{"id":10122,"date":"2016-01-14T10:18:54","date_gmt":"2016-01-14T09:18:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10122"},"modified":"2019-02-06T12:20:18","modified_gmt":"2019-02-06T11:20:18","slug":"laccesso-delle-donne-ai-servizi-finanziari-uno-strumento-di-emancipazione-e-uguaglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/laccesso-delle-donne-ai-servizi-finanziari-uno-strumento-di-emancipazione-e-uguaglianza\/","title":{"rendered":"L\u2019accesso delle donne ai servizi finanziari: uno strumento di emancipazione e uguaglianza."},"content":{"rendered":"<p>L\u2019utilizzo dei servizi finanziari da parte delle donne pu\u00f2 sembrare cosa banale e scontata a noi occidentali, ma in molti paesi del mondo dove la libert\u00e0 delle donne \u00e8 soggetta a numerose restrizioni, esso costituisce un ostacolo sulla via della parit\u00e0 e dello sviluppo.<\/p>\n<p>Il ricorso al credito, da un lato, e il deposito di somme di denaro pi\u00f9 o meno consistenti con la certezza di poterle utilizzare in seguito, dall\u2019altro, sono strumenti essenziali per consentire alle donne di partecipare alla vita economica del proprio paese e di contribuire quindi attivamente alla crescita e allo sviluppo.<\/p>\n<p>Un recente rapporto della World Bank (<i>Women, Business and the Law 2016: Getting to Equal, <\/i>2015) fornisce un aggiornamento sulle barriere <i>legali<\/i> che possono limitare di fatto l\u2019accesso ai servizi finanziari da parte delle donne. Talvolta infatti la legge stessa, pur neutrale dal punto di vista del genere, pu\u00f2 di fatto produrre effetti diversi fra uomini e donne, creando delle vere e proprie barriere per l\u2019utilizzo dei servizi finanziari. Gli ostacoli pi\u00f9 diffusi sono rappresentati dal riconoscimento della propria identit\u00e0, dalla possibilit\u00e0 di muoversi e quindi di raggiungere una banca, nonch\u00e9 dalla possibilit\u00e0 di aprire un conto e di ottenere una valutazione di merito di credito.<\/p>\n<p>Il rapporto \u00e8 basato sui dati raccolti nel 2009 dalla World Bank, che pur non essendo molto aggiornati sono preziosi, per la complessit\u00e0 delle rilevazioni necessarie per la loro determinazione. Il rapporto esamina numerosi fattori quali l\u2019accesso delle donne alle istituzioni, l\u2019esercizio del diritto di propriet\u00e0, l\u2019ottenimento di un lavoro e la disponibilit\u00e0 di incentivi al lavoro, la possibilit\u00e0 di ottenere credito dalle istituzioni finanziarie nonch\u00e8 la possibilit\u00e0 di ottenere protezione legale e risarcimenti in caso di violenza.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, la parit\u00e0 di genere \u00e8 ancora lontana: in ben 155 paesi su 173 si registra almeno una legge che differenzia fra i sessi, in modo tale da limitare di fatto le prospettive economiche delle donne.<\/p>\n<p>Non mancano tuttavia segnali di miglioramento: negli ultimi anni in 65 paesi sono state attuate varie riforme che hanno aumentato le opportunit\u00e0 delle donne, in gran parte nei paesi emergenti. Tali progressi non sono stati uniformi fra le varie aree geografiche e il Sud Asia rimane l\u2019area dove il gap fra i sessi resta pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>Il risultato pi\u00f9 positivo \u00e8 dato dal fatto che le barriere legali che limitano direttamente l\u2019accesso delle donne ai servizi finanziari sono rare. Solo in due paesi nel mondo attualmente le donne non possono aprire un conto senza il consenso del marito, il Niger ed il Congo. I dati documentano per\u00f2 l\u2019esistenza di un gap di genere specie nella propriet\u00e0 dei conti e nell\u2019uso dei servizi finanziari, e suggeriscono tre principali ragioni che possono spiegare l\u2019attuale disparit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p>Innanzitutto, le donne incontrano maggiori difficolt\u00e0 degli uomini nell\u2019ottenere il <b>riconoscimento della propria identit\u00e0<\/b>. Le donne sposate devono fornire una documentazione aggiuntiva per ottenere la carta d\u2019identit\u00e0 \u2013 a cui gli uomini sposati non sono tenuti \u2013 in 10 paesi: Afghanistan, Algeria, Benin, Cameroon, Egitto, Mauritius, Oman, Pakistan, Arabia Saudita e Senegal. Inoltre in 32 paesi per le donne \u00e8 pi\u00f9 complicato rispetto agli uomini ottenere il passaporto. Ci\u00f2 \u00e8 importante poich\u00e9 nei paesi dove le donne incontrano maggiori difficolt\u00e0 nell\u2019ottenere la carta d\u2019identit\u00e0 e\/o il passaporto, \u00e8 pi\u00f9 complesso per loro nello stesso tempo accedere alle banche, essere cio\u00e8 identificate ed ottenere credito, nel rispetto delle procedure attuate dalle banche per un adeguato controllo dei rischi e della normativa di vigilanza che deve tutelare la stabilit\u00e0 del sistema bancario.<\/p>\n<p>Per le donne inoltre pu\u00f2 essere difficile <b>raggiungere fisicamente le banche<\/b>, specie se sono lontane, in altre citt\u00e0. In 17 paesi le donne sposate possono subire restrizioni\u00a0 nel viaggiare o anche solo nel lasciare la casa. Un importante strumento per raggiungere le donne non bancarizzate \u00e8 dato dagli <b>strumenti digitali<\/b>. Dove le donne non sono in grado di raggiungere una filiale bancaria, \u00e8 evidente che il cellulare pu\u00f2 rappresentare uno strumento molto utile (sull\u2019importanza della tecnologia nell\u2019inclusione finanziaria, si veda il blog dello scorso aprile).<\/p>\n<p>Un altro fattore che pu\u00f2 rendere difficile il ricorso al credito da parte delle donne \u00e8 la difficolt\u00e0 a creare una <b>storia finanziaria personale<\/b>, un track record, che le banche costituiscono normalmente per ogni cliente. Si tratta di uno strumento che pu\u00f2 facilitare l\u2019ottenimento di un prestito, specie dove non vi sono istituzioni di microfinanza o mobile network providers. Chi rimborsa regolarmente i propri debiti (prestiti, bollette\u2026) ottiene infatti pi\u00f9 rapidamente credito dalle banche, ma nei paesi dove manca un sistema di registrazione di pagamenti e rimborsi, soprattutto se di entit\u00e0 limitata, le donne possono risultare sfavorite, anche se sono la parte prevalente della clientela ed effettuano numerose operazioni ancorch\u00e9 di ammontare molto limitato. Secondo i dati della World Bank, 30 paesi su 173 hanno istituzioni creditizie che non effettuano operazioni di importo minimo e non operano quindi con pi\u00f9 del 5% della popolazione, mentre altri 14 paesi hanno un limite minimo al credito superiore all\u20191% del reddito personale. Va segnalato che anche in questo ambito sono state fatte varie riforme in Bielorussia, Mongolia, Emirati Arabi Uniti, West Bank, Gaza e Zambia; paesi che hanno fatto molti passi nella raccolta delle informazioni anche nei crediti di entit\u00e0 minima o nei pagamenti effettuati dalle compagnie che erogano servizi pubblici quali la luce o l\u2019acqua.<\/p>\n<p>La World Bank individua 943 riforme, necessarie per il superamento delle diversit\u00e0 fra uomo e donna. Peraltro anche se la legge stabilisce l\u2019uguaglianza da un punto di vista <i>formale<\/i>, fattori culturali, sociali e religiosi possono poi di fatto rappresentare barriere insormontabili per le donne, specie se povere.<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale capire le cause dell\u2019esclusione finanziaria delle donne per poter intervenire in modo pi\u00f9 adeguato e favorire una loro pi\u00f9 attiva partecipazione alla vita economica, sostenendo quindi il miglioramento delle loro condizioni di vita e delle famiglie a cui appartengono. Eliminare ogni ostacolo in questo ambito forse pu\u00f2 contribuire a portare un maggior equilibrio e serenit\u00e0 nelle famiglie, ed a smorzare eventuali tensioni personali e sociali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019utilizzo dei servizi finanziari da parte delle donne pu\u00f2 sembrare cosa banale e scontata a noi occidentali, ma in molti paesi del mondo dove la libert\u00e0 delle donne \u00e8 soggetta a numerose restrizioni, esso costituisce&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[83,1,82],"tags":[177,176,94,86,92],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10122"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10122"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10122\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10125,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10122\/revisions\/10125"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}