{"id":11573,"date":"2017-02-09T10:59:08","date_gmt":"2017-02-09T09:59:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=11573"},"modified":"2017-02-09T11:26:21","modified_gmt":"2017-02-09T10:26:21","slug":"munera-12017-stella-morra-religionei-e-culturae-rimozione-e-integrazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-12017-stella-morra-religionei-e-culturae-rimozione-e-integrazione\/","title":{"rendered":"Munera 1\/2017 &#8211; Stella Morra &gt;&gt; Religione\/i e cultura\/e. Rimozione e integrazione"},"content":{"rendered":"<p>Vorrei iniziare con due premesse che considero orientative della riflessione che segue.<\/p>\n<p>La prima: siamo in un tempo in cui tutto cambia e cambia talmente in fretta\u2026 e dato che il cambiamento \u00e8 pervasivo e radicale, tutti finiamo per agire una (spesso non voluta e non consapevole) resistenza, tentando di continuare a vivere come se nulla fosse cambiato e se potessimo semplicemente vivere come abbiamo fatto fino ad oggi. Ci\u00f2 accade perch\u00e9 la resistenza al cambiamento \u00e8 sempre forte, ma anche perch\u00e9 la vita degli uomini ha tempi che spesso non sono compatibili con la radicalit\u00e0 e velocit\u00e0 del cambiamento.<\/p>\n<p>Inoltre, si tratta di un cambiamento di lungo periodo, di cui nessuna biografia umana \u00e8 in grado di padroneggiare pienamente la portata: solo la storia sar\u00e0 in grado di nominarlo e individuarlo. Gestire e comprendere questo cambiamento nella sua totalit\u00e0 \u00e8 superiore alla nostra portata, ma il flusso di informazioni di cui oggi disponiamo ci mette nella condizione contraddittoria di vederlo (o almeno intuirlo).<\/p>\n<p>E una cosa ci \u00e8 chiara: siamo nella parte finale di questo cambiamento di lungo periodo, nello \u201cscivolo d\u2019uscita\u201d: negli ultimi due secoli si sono viste crepe, e qualche piccolo crollo, poi sono cadute le pareti e ora siamo circondati da rovine, anche se non possiamo predire quanto durer\u00e0 ancora.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 nessuno di noi pu\u00f2 pretendere di avere, in questa fase di uscita, lo stesso livello di chiarezza e lucidit\u00e0 di categorie interpretative del tempo precedente (che avevano beneficiato di almeno cinquecento anni di elaborazione) fino ad essere definite e ben organizzate. Non possiamo intuire in modo compiuto e allo stesso livello di precisione, la\/e forma\/e di vita che in qualche modo da questo cambiamento culturale sortiranno.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario uscire dalla pura retorica del cambiamento, accettato a parole e agito invece nella resistenza, perch\u00e9 proprio sui nostri temi la differenza di paradigmi \u00e8 decisiva. Se non entriamo in uno sguardo nuovo che prenda sul serio il cambiamento reale di quadri interpretativi, di parole, non abbiamo nessuna possibilit\u00e0 di aumentare la nostra comprensione.<\/p>\n<p>La seconda premessa: pi\u00f9 mi occupo di questioni culturali e meno mi oriento; quello che vorrei dunque condividere qui \u00e8 un work in progress, un cantiere di lavoro. Per me \u00e8 convincente uno scenario di riferimento che \u00e8 quello dei <i>cultural studies<\/i>.\u00a0 \u00c8 una disciplina relativamente recente, che non a caso nasce non da un ambito teorico e accademico (antropologico, filosofico o epistemologico), ma piuttosto da un luogo pratico: un gruppo di persone che si occupavano di educazione degli adulti (in Inghilterra, per l\u2019alfabetizzazione o rialfabetizzazione dei nativi e, poi, per l\u2019introduzione dei non nativi alla \u201ccultura\u201d del luogo) negli anni \u201860. Specialmente di fronte ai non-nativi inglesi, questi studiosi si sono posti una domanda molto pragmatica: qual \u00e8 la cultura che serve a un adulto per vivere con tutti gli strumenti necessari, in questo paese? Qual \u00e8 il \u201ccanone culturale\u201d necessario e sufficiente? Domanda che li ha portati molto lontano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('1422',1);\"><img alt=\"Acquista l'articolo\" src=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_digitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><\/a>\n<br \/><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('1422','1');\"> per continuare a leggere acquista questo articolo<\/a><\/p><p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/digital\/account\/\">Utente biblioteche abbonate: clicca qui \u00bb<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrei iniziare con due premesse che considero orientative della riflessione che segue. 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