{"id":10251,"date":"2016-02-15T20:37:00","date_gmt":"2016-02-15T19:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?page_id=10251"},"modified":"2016-02-15T20:37:00","modified_gmt":"2016-02-15T19:37:00","slug":"munera-12016-ghislain-waterlot-pensare-da-bambini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tutti-gli-articoli\/munera-12016-ghislain-waterlot-pensare-da-bambini\/","title":{"rendered":"Munera 1\/2016 &#8211; Ghislain Waterlot &gt;&gt; Pensare da bambini"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019infanzia arriva sempre <em>troppo tardi<\/em>, a cose fatte, fuori tempo massimo. Lo scoppio di riso limpido della prima giovinezza non ha consapevolezza di s\u00e9. Il bambino comprende il valore dell\u2019infanzia quando non ne dispone pi\u00f9, quando \u00e8 passata. Egli guarda con nostalgia a un\u2019et\u00e0 nella quale vorrebbe ritornare ma che ormai gli sfugge per sempre, nella misura in cui il mondo <em>serio<\/em> degli adulti lo reclama. Ancor meno riesce a distrarsene, nella misura in cui egli ha desiderato questo mondo adulto, ha desiderato <em>essere parte di questo mondo<\/em>, <em>essere riconosciuto da questo mondo<\/em>. Quando era ancora un bambino, aspirava fortemente a diventare un adulto. Lavorava \u2013 cos\u00ec pensava \u2013 a dimostrare che lo era, comportandosi come se lo fosse; <em>giocava<\/em> ad essere adulto.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, Hegel aveva ragione nel dire che il bambino non desidera altro che di uscire dalla condizione dell\u2019infanzia, che lo tiene ai margini del mondo degli umani. Il bambino, paradossalmente, appariva cos\u00ec pi\u00f9 serio dell\u2019adulto. Mentre l\u2019adulto, troppo spesso, non presta pi\u00f9 attenzione ai propri obblighi di adulto e regolarmente manca alle proprie responsabilit\u00e0, il bambino al contrario mette tutto se stesso nel mimare il pi\u00f9 seriosamente possibile il dottore, il venditore, il poliziotto, etc. Perch\u00e9 il bambino d\u00e0 tutto se stesso al proprio gioco. Certo, egli <em>mima<\/em>, <em>contraff\u00e0<\/em> l\u2019adulto, ma col suo gioco pone se stesso oltre quell\u2019infanzia che, nonostante tutto, \u00e8 il suo mondo.<\/p>\n<p>L\u2019infanzia \u00e8 dunque ci\u00f2 che il bambino vuole lasciare.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019infanzia appare spesso in modo negativo agli occhi dei filosofi, i quali in genere non la amano. Perch\u00e9 non amano l\u2019infanzia? Perch\u00e9 \u00e8 il luogo del capriccio, della sottomissione alle passioni (sottomissione tanto pi\u00f9 grande quanto meno \u00e8 cosciente di se stessa \u2013 gli stessi adulti sono troppo spesso ciechi rispetto alle passioni che li dominano, non parliamo dei bambini!).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('520',1);\"><img alt=\"Acquista l'articolo\" src=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ico_acquista_digitale.jpg\" width=\"54\" height=\"54\" \/><\/a>\n<br \/><a title=\"Acquista\" href=\"javascript:formcompra('520','1');\"> per continuare a leggere acquista questo articolo<\/a><\/p><p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/digital\/account\/\">Utente biblioteche abbonate: clicca qui \u00bb<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019infanzia arriva sempre troppo tardi, a cose fatte, fuori tempo massimo. 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