{"id":13593,"date":"2019-03-30T13:03:15","date_gmt":"2019-03-30T12:03:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=13593"},"modified":"2019-03-30T13:03:15","modified_gmt":"2019-03-30T12:03:15","slug":"contemporary-humanism-editoriale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/contemporary-humanism-editoriale\/","title":{"rendered":"Contemporary Humanism &#8211; Editoriale"},"content":{"rendered":"<p>Umanesimo \u00e8 una categoria polisemica, al contempo storica, culturale, assiologica. <i>Storica<\/i>, in quanto indica una precisa epoca della storia intellettuale: quella dell\u2019Umanesimo italiano e dei suoi eredi immediati. <i>Culturale<\/i>, in quanto vale come categoria generativa di un\u2019intera civilt\u00e0, dall\u2019origine dunque etnica \u2013 avvenuta entro i confini geografici dell\u2019Europa \u2013 ma dalle pretese universali, come le varie dichiarazioni universali dei diritti umani testimoniano efficacemente da alcuni secoli a questa parte. <i>Assiologica<\/i>, infine, in quanto indica un orizzonte di senso e una costellazione valoriale, che trovano i loro fondamenti in una concezione dell\u2019umanit\u00e0 come compito \u2013 e non quale semplice dato di fatto \u2013 e in un riconoscimento di tale umanit\u00e0 quale tratto essenziale e costitutivo di <i>ogni<\/i> essere umano, anche aldil\u00e0 dell\u2019epoca e della civilt\u00e0 che hanno prodotto l\u2019umanesimo. Non a caso la categoria di umanesimo riemerge ricorrentemente in ogni epoca di crisi, quale orizzonte ideale di riferimento e di riscatto dei destini dell\u2019umanit\u00e0: non dunque quale riproposizione di un preciso paradigma storico, ma quale ideale regolativo e orizzonte valoriale di riferimento. Ogni emergenza storica della categoria ha infatti sempre portato con s\u00e9 una dimensione di impegno civile e di promozione sociale e umana.<\/p>\n<p>Tutto questo rende al contempo complicato, affascinante e urgente interrogarsi intorno alla categoria di umanesimo e alla sua pertinenza oggi. Tanto pi\u00f9 che \u2013 da un secolo a questa parte \u2013 essa \u00e8 tornata al centro della scena intellettuale, spesso accompagnata da aggettivi (integrale, sociale, esistenziale, ateo, marxista, socialista\u2026) o preceduta da prefissi (anti-, post-, trans-\u2026) che talvolta ne hanno messo in discussione la validit\u00e0 o la pertinenza.<\/p>\n<p>Se da un punto di vista meramente storico, l\u2019umanesimo non \u00e8 evidentemente pi\u00f9 attuale \u2013 molto tempo e molta acqua sotto i ponti sono passati dai tempi dell\u2019Umanesimo italiano \u2013 dal punto di vista culturale e da quello assiologico, la categoria sembra mantenere una sua validit\u00e0, anche se talvolta <i>impertinente<\/i>. Certamente mantiene un suo fascino: attraente per alcuni, respingente per altri.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque la categoria di umanesimo ancora pertinente in senso culturale, quale categoria sintetica e generativa di una civilt\u00e0 particolare, e in senso assiologico, quale ideale regolatore e orizzonte valoriale di riferimento? Esiste qualcosa che possa essere definito un umanesimo contemporaneo? Quali ne sono eventualmente le forme storiche e le declinazioni? Si tratta di forme soltanto intellettuali o piuttosto di pratiche e istituzioni che recano nel loro DNA una matrice umanistica e che, proprio per questo, favoriscono e condizionano la nostra possibilit\u00e0 di comprendere che cosa sia l\u2019umanesimo? Possiamo fare a meno di questa categoria? Possiamo declinarla in modo tale che non corrisponda a un mero esercizio intellettuale, ma ad un servizio al tempo che viviamo e alle donne e agli uomini di oggi e di domani?<\/p>\n<p>Molte sono le sfide che ci attendono. Tra tutte, certamente, quella legata alla potenza di cui oggi l\u2019umanit\u00e0 dispone: potenza di trasformazione del mondo e dell\u2019umanit\u00e0 stessa. Tale potenza, conoscitiva, tecnica e pratica, non ha in s\u00e9 stessa strumenti e criteri di regolazione e vale come fine in s\u00e9 stessa e per s\u00e9 stessa. Rispetto a tale potenza, cos\u00ec assiologicamente indifferente, occorre un orizzonte di senso e di valore. Pu\u00f2 ancora oggi la categoria di umanesimo offrire un orientamento e una guida, cos\u00ec come \u00e8 accaduto \u2013 ormai alcuni decenni fa \u2013 dopo la catastrofe della guerra mondiale?<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>\u00c8 a partire da questi interrogativi che hanno preso forma i contributi qui raccolti. Essi restituiscono la traccia di un seminario dottorale svoltosi all\u2019Universit\u00e0 LUMSA (Roma) nel maggio 2018, intitolato all\u2019umanesimo contemporaneo e specialmente centrato sul binomio fragilit\u00e0\/forza (dell\u2019idea di umanesimo oggi). L\u2019antitesi o endiadi fra i due termini del titolo terminava, appunto, in un punto interrogativo di cui i molti interrogativi espressi qui sopra sono l\u2019eco e la diffrazione; al tempo stesso, una scelta significativa nella <i>dispositio <\/i>dei due termini \u2013 fragilit\u00e0 <i>vs <\/i>forza, opportunit\u00e0 \u2013 conteneva forse l\u2019accenno di una risposta. Quasi che fin dal loro titolo, assolutamente aperto, i lavori del seminario \u201csalissero\u201d dalla percezione di una crisi alla speranza di un tempo favorevole.<\/p>\n<p>Il seminario di cui parliamo e di cui questo volume offre una parte degli atti ha visto confrontarsi molte diversit\u00e0, pur all\u2019interno di un orizzonte di valori condivisi. Diversit\u00e0 di provenienze geografiche: erano rappresentati quattro Universit\u00e0 e tre continenti dei due emisferi del mondo. Diversit\u00e0 di generazioni: i pi\u00f9 anziani e i pi\u00f9 giovani si sono ascoltati reciprocamente. Diversit\u00e0 disciplinare: quale categoria se non quella di umanesimo taglia trasversalmente le scienze umane e sociali? Non \u00e8 dunque sorprendente se i contributi qui raccolti riflettono, non solo un plurilinguismo, ma uno spettro ampio di temi e di metodi; se la portata stessa degli argomenti si apre e si chiude, pulsando, da prospettive panoramiche o teoriche ad approfondimenti strettamente monografici o applicativi, da ricostruzioni storiche a letture del presente: quasi che il motto \u201cprovando e riprovando\u201d che Carlo Ossola ha richiamato in conclusione del percorso lo descrivesse, in realt\u00e0, per intero e suggellasse l\u2019esperienza di umanesimo in atto che, pur nei suoi limiti, l\u2019evento ha rappresentato.<\/p>\n<p>Il lettore trover\u00e0 nell\u2019intervento introduttivo del cardinal Ravasi un vero e proprio giro d\u2019orizzonte sulle sfide dell\u2019antropologia contemporanea, che fin dal primo momento ha situato molto in alto l\u2019<i>enjeu <\/i>dei successivi dibattiti. Seguono alcune riflessioni di carattere storico, storico-sociale, teologico e pedagogico che esplorano il contributo del magistero della Chiesa o di un pensiero di ispirazione cristiana a questioni e ferite aperte del mondo presente: i diritti umani (Claudio Rolle), la liberazione del povero (Rodrigo Polanco), l\u2019emergenza educativa (Fran\u00e7ois Moog), la cittadinanza globale (Federica Caccioppolla), l\u2019ecologia (Jeyver Rodr\u00edguez).\u00a0 L\u2019umanesimo, vien fatto allora di dire, sar\u00e0 incarnato nella storia, \u201cembarqu\u00e9\u201d, o non sar\u00e0. Ma un blocco di saggi filosofici rimette in questione i fondamentali, rivisitando la storia delle storie dell\u2019umanesimo (Giuseppe Tognon), le grandi \u201cquerelles\u201d novecentesche (J\u00e9r\u00f4me de Gramont), i fili di umanesimo attraverso la trama della decostruzione dell\u2019umano (Domenico Cambria), il rovesciamento del binomio fragilit\u00e0\/forza come in Simone Weil (Francesca Simeoni), i grandi dialoghi a distanza come quello tra Nussbaum e Ric\u0153ur (Kamila Drapa\u0142o). E su questi dibattiti si proiettano le luci del possibile che vengono da altri linguaggi: linguaggi artistici e letterari (Beatrice Venanzi), linguaggio mistico (Alessandro Vetuli), tutti accomunati dal primato di quella dimensione simbolica che potrebbe essere al centro di un nuovo paradigma e rimettere in moto la fragile idea contemporanea di umanesimo (Stefano Biancu).<\/p>\n<p>Fragilit\u00e0 o opportunit\u00e0? Declino o tempo favorevole? Nel cercare una risposta conviene custodire tutta la densit\u00e0 di quel motto che proviene dalla poesia teologica di Dante prima di esser fatto proprio dalla scienza moderna: \u201cprovando e riprovando\u201d, cio\u00e8 non solo continuando a cercare, ma esercitando il diritto di giudicare e la capacit\u00e0 del discernimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">Stefano Biancu e Benedetta Papasogli<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2019-Quaderno_Munera_07-12_Editoriale.pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" alt=\"Scarica l'articolo gratuitamente\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_abbdigitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/>scarica l&#8217;articolo gratuitamente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Umanesimo \u00e8 una categoria polisemica, al contempo storica, culturale, assiologica. 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