{"id":19544,"date":"2024-10-06T12:56:16","date_gmt":"2024-10-06T10:56:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=19544"},"modified":"2024-10-06T12:58:39","modified_gmt":"2024-10-06T10:58:39","slug":"munera-3-2024-editoriale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-3-2024-editoriale\/","title":{"rendered":"Munera 3\/2024 &#8211; Editoriale"},"content":{"rendered":"<p>Meritocrazia fa sempre rima con democrazia? Secondo alcuni, certamente s\u00ec: soltanto riconoscendo e valorizzando il merito, e dunque le competenze personali dei singoli, le istituzioni democratiche possono realmente funzionare senza ridursi a una parola vuota. Secondo altri, certamente no: premiare il merito senza garantire a tutti pari opportunit\u00e0 e uguali condizioni di partenza equivale a decidere che vinceranno sempre i pi\u00f9 fortunati, coloro che hanno pi\u00f9 mezzi, lasciando a chi perde di poter soltanto imputare a s\u00e9 stesso i propr\u00ee fallimenti.<br \/>\nNegli ultimi anni il dibattito tra i sostenitori delle due posizioni si \u00e8 fatto acceso, ma si \u00e8 anche incancrenito ideologicamente, e richiede dunque attenzione e riflessione. Questo \u00e8 di fatto l\u2019intento del presente numero di Munera.<br \/>\nIn realt\u00e0, il tema del merito \u00e8 antico e le sue radici sono teologiche: la pretesa umana di accampare meriti agli occhi di Dio \u00e8 stata al centro di innumerevoli controversie nella storia del cristianesimo. Le riprese recenti del tema poco hanno a che fare con quelle radici teologiche, ma una domanda hanno in comune con esse: quanto c\u2019\u00e8 effettivamente di merito nel merito? In altri termini: quanto \u00e8 davvero meritato il merito? E quanto invece esso \u00e8 frutto di qualcosa che si \u00e8 ricevuto gratuitamente e immeritatamente?<br \/>\nAffidare gli uffici pubblici a chi lo merita e ne ha le capacit\u00e0 \u00e8 fondamentale nel governo della cosa pubblica: troppi sono gli esempi di cariche pubbliche e ruoli di responsabilit\u00e0 assegnati indipendentemente da una valutazione delle competenze. Su questo c\u2019\u00e8 ancora molto da fare, soprattutto laddove tendono invece a prevalere logiche familistiche, di vassallaggio e di appartenenza. Al contempo, mettere ciascuno nelle condizioni di sviluppare e di far fiorire quanto ha immeritatamente ricevuto, assicurando il pi\u00f9 possibile pari condizioni a tutti, \u00e8 una sfida del tutto aperta e sempre pi\u00f9 urgente. Soprattutto in un tempo in cui le disuguaglianze sociali aumentano e la classe media tende ad assottigliarsi sempre di pi\u00f9, fino al punto di sparire quasi del tutto.<br \/>\nL\u2019enfasi sul merito e sul successo personale tende oggi a isolare le persone, togliendo loro quel po\u2019 di coscienza di classe che in altre epoche storiche ha dato avvio e permesso cambiamenti sociali positivi. Se coloro che erano giovani nel 1968 hanno, pur con tutti i loro limiti, avvertito che i problemi che vivevano erano problemi comuni a tutti, \u00e8 molto pi\u00f9 difficile che una coscienza simile maturi tra le giovani generazioni di oggi, alle prese con una cultura e una societ\u00e0 ipercompetitive, nelle quali le possibilit\u00e0 di successo dell\u2019uno sono inversamente proporzionali al fallimento dell\u2019altro: mors tua vita mea. Se formalmente tutte le possibilit\u00e0 sono dichiarate aperte per tutti, \u00e8 chiaro che il fallimento sar\u00e0 colpa esclusiva del singolo che non ha saputo coglierle e non di un sistema che di per s\u00e9 stesso produce esclusione e scarti (anche umani). Occorre finalmente che quelle possibilit\u00e0 siano realmente aperte per ciascuno: un\u2019utopia che vale la pena di continuare a inseguire.<br \/>\nEcco dunque perch\u00e9 \u00e8 oggi urgente interrogarsi sul merito e sulle sue condizioni: perch\u00e9 le competenze e le abilit\u00e0 siano riconosciute a tutti, ma siano anche sostenute per tutti. Perch\u00e9 l\u2019enfasi sul merito non diventi un ulteriore strumento di disuguaglianza, di ingiustizia e di sfruttamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_abbdigitale.jpg\" alt=\"Scarica l'articolo gratuitamente\" width=\"54\" height=\"54\" \/><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2024-3_Munera_07-08_Editoriale.pdf\">scarica l&#8217;articolo gratuitamente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meritocrazia fa sempre rima con democrazia? 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