{"id":13419,"date":"2019-02-06T10:59:32","date_gmt":"2019-02-06T09:59:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=13419"},"modified":"2019-02-06T11:41:52","modified_gmt":"2019-02-06T10:41:52","slug":"munera-12019-lucia-della-torre-i-confini-mobili-della-solidarieta-europea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-12019-lucia-della-torre-i-confini-mobili-della-solidarieta-europea\/","title":{"rendered":"Munera 1\/2019 &#8211; Lucia Della Torre &gt;&gt; I confini mobili della solidariet\u00e0 europea"},"content":{"rendered":"<p>Le mappe sono pi\u00f9 una proposta di mondo che un riflesso di mondo, e la loro costruzione e presentazione risente grandemente degli equilibri politici ad esse sottostanti. Le due mappe qui riprodotte, ad esempio, equivalgono a molte delle altre che sono state impiegate nel corso degli ultimi anni per spiegare la \u201ccrisi migratoria\u201d che avrebbe interessato l\u2019Europa a partire in modo particolare dall\u2019estate del 2015. In entrambi i casi l\u2019illustrazione mostra il territorio corrispondente all\u2019Unione Europea (UE), colorato in azzurro, ed evidenzia, con una serie di frecce rosse, i movimenti migratori fino ai confini esterni dell\u2019Unione. Nella mappa A) le frecce gialle segnalano anche i movimenti \u201csecondari\u201d, che si realizzano cio\u00e8 all\u2019interno dello stesso spazio europeo: l\u2019informazione che se ne ricava, genericamente, \u00e8 che i migranti possono impiegare diverse rotte per raggiungere i margini esterni dell\u2019UE e che, una volta superatili, possono ulteriormente muoversi all\u2019interno di tale territorio fino al raggiungimento della loro meta finale. Nella mappa B) i confini esterni di Schengen sono tracciati con un colore diverso e le frecce, una volta raggiuntili, si fermano. Mancano inoltre frecce a segnalare i movimenti secondari, e il blu cobalto della zona Schengen non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec uniforme, attraversato com&#8217;\u00e8 da una linea nera che, tagliando a met\u00e0 il cuore dell\u2019Europa, passa lungo il confine meridionale della Germania, quello occidentale dell\u2019Austria e della Polonia e quello orientale della Danimarca. Alcune croci nere, sui confini meridionali di Ungheria e Bulgaria, completano il quadro.<\/p>\n<p>Il racconto sotteso alla prima mappa: lo spazio europeo \u00e8 piccolo, quasi schiacciato verso l\u2019alto della raffigurazione, compresso a sud dalla massa compatta del continente africano e ad est da quella del continente asiatico. La sensazione di pressione aumenta grazie alle frecce, che travalicano senza sforzo confini marittimi e terrestri, e si perdono all\u2019interno dell\u2019area Schengen, accogliente e uniforme nel suo tranquillizzante blu cobalto: i movimenti migratori appaiono inarrestabili e imprevedibili, i confini europei sembrano avere rispetto ad essi un potere di contenimento molto relativo; al contrario, le frontiere dei c.d. Stati Terzi si mobilizzano e sembrano spostarsi, in massa, verso le nostre porte. Nella seconda mappa, l\u2019Europa recupera una posizione centrale, di maggiore controllo, all\u2019interno della configurazione; i confini esterni di Schengen sembrano meno porosi e pi\u00f9 solidi, mentre, al contrario, lo spazio interno \u00e8 meno uniforme e pi\u00f9 frastagliato.<\/p>\n<p>Come due rappresentazioni cos\u00ec diverse del medesimo avvenimento (movimenti migratori verso l\u2019UE) possano coesistere, rivelandosi entrambe corrette, \u00e8 il tema del presente contributo, il quale verte sulle due normative europee in materia di circolazione delle persone all\u2019interno e all\u2019esterno dello spazio comunitario (sistemi Schengen e Dublino). Alla luce del quadro giuridico rappresentato dai due sistemi e di alcuni sviluppi delle \u201ccrisi migratorie\u201d che di recente hanno interessato l\u2019UE si evidenzier\u00e0 che non \u00e8 tanto da un ulteriore, muscolare rafforzamento dei confini esterni che dipende la tenuta dell\u2019Unione, quanto dalla ricerca di risposte condivise che rafforzino l\u2019originario spirito \u201csenza frontiere\u201d della prima comunit\u00e0 europea. In assenza di queste ultime una qualsiasi mappa raffigurante l\u2019Europa nel 1948, appena dopo il secondo conflitto mondiale, potrebbe raccontare meglio di ogni altra la fine del sogno europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('2237',1);\"><img alt=\"Acquista l'articolo\" src=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_digitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><\/a>\n<br \/><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('2237','1');\"> per continuare a leggere acquista questo articolo<\/a><\/p><p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/digital\/account\/\">Utente biblioteche abbonate: clicca qui \u00bb<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le mappe sono pi\u00f9 una proposta di mondo che un riflesso di mondo, e la loro costruzione e presentazione risente grandemente degli equilibri politici ad esse sottostanti. 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