217;altra parte noi possiamo serenamente perseverare nel confidare che la grazia di misericordia possa prendere sul serio e valorizzare fino in fondo la libert\u00e0 con cui rispondiamo al perdono <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">divino <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">nel \u201clavoro\u201d della conversione e nella testimonianza di un perdono gratuitamente ricevuto e perci\u00f2 prontamente <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">e umanamente rielaborato.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>La trasformazione <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>che era gi\u00e0 iniziat<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>a<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> con gli anni 50 &#8211; ossia <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>il<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span> passaggio della comprensione delle indulgenze dal \u201cpotere <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>del tesoro <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>della Chiesa\u201d alla \u201cpreghiera <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>della Chiesa<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>\u201d &#8211; sembra qui confermato e <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>ulteriormente <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>sviluppato. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>La matematica delle indulgenze necessariamente tramonta, mentre riappare il \u201ccaso serio\u201d della risposta della libert\u00e0 alla grazia del perdono. Potremmo dire, sinteticamente, che <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span><i>si passa dalla \u201cremissione devota della pena temporale\u201d alla \u201criconsiderazione fiduciosa e orante del lavoro penitenziale\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span>Siamo di fronte a un caso classico di \u201ctraduzione della tradizione\u201d.\u201cCi\u00f2 che non muore e ci\u00f2 che pu\u00f2 morire\u201d: due componenti delle indulgenze si intrecciano strettamente e richiedono pertanto nuovo discernimento, non solo al vertice, ma anche alla base della Chiesa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Il confessionale \u201cnon \u00e8 un tribunale\u201d, e il confessore non ha il compito di \u201cgiudicare\u201d e \u201ccondannare\u201d, ma di \u201cannunciare il Vangelo\u201d e di \u201cassolvere\u201d. 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