{"id":17715,"date":"2022-03-17T14:04:52","date_gmt":"2022-03-17T13:04:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=17715"},"modified":"2022-03-17T14:04:52","modified_gmt":"2022-03-17T13:04:52","slug":"munera-12022-paolo-branca-se-la-speranza-fugge-i-sepolcri-la-rimpiazza-la-fede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-12022-paolo-branca-se-la-speranza-fugge-i-sepolcri-la-rimpiazza-la-fede\/","title":{"rendered":"Munera 1\/2022 &#8211; Paolo Branca &gt;&gt; Se la speranza fugge i sepolcri, la rimpiazza la fede?"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa morte non ha bisogno di Dio, \u00e8 Dio che bisogno della morte\u00bb. Quante volte amici laici, agnostici o dichiaratamente atei, mi hanno detto questa frase, talvolta con un tono di lieve sufficienza, ma li ringrazio comunque perch\u00e9 mi hanno indotto a riflessioni che altrimenti non avrei fatto. Come contraddirli? Per molti \u201ccredenti\u201d il timore della \u00abfatal quiete\u00bb, pi\u00f9 fatale che quieta evidentemente, ha potuto giocare un ruolo non secondario nell\u2019avvicinarli alla fede, o almeno alla speranza di un Aldil\u00e0. Tuttavia, si tratta di un approccio superficiale, persino banale a ben pensarci. La fine (come l\u2019inizio, del resto) di ogni cosa, compresa la nostra vita, \u00e8 iscritta inesorabilmente nella dimensione dello spazio-tempo in cui ci troviamo. Ed \u00e8 bene che sia cos\u00ec: viste la presunzione se non l\u2019arroganza di troppi che pur sanno che un giorno dovranno lasciare tutto, non so immaginare le dimensioni mostruose che potrebbero assumere altrimenti.<\/p>\n<p>Ma questa considerazione \u201cmoralistica\u201d non mi appaga.<\/p>\n<p>Il Cantico dei Cantici afferma: \u00abforte come la morte \u00e8 l\u2019amore \/ tenace come l\u2019inferno \u00e8 lo slancio amoroso. \/ Le sue vampe sono fiamme di fuoco \/ una fiamma del Signore\u00bb (Ct 8,6-7). Pur trattando, e non certo unicamente in forma metaforica \u2013 come invece troppa esegesi ha fatto \u2013 dell\u2019amore fra un uomo e una donna, il Cantico sarebbe svilito da un\u2019interpretazione \u201cromantica\u201d. La morte ci atterrisce perch\u00e9 \u00e8 la fine di tutto e forse \u2013 nel caso di alcuni (i migliori?) \u2013 perch\u00e9 ci induce a disperare di rivedere persone e cose che ci sono care pi\u00f9 di noi stessi. Come, dunque, l\u2019amore potrebbe esse \u00abforte come la morte\u00bb? Unicamente per un lancinante, ma incerto, desiderio?<\/p>\n<p>Credo, invece, che l\u2019amore ci spaventi ancora di pi\u00f9: se la morte sembra annientarci, l\u2019amore \u00e8 l\u2019unica cosa che pu\u00f2 trasformarci, la pi\u00f9 impegnativa, faticosa, dolorosa di ogni altra, eppure la pi\u00f9 feconda. Forse per questo il celebre poeta Eliot ebbe a scrivere: \u00abAprile \u00e8 il mese pi\u00f9 crudele\u2026\u00bb, in quanto il risveglio anche della natura, a primavera, comporta molta, ma muta, sofferenza.<\/p>\n<p>Anche l\u2019innamoramento, che dura quel che dura ma non sempre si spegne, matura e passa dalle emozioni e dall\u2019inconscio (che \u2013 dubito \u2013 alcuna Intelligenza Artificiale potr\u00e0 mai riprodurre) a comportamenti, scelte, responsabilit\u00e0 liberamente assunte e mantenute che possono durare anche oltre l\u2019orizzonte terreno.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 essere scettici, e con non poche ragioni, ma la fredda e precisa razionalit\u00e0 non saprebbe spiegare troppe cose. Accudire il o la partner, i piccoli, e non per poco tempo, saranno anche istinti primordiali per la conservazione della specie, ma si deve essere ben limitati per non comprendere che, a differenza di altre creature, noi non mangiamo, ma ci nutriamo e che abbiamo elaborato non solo una conoscenza, ma un\u2019arte della convivialit\u00e0; non solo nasciamo, ci sposiamo, moriamo\u2026 ma questi passaggi di stato sono da sempre ritualizzati e accompagnati da simboli, cerimonie, partecipazione collettiva, che purtroppo sbiadiscono davanti alla loro gestione medicalizzata, consumistica e tecnologica, fin quasi a scomparire dall\u2019orizzonte degli eventi quotidiani, rendendoli pi\u00f9 solitari, vacui o carichi di timori non altrimenti gestiti, celebrati o esorcizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('3417',1);\"><img alt=\"Acquista l'articolo\" src=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_digitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><\/a>\n<br \/><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('3417','1');\"> per continuare a leggere acquista questo articolo<\/a><\/p><p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/digital\/account\/\">Utente biblioteche abbonate: clicca qui \u00bb<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa morte non ha bisogno di Dio, \u00e8 Dio che bisogno della morte\u00bb. 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