L’Autore punta il dito su Eb 13,13 quale vertice di tutta l’Epistola agli Ebrei, perché le sue sole undici parole ne riprendono in sintesi i temi, i movimenti ideali, e lo scopo. E’ il versetto che invita a uscire dal chiuso e a muovere verso il Cristo, il quale patì fuori dalla porta della città. Poiché si deve uscire “portando il suo obbrobrio” e cioè la croce, l’uscita è in realtà una sequela, così che l’epistola ha come tema centrale non solo il sacerdozio secondo l’ordine di Melchisedek ma, ancor più, quello della sequela Christi. E questa è un’intuizione di cui i lettori di «Ebrei» saranno debitori a Violi.
Informazioni sull'autore
Giacomo Violi, sacerdote dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola, ha conseguito il Dottorato in Teologia biblica presso la Pontificia Università Urbaniana. È professore di Esegesi del Nuovo Testamento e Teologia Biblica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Contardo Ferrini” di Modena, vicedirettore dell’Ufficio Biblico Diocesano e Guida di Terra Santa.