{"id":13403,"date":"2019-02-06T10:44:32","date_gmt":"2019-02-06T09:44:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=13403"},"modified":"2019-02-06T10:44:32","modified_gmt":"2019-02-06T09:44:32","slug":"munera-12019-jean-marc-ferry-per-disarenare-la-fenice-europea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-12019-jean-marc-ferry-per-disarenare-la-fenice-europea\/","title":{"rendered":"Munera 1\/2019 &#8211; Jean-Marc Ferry &gt;&gt; Per disarenare la Fenice europea"},"content":{"rendered":"<p>Il vero dibattito sull\u2019Europa deve aprirsi non per indagare se si \u00e8 \u201cpro\u201d o \u201ccontro\u201d l\u2019Unione, ma per capire come rilevare la doppia sfida attuale: la sfida della globalizzazione economica e quella della partecipazione civica. Non sta alla sola democrazia, ma a tutto il regime politico in generale provvedere alla sua legittimazione. All\u2019indomani della Seconda guerra mondiale questa legittimazione era evidente agli occhi degli europei: \u00abMai pi\u00f9 guerre civili in Europa!\u00bb, mai pi\u00f9 queste \u00abguerre a catena\u00bb che hanno sfasciato l\u2019Europa e minacciato di farla affondare definitivamente.<\/p>\n<p>Con la caduta del Muro si \u00e8 creduto, a torto o a ragione, che fosse stato scongiurato il rischio pantoclastico, il pericolo nucleare associato alla Guerra fredda. Allo stesso tempo, la grande sfida della pace, la legittimazione cardine, inaugurale, del progetto europeo, passava in secondo piano, mentre la classe dirigente si accontentava di proclamare la sua \u201cfede nell&#8217;Europa\u201d affidandosi alla dottrina dell&#8217;ingranaggio, o dello spillover (traboccamento), per scommettere che le opinioni sarebbero venute fuori senza porre domande. Questa classe pubblica non si preoccup\u00f2 quindi per nulla di proporre una legittimazione del cambiamento del progetto europeo. Avvezza al tema della globalizzazione felice e impressionata dalla diagnosi della \u201cfine della storia\u201d di Francis Fukuyama, la classe politica dell\u2019epoca si conformava alla rappresentazione di un processo indefinito, postulato in sintonia con la Storia. La domanda del senso del progetto europeo non doveva pi\u00f9 nemmeno porsi. Bastava tenere la rotta di un europeismo da combattimento, la cui linea \u00e8 semplice, cos\u00ec come l\u2019aveva proclamata Joschka Fischer nel corso di una discussione semi-privata: \u00abQuando gli euroscettici sono malcontenti, io sono contento; quando gli euroscettici sono contenti, io sono malcontento!\u00bb. A un livello di densit\u00e0 ancora pi\u00f9 debole, si amava ricordare la \u201cmetafora della bicicletta\u201d: \u00ab\u00c8 come la bicicletta, se non si continua ad andare, si cade!\u00bb, una variante per i figli della cara vecchia dottrina dell&#8217;ingranaggio!<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima, tuttavia, aveva fatto il suo tempo. Una volta sfumata la prima sfida della costruzione europea, sfida di una pace duratura, perfino perpetua, fra le nazioni d\u2019Europa, quella, pi\u00f9 ambiziosa, di un ruolo strategico dell\u2019Europa unita per la pace nel mondo sembrava essa stessa lontana dalle sue prime preoccupazioni. Sotto l\u2019influenza dei fanatici del mercato si faceva fatica ad ammettere che l\u2019Unione Europea avesse un ruolo attivo da svolgere di fronte alla globalizzazione: addomesticare i mercati mondiali senza distruggerne i meccanismi; fare pressione sulle grandi organizzazioni internazionali per far valere le scelte europee, in particolare negli ambiti chiave dell\u2019ecologia e della transizione energetica; intraprendere una riconquista politica dell\u2019economia mondializzata; prevenire il rischio reale di una sovversione del pubblico da parte del privato, della politica da parte dell\u2019economia e dell\u2019economia da parte della crematistica. In mancanza dell\u2019aver messo in evidenza queste poste in gioco del presente, si \u00e8 generato, pur negandolo, il famoso \u201cmalessere europeo\u201d. Si immaginava di \u201cavanzare\u201d nell\u2019integrazione europea accelerandola, sulla via tracciata dal consenso di Washington, una globalizzazione alla quale le classi dirigenti avevano l\u2019ordine di fare spazio. Cos\u00ec, ci si guard\u00f2 bene dal mettere sulla pubblica piazza l\u2019alternativa che tuttavia si offriva all\u2019Europa di fronte alla globalizzazione: adattamento economico puro e semplice o recupero, riconquista politica dell\u2019economia globalizzata? \u2013 al punto che l\u2019opinione si spaccava sulla questione europea, in seguito a un amalgama in cui i significanti \u201cEuropa\u201d e \u201cglobalizzazione\u201d inviavano presumibilmente gli stessi segnali.<\/p>\n<p>L\u2019ironia di questa storia fa s\u00ec che l\u2019Europa sia diventata l\u2019oggetto politicizzato per eccellenza, senza essere tuttavia giunto allo status di oggetto politico vero e proprio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('2229',1);\"><img alt=\"Acquista l'articolo\" src=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_digitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><\/a>\n<br \/><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('2229','1');\"> per continuare a leggere acquista questo articolo<\/a><\/p><p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/digital\/account\/\">Utente biblioteche abbonate: clicca qui \u00bb<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vero dibattito sull\u2019Europa deve aprirsi non per indagare se si \u00e8 \u201cpro\u201d o \u201ccontro\u201d l\u2019Unione, ma per capire come rilevare la doppia sfida attuale: la sfida della globalizzazione economica e quella della partecipazione civica&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2840,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"categories":[454],"tags":[9,20,33,141,334],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13403"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13403"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13404,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13403\/revisions\/13404"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}