{"id":15908,"date":"2020-10-07T11:58:28","date_gmt":"2020-10-07T09:58:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=15908"},"modified":"2020-10-07T11:58:28","modified_gmt":"2020-10-07T09:58:28","slug":"munera-32020-la-filosofia-contro-la-filosofia-delle-donne-intervista-con-laura-boella","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-32020-la-filosofia-contro-la-filosofia-delle-donne-intervista-con-laura-boella\/","title":{"rendered":"Munera 3\/2020 &#8211; La filosofia contro la filosofia delle donne. Intervista con Laura Boella"},"content":{"rendered":"<p>\u00abIl pensiero femminile ha rappresentato a lungo una tradizione nascosta\u00bb. Uso volutamente l\u2019espressione che da\u0300 il titolo a un saggio di Hannah Arendt, <i>The Jew as Pariah: A Hidden Tradition<\/i>, al cospetto della distruzione dell\u2019ebraismo europeo. In questo e in altri scritti il riferimento va a poeti e scrittori (Heine, Kafka) che avevano fatto della nascita ebraica non uno stigma da cancellare con l\u2019assimilazione, ma una differenza, un valore testimoniato dalla loro vita e dalla loro scrittura. Arendt lavorava sull\u2019apparente paradosso di una tradizione, termine e concetto che rinviano alla trasmissione di un\u2019eredita\u0300, riconosciuta con fatica dagli stessi che la vivevano in prima persona, dispersa e drammaticamente annientata, che poteva essere resa visibile solo a partire da uno sguardo diverso sul passato e sul presente. La storia della subalternit\u00e0 e dell\u2019oppressione delle donne in una societ\u00e0 patriarcale ha tratti che s\u2019intersecano con l\u2019antisemitismo e altre forme di discriminazione razziale e politico-sociale, ma non e\u0300 interamente sovrapponibile ad essi. Non la si pu\u00f2 considerare, almeno cosi\u0300 io credo in dissenso con alcuni orientamenti di studiose femministe, un patrimonio da sempre (antica Grecia, matriarcato, societ\u00e0 contadine, monachesimo femminile, \u201cpreziose\u201d del Seicento e Settecento francese) proprio delle donne, calpestato, occultato e condannato a emergere saltuariamente, in forma carsica. Non sto mettendo in discussione il \u201ctesoro\u201d della cura della vita, la sapienza relazionale di cui le donne sono state maestre in tempi di divisione del lavoro domestico da quello della guerra e del profitto. Ritengo che questi valori solo in casi eccezionali siano stati vissuti liberamente e soprattutto oggi si siano dispersi nei mille rivoli della volont\u00e0 femminile di diventare uguali agli uomini. La posta in gioco e\u0300 analoga a quella richiamata da Arendt per l\u2019ebraismo, ossia il passaggio da una differenza femminile vissuta come un dato di \u201cnatura\u201d alla cui op- pressione occorre ribellarsi, rivendicando un\u2019identit\u00e0 esclusivamente fondata sulle ingiustizie e sulle violenze patite, a una liberta\u0300 in grado di dare significato all\u2019essere nata donna in un mondo comune, abitato da donne e da uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('2900',1);\"><img alt=\"Acquista l'articolo\" src=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_digitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><\/a>\n<br \/><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('2900','1');\"> per continuare a leggere acquista questo articolo<\/a><\/p><p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/digital\/account\/\">Utente biblioteche abbonate: clicca qui \u00bb<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl pensiero femminile ha rappresentato a lungo una tradizione nascosta\u00bb. 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