{"id":12568,"date":"2018-02-12T09:27:40","date_gmt":"2018-02-12T08:27:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=12568"},"modified":"2018-02-12T09:27:40","modified_gmt":"2018-02-12T08:27:40","slug":"munera-12018-gianni-demichelis-il-land-grabbing","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-12018-gianni-demichelis-il-land-grabbing\/","title":{"rendered":"Munera 1\/2018 &#8211; Gianni Demichelis &gt;&gt; Il Land Grabbing"},"content":{"rendered":"<p>Assefa mi racconta con pacatezza e occhi rassegnati che gli \u00e8 stato sottratto un piccolo appezzamento di terra di sua propriet\u00e0 in nome di un interesse nazionale superiore. In verit\u00e0, Assefa non si d\u00e0 pace del fatto che un piccolo contadino di un paese agricolo come l\u2019Etiopia debba interrompere il proprio modo di vivere, ereditato da innumerevoli generazioni, per consentire a qualcun altro, dall\u2019altra parte del mondo, di mantenere un determinato profilo alimentare o, talvolta, addirittura di sprecare cibo, come \u00e8 tipico di molti paesi in Occidente.<\/p>\n<p>Il fenomeno del cosiddetto land grabbing, con le sue molteplici sfaccettature di carattere etico, economico, politico e sociale, si pu\u00f2 riassumere in fondo nella genuina domanda di Assefa, nel suo disorientamento esistenziale e nel malessere di famiglie rimosse da piccoli appezzamenti di terra coltivabile ereditati per diritto di propriet\u00e0 o, pi\u00f9 spesso, per un uso consuetudinario protratto e divenuti quindi una fonte di sussistenza insostituibile e inalienabile.<\/p>\n<p>La locuzione inglese indica letteralmente l\u2019attivit\u00e0 di \u201caccaparramento\u201d di ampie aree coltivabili da parte di privati (spesso speculatori) o di enti governativi stranieri, finalizzata sia a ottenere un certo livello di sicurezza alimentare, sia a consentire la disponibilit\u00e0 di prodotti a basso costo e svincolati dalla stagionalit\u00e0 dei cicli naturali per i paesi sviluppati o per potenze demografiche in rapida crescita.<\/p>\n<p>Il fenomeno ha assunto dinamiche e dimensioni impressionanti non solo in seguito alla crescita periodica dei prezzi dei prodotti agricoli (in particolare a partire dal 2007 e 2008), influenzata anche dalle situazioni endemiche di scarsit\u00e0 di raccolto, ma anche per l\u2019opportunit\u00e0 di nuove fonti speculative di reddito.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019Africa subsahariana rappresenta la principale area di destinazione degli investimenti, speculativi e non, in acquisizioni terriere; si calcola, infatti, che la crescita della popolazione mondiale, l\u2019urbanizzazione e l\u2019incremento dei redditi in vari paesi contribuiscano a una crescita costante della domanda di beni agricoli alimentari. Una stima conservativa (basata su scenari n\u00e9 estremi, n\u00e9 sfavorevoli) evidenzia un ammontare di 6 milioni di ettari di terra coltivabile aggiuntivi che, ogni anno fino al 2030, verranno messi a coltura: due terzi di tali aree si troveranno nell\u2019Africa sub-sahariana e, in parte minore, in America Latina.<\/p>\n<p>I paesi dell\u2019Africa Orientale quali Etiopia, Kenya e Tanzania sono da tempo protagonisti di un numero crescente di transazioni fondiarie. Il motivo dell\u2019alto numero di transazioni \u00e8 legato sia all\u2019oggettiva abbondanza di terre, sia al fenomeno definito dalla World Bank come weak land governance. L\u2019espressione descrive una situazione in cui i diritti di propriet\u00e0 non sono registrati o conservati, quindi i legittimi diritti dei possessori sono obiettivamente difficili da dimostrare e le istituzioni locali spesso non proteggono la vulnerabilit\u00e0 delle comunit\u00e0 indigene.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio in tale contesto che ha avuto modo di svilupparsi la cosiddetta rush for land, raggiungendo nel 2016 la cifra di 23,8 milioni di ettari oggetto di transazione verso entit\u00e0 private o pubbliche estere (come parametro comparativo va ricordato che l\u2019Italia si estende su una superficie di circa 31 milioni di ettari).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('1610',1);\"><img alt=\"Acquista l'articolo\" src=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_digitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><\/a>\n<br \/><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('1610','1');\"> per continuare a leggere acquista questo articolo<\/a><\/p><p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/digital\/account\/\">Utente biblioteche abbonate: clicca qui \u00bb<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assefa mi racconta con pacatezza e occhi rassegnati che gli \u00e8 stato sottratto un piccolo appezzamento di terra di sua propriet\u00e0 in nome di un interesse nazionale superiore. 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