Si è voluto sostenere che era già stabilito, addirittura dalle Scritture di Israele, che egli avrebbe ‘tradito’ Gesù consegnandolo alla morte; e soprattutto si è voluto ascrivere alla volontà di Dio quello che accadde, motivandolo con l’avidità di denaro o con la possessione diabolica. Ma allora è davvero possibile considerare Giuda responsabile della consegna? Che cosa sarebbe successo se non avesse consegnato Gesù? Ammettiamo che Giuda, pur amando il Maestro non meno degli altri Undici, avesse frainteso il suo modo di essere Messia, leggendolo in chiave soprattutto terrena; ma questo fraintendimento riguardava tutti i discepoli e fu superato solo dopo l’esperienza della Pasqua e della Pentecoste, che Giuda non poté vivere. Giuda si uccise quando scoprì di essere stato lo strumento involontario della consegna di Gesù alle autorità religiose di Israele, e il suo suicidio non fu un modo di disprezzare il perdono di Dio ma piuttosto, secondo la Legge, un tragico tentativo di meritarlo.
Informazioni sull'autore
Dopo la laurea in Lettere moderne alla Sapienza Università di Roma, Lilia Sebastiani ha compiuto il corso degli studi teologici, conseguendo il Baccellierato in Sacra Teologia all’Istituto Teologico di Assisi e la Licenza e il Dottorato in Teologia morale all’Accademia Alfonsiana di Roma. Svolge attività di articolista e conferenziera in materia teologica. È collaboratrice fissa di Rocca e autrice di diversi libri, oltre a contributi in opere collettive, atti di convegni e dossier.