{"id":18173,"date":"2022-11-14T13:08:02","date_gmt":"2022-11-14T12:08:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=18173"},"modified":"2022-11-14T13:08:02","modified_gmt":"2022-11-14T12:08:02","slug":"munera-32022-editoriale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-32022-editoriale\/","title":{"rendered":"Munera 3\/2022 &#8211; Editoriale"},"content":{"rendered":"<p>Il politologo Angelo Panebianco, intervenendo al seminario di studio La possibilit\u00e0 e il compito di una \u201cquarta sociologia della religione italiana\u201d, svoltosi all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre il 13 giugno 2022 e organizzato dalla Sezione di Sociologia della Religione dell\u2019Associazione Italiana di Sociologia, ha osservato che attualmente c\u2019\u00e8 una tregua nell\u2019ecumenismo, giacch\u00e9 non si registrano novit\u00e0 e nessuno fa nuove mosse. Anche il ruolo che avrebbero potuto giocare le confessioni cristiane nel presente conflitto russo-ucraino \u00e8 venuto meno, lasciando spazio, invece, a recriminazioni reciproche. Lo stesso pontificato di Bergoglio \u00e8 in atteggiamento di attesa, nonostante le numerose dichiarazioni di principio. Insomma, pi\u00f9 che di tregua, forse \u00e8 giusto parlare di stallo, di mantenimento delle posizioni. Ci\u00f2 prelude a uno sviluppo che comporta un logoramento vicendevole delle parti in causa, proprio come sta avvenendo fra Russia e Ucraina.<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, qualcosa si sta muovendo, a livello di influenza del modello ecclesiale ortodosso nei riguardi della tradizione cattolica. In effetti, la reiterata insistenza di papa Francesco sul ricorso alla sinodalit\u00e0 nella gestione della Chiesa \u00e8 anche, sia pure indirettamente, una sorta di riconoscimento di un valore ideale e comportamentale che \u00e8 stato tipico, almeno sinora, del mondo ortodosso, pur cos\u00ec variegato nelle sue differenziazioni.<\/p>\n<p>E non \u00e8 che, a voler dire tutto, la sinodalit\u00e0 sia, per gli ortodossi, un dato scontato e, soprattutto, vincente e privo di contraddizioni, come mostrano le diversit\u00e0 di vedute all\u2019interno e all\u2019esterno dei vari patriarcati, fra Mosca e Kiev, fra Mosca e Costantinopoli e cos\u00ec via. Peraltro, il patriarcato ecumenico di Costantinopoli gode del privilegio e del prestigio di presiedere l\u2019incontro dei vescovi, detto concilio, ma non ha alcun potere sugli stessi vescovi, che governano Chiese autonome, autocefale, molto connotate nazionalisticamente. Le passate vicende ci raccontano una straordinaria complessit\u00e0 di rapporti intessuti nella comune cultura religiosa ortodossa, con strascichi tuttora evidenti nelle distinzioni peculiari che connotano tutti i patriarcati e le loro nazioni di riferimento.<\/p>\n<p>Nonostante le difficolt\u00e0 di individuare soluzioni efficaci, ossia, come su suole dire, <i>best practices<\/i> nell\u2019ambito delle esperienze di matrice ortodossa, nondimeno si propone ancora una volta, ma adesso con particolare insistenza, il sistema sinodale quale modalit\u00e0 prioritaria per la vita stessa delle comunit\u00e0 ecclesiali, pi\u00f9 che per la loro conduzione meno verticistica rispetto al passato.<\/p>\n<p>Va tuttavia precisato che il carattere prettamente religioso della sinodalit\u00e0 la distingue da altre formule di condivisione e partecipazione, per cui non si \u00e8 in un contesto politico, dove i processi decisionali avvengono sulla base di una procedura pi\u00f9 o meno codificata, con passaggi prestabiliti, da un livello decisionale a un altro. E neppure si ha a che fare con decisioni peculiarmente economiche, che sovente sono assunte sulla base di calcoli approssimativi, sensazioni superficiali, persino giustificazioni cabalistiche, in vista di un agognato, ma difficilmente raggiunto, profitto segnatamente economico o finanziario. Nemmeno \u00e8 un contesto sindacale, dove vi \u00e8 la difesa, quasi a spada tratta, di un interesse del prestatore d\u2019opera, da sostenere in ogni sua possibile istanza, attraverso un confronto serrato con il datore di lavoro e comunque tendente al rialzo, con l\u2019obiettivo di condurre in porto il miglior risultato possibile.<\/p>\n<p>La sinodalit\u00e0 ha una sua peculiarit\u00e0 nettamente religiosa, che prescinde da interessi precostituiti, di parte, e punta piuttosto al bene comune e non al vantaggio meramente individuale. In altri termini, il pensare e il decidere in chiave sinodale sono ben diversi da altre operazioni similari, che avvengono altrove e per altre finalit\u00e0.<\/p>\n<p>Occorre dare per scontata una tale configurazione speciale della sinodalit\u00e0, che \u00e8 finalizzata alla realizzazione degli scopi di una particolare religione, non esclusa quella cattolica, invero un po\u2019 restia nel farsi carico di tale inusitata esperienza di interventi da parte di tutti, senza terreni riservati per le gerarchie, ma in aperto confronto alla pari, fra tutte e tutti. Ma \u2013 si obietter\u00e0 \u2013 una tale modalit\u00e0 mutatrice dello status quo non sar\u00e0 considerata accettabile e si troveranno soluzioni alternative, rimedi sostitutivi e scappatoie di varia natura.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, inoltre, il problema della formazione alla sinodalit\u00e0. Coloro che se ne dovrebbero occupare e preoccupare non hanno certo un interesse precipuo ad avviarla, convinti \u2013 come sono \u2013 che quanto gi\u00e0 in atto sia il meglio possibile. Qualche ordinario diocesano, infatti, risponde che esistono gi\u00e0 i consigli pastorali parrocchiali e diocesani, i consigli di unit\u00e0 pastorale, quelli presbiterali, quelli congregazionali e le altre forme partecipative previste dagli ordinamenti vigenti. E cos\u00ec si resiste al nuovo, che non decolla, e si preferisce il vecchio, che \u00e8 pi\u00f9 rassicurante, poich\u00e9 \u2013 in linea di massima e fatte salve talune eccezioni \u2013 non porrebbe problemi di sorta.<\/p>\n<p>La tecnica del rinvio, quella del rallentamento e quella della sottovalutazione portano tutte a non implementare il dettato sinodale e a posporre l\u2019esercizio della sinodalit\u00e0.<\/p>\n<p>Tocca dunque ai laici, con il supporto di qualche pastore illuminato, creare le premesse per l\u2019avvio della sinodalit\u00e0, per troppo tempo sopita, messa a tacere, dimenticata. Ora la volont\u00e0 stessa di un Papa ha reso attuale la discussione sulla sinodalit\u00e0. Ebbene, l\u2019occasione \u00e8 propizia, ma gli ostacoli, come si \u00e8 detto, non mancano. N\u00e9 si pu\u00f2 prendere esempio dai fratelli ortodossi, giacch\u00e9 la loro storia, pur apprezzabile, non \u00e8 sempre edificante, sebbene non manchino prove esemplari di una sinodalit\u00e0 piena e vissuta a livello episcopale e di comunit\u00e0 di fedeli. Per i cattolici, in questo, appaiono rilevanti alcuni documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II: la Costituzione sulla Sacra Liturgia <i>Sacrosanctum Concilium<\/i> al punto 57 (sulla concelebrazione nei sinodi); il Decreto sulle Chiese Orientali Cattoliche <i>Orientalium Ecclesiarum<\/i> ai punti 1 (sulla stima per le Chiese Orientali), 9 (sul riconoscimento dei Patriarchi e dei loro sinodi), 19 (sull\u2019affidamento della normativa per le feste a Sinodi patriarcali o arcivescovili) e 23 (sul diritto del Patriarca con il Sinodo di regolare l\u2019uso delle lingue nelle celebrazioni); il Decreto sull\u2019Ufficio Pastorale dei Vescovi nella Chiesa <i>Christus Dominus <\/i>ai punti 5 (sul Consiglio propriamente chiamato Sinodo dei Vescovi), 35 (che contiene 6 diversi principi fondamentali riguardanti i Religiosi tutti, poi quelli dedicati all\u2019apostolato esterno, l\u2019esenzione dei Religiosi dalla giurisdizione dei Vescovi per quanto concerne l\u2019ordine interno degli Istituti, la dipendenza di tutti i Religiosi dal Vescovo, la collaborazione fra Istituti Religiosi e clero diocesano e fra Vescovi e Superiori religiosi), 36 (sulla ripresa dei Sinodi e dei Concili provinciali e plenari), 37 (sulla cooperazione tra i Vescovi) e 38 (sulla Conferenza Episcopale); il Decreto sull\u2019attivit\u00e0 missionaria della Chiesa <i>Ad gentes<\/i> al punto 29 (sulla sollecitudine per l\u2019attivit\u00e0 missionaria nel rispetto del diritto delle Chiese Orientali).<\/p>\n<p>Quali potrebbero essere i caratteri di una sinodalit\u00e0 ben intesa?<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere il frutto di una programmazione dall\u2019alto, magari imposta per obbedienza o con forme paternalistiche. Si potrebbe trattare, semmai, di un\u2019esigenza sentita e promossa dal basso, pensata e motivata, rispettosa ed efficace, senza arri\u00e8re pens\u00e9e.<\/p>\n<p>A dire il vero, non esiste un progetto di sinodalit\u00e0 ben definito e perfetto per sempre. Si tratta di un processo che va costruito lentamente ma costantemente, con insistenza ed efficienza, a livello di piccole comunit\u00e0 o di grandi insiemi, con la leadership in corso, ma non contro di essa.<\/p>\n<p>I diversi obiettivi e gli specifici passaggi di implementazione non sono scritti da nessuno e da nessuna parte come vincolanti e unici. Anche in questo caso la creativit\u00e0 \u00e8 necessaria, anzi fondamentale, perch\u00e9 non vi sono al momento <i>best practices<\/i> da additare all\u2019ammirazione di tutti.<\/p>\n<p>Frattanto, sul piano operativo la Chiesa che \u00e8 in Italia ha gi\u00e0 avviato il primo anno di cammino sinodale, almeno in 206 diocesi (su un totale di 225), dove hanno operato, dal 17 ottobre 2021, 40.148 gruppi e probabilmente ancor pi\u00f9, con un coinvolgimento di circa 500 mila persone. \u00c8 stato definito un \u00abbuon inizio\u00bb, nonostante una perdurante difficolt\u00e0 nei mesi invernali a causa della recrudescenza della pandemia di coronavirus. Vedremo che cosa succeder\u00e0 nel secondo anno di \u201cascolto con metodo narrativo\u201d. L\u2019invito di Francesco, quasi sette anni fa a Firenze, riguardava l\u2019approfondimento sinodale di <i>Evangelii gaudium<\/i>, la prima esortazione apostolica del nuovo pontificato.<\/p>\n<p>Tutto era cominciato probabilmente gi\u00e0 alla fine del primo Sinodo dei Vescovi, durato dal 19 settembre al 28 ottobre 1967, allorquando il patriarca Atenagora ricambi\u00f2, il 26 ottobre 1967, la visita che gli aveva fatta Paolo VI, per cui si ebbe una ripresa vigorosa della collaborazione fra le Chiese sorelle.<\/p>\n<p>Il vero problema \u00e8, ora, quello di fare un salto di qualit\u00e0 fondamentale, passare cio\u00e8 a una prospettiva di sinodalit\u00e0 non pi\u00f9 e non solo fondata sulla confluenza collaborativa fra presuli quanto, invece, basata su una sorta di sinodalit\u00e0 estesa e tale, comunque, che abbracci l\u2019intera comunit\u00e0 ecclesiale, in una dimensione realmente <i>inter pares<\/i> e senza impedimenti alla comunicazione, con una gestione non verticistica delle consultazioni e delle discussioni sui temi di volta in volta sottoposti alla riflessione condivisa, sincera, franca e non reticente. In definitiva, un ascolto di Dio e del suo popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Roberto Cipriani<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2022-3_Munera_07-11_Cipriani-Editoriale.pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"Scarica l'articolo gratuitamente\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_abbdigitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><br \/>\nscarica l&#8217;articolo gratuitamente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il politologo Angelo Panebianco, intervenendo al seminario di studio La possibilit\u00e0 e il compito di una \u201cquarta sociologia della religione italiana\u201d, svoltosi all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre il 13 giugno 2022 e organizzato dalla Sezione di Sociologia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":2840,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"categories":[694],"tags":[19,208,398],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18173"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18173"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18335,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18173\/revisions\/18335"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}