Abstract
Un tema importante per papa Francesco, anche se non il più eclatante nei dibattiti, è quello della santità, intesa meno come virtù eroica di individualità eccezionali e più come santità ordinaria del Popolo di Dio (Evangelii Gaudium 119, d’ora in poi: EG; Gaudete et Exsultate 6-9, d’ora in poi: GE), santità delle persone comuni che accettano la logica del bene che si dona (EG 9), evitando la «tristezza individualistica» del cuore ripiegato su di sé (EG 2). Dalla prima Esortazione apostolicaprogrammatica fino alla sua ultima Enciclica, in antitesi a una «spiritualità senza carne» (Dilexit nos 87), papa Francesco ha esortato i credenti a un amore concreto, incarnato nella vita quotidiana. «Tutti – afferma – siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno» (GE 14). Vorrei proporre una lettura di questo tema in Gaudete et Exsultate (2018), conalcune risonanze nell’esperienza monastica benedettina, alla cui tradizione appartengo.
