{"id":17980,"date":"2022-07-15T07:53:30","date_gmt":"2022-07-15T05:53:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=17980"},"modified":"2022-07-15T07:53:30","modified_gmt":"2022-07-15T05:53:30","slug":"munera-22022-editoriale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-22022-editoriale\/","title":{"rendered":"Munera 2\/2022 &#8211; Editoriale"},"content":{"rendered":"<h3><b>Laura Palazzani \u2013 Margherita Daverio, <i>Per un umanesimo tecnologico. L\u2019Intelligenza Artificiale tra scienza, etica e diritto<\/i><\/b><\/h3>\n<p>La rapida evoluzione delle tecnologie della robotica e dell\u2019Intelligenza Artificiale (IA) negli ultimi anni \u00e8 stata caratterizzata da un progresso dirompente, a causa della sua complessit\u00e0, dell\u2019ampiezza di applicazioni e della velocit\u00e0 di accelerazione. Pensiamo al progresso dell\u2019IA, dovuto principalmente all\u2019aumento della potenza di calcolo, alla disponibilit\u00e0 di enormi quantit\u00e0 di dati e allo sviluppo di algoritmi per identificare le relazioni tra i dati (correlazioni e previsioni\/predizioni). L\u2019IA comprende tutte le macchine che imitano e simulano determinati aspetti dell\u2019intelligenza umana, interagendo con le scoperte neuroscientifiche e utilizzando le tecnologie dell\u2019informazione. Tali macchine sono in grado sia di interagire e apprendere dall\u2019ambiente esterno, sia di ragionare e prendere decisioni con gradi crescenti di \u201cindipendenza\u201d rispetto alle istruzioni specifiche per quella precisa attivit\u00e0. Allo stesso tempo, la robotica sta procedendo verso l\u2019incorporazione (<i>embodiment<\/i>) della IA, fornendo il supporto corporeo-meccanico androide (che imita la forma umana) della IA e creando un corpo artificiale per la mente artificiale. L\u2019obiettivo \u00e8 ambizioso: progettare macchine che imitano l\u2019essere umano (nel corpo e nella mente) fino a sostituirlo.<\/p>\n<p>A fronte del dirompente progresso tecnologico, emergono con forza alcuni interrogativi di fondo: esistono differenze qualitative o essenziali tra intelligenza artificiale e intelligenza umana? Potranno le macchine sostituire interamente l\u2019essere umano? E, ammesso che sia tecnologicamente possibile, sarebbe auspicabile? La domanda riguarda la possibilit\u00e0 \u2013 e sul piano della riflessione critica \u2013 l\u2019auspicabilit\u00e0 o meno di realizzare macchine che in <i>qualsiasi<\/i> <i>ambito<\/i> di pensiero e di azione tipicamente umani possano sostituire l\u2019umano.<\/p>\n<p>In questo numero speciale della rivista <i>Munera<\/i> \u2013 siamo grate al direttore Stefano Biancu per l\u2019invito a curare il fascicolo \u2013 sono raccolti contributi che discutono gli interrogativi sopra richiamati, a partire da diverse prospettive disciplinari. In particolare, secondo le prospettive di scienza, etica e diritto, in quest\u2019ultimo caso facendo attenzione sia ai profili filosofico-giuridici sia a quelli giuridico-positivi.<\/p>\n<p>Il contributo di Maurizio Naldi riguarda alcuni aspetti tecnici della progettazione degli algoritmi, dove si possono nascondere potenziali fonti di <i>bias<\/i> (pregiudizi\/favoritismi) che potrebbero falsare il risultato a danno di una o pi\u00f9 categorie, dando origine al cosiddetto problema della (mancanza di) <i>fairness<\/i> (o equit\u00e0). Marta Bertolaso e Margherita Daverio approfondiscono criticamente i profili della cosiddetta <i>automated science<\/i>, rispetto alla quale esistono visioni diverse che in ogni caso richiamano a una riflessione profonda sul significato di \u201cscienza\u201d in quanto atto umano. Laura Palazzani discute riguardo all\u2019IA la prospettiva tecno-centrica (che vede una superiorit\u00e0 dell\u2019artificiale sul naturale) e la prospettiva umano-centrica (che mette a fuoco gli aspetti cruciali dell\u2019umano nell\u2019epoca dell\u2019intelligenza artificiale), per delineare infine i caratteri di un umanesimo tecnologico, partendo dai requisiti etici dell\u2019IA e della robotica. Prendendo le mosse dalla consapevolezza che le tecnologie IA stanno cambiando i processi di cura e di assistenza, Margherita Daverio, sulla base della letteratura recente, identifica la necessit\u00e0 di riflettere sul giusto equilibrio tra fattori tecnologici, giuridici ed etici nell\u2019ambito del rapporto medico-paziente, e ci\u00f2 con particolare riguardo al tema del consenso informato. Mariacarmen Ranieri discute i dilemmi etici e giuridici che nascono dall\u2019interazione tra robot programmati tramite IA e soggetti vulnerabili nell\u2019ambito della cura e dell\u2019assistenza, con particolare riferimento ai casi di persone anziane, malate, bambini affetti da autismo. In tema di IA e lavoro, Fabio Macioce evidenzia come, a fronte di nuove opportunit\u00e0, il fenomeno dell\u2019impiego di IA e ICT nell\u2019ambito del lavoro stia creando nuove opportunit\u00e0, ma contemporaneamente stia aumentando la disuguaglianza nei benefici e negli svantaggi sperimentati dai lavoratori: a tali rischi \u00e8 necessario fornire una risposta giuridica, ed \u00e8 importante che tale risposta sia orientata alla tutela del lavoratore come persona, e della sua dignit\u00e0, restituendo umanit\u00e0 a un contesto lavorativo che rischia di spersonalizzarsi e creare inedite forme di vulnerabilit\u00e0. Sempre in tema di IA e lavoro, Iolanda Piccinini e Marco Isceri analizzano in prospettiva giuslavoristica le specificit\u00e0 della digitalizzazione e del lavoro tramite algoritmo; oltre ad approfondire la questione dello stress da lavoro tecnologico e le implicazioni per il rapporto di subordinazione, identificano nuovi spazi di azione sindacale per coniugare innovazione tecnologica e dimensione umana. Dalla prospettiva del diritto pubblico, il contributo di Mario Midiri analizza le questioni nuove che lo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale pone alle grandi imprese e alle istituzioni pubbliche e alla luce di tali questioni evidenzia che si rende necessario aggiornare l\u2019azione antitrust e introdurre regole <i>ex ante<\/i>. Nel contesto del diritto della pubblica amministrazione, ove le amministrazioni italiane sperimentano e utilizzano l\u2019IA per esigenze conoscitive, a supporto di servizi al pubblico, o nei processi decisionali per l\u2019adozione di <i>policies<\/i>, regole, decisioni amministrative, cos\u00ec come nei controlli, Nicoletta Rangone identifica non solo i rischi dell\u2019utilizzo di tali supporti ma anche le opportunit\u00e0 offerte per il rafforzamento nella fiducia nelle istituzioni, nel rispetto delle previsioni normative. Riguardo a IA e giusto processo, il contributo di Andrea Giordano indaga la compatibilit\u00e0 dell\u2019IA e della robotica con i principi del giusto processo, prospettando sintesi coerenti con il diritto sovranazionale e con i valori di etica processuale scolpiti nella Carta costituzionale.<\/p>\n<p>Nella ricchezza offerta dalle diverse prospettive \u2013 che evidenziano opportunit\u00e0 e rischi dell\u2019utilizzo dell\u2019IA nei diversi ambiti \u2013 ci sembra che siano due in particolare i punti che guidano le ricerche qui presentate nella direzione di un \u201cumanesimo tecnologico\u201d.<\/p>\n<p>In primo luogo, la consapevolezza che la tecnologia non \u00e8 un \u201cdestino\u201d, ma \u00e8 l\u2019essere umano \u2013 siamo noi \u2013 che costruiamo la tecnologia. Non si tratta di esaltare la tecnologia disprezzando l\u2019essere umano o di esaltare l\u2019essere umano disprezzando la tecnologia: in questo senso \u00e8 compito di chi svolge ricerca nei diversi ambiti non tanto limitarsi a prendere atto di che cosa \u201cresta umano\u201d delle tecnologie, quanto spingersi oltre e considerare anche e soprattutto che cosa \u201cdeve restare umano\u201d<i> <\/i>con le tecnologie.<\/p>\n<p>In secondo luogo, nella misura in cui identifichiamo la specificit\u00e0 umana e le dimensioni insostituibili dell\u2019umano, si individueranno dei limiti alla possibilit\u00e0 tecnologica di costruire robot androidi o macchine pensanti: un limite al dominio tecnologico e all\u2019aspirazione di \u201crifare\u201d (<i>remake<\/i>) la natura, in quanto la tecnologia pu\u00f2 anche disumanizzare e deumanizzare. L\u2019umano va preservato, perch\u00e9 \u201cconta\u201d anche nell\u2019epoca delle macchine. L\u2019essere umano ha una dignit\u00e0 nella sua natura, che prescinde dalle funzioni che esercita e che ha un valore in s\u00e9 da tutelare. Non sono dunque le funzioni, presenti o amplificate con il potenziamento tecnologico, che lo rendono pi\u00f9 degno: il miglioramento \u00e8 possibile anche nell\u2019ambito naturale, attuando le potenzialit\u00e0 o possibilit\u00e0 intrinseche dell\u2019umano, senza scorciatoie tecnologiche, ma sulla base dell\u2019impegno personale, regolare e attivo nella direzione della acquisizione (<i>achievement<\/i>) o della massima espressione e fioritura (<i>flourishing<\/i>) possibile delle proprie capacit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2022-2_Munera_Editoriale.pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"Scarica l'articolo gratuitamente\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_abbdigitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><br \/>\nscarica l&#8217;articolo gratuitamente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laura Palazzani \u2013 Margherita Daverio, Per un umanesimo tecnologico. 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