{"id":10035,"date":"2015-12-17T15:34:25","date_gmt":"2015-12-17T14:34:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=10035"},"modified":"2015-12-17T15:38:45","modified_gmt":"2015-12-17T14:38:45","slug":"alla-ricerca-di-un-nuovo-modello-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alla-ricerca-di-un-nuovo-modello-di-sviluppo\/","title":{"rendered":"Alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo"},"content":{"rendered":"<p>La recente crisi\u00a0economica e finanziaria ha minato in profondit\u00e0 i meccanismi economici che sono stati di riferimento nella societ\u00e0 del dopoguerra. Il fatto che sia stata superata, in tutto o in parte, o che non lo sia ancora, non cambia la sostanza. I modelli del passato, basati sulla libera iniziativa e sulla concorrenza, hanno mostrato numerose lacune ed impongono un ripensamento.<\/p>\n<p>Numerosi progressi sono stati fatti e importanti risultati sono stati raggiunti dal dopoguerra, in termini di un miglioramento delle condizioni di vita nei decenni scorsi, in molti paesi del mondo, va riconosciuto con fermezza. Tuttavia, sorgono molto interrogativi. Quello che \u00e8 stato utile nel passato, non sembra pi\u00f9 adatto a sostenere uno sviluppo equilibrato, diffuso e soprattutto duraturo. Gli squilibri sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>Occorre innanzitutto riflettere sul concetto stesso di <b>capitalismo<\/b>, un sistema come noto che si fonda sulla libert\u00e0 del singolo, sulla libera iniziativa privata, secondo cui la realizzazione del singolo contribuisce alla realizzazione della societ\u00e0 tutta, alla quale egli appartiene. La concreta attuazione di questo che di per s\u00e9 \u00e8 un sano principio, tuttavia \u00e8 andata ben oltre. La crescente concentrazione della ricchezza e del reddito, nonch\u00e9 il crescente numero degli esclusi lo stanno a dimostrare. I meccanismi spontanei del mercato &#8211; la mano invisibile \u2013 dovrebbero consentire agli operatori efficienti di rimanere sul mercato ed escludere gli altri. Purtroppo l\u2019evidenza degli ultimi decenni sembra dimostrare che tale sistema non garantisce uno sviluppo equilibrato e non protegge dagli eccessi.<\/p>\n<p>Il moderno sistema economico occidentale \u00e8 fondato sul <b>consumo<\/b>, sulla produzione di beni e servizi, in parte essenziali, ma in gran parte superflui che creano enormi problemi di smaltimento e di inquinamento anche per il trasporto da e per ogni parte del mondo.<\/p>\n<p>La stessa misurazione di quanto viene prodotto in un paese \u2013 <b>il PIL<\/b> \u2013 risulta inadeguata, poich\u00e9 non considera il \u201clavoro nero\u201d, la distruzione della ricchezza che pu\u00f2 derivare da inefficienze, degrado, incuria o corruzione, ma nemmeno considera il contributo fornito dalle donne nel mondo per la cura della famiglia.<\/p>\n<p>La costituzione di imprese sempre pi\u00f9 grandi, globali, in tutti i settori, sulla spinta dei risparmi di costo (le cosiddette economie di scala e di scopo), ha cancellato le produzioni locali, minori, <b>artigianali<\/b>, eliminando non solo l\u2019attivit\u00e0 produttiva che svolgevano, ma la rete famigliare e sociale nella quale erano inserite.\u00a0 L\u2019eliminazione di tante piccole realt\u00e0 locali artigianali a beneficio di una produzione standardizzata, sostenuta da un consumismo esasperato, ha portato prodotti in gran quantit\u00e0, ma di minore qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il degrado <b>dell\u2019ambiente,<\/b> sfruttato in maniera esagerata e deturpato, \u00e8 frutto sia di uno sfruttamento esagerato sia dello spreco, ma anche del malaffare. Occorre riflettere sulla cura del bene comune, su ci\u00f2 che \u00e8 pubblico e quindi utile a tutti.<\/p>\n<p>Si tratta di problematiche sotto gli occhi di tutti, da pi\u00f9 parti ormai da tempo oggetto di analisi. Ma tanto evidenti, quanto difficili da superare. Molte sono le proposte e gli esempi che stanno emergendo in ogni parte nel mondo. Di alcuni gi\u00e0 si ha notizia, ma molto resta da fare.<\/p>\n<p>Un libro, piccolo ma intenso, che parte da questi interrogativi e cerca di proporre soluzioni \u201cradicali\u201d, non tecniche (in senso strettamente economico), \u00e8 \u00a0\u201cIdee eretiche \u2013 Trentatr\u00e8 percorsi verso un\u2019economia delle relazioni, della cura e del bene comune\u201d di <strong>Roberto Mancini<\/strong> (Edizioni Altreconomia, 2010). Mancini non \u00e8 un economista e non propone una nuova teoria economica o una linea politica. Osserva la realt\u00e0, cerca di capire gli eventi, e si interroga; ci interroga, piuttosto, sugli squilibri che vede, gravi ed urgenti, sui quali tutti siamo chiamati a riflettere.<\/p>\n<p>Il testo non va letto per trovare risposte, piuttosto \u00e8 un agile strumento per riflettere, per aprirsi ad un nuovo modo di valutare le variabili in gioco, da parte di tutti perch\u00e9 \u201cpensare l\u2019economia oggi \u00e8 compito di tutti\u201d, senza moralismi, sentimentalismi, ma anche senza cedimenti allo sconforto.<\/p>\n<p>L\u2019autore non propone nuovi strumenti ma un nuovo modo di vivere, pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 essenziale, pi\u00f9 vero, che consenta a tutti di poter partecipare, degnamente. Richiama innanzitutto la possibilit\u00e0 di pensare ad un modo diverso, cio\u00e8 a non dare per scontato il sistema attuale, ma a credere prima di tutto che esso possa migliorare.<\/p>\n<p>Le riflessioni di Mancini &#8211; che possono essere ulteriormente approfondite anche con vari altri contributi dell\u2019autore disponibili in rete &#8211; possono aiutare a cogliere le storture attuali e a correggerle, prima di tutto dentro di noi, con grande beneficio di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente crisi\u00a0economica e finanziaria ha minato in profondit\u00e0 i meccanismi economici che sono stati di riferimento nella societ\u00e0 del dopoguerra. 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